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[Worthington - Joey è alla lezione di letteratura. Il suo professore, il signor Wilder, sta leggendo il compito di Joey, mentre rivediamo uno spaccato del bacio tra Joey e Dawson nell'ultimo episodio della Quarta Stagione.] Wilder: (sta leggendo) E poi, improvvisamente, i due si baciarono. Lei non riuscì a capire come fosse successo. Non lo sapeva. L'idea di baciare quel ragazzo non l'aveva sfiorava per anni, il che era strano, visto che in passato, era l'unico pensiero che aveva in testa. E poi, improvvisamente, tutto finì. Lui tossicchiò, lei si tirò lentamente indietro… e rise tra sé e sé. Fu solo uno di quei momenti, uno di quei momenti in qui abbandoni il tuo stato di comune mortale per sentirti, anche se solo per poco, veramente importante. Aveva condiviso con lui molti di quei suddetti momenti, ma ora lui stava per partire e… Niente sarebbe stato più lo stesso. (rivolgendosi alla classe) Allora, cosa possiamo dire del racconto di Joey? Alex? Alex: Incredibilmente banale. Wilder: Sii un po' chiaro Alex. Wow! Alex: Un chiaro spaccato di una cotta da scuole superiori. A chi importa? Una ragazza: Bè, io l'ho trovato brillante. Il modo in cui ha descritto il preludio al bacio, era come se fossi lì con lei. Una via di mezzo tra Joyce Carol e… Judy Blume. Alex: E a te questo pare una cosa positiva. Wilder: Hey, non critichiamo Judy Blume. Senza di lei, da adolescente non sarei mai riuscito a decifrare quei fortuiti attacchi di pazzia che perpetravano da quelle meravigliose creature che sono le ragazze. Quindi, signorina Potter, ho una brutta notizia e una bella notizia. La bella è che… la lezione è finita. Anche per oggi la tortura è giunta alla fine. Joey: E quella cattiva qual è? Wilder: Hai un futuro come scrittrice... (Posa il compito di Joey sul suo banco: possiamo vedere una chiara "C" in rosso) Il che significa che la tortura è appena cominciata. (rivolto a tutta la classe) Bene ragazzi, ci vediamo la prossima settimana. Alex, tocca a te la prossima volta! Non vedo l'ora. [Per il corridoio - dopo la lezione. Joey raggiunge di corsa il signor Wilder che sta scendendo le scale.] Joey: Professor Wilder. Wilder: Non sei molto convinta di quella "C", vero, Joey? Joey: No, non lo sono. Infatti, non la sopporto, e mi stavo chiedendo, c'è qualcosa che posso fare per trasformare quella "C" in un voto che somigli un po' meno ad una "C"? Wilder: Certamente. Riscrivi il racconto. Joey: E come faccio? Wilder: Quel ragazzo della storia, esiste realmente? Joey: Si, a dire il vero. Verrà a farmi visita questo fine settimana. Wilder: Ah, perfetto. Joey: Perché perfetto? Wilder: Bè, questo ti aiuterà a ritoccare il tuo racconto. Joey: Ritoccarlo? Io non ci vedo proprio nulla che non vada. Wilder: Il problema della tua storia, Joey Potter, è che finisce nel momento stesso in cui dovrebbe iniziare. (Joey rimane a guardare Wilder attraversare il cortile, ponderando quello che lui le ha appena detto.) [Boston - Joey sta andando a correre. Indossa il cellulare alla cintura, e quando questo suona, si ferma per rispondere.] Joey: Pronto? Dawson: Ciao, sono io. Joey: Ciao! Sei all'aeroporto? Dawson: Um, non esattamente. No. Vuoi prima la notizia buona o quella cattiva? Joey: Uh-oh, non di nuovo. Dawson: Huh? Joey: Niente. Cosa devi dirmi? Dawson: Bè, ti ricordi di quel periodo di internato di qui ti avevo parlato? Joey: Con quel regista? Ti hanno preso?! Dawson: Si. Joey: Dawson, è magnifico! Sono felicissima per te. Ma questo significa che non verrai per il week-end. Dawson: Inizierò domani. Joey: E' un peccato. Dawson: Lo so, ero alquanto... impaziente di rivederti. Joey: Alquanto? Dawson: Sai cosa intendo. Joey: Bè, anch'io ero alquanto impaziente di rivederti. Dawson: C'è sempre il prossimo week-end. Joey: Che molto probabilmente diventerà il prossimo mese. Dawson: O il prossimo anno. Joey: E prima di quanto credi, mi manderai solo una cartolina di Natale una volta ogni tanto... Quando tua moglie si ricorderà. Dawson: Allora faremo meglio a dirci addio per sempre direttamente adesso. Joey: Si, tanto vale farlo ora. Dawson: Che drammatica. Joey: Lo so. Um... Bè, senti, buona fortuna per oggi. Dawson: Grazie. E, uh... Ti richiamerò durante il fine settimana. Joey: Ciao. [Hollywood - Dawson arriva fuori dai cancelli di uno studio cinematografico. Una guardia addetta alla sicurezza esce dalla guardiola e si avvicina a lui.] Guardia: Buongiorno figliolo. Dawson: Buongiorno. Sono qui per un internato. Guardia: E' così? Hai un appuntamento? Dawson: Oggi è il mio primo giorno. Guardia: Il primo giorno. Sei agitato? Dawson: Uh, no. Non, uh... Bè, io--si. Guardia: Mi dici il tuo cognome? Dawson: Leery. L-e-e-r-Y. (intanto arriva una macchina: il guidatore suona il clacson. Dawson si sposta, il cancello si apre e la macchina entra.) Guardia: Sai già dove devi andare, signor Dawson Leery? Dawson: Non ne ho la più pallida idea. Guardia: Schiena dritta, la seconda a sinistra, e poi a destra. Dawson: Okay. Grazie. Guardia: Dawson... Una volta dentro cerca di non perderti. [Boston - Jack e Jen stanno prendendo un caffè da un carretto in strada.] Jen: Dove vuoi sederti? Jack: Io direi laggiù. (un giocatore di football passa accanto a loro. Sta giocando con altri) Whoa! Jen: Occhio. Jack: Ooh. I ragazzi del college sono così carini. Jen: Dammi il cellulare. Jack: Perché? Jen: Perché voglio chiamare Tobey e dirgli quello che hai appena detto. Jack: Nessuno mi vieta di guardare. Jen: Si, ma non puoi toccare. Mi piace Tobey. Tobey è una brava persona. Jack: Si, anche a me piace Tobey. E' solo che in questo periodo siamo condannati a provare quel senso di solitudine che una relazione a distanza comporta. Jen: Bè, meglio così che provare il senso di solitudine di una inesistente relazione a distanza. Il che non ha nessun senso, vero? Jack: No, no, non ce l'ha. Senti, tu hai bisogno di un uomo, e subito, va bene, prima che tu raggiunga lo stato di vergine convertita. Jen: Jack. Jack: Cosa? Jen, dico sul serio. E' passato troppo tempo. L'ultimo ragazzo che hai avuto è stato Henry. Il che significa che nell'ultimo anno sei stata un totale piattume. Jen: Che vuoi dire? Jack: Sai benissimo che sei molto più divertente quando hai un ragazzo. Guardarti mentre ti stravolgi la vita con quei tuoi leggeri attacchi d'ansia, è altamente divertente. Jen: Grazie. Buono a sapersi. Jack: Non è che-(un altro giocatore di football passa davanti a loro. Jack ne afferra uno che stava correndo per non farlo cadere) Oh, attento! Jen: O mio Dio! Jack: (rivolto al ragazzo) Bel tiro. Ragazzo: Grazie amico. (si volta per andarsene, ma poi ci ripensa) Hey, um, ci sarà una festa stasera a casa dei Sigma Ep. Venite se volete. E' tutto gratis. Punch, birre, alcolici, tutto. Jack: Grandioso! Si, ci saremo. Jen: (Jen fa un gesto con la mano non appena il ragazzo se ne va) Vai così amico!. (rivolta a Jack) " Grandioso! Ci saremo"? Jack: Si. Si, ci divertiremo. E' la tua occasione di incontrare qualcuno. Jen: Si, come no. Quale luogo migliore di una festa studentesca per incontrare l'amore della mia vita? Jack: Non pensi che quel tipo sia davvero carino? Jen: Certo, ha il fascino del giocatore tutta ambizione e niente cervello. Jack: (penso a quanto ha detto Jen) Concisa ma chiara. [Worthington - Nel dormitorio di Joey. Joey è seduta davanti alla scrivania e sta studiando. La metà della camera dove dorme la compagna è incasinata, mentre la metà di Joey è immacolata. Una ragazza bionda, Audrey, entra nella stanza.] Audrey: Joey! Joey: Audrey. Audrey: Posso chiedere alla mia compagna di stanza preferita in tutto il mondo il più grande di tutti i favori che si possano chiedere? Joey: Ma certo. Tutto all'infuori che uscire da questa stanza. (Audrey fa una faccia delusa e Joey si volta a guardarla.) Volevi che ti lasciassi la stanza libera, vero? Audrey: Zach è qui. Joey: Dove? Audrey: Qui fuori. Joey: Quello che si è fatto tatuare il suo compagno sulla caviglia? Audrey: No. Quello era Tom. Joey: E che è successo a Tom? Audrey: Pessimo baciatore. P.S.S. Joey: P.S.S.? Audrey: Peli sulla schiena. Orribile! Joey: Audrey. Audrey: Joey. Joey: Non possiamo andare avanti così. Audrey: Non potresti andare in biblioteca per un po'? Joey: Hai idea di quanto tempo io abbia già passato in biblioteca questo semestre? E siamo solo ad ottobre. Audrey: Ti prego? Fammi questo favore e ti prometto che mi volatilizzerò come un fantasma non appena il tuo amichetto verrà qui. Joey: Innanzitutto, lui non è il mio amichetto. E secondo, non viene più. Audrey: Dunston non verrà- Joey: Dawson! Audrey: Giusto. Joey: Sarà per la prossima volta. Audrey: Hey... Per caso hai bisogno di me? Perché se hai bisogno di me, mi sbarazzerò di Zach. Voglio dire, forse ancora non ne sei al corrente, ma me la cavo molto bene nel tirare su il morale agli altri. Joey: E' tutto apposto. (raccoglie i suoi libri) Tanto dovevo andare dal signor Wilder. Audrey: E ci vai vestita così? Joey: Che vorresti dire? Audrey: Joey! Il professor Wilder è bellissimo! Joey: Audrey, ci vado per il mio compito. Non per fare colpo su di lui. (se ne va) [Worthington - Nel corridoio fuori dall'ufficio del professor Wilder. Una smisurata massa di ragazze sta facendo la fila fino giù all'uscita dell'edificio. Joey arriva nel corridoio e rimane scioccata nel vedere la lunga fila. Si ferma a parlare con l'ultima ragazza in coda.] Joey: Sono tutte qui per il professor Wilder? Ragazza: Mmm-hmm. E ne vale proprio la pena se vuoi saperlo. (Joey si volta per andarsene ed esce dall'edificio. Cammina nel campus quando vede Wilder che, arrampicato alla finestra del suo ufficio, sta scendendo, così si ferma e lo aspetta.) Wilder: Beccato. Joey: Ma che sta facendo? Wilder: Fuggo dalla massa. Non capisci, se non lo facevo sarei rimasto li dentro per ore. Joey: Deve essere piacevole. Wilder: Che intendi dire? Joey: Avere tutte quelle matricole che spasimano per lei. Wilder: Oh, non preoccuparti. Non appena arrivo a casa ci pensano mia moglie e mio figlio a rovinarmi la festa per un paio d'ore. E mi rinchiudono in casa. Suppongo che volevi vedermi? Joey: Si, volevo chiederle una cosa sulla mia storia. Wilder: Se proprio devi. Se proprio devi rovinare un perfetto giorno di gloria con una domanda inerente a un compito per casa, fai pure. Joey: Bè, lei ha detto che la storia dovrebbe iniziare nel punto esatto in cui finisce ma il problema è che dopo il bacio non è successo più niente. Le due persone sono andate ognuna per la propria strada. Wilder: Non ha importanza. Tu come vuoi che la storia vada a finire? Vedi, scrivere significa fare delle scelte, Joey. Ma tu ti sei bloccata. Ti sei fermata proprio nel momento in cui avresti dovuto fare una scelta. Si, voglio dire, non ho nemmeno capito cosa significasse quel bacio. Joey: E' stato solo un bacio. Wilder: Bè, questo per me non significa niente. Fai la tua scelta. Cosa ha significato? E' stato un bacio amichevole, o appassionato? Significava, "Voglio che ti sdrai sulla superficie piatta più vicina così che ti possa fare le cose più indicibili", o significava "Addio"? (se ne va, lasciandola sola a pensare) [Hollywood - Dawson entra nello studio dove dovrebbe fare il suo internato. La receptionist, Ashley, esce di corsa dalla stanza.] Ashley: (ad alta voce) Torno subito! Heather: (entrando) Hey tu! (bacia Dawson sulle guance) Dawson: Ciao. Heather: O mio Dio, mi hanno detto che eri giovane ma non pensavo così! Non ci siamo già visti in quel ristorante? No? Al Café Deartist con Greg e Mickey e quelli dell'UTA? No? Okay, non importa. Non ci siamo mai conosciuti. Entra. Vuoi qualcosa da bere? Dawson: Acqua. Heather: (urlando per il corridoio) Acqua! (si siedono ad un tavolo) Allora… Lasciamelo dire. Sei uno scrittore eccezionale. Dawson: Davvero? E come fai a dirlo? Heather: E' il mio lavoro dolcezza. Io mi occupo di quello. Dawson: Okay. Voglio proprio dirtelo, sono un grande fan dei lavori di Todd. Specie dei suoi video musicali. Quello che ha fatto per Janet Jackson… Heather: Meraviglioso! Todd è un dannato genio! E' il protagonista del momento, penso. I video sono stati un fantastico trampolino di lancio, ma ora ci occupiamo di lungometraggi. Sta girando Damage Inc. in questo momento. Dawson: Giusto, uscirà la prossima estate vero? Heather: Si, è così. Ed io mi sto occupando del suo prossimo impegno. Gli sto proponendo di realizzare una versione cinematografica di "Al settimo cielo". Dawson: Il telefilm? Heather: Si. Che cosa ne pensi? Dawson: Uhh, credo che sia un'idea… bizzarra. Heather: Esattamente. Il progetto sarebbe di realizzarlo inserendo qualcosa di più del solo aspetto impegnativo. Allo stesso modo in cui hanno fatto col film di Brady Bunch. Ed è qui che subentri tu. Dawson: Non capisco. Heather: David, il tuo saggio è perfetto. Ed è il copione giusto per il nostro progetto. Dawson: Dawson. Heather: Come scusa? Dawson: Il mio nome è Dawson. Heather: Dawson Hartley. Dawson: Dawson Leery. Heather: Allora chi è Dawson Hartley? Dawson: Non ne ho idea. Heather: (inizialmente confusa, capisce il suo sbaglio) Oh! Oh, Dawson Leery! Giusto. Giusto. (di nuovo confusa) Cosa ho letto di tuo? Dawson: Probabilmente solo il mio curriculum vitae. Heather: (appena Ashley entra nella stanza) Ashley? Ashley: Uh-huh? Heather: Chi è lui? Ashley: Il nuovo tirocinante. (Dawson sorride a Heather imbarazzato.) [Casa della signora Ryan - in cucina. Jack, Jen e Joey stanno parlando di Pacey.] Jack: Com'è Bora Bora? Che ne sapete di Bora Bora? Jen: Bora Bora è nei Caraibi? Joey: No, è un'isola della Polinesia francese. Jack: Forse è diventato come Kurtz. Joey: Kurtz? Brando, Apocalypse Now? Jack: Si! Il leader di una banda di ex patrioti di una qualche isola che non puoi trovare sulla cartina. Jen: O forse è già tornato a Capeside. O a Boston. Joey: Bè, dovunque Pacey sia, spero sia felice. E se sono fortunata, Audrey dovrebbe aver quasi finito con la sua ultima fiamma. Jen: A quanto pare quella ragazza ha un promettente futuro nella pornografia. Jack: (canticchia) Barm chicka barm barm, barm! Joey: Sapete una cosa? Voi ci ridete. Ma è vero. Ogni volta che apro quella porta non so mai in quali squallidi atteggiamenti potrei trovarla. Jen: Si, un po' come succede qui a casa nostra. Non sappiamo mai che tipo la nonna si porta a casa dopo il Bingo. Jack: (rivolto a Joey) Possiamo contare su di te per la festa di stasera? Joey: Non saprei. Si insomma, siamo sicuri di essere tipi da feste studentesche? Sapreste nominarmi anche una sola occasione in cui ci siamo trovati a nostro agio a queste feste? Jack: Ed è per questo che dovremmo andarci. E' un nuovo anno, giusto ragazze? Dico sul serio. Abbiamo bisogno di spiegare le nostre ali. Di mettere in discussione ogni nostra opinione preconcetta riguardo il college. E cosa più importante, di reinventare noi stessi. Joey: Ma che gli ha preso? Jen: Un bel ragazzo lo ha invitato. Joey: (andandosene) Ci vediamo. Jack: (rivolto a Jen) Sta zitta. Jen: Ciao! Ci vediamo! (rivolta a Jack) Cosa? [Hollywood - sul set. Dawson entra nello studio dove tutti si stanno dando da fare.] Todd: (il regista) Gente. Mi hanno appena riferito che, grazie all'incompetenza del mio staff, non potrò dare il mio convegno. Il che mi rende triste. Mi rende depresso. Voi tutti siete una disgrazia per l'industria dove davate lezioni. E vi definite ancora una squadra di lavoro? James Cameron vi avrebbe già sbattuto fuori e avrebbe girato il film da solo. Io d'altro canto, mi limiterò a rendervi oggetto di disprezzo e derisione. (rivolto a Dawson) Tu chi sei e perché mi stai fissando? Dawson: Sono il nuovo tirocinante. Todd: Cosa posso fare per te nuovo tirocinante? Dawson: Heather mi ha dato questo copione, mi ha detto di dartelo, che è molto importante e che dovresti leggerlo fra una ripresa e l'altra. Todd: Merda. Ma certo. Heather non ha un buon gusto in fatto di materiale. Ma rimane pur sempre una bella donna, huh? Dawson: Su questo non posso discutere. Todd: Come ti chiami? Dawson: Dawson. Todd: Mi faresti un favore, Dawson? Dawson: Certo, dimmi pure. Todd: Leggilo tu. Poi fammi sapere che ne pensi. Dawson: Davvero? Todd: Mettiti laggiù. Usa la mia sedia. Chiamami non appena hai finito. Dawson: Va bene. Todd: Okay. Dove eravamo rimasti? Oh si. E tu ti definisci un esperto di effetti speciali? Io non vedo nessun dito mutilato… (Todd continua a lamentarsi mentre Dawson si accomoda sulla sedia di Todd, sorridendo tra sé e sé.) [Worthington - Joey ritorna in camera sua. Prima di entrare in stanza, si copre gli occhi con le mani. Una volta aperta la porta, sbircia lentamente fra le dita e trova Audrey da sola. Sta ascoltando una canzone dei Weezer a tutto volume alla radio mentre legge una rivista.] Audrey: Ciao! Hai mai avuto un orgasmo? Joey: Come scusa? Audrey: (spegnendo lo stereo) Hai mai avuto un orgasmo? Joey: Non è un argomento del quale mi piace discutere con una emerita sconosciuta. Audrey: Io? Un emerita sconosciuta? Sono la tua compagna di stanza, Joey. Avrò almeno il diritto di sollevare discorsi come sesso orale, igiene femminile e orgasmi. A proposito di questi ultimi, non credo di averne avuto uno vero alle superiori. Credevo di averlo avuto ma poi… Zach mi ha fatto cambiare idea. E' un peccato che dobbiamo lasciarci. Joey: Vi siete già lasciati? Audrey: Si. Ha tentato di coinvolgermi in un ménage à trois. Sarò anche una ragazza facile, ma non sono tanto porca. Quindi è finita. Joey: Mi dispiace, credo. Audrey: Non è facile trovare il ragazzo giusto. Concetto che ci riporta in maniera perfetta al nostro prossimo argomento… Joey: Che sarebbe? Audrey: Ho paura per te, Joey. Joey: Ma di che stai parlando? Audrey: Ho paura che tu non faccia un'appropriata esperienza universitaria. Joey: Apprezzo la tua preoccupazione, ma… Audrey: No, è solo che tu studi sempre, e molto. E non vuoi mai uscire con me. Joey: Senti, Audrey, ognuno vive la sua esperienza universitaria, okay? Ad alcuni piace bere e cazzeggiare, e va bene così. Ma altri vogliono solo studiare ed avere una buona educazione sperando così che un giorno possano trovare un buon lavoro e non si debbano preoccupare di finire a lavorare come commercianti al dettaglio nella piccola cittadina da dove sono venuti. Audrey: Non dicevo quello, Joey. Joey: No? Audrey: No. E' che, non so. E' come se tu avessi paura di divertirti o qualcosa del genere. Joey: Perché dovrei avere paura di divertirmi? Audrey: Perché se ti diverti, potresti incontrare davvero qualcuno che ti piace. E se dovessi incontrare davvero qualcuno che ti piace, dovresti lasciarti alle spalle il passato. Ascolta, so che sei triste perché quel tuo ragazzo speciale non è potuto venire per il week-end. Questo l'ho capito. Ho un sesto senso per queste cose. Ma forse questo è positivo, sai? Forse è un segno. Joey: Senza offesa Audrey… ma tu non sai proprio nulla della mia vita. Audrey: E di chi è la colpa di questo mi chiedo? (ritorna a leggere la sua rivista) [Boston - Al molo. Jen arriva con due bibite. Si ferma di fronte ad una barca.] Jen: Yoo hoo? (Pacey esce fuori dalla barca) Pacey: Ahh, di nuovo tu! (scende dalla barca e prende la sua bibita) Jen: Non riuscirai a liberarti di me tanto facilmente. Pacey: Sai, non posso credere che mio fratello mi abbia tradito con una persona del tuo stampo. Jen: Si bè, Dougie Witter non può competere con la mia astuzia femminile. Pacey: Allora dimmi, qual è l'ultimo pettegolezzo su di me? Jen: A Bora Bora, dove a quanto pare saresti diventato come quel Kurtz. Pacey: Ooh. Jen: Infatti avevo ipotizzato che fossi li inizialmente. Ma credo che agli altri piaccia immaginare un luogo lontano più esotico. Pacey: E Joey? Jen: A Joey piace immaginare che tu sia felice. Pacey: E lo sono. Jen: Bene. E credo che saresti ancora più felice se uscissi con noi stasera. Pacey: Ti ringrazio ma… Jen: Okay, va bene. Ma vedi, ogni domenica la nonna insiste che dobbiamo pranzare insieme. Ci siamo solo io Jack e Joey. Lo so, è noioso ma è anche molto carino. Il che è tipico di mia nonna. Io te la butto lì. Se ti interessa un buon pranzetto fatto in casa… terremo un posto libero per te. Pacey: Okay, ho capito. Dawson è in città? Jen: No, no. Aveva il suo internato al quale non poteva rinunciare. Pacey: Ascolta, c'è un ragazzo che ha avuto l'idea giusta. E' la fuori, impegnato a fare le sue cose. Che sta andando avanti, e che non si guarda indietro. Jen: Si si si. Pacey: Intesi? Jen: Vieni qui. (si abbracciano) Pacey: Grazie di essermi venuta a trovare. Jen: Di niente. Pacey: E, uh, mi raccomando, continua a mantenere questo nostro piccolo segreto, huh? Jen: Lo farò. Ma non per sempre. Ci vediamo. (se ne va) [Worthington - dormitorio di Joey. Jack e Jen sono seduti sul suo letto e stanno parlando con Audrey. Joey rientra in camera non appena li sente ridere.] Joey: Che mi sono persa? Audrey: Bè, i tuoi amici mi stavano giustappunto parlando della tua romantica, scioccante e sordida storia d'amore! Joey: (rivolta a Jack e Jen) Vi ringrazio tantissimo. Suppongo di poter saltare le presentazioni. Audrey: Assolutamente! Tanto per fartela breve, Jen è la mia nuova migliore amica. E Jack sarà presto conosciuto come… il mio amico più carino. Jen: Oh no. No, casomai come il tuo amico più gay. Audrey: No, davvero? Jack: Molto gay. Audrey: E c'è niente che possiamo fare? Jack: (circondando con le braccia le spalle di Jen e Joey) Bè, sono stato baciato da due dei più bei esemplari femminili che il mondo ha da offrire, neanche a farlo apposta. Audrey: Tutte e due avete baciato questo ragazzo? Non è affatto giusto. (esce dalla camera) Joey: Allora, si va o non si va? Jack: Si. Viene anche lei con noi. Joey: Davvero? Jen: E' una ragazza troppo simpatica, Jo! Joey: Davvero? Audrey: (ritorna con la sua borsa) Okay gente. andiamo! [Hollywood - Dawson ha appena finito di leggere il copione. Todd lo raggiunge.] Todd: Allora, qual è il tuo verdetto, apprendista? Dawson: Diciamo che è proprio quello che temevi. Una merda. Todd: Cosa avrebbe che non va? Dawson: C'è una scimmia fra i personaggi. Todd: Davvero? Una scimmia? E' terribile. Bè, non importa. Tanto probabilmente lo farà comunque. Dawson: Perché? Todd: Perché la protagonista è Drew Barrymore. Dawson: Si, ma il copione fa pietà. Todd: Allora lo modificherò. Scrivere non è poi così difficile. Allora, cosa vuoi fare da grande, Dawson? Dawson: Fra le tante? Il regista. Todd: Davvero? E dove stai studiando? Dawson: Alla scuola di cinema USC. Todd: La scuola di cinema è roba da femminucce. Cosa stai facendo di concreto? Dawson: Io, uh… lo scorso anno ho realizzato un documentario su A.I. Brooks. Todd: Chi? Dawson: Negli anni 50 fu un regista pulp. E' una storia meravigliosa, davvero. Potrei mostrartela se vuoi. Todd: No grazie. Dawson: Okay. Todd: Ascolta, quanti anni hai, 18? Dawson: Si. Todd: Allora è di sicuro brutto. E se io gli dessi un'occhiata e scoprissi che fa davvero schifo, me ne dovrei uscire con qualche commento di circostanza per non farti rimanere male. Mentre se nell'ipotesi più improbabile dovesse essere bello, cosa risolverei? Dovrei forse essere invidioso di un ragazzino di 18 anni che fa il mio lavoro meglio di me? Capisci il problema? Un uomo: Siamo tutti pronti, Todd. Todd: Benvenuto ad Hollywood, Dawson. (se ne va) [Alla festa della confraternita - tutti si divertono e bevono. C'è anche un gruppo che sta suonando e Audrey si precipita sul palco e si mette a cantare insieme al cantante. Joey la vede e sorride. Si volta, con in mano il suo bicchiere di birra, quando un ragazzo correndo si scontra con lei, sbattendo la fronte contro quella di Joey.] Ragazzo: Ow! Scusa, va tutto bene? Joey: Si, sto bene. Ragazzo: Hey, vai alla Worthington, vero? Joey: Si, anche tu? Ragazzo: Si, sei nella mia classe di Economia. Sei la C-10. Joey: Com'è che mi hai chiamata? Ragazzo: Fila C, posto 10. Ti siedi la tutti i giorni. Ti tocchi così i capelli quando prendi appunti, li sistemi dietro l'orecchio. E' carino. Okay, ti sto annoiando a morte vero? Joey: No. Affatto. Ragazzo: Bene. Ti va di entrare a parlare un po'? Li c'è meno rumore. Ti prometto che non ti prenderò più a testate, mai più. Joey: (ci pensa un attimo) Uhh… Veramente, vorrei raggiungere i miei amici. Guy2: D'accordo. Okay. Bè, è stato bello parlare con te. Joey: Anche per me. Guy2: Ci vediamo. [Nella casa della confraternita - Jen è li da sola a bere una birra.] Un ragazzo: Ciao! Jen: Ciao. Ragazzo: Ti piacerebbe vedere il mio stereo? Jen: E dove sarebbe? Ragazzo: Su in camera mia. Jen: Ahh. E scommetto che hai anche dei favolosi poster fosforescenti attaccati alle pareti, vero? Ragazzo: E' vero. Che te l'ha detto? Jen: (ridendo) Credo che rifiuterò. Ragazzo: E perché? Jen: Perché non voglio venire a letto con te. Guy3: Bè, come fai a saperlo? Jen: Perché se andiamo in camera tua poi tu potresti cambiare idea. Ragazzo: Si, credo proprio di si. [Al party - Jack va a sbattere contro un ragazzo: è lo stesso che lo ha invitato alla festa.] Ragazzo: Ciao! Jack: Ciao! Ragazzo: Allora, ci hai fatto un pensierino riguardo alla possibilità di unirti ad una confraternita? Jack: Ah, non saprei. Non è un posto per me. Ragazzo: Qual è il problema? Hai qualcosa contro la famiglia? Jack: Che io sappia, no. Ragazzo: Dimentica tutto quello che hai sentito dire in giro. Dimenticalo. Qui puoi far parte di una famiglia. Avere una famiglia proprio qui a scuola. Ti unisci alla famiglia e diventi mio fratello. Nessuno ti tratterà male. Quattro anni della tua vita. Stringi il patto con me ed io mi prenderò cura di te. Sarai il mio ragazzo. Ed io il tuo uomo. Come ti chiami? Jack: Jack. Guy1: Jack. Pensaci su, Jack. (guarda un altro ragazzo ed indica Jack. L'altro ragazzo passa accanto a Jack e gli scatta una foto con la Polaroid, molto velocemente. Jack rimane accecato dal flash e se ne va). [Hollywood - Sul set del film. Dawson arriva sul set con delle tazze di caffè, ma inciampa e tutti i caffè cadono a terra.] Todd: (dal megafono) E la giuria russa gli da un bell'otto e mezzo in incompetenza! Dovunque guardo, vedo sempre quell'imbranato dell'apprendista. Dawson: (sottovoce) Fottiti. Todd: Scusa! C'è qualcosa che vorresti condividere con il resto del gruppo? Dawson: No, come non detto. Todd: Proprio quello che pensavo. Tieniti i tuoi commenti per te la prossima volta ragazzino, okay? Bene. Dove ero rimasto? (se ne va) Dawson: Todd? Ti avevo detto "Fottiti". Dovresti vergognarti di te stesso amico, e non perché tratti male le persone, visto che molti altri come te lo fanno. Dovresti vergognarti di te stesso perché hai un grandissimo privilegio e non lo prendi per niente sul serio. Sei un regista. Lo fai per vivere ma non apprezzi affatto il tuo lavoro. Questo film probabilmente sarà un fiasco. Lo so io, lo sai tu, e tutto il tuo staff lo sa. Ed anche il tuo prossimo film sarà probabilmente un fiasco. Ti hanno dato le chiavi del successo ma tu lo stai spazzando via. Mi dispiace per te. Se mai dovessi diventare io un regista, le cose sarebbero molto diverse. (Tutti iniziano ad applaudire finché Todd non si volta, e allora tutti si fermano. Poi Todd si avvicina a Dawson). Todd: Hai le palle ragazzino. Ora vattene dal mio set. Sei licenziato. (rivolto al suo staff) Bene, ora che il problema è risolto… [Party - Joey è seduta su un muretto quando Audrey la raggiunge e si unisce a lei.] Audrey: Joey, devi venire a cantare con la band. E' come il karaoke, ma con la musica dal vivo. E' troppo divertente! Joey: Magari più tardi. Audrey: Okay. Tutto apposto? Joey: Sto bene. Avevi ragione sai? Audrey: Su cosa? Joey: Sul fatto che sono ancora legata al passato. Eccomi qui, una matricola del college. Se lasciassi veramente che tu mi conoscessi meglio capiresti che per me è obiettivamente una cosa grandiosa. Ed eccomi qui, a lavorare sodo. A leggere, studiare, sfornare compiti… ad imparare, capisci? Ad innamorarmi di questa città che è meravigliosa, eppure c'è ancora una parte di me che è rimasta a quando avevo 15 anni. che è rimasta ancora legata a Capeside. E che è ancora innamorata del ragazzo che vive sul fiume e che mi vede solo come un'amica. Audrey: Chris. (Joey la guarda) E' stato il mio ragazzo alle superiori. Dirgli addio è stata forse la cosa più difficile che abbia mai fatto. Perché sapevo che, non importava quanto ci amavamo, non importava quanto ci fossimo promessi di restare fedeli l'uno all'altro, non avrebbe comunque funzionato. Avremmo finito per farci solo del male. Così ho tagliato i ponti e gli ho detto addio. E alle volte è molto difficile. So che lui è la fuori da qualche parte… ad innamorarsi e a lasciare delle ragazze che non sono io. Di certo mi credi una grandissima puttana, huh? Ma, io sto solo cercando di vivere la vita, sai? Di divertirmi. E se mi va di baciare un ragazzo… Joey: Allora sia. Audrey: Esattamente. Senza rimpianti. E' stato davvero bello parlare con te, Joey Potter. Spero di rifarlo ancora. Joey: Anch'io. [Nel bagno della casa della confraternita -Joey è dentro e sta parlando al telefono. Qualcuno bussa alla porta.] Joey: Un attimo! (al telefono) Ciao Dawson, sono io, umm… volevo parlare con te. Sono ad una festa con Jack e Jen e la mia pazza compagna di stanza. Indovina un po'? Mi sto divertendo molto, ma per quanto sia divertente, non lo è del tutto e questo per colpa tua. Non sei qui e so di averti detto che non fa niente se non sei potuto venire questo week-end ma sai una cosa? Non è così perché mi manchi. C'era un ragazzo stasera che ci stava provando con me, o almeno credo che ci stesse provando. E' stato molto carino ma io l'ho liquidato su due piedi e non so nemmeno io il perché. Anche se sono sicura che sia stato per colpa tua. E…ho passato questi ultimi mesi recitando la parte di quella convinta che un giorno ti saresti presentato alla mia porta, ma non sarà così. Tu sei la fuori ad inseguire i tuoi sogni ed è quello che io voglio per te, Dawson. (qualcuno bussa insistentemente) Un attimo! (di nuovo al telefono) Dawson, credo sia giunto il momento per me di lasciarti andare. E mi è veramente difficile farlo perché so che c'è ancora una parte di me che rimarrà innamorata di te per il resto della mia vita. Ma tutto questo rincorrerci, sistemarci e sognare non è salutare per nessuno dei due. Quindi sono io che taglio i ponti con te, sono io che sto facendo quello che avrei dovuto fare già tre mesi fa. Dirti addio, Dawson. Richiamami. Ciao. (riattacca la cornetta) [Alla festa - Jen è seduta fuori in un angolo contro un muro. Charlie, il bassista della band, si avvicina a lei con in mano una bottiglia d'acqua.] Jen: Uh, no. Charlie: No cosa? Jen: No, non mi interessa. Charlie: No non mi interessa cosa? Jen: Qualunque cosa tu voglia propormi. Charlie: Okay, non ho nemmeno detto una parola. Jen: Bè, Stavi per farlo. Charlie: Davvero? Jen: Si. stavi per propinarmi la tua miglior frase di approccio. Qualcosa del tipo "Ciao pupa…" il che, chi ha orecchie intenda, non è né intelligente né carino. Poi la farai seguire da un classico popolare, "Hey, sai cosa ti starebbe davvero bene addosso? Me." Charlie: (ride) Wow. La gente dice davvero queste cose nella vita reale? Tanto perché tu lo sappia, io non sono quel tipo di ragazzo. Jen: Senti, per quel che ne so potresti benissimo essere quel tipo di ragazzo che bazzica per le feste scolastiche perché sa che può approfittare sia di quelle disinibite che di quelle più sensibili. Il che è ancora peggio amico, visto che… Charlie: Okay, 1) Tu sei pazza… il che non è del tutto spiacevole. E 2) Non sono nemmeno quel tipo. Jen: Bè, allora che ci stai facendo qui? Charlie: Suono nella band. Siamo stati pagati 50 dollari per suonare, e 50 dollari sono 50 dollari signorina. Jen: Bè… voi siete, siete stati davvero bravi. Charlie: Grazie. Mentre tu, se mi è concesso saperlo, che ci fai qui signorina So-Tutto-Io? Voglio dire, a parte fissare imbronciata quella tua bottiglia di birra. Jen: Hey, imbronciarsi può essere divertente. Charlie: Senti, devo andare a caricare gli strumenti. E' stato meraviglioso condividere questo momento con te. Ciao. (fa qualche passo, poi si volta verso Jen) Senti, tanto perché tu lo sappia, ti avrei soltanto detto "Ciao, io mi chiamo Charlie, e tu?" Tutto qui. E poi avrei sperato che avremmo parlato un po'. Avrei scoperto che non sei il tipo di ragazza che di solito viene a feste di questo tipo. E ciò avrebbe spiegato perché la ragazza più carina di tutta la festa, se ne sta da sola qui fuori in un angolo. Perché, hai ragione okay?, la maggior parte di questi ragazzi sono dei ruffiani e le ragazze sono ancora peggio. E solo Dio sa come vorrei che non procreassero. Ma lo faranno. E a noi non resterà che fare del nostro meglio. Lottare con coraggio. Così che la loro specie non si impadronisca del mondo. Tutto qui. (fa per andarsene) Jen: Charlie? (lui si ferma e si volta a guadarla) Jen. Il mio nome è Jen. Charlie: Bè, è stato bello conoscerti, Jen. (si volta di nuovo e va a sbattere contro Jack) Jack: Scusami. (si avvicina a Jen) Come mai sei così sorridente? Jen: Sta zitto. Jack: (ride) Si! [Hollywood - Dawson, triste, sta lasciando il set. La guardia di prima lo ferma.] Guardia: Allora, come è andato il tuo primo giorno? Dawson: Primo e ultimo, a dire il vero. Sono stato licenziato. Comunque il lavoro non era un granché. Guardia: Ci sono cose peggiori. Dawson: No, adesso come adesso non esistono. Guardia: Da dove vieni ragazzo? Dawson: Vengo da Capeside. E' una piccola cittadina del Massachusetts. Guardia: Bene. Io invece sono originario di Boston. Dawson: Davvero? Ci sono tutti i miei amici a Boston in questo momento. Guardia: E perché non sei lì con loro? Dawson: Perché era questo il mio sogno. Il cinema. Guardia: E il tuo sogno sta tentando di essere all'altezza della realtà? Dawson: E' strano. Ma non è così. Guardia: Che ne dici se ti chiamo un taxi? Dawson: Grazie. [A casa della signora Ryan - in cucina. Jack, Jen e Joey arrivano a casa.] Joey: Okay Jen. Mi dici il suo nome oppure mi costringi ad ucciderti? Jen: Shh… Cerchiamo di non svegliare il drago che dorme. Joey: Jen! Jennnnn? Jen: Charlie. Okay? Il suo nome è Charlie. Joey: Charlie, è carino. Jen: Per quel che vale. Jack: Carino come il nome di un giocatore tutta ambizione e niente cervello. Jen: Charlie non è stupido. Jack: Oh, qualcuno si è innamorato! Jen: La vuoi smettere? Mamma mia, se riuscirò a trovare dei biscotti in queste credenze, diventerò devota a Dio e ai suoi insegnamenti. Signora Ryan: (entrando in cucina) Ahh, questa è musica per le mie orecchie, Jennifer. Jack: Scusa nonna. Jen e Joey: Scusa. Signora Ryan: (sbadigliando) Ahh, non importa. I morti non dormono. Allora, come è stata la festa? Joey: Jen ha conosciuto un ragazzo. Jack: Charlie. E non è uno stupido. Signora Ryan: Bè… ringrazia il Signore e passami lo zucchero. Ed io aggiungerei, era ora. Jen: Grazie nonna. [Worthington - Joey sta tornando in camera sua quando vede il ragazzo che ha incontrato alla festa. Gli fa un sorrisetto e si ferma fuori la porta mentre lui passa. Poi entra in camera e trova Audrey addormentata. Joey si butta sul letto e chiude gli occhi. Improvvisamente qualcuno bussa alla porta.] Joey: Audrey. Audrey! (Audrey si gira dall'altra parte e non accenna a svegliarsi. Bussano di nuovo) Un attimo. (Va a vedere chi è un po' controvoglia. Apre la porta: è Dawson.) Dawson: Ciao. (Joey sorride e lo abbraccia calorosamente. Fine.) Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi (più pochissimi ritocchi da parte mia) |
