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C o d a
( C o n c l u s i o n e )


[Camera da letto di Dawson - Dawson e Joey sono seduti sul letto e stanno rivendendo il primo film girato da Dawson, "La creatura degli abissi".]

Dawson: Sai, fa più schifo di quanto non mi ricordassi.

Joey: Dawson, devo forse ricordarti che "La creatura degli abissi" ha vinto il premio della giuria nella sezione giovani al Festival del Cinema di Boston e ti ha fatto vincere la bellezza di 2,500 dollari?

Dawson: Si, è vero. Somma che poi ho sperperato per la realizzazione del mio più grande fiasco, com'è che si intitolava-com'è che l'hanno definito? Ah, ora ricordo. L'ardita rappresentazione di una schifezza.

Joey: Blah blah blah blah blah.

Dawson: Sul serio Jo. Come abbiamo fatto ad arrivare fin qui? Voglio dire, mi sembra ieri, quando stavamo seduti qui a guardare E.T., a chiederci come sarebbe stato frequentare l'ultimo anno, e all'improvviso… stiamo per partire per il college.

Joey: Bè, alcuni di noi partiranno prima di altri. Voglio dire, io ho ancora tutta l'estate per farmi divorare dall'ansia, ma, uh, tu invece-

Dawson: Io partirò dopo domani. La mia carriera universitaria comincerà dopo domani. Sai, comincio a chiedermi se frequentare il programma estivo sia stato davvero una buona idea.

Joey: Dawson, pensa al lato positivo. Voglio dire, sei stato accettato, e non solo ti vogliono con loro, ma ti vogliono al più presto. E' una cosa meravigliosa. A proposito, dovresti iniziare a fare i bagagli.

Dawson: Se ti sentissi come mi sto sentendo io adesso, fare i bagagli sarebbe l'ultima cosa alla quale penseresti.

Jen: Okay.

[Si soffermano a guardare la scena in cui la creatura - interpretata da Pacey - afferra Joey spingendola in acqua.]

Dawson: Hai avuto notizie di lui?

Joey: No. La creatura degli abissi rimane irreperibile.

Dawson: Mi dispiace. Sono sicuro che quando si sentirà pronto, in qualche modo si farà vivo.

Joey: Non ne sono sicura. Ti sei mai sentito del tutto incapace di tenere viva una relazione?

Dawson: Credo di capire come ti senti.

Joey: Questa storia mi ha insegnato l'ennesima lezione di vita. Mai avere una relazione con un mostro degli abissi, anche se molto affascinante. Non… non funzionerebbe mai.

Dawson: Devo dire che, a dispetto delle nostre reciproche disgrazie, mi rimane ancora un po' di tempo per uscire con te.

Joey: Anche a me.

Dawson: Vorrei che non finisse mai.

Joey: Bè, tutto prima o poi finisce, Dawson.

Dawson: Grazie Sylvia Plath. Vorrei solo che non fosse così, tutto qui. Vediamo, uh…

[Spinge un tasto sul telecomando.]

[Sigla.]

[Alle rovine - Joey, Dawson, Jack e Jen sono sdraiati sugli scalini, e si stanno rilassando e divertendo un po' nel poco tempo che gli rimane prima di lasciarsi.]

Joey: Mi sono presa l'influenza tedesca.

Dawson: L'influenza tedesca?

Joey: Me l'ha attaccata mia zia.

Dawson: Davvero?

Joey: Comunque, come ti dicevo… il film era in bianco e nero…

Jen: Non sarebbe meglio se ci cercassimo, non so, un lavoro estivo per esempio?

Joey: Uh, alcuni di noi l'hanno già fatto.

Dawson: Si. E' solo una mia impressione, o l'uniforme che indossate allo yacht club sta diventando sempre più succinta?

Joey: Piantala!

Dawson: Ha ha ha. Comunque ragazzi c'è sempre un posto libero per voi nel nostro ristorante.

Insieme: Lo sappiamo.

Jack: Sentite qua. Questa si che è bella. Siete pronti?

Dawson: Okay.

Jack: Preferireste di più lavorare per due giorni al ristorante dei Leery, completamente nudi, o fare sesso con il preside Peskin?

[Jen e Joey si lamentano]

Jen: (rivolta a Joey) La tua si che era forte, diccela.

Joey: Okay, ecco la mia. Fare sesso con il preside Peskin, o passare il vostro primo anno di università con un compagno di stanza che emana un odore decisamente cattivo?

Jen: Del tipo, fragranza al sudore di hippie?

Joey: No, del tipo fragranza al sudore di studente venuto dalla Francia.

Jack: E' carino almeno?

Jen: Jack.

Jack. Scherzavo. Stavo scherzando.

Dawson: Ne ho una, ne ho una io. Ha ha. Ho una domanda così geniale nella sua perversità-

Joey: Allora spero proprio che sia bella.

Jen: Si. Sai una cosa? Io non farei mai precedere i miei lampi di genio dalla parola "geniale". Li renderebbe destinati al fallimento.

Jack: Uccelli del malaugurio perché non lasciate parlare questo pover'uomo?

Dawson: Grazie. Okay. Preferiste di più fare sesso con Peskin o guardare Peskin fare sesso con la nonna di Jen?

Jen: Okay okay okay okay. Innanzitutto, la nonna non farebbe mai sesso con Peskin. E secondo, hai vinto. Era davvero disgustosa.

Dawson: Missione compiuta. Ora potrò lasciare la città sapendo di essere il campione del "Preferiresti di più" più disgustoso. Per caso sapete che ore sono?

Jack: Si. Sono, uh… sono quasi le 6.

Dawson: Cavolo. Avevo un appuntamento con mio padre circa mezzora fa.

Jen: Aspetta. Siamo ancora d'accordo di passare la serata al cinema?

Dawson: Uh, si. Ci vediamo a casa mia alle 7.

Joey: Ciao.

Jen: Ciao.

Jack: A stasera.

Dawson: A stasera.

[Negozio di computer - Mitch e Dawson stanno dando un'occhiata ai computer portatili]

Mitch: Questo gioiellino ha tutto Dawson. 850 megahertz, processore Pentium 3, 128 megabyte di ram, disco rigido da 32 giga, modem 56K. Cosa vuoi di più?

Dawson: Non saprei. Un Mac, forse?
Mitch: Cosa?

Dawson: E' ovvio che nella vita ci sono persone da Mac e persone da PC, dipende da come sei. Mettiamola così: preferisci i Beatles o Elvis?

Mitch: I Beatles.

Dawson: Vedi? E' proprio questo quello che intendo.

Mitch: Dawson, ho fatto tutte le ricerche del caso, e il T21 è in assoluto il migliore, ed è quello che compreremo.

Dawson: Si, bè, in questo caso, preferirei che non me lo comprassi affatto.

Mitch: Hai bisogno di un portatile per la scuola Dawson. Quindi ti comprerò un portatile.

Dawson: Okay papà, apprezzo quello che stai facendo per me, ma non è giusto che tu voglia scegliere alle tue condizioni.

Mitch: Non è giusto. Un padre vuole spendere un sacco di soldi per suo figlio, ma in qualche modo non è giusto.

Dawson: Perché vuoi spendere un sacco di soldi per comprare una cosa che non voglio?

Mitch: Perché ne hai bisogno. Ascolta, è pratico. Funzionale. E ti durerà per anni.

Dawson: Ma non è quello che voglio.

[Il negoziante si avvicina a loro]

Negoziante: Posso aiutarvi?

Mitch: Si, prendiamo il T21.

Negoziante: Ah, un'ottima scelta. Glielo vado subito a prendere.

[Casa di Jen - Jen e Jack entrano in casa e Jack apre il frigorifero, ma rimane a bocca asciutta perché è vuoto.]

Jack: Whoa.

Jen: (sospira) Non avremmo dovuto lasciarla sola per un ora. Quella donna è una macchina delle pulizie ambulante.

Signora Ryan: Ooh, bene. Siete tornati. Mi stavo per preoccupare. Per stasera dovrete accontentarvi di quello che c'è.

[Jack vede una pentola sul fornello e fa per assaggiare quello che c'è dentro quando la nonna lo ferma]

Signora Ryan: Ah ah ah.

Jack: Mi scusi.

Signora Ryan: Suppongo che voi due abbiate già mangiato del disgustoso cibo da fast food.

Jen: Certamente. Mentre vedo che tu hai fatto razzia in frigorifero.

Signora Ryan: Non c'era bisogno di lasciarci ancora del cibo.

Jen: Si, ma l'impresa di traslochi arriverà solo domani.

Signora Ryan: Alle 8 di domattina, per essere precisi, e c'è una persona che ancora deve impacchettare le sue cose in camera. E le rimane poco tempo visto che stasera ha in programma di andare al cinema con Dawson.

Jen: Ho capito. Okay, questo tuo allegro comportamento è solo un tentativo di farmi rimanere a casa stasera, giusto? Cosa che, tra l'altro, non mi dispiacerebbe affatto.

Signora Ryan: Oh, non essere sciocca cara. E' l'ultima notte di Dawson in questa città. Dovete uscire e divertirvi.

Jen: Lo so, ma… è anche la nostra ultima notte in questa casa. Magari dovremmo fare qualcosa… di speciale, commemorare questo evento.

Signora Ryan: La nostra ultima notte in questa vecchia casa senza più quadri ai muri, e senza cibo nel frigorifero? Onestamente Jennifer, c'è poco da commemorare qui dentro. Va bene. Facciamo così. Quando tornerai a casa stasera, ci prepareremo un tè.

Jen: Hai messo via la teiera.

Signora Ryan: E non dimenticare di metterti un maglione. Farà molto freddo stasera.
[Fuori casa di Dawson - Dawson e Mitch escono dalla macchina dopo essere ritornati dal negozio, e Mitch sta portando la scatola con dentro il PC portatile.]

Mitch: Ahh. Andiamo ad aprire questo gioiellino.

[Dawson vede sua madre e Joey parlare fuori nel cortile]

Dawson: Più tardi papà. (raggiunge Joey) Ciao.

Joey: Ciao.

Dawson: Non sai come sono contento che tu sia qui. Pronta per andare?

Joey: Si.

Mitch: Bè, dove state andando?

Dawson: Andiamo al cinema con Jack e Jen. Ci vediamo più tardi.

Mitch: Ma Dawson, è la tua ultima notte a casa.

Dawson: E?

Mitch: Pensavo che l'avremmo passata in famiglia.

Dawson: Io invece pensavo di passare un po' di tempo con i miei amici.

Mitch: Ascolta, non voglio mettere in imbarazzo nessuno. Scusami Joey, ma mi farebbe davvero piacere se rimanessi a cena da noi.

Gale: Mitch.

Dawson: Papà, non farò troppo tardi.

Mitch: Bè, fammi capire bene. Preferisci andare al cinema invece di passare il poco tempo che rimane con me, tua madre e la tua sorellina?

Dawson: Non ho detto questo papà. Cosa c'è di male ad uscire con i propri amici?

Mitch: Sei uscito insieme a loro per tutto il mese.

Dawson: Si può sapere che ti prende?
Mitch: Niente. Sto solo cercando di capire da quando mio figlio è diventato così insensibile.

Dawson: Forse dallo stesso momento in cui tu sei diventato così dispotico.

Mitch: (ride) Resterai qui per cena.

Dawson: No.

Mitch: No?

Dawson: No papà. Ascolta, già mi stressa il pensiero di dover fare un viaggio di 3000 miglia, quindi non ti ci mettere anche tu adesso, okay? Andrò al cinema, tornerò tardi, e non mi sentirò affatto in colpa solo perché ho voluto passare quel po' di tempo che mi rimane prima di partire con quelle poche persone che significano tutto per me. Okay?

Mitch: Fai quello che ti pare.

[Mitch entra in casa e Dawson si volta verso sua madre.]

Dawson: Mamma?

Gale: Vai tesoro. E divertiti.

Joey: Dawson, non dobbiamo andarci per forza.

Dawson: No, andiamocene di qui. Andiamo.

[Alla barca del signor Dean - Pacey sta lavorando sul ponte quando uno dell'equipaggio si avvicina a lui.]

Tipo: (con accento giamaicano) Salve Witter. Che c'è amico, non ti piace questo paradiso?

Pacey: Al contrario, mi piace.

Tipo: Allora fai una pausa. Mi sto stancando solo a guardarti.

Pacey: Hey amico, c'è una possibilità che io possa trovare un telefono in questo paradiso? Perché avrei bisogno di fare una telefonata.

[Il tipo gli da un cellulare.]

Tipo: Prendi fratello. Prova con questo.

Pacey: Ah, grazie.

Tipo: Quando hai finito, raggiungimi giù al bar, così ci beviamo qualcosa.

Pacey: Va bene, grazie.

[Compone il numero ma non risponde nessuno. Pacey sospira.]

[Sul lungomare - Jack e Dawson stanno camminando sulla passerella mentre parlano.]

Jack: Ah… (sospira) Ancora non riesco a credere che partirai domani.

Dawson: Non dirlo a me.

Jack: L.A. E' lontana una galassia intera.

Dawson: Eppure è a sole 5 ore di aereo da qui.

Jack: Sei nervoso?

Dawson: Si, sono nervoso. Mi sento eccitato, mi sento…euforico, ma anche depresso. Tanto per dirti in breve cosa provo.

Jack: Sei sicuro di non voler restare ancora un po'? Potresti passare l'estate a dipingere la casa della signora Hammacott.

Dawson: Ha ha. Mio Dio. Chiedilo a Joey. Sono sicuro che coglierebbe al volo l'occasione di liberarsi dalle grinfie di Cruella DeValentine.

Jack: Si. Si, sentirà moltissimo la tua mancanza Dawson.

Dawson: Si, comunque ha anche un sacco di altre cose per la testa. L'ansia di andare all'università… il dolore per la rottura con Pacey.

Jack: Andiamo amico. Capisco che tutto questo è vero, ma l'addio tra te e Joey rimane comunque l'evento più colossale.

Dawson: Perché siete tutti così decisi a farmi scendere dal mio piccolo, accogliente ma resistente bozzolo?

Jack: Perché se non ti deciderai a riconoscere la grande importanza di questo momento, una notte ti sveglierai sudando freddo nel dormitorio della USC, e ti ritroverai con un altro punto da aggiungere alla lista dei maggiori rimpianti della tua vita.

Dawson: Mi faresti un favore?

Jack: Si, quello che vuoi.

Dawson: Non sederti vicino a me al cinema stasera, amico. Mi stai già deprimendo.

Jack: Andiamo amico. Non dirmi che non ci avevi nemmeno pensato.

Dawson: A cosa?

Jack: A cosa? All'eventualità di passare l'estate con lei.

Dawson: Ma certo che ci avevo pensato. Ci ho pensato tantissimo, e la cosa mi fa diventare matto perché non riesco a non pensarci. (sospira) Mi ero innamorato di un'altra ragazza quest'anno. Hai idea di quanto questo significhi per me? Voglio dire… allora perché non riesco a non pensare a lei?

[Fuori dal cinema - Jen e Joey si avvicinano alla biglietteria mentre parlano.]

Jen: Sentirai la sua mancanza?

Joey: Tu no forse?

Jen: Si, ma per me è diverso.

Joey: Cosa intendi per diverso?

Jen: Io ho avuto tutta la scorsa estate per averne fin sopra i capelli di Dawson e delle sue battute, le sue manie. Di tutte quelle grette e irritanti cose che usa fare e che ti fanno venire voglia di gettarlo nel fiume.

Joey: E' piuttosto irritante, non è vero?

Jen: Puoi dirlo forte.
Joey: Come ad esempio il modo in cui ti costringe a rimanere ancora seduta mentre scorrono i titoli di coda.

Jen: Ha! Con tutto il rispetto per i registi, si intende.

Joey: Quel suo scattare fotografie senza sosta, o la sua deprimente autoanalisi.

Jen: Per non parlare del modo in cui si comporta quando vuole metterti su un piedistallo per farti diventare il centro del suo mondo. Mio Dio. …Se gli chiedessi di restare, lo farebbe.

Joey: Cosa? Dovrebbe rinunciare all'occasione più importante della sua vita solo per cazzaggiare qui a Capeside un'altra estate?

Jen: Ha ha ha. Non credo che lui vedrebbe la cosa come un compromesso poco equo.

Joey: Cosa ti fa pensare che voglio che resti?

Jen: Vuoi saperlo davvero?

Joey: Si.

Jen: E' quella vocina dentro di me che dice "Bello il colore dei tuoi capelli. Che tinta usi?"

Joey: Mi odi ancora, non è vero?

Jen: No, io non ti odio.

Joey: Proprio non capisco Jen. Voglio dire, come dovrei sentirmi in questo momento? Come dovrei sentirmi sapendo che ho il potere di cambiare la vita di qualcuno?

Jen: Non saprei. Voglio dire, credo che tutti abbiamo il potere di cambiare la vita degli altri. La domanda è… è giusto usarlo?

[Tocca a loro comprare i biglietti]

Jen: Salve, 4 biglietti per favore.

[Jack e Dawson le raggiungono]

Dawson: Di che cosa stavate parlando ragazze?
Jen: Oh, di niente…

Joey: Um…

Jen: Capelli, trucco, pace nel mondo. Cose da ragazze.

[Jen distribuisce i biglietti]

Jen: Per voi.

Dawson: Grazie.

Jack: Grazie.

Jen: E per te. Possiamo entrare.

[Entrano nel cinema. Stanno dando il film "American Graffiti".]

[Fuori dal cinema - i nostri escono dal cinema, poi si fermano sul marciapiede alquanto in imbarazzo.]

Dawson: (sospira) Allora, chi di voi ha fame?

Jen: Bè, io vorrei tornare a casa per stare un po' con la nonna. Mi sento alquanto in colpa per averla lasciata sola proprio stasera. Ma se voi, si insomma, se voi volete andare a mangiare qualcosa, potrei unirmi lo stesso a voi.

Jack: Vada per il cibo.

Dawson: A dire il vero, sapete una cosa? Non ho ancora fatto i bagagli. E devo farli entro stasera. A meno che voi non vogliate-

Jen: Si. Voglio dire, perché voi due non andate avanti? Sono sicura che avete molto da dirvi. Io e Jack faremo una passeggiata.

Jack: Vada per la passeggiata.

Joey: Oh. Si, come vuoi. Non che la mia serata sarebbe incompleta senza una sosta al fast-food, ma…

Jack: Okay. Allora, cosa vogliamo fare?

Joey: Uh, um… credo che sarebbe meglio tornare a casa.

Dawson: Vada per la casa. Uh. Chi viene per primo?

Jen: Bè, io vivo accanto a te.

Jack: Uh, e la mia macchina è a casa di Jen.

Joey: (si schiarisce la voce) Suppongo che sia io la prima.

[Soggiorno dei Leery - Gale e Mitch stanno guardando delle foto della piccola Lily.]

Gale: Okay, quale ti piace di più? Lily così adorabile nella culla di vimini col suo fiocchetto rosa, o Lily così adorabile nella culla di vimini col suo fiocchetto giallo? Oh, naturalmente c'è anche quest'altra in cui è adorabile insieme a Dawson.

Mitch: Hmm. Entrambi hanno gli stessi occhi, non trovi?

Gale: Mm-hmm. Fanno trapelare un'intensità nascosta.

Mitch: E gli stessi zigomi.

Gale: Sono entrambi fotogenici.

Mitch: Ed hanno lo stesso sorriso rubacuori. Che probabilmente nasconde una testardaggine mai vista prima. Credi che sarà possibile che, da qui a 18 anni, Lily abbia davvero il buon senso di ascoltare suo padre prima di partire per il college? Che abbia voglia di stare con i propri genitori prima di affrontare l'ignoto? Mm. E' un grande passo, andare via di casa. E non sempre è una cosa facile.

Gale: Non riesci nemmeno a sdrammatizzare. Non c'era bisogno di fare quella scena.

Mitch: Come scusa?

Gale: Quella scenata che hai fatto poco fa.

Mitch: Ti riferisci a quando l'ho supplicato di stare un po' con noi?

Gale: L'ultimo rantolo del tuo decadente regime dittatoriale.

Mitch: Questa si che è bella, regime dittatoriale. Stai dando la colpa a me.

Gale: No. Io non sto dando la colpa a nessuno.

Mitch: Si invece. Stai dando la colpa a me.

Gale: No. E' solo che credo che certe persone, che si sentono insicure riguardo al futuro, preferiscano litigare e battere i piedi per terra nel cortile piuttosto che affrontare il fatto che si sentono insicure riguardo al futuro. Oh, per caso ho dimenticato di accennare al fatto che di solito sono sempre uomini?

Mitch: Perché dovrei sentirmi insicuro di fronte al futuro? Non sono mica io quello al quale cambierà la vita.

Gale: Credo che abbiamo appena scoperto da chi nostro figlio abbia ripreso il suo talento nel negare.

[B&B dei Potter - Dawson arriva con la sua Jeep nel cortile del B&B e si ferma. I quattro rimangono in silenzio ai loro posti, guardandosi l'un l'altro a disagio.]

Jack: Bè, uh, ci vediamo Joey.

Jen: Ciao, e chiamami domani okay?

Joey: Okay. Allora, credo che ci siamo, giusto?

Dawson: Uh, si. Lascia che ti accompagni…

Joey: Bene.

[Joey e Dawson raggiungono la veranda]

Joey: Bè, mi sono divertita molto stasera.

Dawson: Si. Anch'io.

Joey: E' confortante sai?

Dawson: Che cosa?

Joey: Bè, vedere un film che hai già visto prima.

Dawson: Si. Non devi sprecare la tua energia creativa per capire come finirà.

Joey: Sarà strano vero?

Dawson: Cosa?

Joey: Il prossimo anno. Voglio dire, io a Boston. Tu a Los Angeles.

Dawson: Si.

Joey: Bè, sicuramente riuscirai ad incontrare tanti personaggi famosi.

Dawson: Ha ha ha. Non credo che sarà così facile.

Joey: Ma certo che lo sarà. Un giorno ti ritroverai in un supermercato molto caro della città, oppure su una di quelle linee pedonali dedicate alle celebrità, perché ce ne sono tantissime a Los Angeles, e lo incontrerai, Dawson.

Dawson: Chi?

Joey: Spielberg.

Dawson: A dire il vero al momento sono più nella fase Soderbergh.

Joey: Non ha importanza. Cosa gli diresti se lo incontrassi?

Dawson: A Spielberg?

Joey: Si.

Dawson: Io-io… non saprei.

Joey: Dawson andiamo. Voglio dire, stiamo parlando del regista che ha plasmato il tuo modo di vedere il mondo, che ha lenito tutti i tuoi traumi infantili, e che ti ha fatto diventare un po' più sopportabile.

Dawson: Um…in questo caso, credo che gli direi…gli direi grazie.

Joey: Ma non sarebbe comunque abbastanza, vero?

Dawson: No, non lo sarebbe.

Joey: Bè, spero di rivederti per il Giorno del Ringraziamento.

Dawson: Veramente, uh, i miei genitori vorrebbero approfittarne per portare Lily a Los Angeles. Quindi…oh. Um…

Joey: Bè, a Natale allora.

Dawson: Si, a Natale. Sicuramente. Sicuramente. Si.

[La situazione già alquanto imbarazzante peggiora quando entrambi non sanno più che dirsi.]

Joey: Bè, buona fortuna.

Dawson: Anche a te.

Joey: Ci vediamo Dawson.

[Si guardano imbarazzati non sapendo cosa fare, poi Joey si volta ed entra in casa. Dawson sospira, poi si volta indietro per bussare alla porta, ma vede che le luci della veranda si spengono e allora scende gli scalini del portico per andarsene.]

Dawson: (mormora) Ci vediamo Joey.

[Jeep di Dawson - Dawson arriva a casa sua e a quella di Jen e tutti e tre escono dalla macchina.]

Jack: Prima che ci mettiamo tutti a piangere, che ne dici di darglielo adesso?

Jen: Per me va bene.

Jack: Okay.

Dawson: Darmi cosa?

[Jack raggiunge la sua macchina per prendere un telefono cellulare, e lo porge a Dawson.]

Jack: Ha ha ha.

Dawson: Non mi avrete…?

Jen: Bè, abbiamo pensato che è d'obbligo averne uno a Los Angeles.

Jack: Eravamo indecisi fra quello o una BMW.

Dawson: Ragazzi, non-non dovevate fare questo. E' troppo, davvero.

Jack: Non ti gasare troppo. Ci siamo potuti permettere solo, quanto, 5 minuti di traffico?

Dawson: E' bellissimo. Grazie.

Jack: Non c'è di che.

Jen: Ora basta con i ringraziamenti, e abbracciatevi.

Tutti insieme: Ha ha ha.

Dawson: Vieni qui.

Jack: Va bene amico. Divertiti a Los Angeles, okay? E stai tranquillo.

Dawson: Farò del mio meglio.

Jack: Non dovrebbe rimanerti difficile.

Dawson: Heh. Perché? Perché non sono mai stato davvero tranquillo?

Jack: L'hai detto tu, non io.

Dawson: Ha ha ha.

Jack: Bene. Ci vediamo ragazzi.

[Jack si volta e monta in macchina]

Jen: Ci vediamo.

Dawson: Ciao.

[Jack se ne va]

Jen: Bè, suppongo che questo sia destino, huh? Eccoti qua, costretto a sopportarmi anche durante la conclusione della tua ultima notte a Capeside.

Dawson: Io non mi definirei affatto "costretto". Penso… penso che l'averti avuta come vicina di casa sia stata una benedizione.

Jen: Si? E come mai?

Dawson: Joey, Pacey ed io fin da piccoli abbiamo avuto sempre paura di questa casa, specie il giorno di Halloween. Ogni volta che tua nonna usciva per spazzare la veranda, ci aspettavamo sempre che prima o poi salisse sul manico della sua scopa e volasse via.

Jen: Ha ha. Non mi sorprenderebbe.

Dawson: Ha ha. Pacey una volta ha offerto a Joey un dollaro solo per salire gli scalini e toccare la sua porta.

Jen: Ha ha. E lei lo ha fatto?

Dawson: No, stai scherzando? Ha ancora paura di tua nonna.

Jen: Quindi suppongo che io sia stata la Boo Radley della situazione, huh?

Dawson: Esattamente. Solo che tu sei più bella ed hai le tette.

Jen: Ci è sempre piaciuto scherzare.

Dawson: (sospira)

Jen: (sospira) Vieni qui. (si abbracciano) Mm. Okay. Vai ora. Vattene subito da qui. Attraversa questo giardino, goditi la tua nuova vita, e non chiamarmi mai più.

Dawson: Cosa? Così da confermare i tuoi peggiori sospetti sugli uomini?

Jen: Si, esattamente. Oh, aspetta, quasi dimenticavo. Non siamo mai andati a letto insieme.

Dawson: Hai 5 minuti?

Jen: Per te? Quando vuoi.

[Si apre la porta]

Signora Ryan: Scusatemi. Non-non volevo interrompervi.

Jen: Uh…uh, nonna, va tutto bene. Io-io-credo che ci siamo detti tutto no?

Dawson: Siamo destinati a rimanere amici per sempre.

[Si abbracciano di nuovo]

Jen: Mm. E' triste, non è vero?

[Dawson si volta e torna a casa, mentre Jen lo guarda andarsene.]

[Casa di Dawson - in cucina - Dawson entra in cucina e trova un PC portatile della Mac aperto sul tavolo, quello che voleva. Si avvicina al tavolo proprio mentre Mitch entra in cucina.]

Mitch: Non che sia d'accordo con la tua scelta, ma devo ammettere che ha un design davvero formidabile.

Dawson: Migliore di quello del T21?

Dawson: Non direi. Ma, hey, a ognuno il suo. Sai, è strano. Sapevo che sarei stato triste nel vederti partire. Ma non mi sarei mai aspettato di desiderare che tu non parta affatto. Figlio o no, Dawson… sei la persona che preferisco di più.

[Dawson lo abbraccia]

Mitch: Okay. Va bene. Sediamoci.

[Dawson scioglie l'abbraccio e si siede al tavolo, seguito da Mitch.]

Mitch: Vediamo un po'. Ti ho detto tutto? Um…sai che non devi fare sesso senza preservativo, vero?

Dawson: Papà ti prego. All'asilo ero l'unico bambino che già sapeva chi erano i troiani.

Mitch: Bene. Um… le droghe?

Dawson: Non posso giurarti che non proverò mai qualche tipo di narcotico, ma ti prometto che non mi drogherò mai al punto da venirti a rubare la TV.

Mitch: E promettimi di non… unirti a nessuna confraternita.

Dawson: Questo posso promettertelo.
Mitch: Okay. Parlami di come è stato… dire addio a Joey.

Dawson: (sospira) E' stato, um… come quando ti aspetti che una cosa vada in un modo ma poi va in tutt'altra maniera. Sai? Mi ha lasciato completamente indifferente.

Mitch: Bè, voglio dirti una cosa… l'ultimo consiglio paterno prima che lasci questa casa. Niente è mai finito… se non lo è davvero.

Dawson: Tutto qui? E' questo il tuo consiglio, un cliché trito e ritrito?

Mitch: E' la prima cosa che mi è venuta in mente.

Dawson: E' il tuo peggior difetto papà.

[Casa di Jen - Jen e sua nonna sono sedute al tavolo della cucina e si stanno versando del tè nelle loro tazze.]

Jen: (sospira) Sai, quando sono arrivata qui, pensavo che sarebbe stata questa la mia punizione. Che-che mia madre mi avesse spedita qui perché non mi amava abbastanza o qualcosa del genere.

Signora Ryan: Jennifer.

Jen: Ma ora non lo penso più. Voglio dire, credo che mia madre amasse veramente questo posto. Questa casa, il fiume, io…voglio dire, ricordo che cercava sempre una scusa per farmi venire qui-per Natale o per le vacanze, in ogni occasione.

Signora Ryan: Hmm. Sono stati dei bei tempi…ma molto tristi per lei.

Jen: E perché?

Signora Ryan: Ci sono persone che passano tutta la loro vita a inseguire la felicità che avevano quando andavano a scuola…durante la loro giovinezza. Grazie al cielo a te questo non è capitato.

Jen: Perché dici questo?

Signora Ryan: Per voi ragazzi, la vita va avanti, anche se ora vi sentite così tristi e depressi. Le cose da ora in poi non faranno altro che migliorare.

[Bussano alla porta]

Signora Ryan: Santo cielo, chi può essere a quest'ora?

[Jack entra in casa]

Jack: Ero a metà strada, quando mi sono reso conto che non mi piaceva l'idea di lasciarvi sole proprio questa stanotte.

Jen: (ride) Ecco un altro sentimentalista.

Signora Ryan: Bè, visto che sei qui…

[La nonna tira fuori un barattolo di biscotti da uno scatolone e lo porge a Jack.]

Jack: Credevo che avesse messo via tutto.

Signora Ryan: Oh, ma tengo sempre un paio di assi nella manica.

Jen: Allora…sei ancora sicura che non ti dispiaccia partire?

Signora Ryan: Non sono dispiaciuta. Piuttosto sono eccitata al pensiero di lasciarmi tutto alle spalle. Come sapete, ci stiamo per imbarcare in una grande avventura.

Jen: Tu e il nonno avete sempre vissuto qui?

Signora Ryan: No. Quando tuo nonno ed io ci siamo sposati lui studiava ancora legge, quindi abbiamo dovuto vivere con i suoi genitori per un po'. Cosa che non raccomando a nessuno. Poi ci siamo trasferiti in centro, proprio sopra il suo ufficio.

Jen: Oh, non lo sapevo.

Signora Ryan: Huh. Quell'appartamento. L'estate si moriva dal caldo. Durante le notti estive prendevamo una coperta e dormivamo sul tetto.

Jack: Sotto le stelle.

Signora Ryan: Mm. Ci illuminavano le stelle e le luci delle case estive. Il sabato sera, i loro proprietari appendevano delle lanterne cinesi lungo i pontili e si divertivano a cenare e danzare sul prato. Le canzoni di Nat King Cole e Frank Sinatra attraversavano l'acqua e arrivavano fino a noi.

Jen: Ohh, doveva essere davvero magico.

Signora Ryan: Oh, lo era. Così tuo nonno ed io decidemmo di comprare una casa estiva e di viverci tutto l'anno.

Jen: Ed ha funzionato, vero? Dovete essere stati davvero felici qui.

Signora Ryan: Puoi dirlo forte…ma l'inverno è sempre stato freddo qui.

[Casa di Dawson - Squilla il telefono e Dawson va a rispondere.]

Dawson: Pronto?

Pacey: Dawson, sei tu?

Dawson: Pacey?

Pacey: Si amico. Spero che non sia notte la.

Dawson: N-no, non lo è. E'-uh, dove sei ora?

Pacey: Heh heh, sono in paradiso amico, in paradiso.

Dawson: Heh heh.

Pacey: Ridi ridi, ma guarda che è vero.

Dawson: Allora, uh, come va la vita laggiù?

Pacey: Heh heh, posso dirti che non avevo mai fatto un lavoro così duro in tutta la mia vita, ma per me è meglio così. Almeno non penso ad altre cose.

Dawson: Hmm.

Pacey: Come sta?

Dawson: Sta, um… sta facendo la stessa cosa che fai tu Pace. Tiene la mente occupata. (sospira) Non parla molto, ma, um… ho la sensazione che pensi a te ogni 10 secondi. E che gradirebbe una tua chiamata.

Pacey: Uh, vedi, non credo di sentirmi ancora pronto per sentirla, Dawson.

Dawson: Si, ti capisco perfettamente. Però potrei riferirle un tuo messaggio se vuoi.

Pacey: No. Anzi, sai che ti dico? Preferirei che tu non gli dicessi niente, e comunque, non è questo il vero motivo per il quale ti ho telefonato. Uh…ho-ho capito che tu sei l'unica persona a Capeside alla quale mi dispiace non aver detto addio, perché, si insomma, per la maggior parte del tempo Dawson, essere il tuo migliore amico era l'unica cosa che mi importasse nella vita. Volevo che tu sapessi che a dispetto di tutto quello che è successo fra noi e dei chilometri che adesso ci separano, ripenso sempre ai bei vecchi tempi.

Dawson: Quando eravamo solo due pivellini che non facevano altro che chiedersi se e quando una ragazza li avrebbe degnati di uno sguardo?

Pacey: Heh heh, bè, parla per te okay?

Dawson: (ride) Si Pace, sono-sono davvero felice che tu mi abbia chiamato, perché col fatto che non ci siamo potuti salutare, non ho avuto la possibilità di dirti una cosa che avrei voluto assolutamente dirti.

Pacey: Che cosa?

Dawson: Sono fiero di te Pacey.

Pacey: Grazie Dawson.

Dawson: Ti auguro buona fortuna.

Pacey: Si. anche a te.

[Camera da letto di Dawson - Dawson sta facendo i bagagli, ma si vede che col pensiero è da tutt'altra parte. Rimane a fissare la sua valigia ancora vuota, poi si avvicina all'armadio per prendere dei vestiti.]

Dawson: (sospira)

[Alla fine decide di lasciar perdere i bagagli e si incammina verso il pontile, per prendere la sua barca, ma proprio in quel momento arriva Joey che lo raggiunge da dietro.]

Joey: Ciao.

Dawson: Heh. Ciao. Che ci fai qui?

Joey: Bè…ho pensato che se non venivo ad aiutarti a fare i bagagli Dawson, uh, ti saresti ritrovato a Los Angeles con i soli vestiti che indossi, e sicuramente dopo un po' di tempo avrebbero cominciato a puzzare, e addio buona impressione con gli altri.

Dawson: La mia igiene ti ringrazia per il pensiero.

Joey: Di niente. Allora, si può sapere dove volevi andare?

Dawson: Al B&B dei Potter.

Joey: E con quale scusa ti saresti presentato?

Dawson: Sicuramente avrei optato per un "Non avevo ancora salutato Bessie e Bodie".

Joey: Ah. Niente male.

Dawson: Heh, andiamo.

[In camera di Dawson - Joey e Dawson sono sdraiati sul letto e stanno guardando ET, e appena il film finisce Joey si asciuga le lacrime dagli occhi.]

Dawson: Ti ho visto sai.

Joey: Scusami. E' solo che è il mio film preferito. Vinse l'Oscar vero?

Dawson: Dio, quante volte dovrò ripetertelo? Lo vinse Gandhi.

Joey: Giusto.

Dawson: (sospira) Ho proprio bisogno del tuo aiuto.

[Getta la valigia sul letto]

Joey: (sospira) Lo sempre detto, e continuerò a ripeterlo. Sei peggio di una femminuccia, Dawson Leery.

Dawson: Allora che aspetti a castrarmi? In fondo questa è l'ultima volta che mi vedi. Bè, fino a Natale almeno.

Joey: Ovvero fra sei mesi, quasi una vita. Sai che per allora ti sarai sposato con la prima ochetta che ti avrà fatto gli occhi dolci?

Dawson: E tu conviverai con il primo ragazzo che ti avrà offerto una birra in un locale.

Joey: Giusto. Vorrei che potessimo far scorrere velocemente il tempo fino alla fine dei prossimi 4 anni, per vedere come andrà a finire.

Dawson: A me non serve. Voglio dire… so già che dopo 4 anni alla Worthington, ti ritroverai libera professionista con tutti gli onori.

Joey: E tu?

Dawson: Mi ritroverò a fare il turno di notte da Kinko. Vienimi a trovare qualche volta.

Joey: Mmm-hmm. (sospira) Dawson…

Dawson: Si?

Joey: So che ci scherziamo sempre sopra, ma…sento che non ti rivedrò mai più.

Dawson: E' una cosa assurda Jo.

Joey: Lo so. So-so che ti rivedrò di nuovo, e che probabilmente sarà molto prima di quanto non creda, o male che vada la prossima estate, ma… tu sarai cambiato.

Dawson: Davvero?

Joey: Bè, sarai più abbronzato. E avrai la ragazza.

Dawson: Davvero?

Joey: E sarà incredibilmente bella.

Dawson: Davvero?

Joey: Mi mostrerai una sua foto, io la odierò immediatamente, e la cosa peggiore sarà che, nel profondo, saprò che lei è davvero come me la descrivi perché…ti piace.

Dawson: Sembri davvero convinta di quello che dici.

Joey: Bè, non puoi tenerlo nascosto per sempre Dawson.

Dawson: Cosa?

Joey: Quanto sei incredibile. (si guardano l'un l'altro, poi Joey si siede sul letto) Okay, studente di cinematografia…Dimmi qual è il tuo film preferito.

Dawson: Vuoi fare quel gioco?

Joey: Mm-hmm.

Dawson: Lo Squalo. Tocca a te, il tuo film preferito.

Joey: Daydream Believer. Il momento più imbarazzante.

Dawson: Uh… credo sia stato quando tutta la scuola ha beccato me ed Eva a pomiciare.

Joey: Che vorresti dire? Ma se tutti ti hanno acclamato a gran voce!

Dawson: Okay. Tocca a te, stessa domanda.

Joey: Hmm. E' facile. Qui in questa camera quando mi sono offerta di fare sesso con te, e tu mi hai fatto subito passare i bollenti spiriti.

Dawson: Siiiiiiii. Hey, non è che potremmo inserirlo anche nella categoria del "più grande rimpianto di tutti i tempi"? Perché allora quello sarebbe il mio.

Joey: Mentre il mio sarebbe… averti mentito sull'aver fatto sesso con Pacey.

Dawson: (ride)

Joey: Non c'è niente da ridere.

Dawson: No, è solo che-che-sono rimasto l'unico a non aver fatto ancora sesso. Io non-non avevo in programma di diplomarmi ancora vergine. Ma che ho fatto di male?

Joey: Lo farai prima o poi…

Dawson: Quella ragazza immaginaria che avrò, farà sesso con me?

Joey: Mm… no, mi dispiace. E' una puritana.

Dawson: Dannazione. Eppure ero davvero convinto che io, l'ultimo vergine d'America, avrei avuto qualche possibilità in più al college. Il più grande evento che ti ha cambiato la vita.

Joey: In assoluto?

Dawson: In assoluto.

Joey: Bè…ce ne sarebbero tanti da elencare. (sospira) Ma, vedi, ce n'è uno che, um… è accaduto un paio d'anni fa… in questa stanza. Io ero li vicino alla finestra, e, uh… tu mi hai baciata. Quel bacio ha cambiato tutto. E' meraviglioso quando il tuo più grande desiderio si avvera improvvisamente. (C'è una lunga pausa durante la quale i due ripensano a quella sera.) Oh, e non ti dimenticare quello.

[Joey fa cenno al poster appeso al muro del film "Voltati e vattene amore"]

Dawson: Cavolo, stavo quasi per dimenticarlo.

[Dawson si alza e va a staccare il poster]

Joey: Dawson… voglio che resti.

Dawson: Come scusa?

Joey: Ti ho detto, voglio che resti. Ecco quello che ho detto.

Dawson: Non credi che avresti dovuto chiedermelo prima che iniziassi a fare le valigie?

Joey: No, l'ho detto è vero, ma ora voglio che lo dimentichi.

Dawson: Dimenticarlo? Jo, come posso fare finta di niente?

Joey: Bè, era solo una cosa alla quale avevo pensato, e volevo solo che sapessi che ci avevo pensato. Sai, avrei voluto…tenere la bocca chiusa e lasciarti andare… ma… (sospira) non è da me. Hai presente quei film di James Ivory, dove le persone soffrono in silenzio, e tu rimani colpito dal loro autocontrollo. Bè, vedi, mi dispiace, ma non me ne frega niente. Il mio migliore amico partirà domani, ma gran parte del mio essere vuole che lui resti… quindi spero che non mi odierai per avertelo detto.

Dawson: Non potrei mai odiarti Joey… nemmeno per mancanza di autocontrollo.

Joey: In questi ultimi anni, abbiamo vissuto come in una specie di grande soap opera. E non tornerei indietro. Non cambierei… non cambierei niente, ma… sono felice che sia finita. Perché sono soddisfatta di come siano le cose oggi. Ma come sempre la vita mi si rivolta contro, perché proprio adesso che tutto va bene… tu te ne vai.

Dawson: Jo…se solo fossi convinto che sia la cosa più giusta da fare, resterei, ma è ora che vada. E' ora che io esca da questa stanza, ed è ora che tu scopra chi sei anche senza di noi. Questo capitolo è finito Jo. Me lo sento dentro.

Joey: (con le lacrime che le rigano le guance) Tu credi nella magia? Io non ci ho mai creduto. Voglio dire, come avrei potuto? Hai 13 anni, e perdi tua madre. Così ti ritrovi a sperare nell'impossibile-nella magia, in qualcosa che risolva tutto. Ma questa non arriva mai, ed allora fai affidamento su tuo padre, che non è nemmeno in grado di rimediare a tutti i suoi tragici errori. Bè, niente magia nemmeno li. E poi c'è stato Pacey. Bè…quel po' di magia che c'era nel nostro rapporto, è sparita in breve tempo, giusto? Ma, uh, poi ci sei tu. La dimostrazione che qualcuno la fuori pensa a me…Il mio amico che mi è sempre stato accanto. E questa è magia pura. Suppongo che questo sia solo il mio modo un po' prolisso di dirti che, um…che mi mancherai, Dawson.

Dawson: Anche tu mi mancherai, Joey.

Joey: Bè, si sta facendo tardi, e tu hai bisogno di riposare, quindi…come vorrei che ci fosse ancora la scala qua fuori…così potrei fare la mia classica uscita no? Sparire dalla finestra e perdermi nell'oscurità.

Dawson: Si. Sarebbe proprio come nei film.

[Joey si infila il cappotto]

Dawson: Wow. Credo che, uh…che ci siamo davvero, huh?

Joey: Ci vediamo Dawson.

Dawson: Ci vediamo Joey.

[Si abbracciano, poi si guardano negli occhi senza sciogliere l'abbraccio.]

Joey: A proposito, qual era il tuo?

Dawson: Il mio cosa?

Joey: Il più grande evento che ti ha cambiato la vita.

Dawson: Per quel che ne so, potrebbe essere proprio questo… dirti addio.

[C'è una lunga pausa durante la quale Dawson e Joey si guardano l'un l'altro, con le lacrime agli occhi. Poi iniziano a baciarsi, mentre la telecamera continua a farci vedere il loro bacio fuori dalla finestra della camera di Dawson, mostrandoci solo le loro silhouette. Proprio come in "Fuggir Via"…]

Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi
(più pochissimi ritocchi da parte mia)


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