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T h e   G r a d u a t e
( I l   D i p l o m a t o  )


[Capeside High – Si stanno svolgendo le prove generali per la cerimonia di diploma. Gli alunni della classe dell’ultimo anno stanno ascoltando seduti il discorso del preside Peskin sul podio.]

Peskin: Benvenuti alle prove generali della cerimonia di diploma per l'anno scolastico 2001. La cerimonia avrà luogo sabato prossimo a mezzogiorno. Prima della distribuzione dei vostri tanto sudati diplomi, la vincitrice del premio come miglior studente dell’anno, la signorina Josephine Potter, terrà un discorso che, uh, sono sicuro ci affascinerà a tal punto che non lo dimenticheremo per molti anni a venire. Signorina Potter, tocca a lei. (Joey raggiunge il podio)

Joey: (da dietro il podio) Uh… il mio discorso non è ancora pronto. Uh… quindi, non saprei proprio che dire al momento. Um… grazie. (le persone iniziano ad applaudire)

Dawson: (applaudendo anche lui) Così! Si!

Joey: (ritornando dai suoi amici) Non osate commentare.

Peskin: Bene, ed ora, un breve avvertimento rivolto a chi fra di voi è incline a scherzi di varia natura. (Dawson si volta a guardare Drue, ma lui fa finta di niente e si volta a guardare dietro di lui.) Se avete in programma qualche scherzo proprio per la sera della cerimonia, vi consiglio di ripensarci, perché la sicurezza sarà….più stretta dei pantaloni di Ricky Martin. (nessuno ride) Cosa? Va bene, passiamo ai dettagli minori. Uh, i permessi per il parcheggio non saranno validi per sabato…

(Pacey cerca di raggiunge in fretta i suoi amici, ma Mitch lo vede e lo ferma prima che possa unirsi a loro.)

Mitch: Ciao Pace.

Pacey: Ascolti signor Leery, sono davvero spiacente per il ritardo, ma la mia professoressa di storia americana ci ha trattenuti altri dieci minuti dopo il suono della campanella per parlarci di chi ha vinto la Guerra Fredda, che tra l'altro abbiamo vinto noi. Quindi, Viva l'America!

Mitch: Non ti ho fermato per il ritardo Pacey. Magari fosse per quello.

Pacey: Quindi è per qualcosa di peggio. Di che di tratta?

Mitch: Si tratta dei tuoi voti.

Pacey: Cosa vuole dirmi?

Mitch: Bè, corri—bè, stai correndo il rischio di non essere promosso.

Pacey: Non potete farmi questo. Ho passato tutto l'anno a fare sacrifici per diplomarmi, okay? Ho frequentato i corsi di recupero, ho fatto tutto quello che mi avete detto di fare.

Mitch: So che ti sei impegnato duramente. Lo so. Ma non è ancora detta l'ultima. Se prenderai un buon voto al tuo esame finale, potrai diplomarti. E il signor Peskin preferirebbe che, uh, che tu passassi il tuo tempo a studiare invece di venire alle prove generali.

Pacey: Cosa, vuole sbattermi fuori di qui? Okay, la prego, almeno non lo faccia proprio adesso signor Leery. Mi stanno guardando tutti. La prego.

Mitch: Mi dispiace davvero Pacey. Credimi, non è stata una mia decisione ma, devo chiederti di tornare a casa.

Pacey: Bene.

[Capeside High – Pacey sta tornando a casa, mogio mogio, quando incontra suo fratello. Doug è appoggiato alla sua auto quando Pacey lo raggiunge.]

Pacey: Volevi qualcosa da me Dougie, o questi pedinamenti fanno solo parte della tua tattica per darmi il tormento?

Doug: Un minuto fa ti sono passato proprio vicino. Ora, o mi hai ignorato di proposito, o non mi hai visto proprio.

Pacey: No, mi sono solo appellato alle mie sudate lezioni di gioventù. “Evitare ogni contatto visivo con i poliziotti e le altre autorità, ad ogni costo.” Ed anche con gli effemminati.

Doug: Ti prego Dio, fallo maturare un po’. Allora Pace, come va la vita? Tutto apposto?

Pacey: Oh, si, mai stato meglio Dougie.

Doug: E la scuola?

Pacey: Bè, a quanto pare, al momento i miei voti sono bassi. Così quelli ai piani alti della nostra tanto amata Capeside High non sanno se promuovermi oppure no.

Doug: Mi dispiace molto Pace.

Pacey: Adesso sai tutto. Ora puoi anche correre a casa ad informare tutti che al più piccolo di casa non resta che confidare in un miracolo. E cancella la festa di diploma che sono sicuro stavate preparando in mio onore.

Doug: Ascolta Pacey, quand’è che ti daranno una risposta sicura, huh?

Pacey: Se mi promuovono?

Doug: Si.

Pacey: Mi rimane un solo esame da fare. Ma è quello più importante. Riguarda il corso di letteratura del Signor Kasdan, e purtroppo quella materia non è il mio forte.

Doug: Ascolta, uh…potrei aiutarti a studiare.

Pacey: Fratello, ti ringrazio molto, ma preferirei che tu continuassi a compiere buone azioni per il genere umano, come, non so, arrestare i criminali.

Doug: Aspetta un attimo Pacey. Dico sul serio.

Pacey: Tu dici sul serio? Anche io. Tutti dicono sul serio. Ma sai cos’è che non capisco? Perché non mi danno la possibilità di diplomarmi, visto che, a quanto pare, prima me ne vado di qui e prima tutti quanti starete meglio.

[Capeside High – Dawson e Joey stanno camminando lungo il corridoio.]

Joey: Dawson, questo discorso mi sta facendo impazzire. Credo—credo di avere una specie di blocco o giù di li. 

Dawson: E non solo. Scommetto che questo blocco ha anche un nome: Pacey.

Joey: Si, ammetto che occupa i miei pensieri di tanto in tanto. 

Dawson: E vederlo costretto ad abbandonare le prove per la cerimonia, è stato doloroso. 

Joey: Avrei voluto andare da lui e dirgli qualcosa. Ma sono sicura che la cosa non gli avrebbe fatto per niente piacere. 

Dawson: Si, l'altro giorno l'ho incontrato in biblioteca e gli ho chiesto se gli servisse aiuto nello studio. Ma mi ha risposto chiaro e tondo che non ne aveva bisogno. 

Joey: Voglio dire, credi che dopo tutto quello che abbiamo passato, Pacey ed io potremmo rimanere amici? Chiedo troppo forse? 

Dawson: Bè… 

Joey: Chiedo troppo. Ma allora che posso fare? Voglio dire, ha bisogno di una mano. 

Dawson: Ascolta, la vostra relazione si è conclusa da poco, ed è chiaro che tu gli vuoi ancora bene. Quindi, non credo che potresti ferirlo facendoglielo sapere. Chi lo sa? Magari dirglielo ti aiuterà anche ad uscire fuori dal tuo blocco. Andiamo. 

[A casa di Tobey – Jack e Tobey stanno lavando la macchina di Andie.] 

Jack: Che ti prende? E’ da un po’ di tempo che hai la testa fra le nuvole. 

Tobey: Possiamo parlare di una cosa?

Jack: Si. 

Tobey: Parlarne non è di certo la cosa più saggia da fare, ma nessuno mi ha mai incolpato di saggezza. 

Jack: Ne sono sicuro. Di che cosa mi vuoi parlare? 

Tobey: Di noi. Di quello che siamo l'uno per l'altro. O almeno, di cosa crediamo di essere. 

Jack: (sospira) Tobey, sono sempre stato sincero con te riguardo le mie intenzioni. 

Tobey: Bè, ci frequentiamo. E se non sbaglio la giusta definizione del mio ruolo è… fidanzato. (Jack gli lancia un’occhiata) Ancora non riesci a dirlo vero? Infatti, cerchi in tutti i modi di evitarlo. 

Jack: Non credo che questo sia vero. 

Tobey: Ascolta, come credi che mi faccia sentire il fatto che tu non riesca a dirlo?

Jack: Okay okay. Lo—lo dirò. 

Tobey: Quando? 

Jack: Al momento più appropriato. 

Tobey: Okay. Cosa intendi dire per appropriato? Intendi quando nessuno potrà sentirti? Solo nelle piccole e intime riunioni? O sotto giuramento? 

Jack: Quando meno te lo aspetti. Ascolta, potresti staccare un po’ prima dal lavoro domani? 

Tobey: Si. 

Jack: Cosa? 

Tobey: Che faccio se non le piaccio? 

Jack: Ma fammi il favore. 

Tobey: Potrebbe succedere. 

Jack: (riferendosi al tubo dell’acqua) Non farmelo usare. 

Tobey: (tenendo in mano la spugna insaponata) Non dirai sul serio spero. (Jack lo schizza con l'acqua. Tobey afferra il secchio e butta l'acqua addosso a Jack. Poi i due si danno alla lotta.) 

[Casa di Jen – Jen dorme nel suo letto quando qualcuno bussa alla finestra.] 

Drue: Lindley…sono io, Drue. 

Jen: (apre la finestra) Che diavolo ci fai qui?

Drue: Fammi entrare. Posso spiegarti. 

Jen: Oh, come corri Tex. Non vedo proprio perché dovrei farti entrare in camera mia. 

Drue: Che vuoi che ti faccia prima, la serenata? 

Jen: Si, non sarebbe una cattiva idea. 

Drue: Lindley… 

Jen: Perché non ritorni giù e ti vai a cercare una bella orchestra, magari con una sezione di archi e un bassista? Dio, io amo i bassisti. 

Drue: Jen, mi si sta ghiacciando il sedere. 

Jen: E credi che non lo sappia? Okay, entra.

Drue: Grazie. (Si lamenta mentre si arrampica sulla finestra) Oh, Dio. 

Jen: (ride nel vederlo ruzzolare sul pavimento) Oh, Dio. Oh…allora…a cosa devo il piacere di questa tua visita? 

Drue: Bè, io e mia madre, abbiamo avuto un piccolo litigio stasera. (Jen lo avvolge con una coperta) Grazie. Il che ci ha portati ad urlarci contro sul solito argomento.

Jen: Davvero? E quale sarebbe? 

Drue: (tira su col naso) Be, quel miserabile bastardo che ci fa sempre litigare, il mio caro paparino. 

Jen: Mmm. 

Drue: Lui, uh…ha detto che non verrà alla cerimonia dei diplomi. 

Jen: Ti capisco. Mi dispiace. 

Drue: E mia madre mi ha colto di sorpresa incolpando me, dicendo che mio padre si è stufato di questa storia del mio imperdonabile comportamento. Così, l’ho incolpata a mia volta di essere una puttana senza cuore. 

Jen: (gli passa una mano fra i capelli) Ed ora hai bisogno di un posto dove stare. 

Drue: Te ne sarei immensamente grato. 

Jen: Pensavo che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Drue Valentine, che ha bisogno di un po’ di umana compassione. Va bene. Ma solo per stanotte. (Drue sorride e fa per sdraiarsi sul letto.) Per terra. 

Drue: Oh, per terra. Si. 

[Capeside High – nell’aula di inglese. Il signor Kasdan entra nell’aula, seguito da Pacey che si precipita al suo banco.] 

Kasdan: Voglio che teniate gli zainetti, i libri e i fogliettini per terra. (distribuisce i fogli del test) Come vi avevo detto, il test finale comprende argomenti già affrontati negli altri test. Avete non più di 45 minuti per completarlo.

Pacey: (gli si spezza la matita) Oh! Uh, signor Kasdan? 

Kasdan: Signor Witter, posso esserle utile? 

Pacey: Bè, non è che potrebbe gentilmente prestarmi una matita, visto che la mia è ormai inutilizzabile? 

Kasdan: Lo vedo. Impreparato come il primo giorno di lezione. Eh, signor Witter? Però devo dire che è bello, in questo mondo in continuo cambiamento, poter sempre contare sulla sua notevole costanza. 

Pacey: (ridacchia) Cavolo, me lo meritavo proprio. Bella battuta signor Kasdan. Sono sempre il solito stupido. 

Kasdan: Pacey, ho solo— 

Pacey: No no no no. Sono d’accordo con lei. Voglio dire, l'ho capito sa? Si riferiva a me e alla mia stupidità no? Voleva dire che sono un povero studente ignorante che fa rimanere indietro anche gli altri suoi compagni vero? Ma vuole sapere la cosa che più mi ferisce di voi? Arrivo in classe con una matita rotta e voi che pensate? Pensate che questo significhi che non me ne importa niente, mentre la realtà è che, mi sono rotto il culo a studiare la sua materia per 5 mesi, solo per potermi diplomare e andarmene di qui! Quindi se vuole sapere la mia opinione, quello a cui non importa niente è lei. A nessuno di voi insegnanti importa niente! O meglio, per i primi della classe sareste disposti a smuovere mari e monti, ma se sono io, uno studente al quale servirebbe veramente una mano, allora non vedete l'ora di liberarvi di me! 

Kasdan: Va bene, ora basta! Ascolta, ho sopportato questo tuo accesso d'ira solo perché so che hai bisogno di passare questo test, ma ti assicuro che ti manca poco così per gettare via la tua ultima opportunità, ragazzino! 

Pacey: Sa una cosa, forse ha ragione. Devo essere davvero un idiota, visto che non riesco a capire perché mi sto industriando tanto per lei. Non so proprio perché mi preoccupo tanto. (Pacey raccoglie la sua roba e se ne va.) 

[A casa di Pacey – Pacey è fuori sulla veranda quando arriva Joey.] 

Joey: Ciao. 

Pacey: Ciao. 

Joey: Hai un minuto? 

Pacey: Si, certo. 

Joey: Pacey, ho saputo quello che ti è successo oggi con il signor Kasdan— 

Pacey: Sai una cosa? Preferirei non discutere di questo argomento. 

Joey: Bè, potresti almeno dirmi cosa hai intenzione di fare? 

Pacey: Posso dirti cosa NON farò, ovvero, diplomarmi. 

Joey: Ascolta Pace, credo che ci sia ancora tempo per—parlare con qualcuno. Voglio dire, potresti—potresti parlare con Mitch, o con Peskin, insomma, deve pur esserci qualcosa che possiamo fare. 

Pacey: Come scusa, “noi”? Non sapevo che si trattasse di uno sport di squadra Joey. E non credo che esista più un “noi”. 

Joey: Ascolta…ascolta Pace, so che è finita. Voglio solo esserti amica. Voglio aiutarti. 

Pacey: Vuoi sapere qual è la verità Jo? Io ti amo ancora, e probabilmente ti amerò ancora per molto tempo. Ma non posso esserti amico. Perché, per quanto mi attiri l'idea di rimanere amici, in realtà, sarebbe una forma di tortura alquanto bizzarra, alla quale non ho affatto voglia di partecipare. Quindi adesso, quello che voglio fare è andare avanti per la mia strada e dimenticarti, e l'unica maniera per farlo è starti lontano il più possibile. 

Joey: E non credi che almeno in futuro potremmo essere amici? 

Pacey: Non voglio pensare al futuro. 

Joey: E’ meglio che me ne vada ora. 

Pacey: Ascolta Jo, capisco che—che l'essere venuta fin qui non sia stato affatto facile per te.

Joey: Niente mi sembra più facile oramai. 

[Al B&B – Joey è seduta al tavolo del soggiorno e sta lavorando al suo discorso. Bessie la raggiunge.] 

Bessie: Come va mia piccola scrittrice di discorsi? Stai facendo progressi? 

Joey: Ti sembro una che sta facendo progressi? 

Bessie: No, per niente. 

Joey: Sono appena andata a casa di Pacey per parlare con lui, e, uh…non è andata molto bene. 

Bessie: Oh, questo spiega molte cose. 

Joey: E’ nei casini, ma non vuole l'aiuto di nessuno. 

Bessie: Nemmeno il tuo? 

Joey: Soprattutto il mio. E come se non bastasse devo creare un discorso dal nulla. 

Bessie: A dire il vero, ero venuta proprio per questo. Ho una cosa che potrebbe aiutarti. 

Joey: Di che si tratta? 

Bessie: Di una lettera che la mamma ti ha lasciato. Uh, l'ha scritta pochi giorni prima che ci lasciasse, e mi ha chiesto di tenerla, e di dartela quando ti saresti diplomata. 

Joey: Mio Dio. 

Bessie: Forse potrebbe ispirarti. La leggerai? 

Joey: Uh…si, certamente. E’ solo…che non me la sento di farlo ora.

 Bessie: Capisco. Prenditi tutto il tempo che vuoi, io ti lascio sola. 

[All’aeroporto – Jack e Tobey si stanno precipitando all’entrata.] 

Tobey: Hey, che ne pensi di darci alla corsa delle 50 iarde? Siamo in perfetto orario, anzi, siamo pure in anticipo.

Jack: Si, ma tu non la conosci. Mentre io si. Avrà sicuramente prenotato questo volo con tre mesi di anticipo, così da poter avere il posto vicino all’uscita ed essere la prima a scendere dall’aereo. 

Tobey: E tu ne sei ciecamente convinto perché…? 

Jack: Perché lei è sempre la prima a scendere dall’aereo. (precipitandosi al cancello) Eccola, eccola lì. Andie! 

Andie: (correndo verso Jack) Jack! Ciao Jack! (si abbracciano) Oh! 

Jack: Che bello rivederti. Come è andato il volo? 

Andie: Oh, turbolento, lo spazio era ristretto e si soffocava. Ma sono disposta a passarci sopra, spero solo che il party di diploma sia un vero sballo. 

Jack: Oh, si. Ci saranno tutti. 

Andie: (Tobey si avvicina) Oh, sono spiacente ma non credo di conoscerti. 

Jack: Si, uh, Andie, Tobey. Tobey, Andie. 

Andie: Piacere di conoscerti. 

Tobey: Piacere mio. Jack mi ha parlato molto di te. 

Andie: Oh. Scusami, non vorrei sembrarti maleducata, ma come mai conosci Jack? 

Jack: Uh, bè, uh, Tobey è il mio, um…Tobey è il mio fidanzato. 

Andie: (Tobey sorride felice e Andie lo abbraccia) Oh—oh mio Dio. Ma è fantastico! Oh! Non posso crederci che tu non mi abbia detto niente, brutto furbone! 

Jack: Mi dispiace, ma è successo di recente. 

[A casa di Jen – Jen arriva a casa e trova Drue seduto al tavolo della cucina con la nonna. Stanno prendendo il caffè.] 

Jen: Santo Dio. Nonna, potrei, uh, potrei parlarti un secondo? (La signora Ryan la segue fuori dalla cucina) Okay, cosa sta succedendo? Gli ho detto che poteva passare solo una notte qui e l’ho fatto solo perché mi ha fatto pena. Quindi perché è ancora qui?

Signora Ryan: Bè, dopo che sei uscita per andare a scuola stamattina, Drue ed io abbiamo parlato un po’. Mi ha spiegato tutto. Una brutta situazione la sua, suo padre ha abbandonato la famiglia. Ad ogni modo, gli ho—gli ho detto che se voleva passare un’altra notte qui era il benvenuto. Ma a caro prezzo. Tu sai che non sono una vecchia sempliciotta dal cuore tenero cara. So che sotto sotto è solo un ipocrita leccapiedi falsamente gentile. E visto che io e te abbiamo venduto questa casa, abbiamo bisogno di un poveretto che incarti e inscatoli tutta quella roba che in trent’anni ho accumulato nelle tenebre del mio solaio. 

Jen: Sono felice che tu sia dalla mia parte. 

Signora Ryan: Mmm-mmm. (tornano indietro, ma mentre Jen rientra in cucina la nonna lascia la stanza.) 

Drue: (sbirciando nel frigorifero) Sei davvero fortunata Jen. Chiunque potrebbe farci l'abitudine con tutte queste comodità. 

Jen: (ride) Non tentare di corrompermi. 

Drue: Allora, che cosa c’è, uh, in programma sulla tua agenda per stasera? Hai intenzione di andare a quella festa di diploma? 

Jen: Ci saranno praticamente tutti a quella festa. Perché, volevi un passaggio per caso? 

Drue: A dire il vero si. Anche se prima vorrei chiederti di unirti a me per un, uh… piccolo svago ricreativo. 

Jen: Oh, no. 

[A casa di Dawson – Joey bussa alla porta della sua camera da letto.] 

Joey: Ciao…Dawson, avrei bisogno del tuo aiuto. 

Dawson: Si, certo. Qual è il problema? E’ per quel discorso? 

Joey: No, um…si tratta di una lettera che mi ha scritto mia madre. L'ha scritta prima di morire, e Bessie l'ha conservata per me da allora. 

Dawson: Wow. 

Joey: Si.

Dawson: Uh…l'hai già aperta? 

Joey: Ci ho provato, e, uh…ogni volta che tento di aprirla…mi ritorna alla mente quello che ha passato prima di morire. Capisci, ho paura che i ricordi, um…mi facciano provare di nuovo dolore e sofferenza. Quindi non ci riesco. E’ solo che, uh…vorrei sapere cosa c’è scritto, perciò…sono qui per chiederti di leggerla tu per me. 

Dawson: Ne sarei onorato. 

Joey: Grazie. 

Dawson: (apre la busta e inizia a leggere) “Mia cara Joey, se stai leggendo questa lettera vuol dire che ti sei diplomata. Congratulazioni tesoro mio. So che non hai avuto molto dalla vita. Hai dovuto persino scambiare la tua vera mamma con un'altra. Eppure, voglio che tu sia comunque fiera della tua famiglia. Se da una parte i continui contrasti ti hanno causato dolore, ricorda che dall’altra ti hanno reso più forte. Anche Bessie lo è, e sono sicura che si sta prendendo cura di te nel modo migliore. La mia malattia mi ha privato di molte cose, ma tra tutte quella che rimpiango di più è non averti potuto vedere crescere. Hai da poco compiuto 13 anni, sei ancora una ragazzina. E a me non resta altro da fare che immaginarti come la donna che sei oggi. Sono sicura che sei una bellissima ragazza, anche se ancora non ne sei cosciente. Intelligente e caparbia. Con il profondo e appassionato sguardo di un’artista, e quel timido sorriso che come sempre tradisce quella dura facciata che vuoi mostrare agli altri. Se ti identifichi perfettamente in questa immagine, è perché ti ho descritto come quella che sei Joey. E come la donna che sarai sempre. Qualunque cosa tu decida di fare nella tua vita, sono certa che il tuo futuro sarà luminoso. Dovunque tu decida di andare quando lascerai questa città, ricorda sempre con affetto i giorni passati a Capeside, e tutti coloro che ti sono stati vicini nel periodo dell’adolescenza. Sono proprio quelle le persone che ti vorranno bene più di chiunque altro al mondo. E che ti staranno sempre vicino. Proprio come io ti voglio bene e ti sarò sempre vicina. Con amore, mamma.” 

[Al party di diploma – Joey si avvicina a Dawson.] 

Dawson: Ciao. 

Joey: Ciao. 

Dawson: Come ti senti? 

Joey: Um…meglio. Grazie. 

Dawson: Ancora non hai scritto il tuo discorso, vero?

Joey: Come fai a saperlo? 

Dawson: Diciamo che non sono estraneo alla fine arte del rimandare le cose. 

Joey: Bè, ho pensato che mi avrebbe fatto bene uscire un po’ di casa. 

Dawson: Bè, come si dice: ‘se proprio vuoi sfuggire dal lavoro, almeno fallo con stile’. 

Jack: Salve ragazzi. C’è una persona che muore dalla voglia di salutarvi. 

Andie: Ciao Dawson! Oh! Joey! (si precipita da loro per abbracciarli) 

Joey: Ti trovo benissimo! 

Andie: Oh, grazie. Anch’io ti trovo bene. 

Dawson: Wow, l'Italia deve essere bellissima. Ti sei divertita laggiù? 

Jack: (scherzando) Oh, ma perché glielo hai chiesto? 

Andie: Non preoccuparti. Ragazzi, è il paradiso. Dovete andarci tutti appena potete. 

Joey: Con questo credo che abbia voluto dirci che si è divertita. 

Andie: Non so nemmeno da dove cominciare. I monumenti, i ragazzi, il cibo. Vi ho accennato i ragazzi vero? 

[A casa di Pacey – il signor Kasdan bussa alla porta e Pacey va ad aprire.] 

Pacey: Signor Kasdan.

Kasdan: Pacey. Posso? 

Pacey: Certo, entri pure. Bè, visto che ormai io e lei non abbiamo più niente da dirci, non capisco proprio il motivo di questa sua visita. 

Kasdan: E’ vero. Voglio arrivare subito al punto. Avevi davvero studiato per quell’esame che hai disertato all’ultimo minuto? 

Pacey: Le rispondo categoricamente che ho sudato sette camicie, signore. 

Kasdan: Ti andrebbe di dimostrarmelo.

Pacey: Ha sentito quello che le ho detto oggi in classe, vero? 

Kasdan: Oh, certo. E tu non sei un idiota o uno da sottovalutare. Sei il motivo per cui insegno. E quei primi della classe che ti fanno rivoltare lo stomaco…loro non hanno bisogno di me. Mi dimenticheranno non appena lasceranno la scuola. Ma tu… 

Pacey: Sento che racconterò a tutti di questo momento per molti anni a venire. 

Kasdan: E se te ne capiterà l’occasione, ti prego di descrivermi come un uomo attraente e prestante, immensamente generoso e tanto, tanto disponibile. 

Pacey: Può contarci. 

Kasdan: (gli porge il test) Signor Witter, ha 45 minuti di tempo. 

[Capeside High – Drue e Jen, al buio, in giardino, cercano di non farsi scoprire.] 

Drue: Tutto bene? 

Jen: Si. 

Drue: Okay. Credo che il timer dell’impianto antincendio sia da queste parti. 

Jen: Drue, ho un brutto presentimento. 

Drue: Bene. Del tipo “C’è silenzio la fuori. Un po’ troppo silenzio.”? Whoooo. Devo aggiungere questa frase agli altri cliché cinematografici che mi hai rifilato fino ad ora? Perfetto, eccolo qui. Questo è il timer che regola i settaggi dell’impianto. Non mi resta che resettare il timer così che scatti proprio durante la cerimonia, bagnando tutti i presenti, così da trasformare una noiosa cerimonia in un gigantesco parco giochi ad acqua. 

Jen: Miri in alto allora. 

Drue: Come te, mia carissima complice. (Una guardia e Peskin si avvicinano a loro con delle torce.) 

Peskin: Signor Valentine. Signorina Lindley. Sarei molto lieto se voleste seguirmi. 

[Al party – Andie e Dawson si siedono ad un tavolo.] 

Andie: Wow, è magnifico! Ci sono tutti. Oh, perfetto. Okay. Grazie. Senti, bé, volevo solo dirti che… si insomma, mi hanno riferito cosa è successo tra te e Gretchen, e mi dispiace molto. 

Dawson: Sai che ti dico? E’ tutto a posto. Uh, voglio dire, come sai lasciarsi fa sempre male, e mi dispiace che sia finita tra noi, ma non a tal punto da avere una specie di nuvola nera sopra la testa che non vuole andare via. 

Andie: Wow! Qualcuno è cambiato. Niente riflessioni su cosa sia andato storto, niente periodi neri di dolore e rimorso? 

Dawson: Quello mi è successo solo nel week-end. 

Andie: Ah! (ride) 

Dawson: Ma, uh, vedi, ormai il peso sullo stomaco è passato, e, uh, vedi, quando ci ripenso, non ho il minimo rimpianto. Sai? Joey è stata il mio primo amore, ma Gretchen la mia prima vera relazione matura, ed è stata lei che mi ha fatto capire che sono in grado di amare qualcuno. 

Andie: Anch’io vorrei che qualcuno mi ricordasse in questo modo, sai, qualcuno che pensi a me con un sorriso, anche a distanza di tanto tempo. 

Dawson: Sono sicuro che quel qualcuno c’è già. 

[Al party – Pacey sta camminando senza una meta precisa quando Andie lo vede.] 

Andie: Pacey! 

Pacey: (la solleva da terra e la fa girare) Hey, ciao! 

Andie: Ooh! 

Pacey: Come stai Andie? 

Andie: Ohh, adesso bene. Mmm. (si abbracciano ancora) 

[A casa di Peskin – Jen e Drue entrano in casa con lui.] 

Peskin: Certo che quest’anno ne avete combinati di guai. Siete riusciti a, uh…compilare una lunga lista di panni sporchi durante la vostra breve carriera scolastica, ne avete fatte di tutti i colori, dalla droga all’ubriachezza in luogo pubblico, al ritocco delle foto sull’annuario, fino al mio preferito—scaricare la mia barca nella piscina della scuola. Immagino che i vostri genitori siano molto fieri di voi, huh? 

Drue: E se le dicessi che non sono stato io a combinare lo scherzo della barca? 

Peskin: Vogliamo aggiungere la voce ‘bugiardo patologico’ alla lista delle sue discutibili dichiarazioni, signor Valentine? 

Jen: Allora, che succede, siamo suoi ostaggi? 

Peskin: Ha! No signorina. Sarete il mio pubblico. E se il mio pubblico deciderà di andarsene prima della fine dell’esecuzione, l’artista ne rimarrà profondamente offeso. (li lascia soli.) 

Jen: Amico mio, questo ci terrà qui per tutta la notte. 

Drue: E ci perderemo la festa. 

Peskin: (ritorna portando un violoncello) La festa sarà qui, signor Valentine. Le piace il violoncello? Devo confessarvi che è una passione che ho da tutta la vita. Le sue fredde note basse, le vibranti note alte. Peccato che non prendo una lezione di violoncello da…Mmm, 10, 11 circa. (Inizia a suonare in maniera pessima) 

[Al party – Andie e Pacey stanno passeggiando insieme.] 

Andie: Um, sai, Jack mi ha scritto e, uh, bè, mi ha detto di te e Joey. Vorrei solo dirti che mi dispiace molto sai. So quanto lei significasse per te. 

Pacey: Sai una cosa? Col tempo starò meglio. 

Andie: Lo so. E’ solo che…vedi, non voglio vederti triste, quindi se c’è qualcosa che posso fare per te… 

Pacey: A dire il vero c’è una cosa che potresti fare per me.

Andie: Dimmi. 

Pacey: Perché non mi racconti come si sta la fuori? Voglio dire, vivere da soli e lontano da qui. 

Andie: Ooh, Bè, inizialmente ti senti spaventato. Non conoscevo nessuno, ma—ha ha—gli altri non ci hanno messo molto a conoscermi. E prima che me ne rendessi conto, avevo un sacco di amici e, non so, non ero più sola. Più—più vivevo là e più capivo che lasciare Capeside non era stata la fine, ma soltanto l’inizio. Quindi… 

Pacey: Okay, devo dirti una cosa. Ho avuto un’offerta, un’offerta di lavoro, far parte dell’equipaggio di una nave per tutta l’estate, ma questo significherebbe prendere l'aereo e andare a Miami, perché è da lì che la nave salperà per i Caraibi. 

Andie: E tu sei convinto di volerlo fare?

Pacey: Si. Si, voglio andarci veramente. Sono così felice che tu sia qui ora. Uh, okay…ce l'ho fatta. Ha ha! Ho passato l'esame finale. Mi sono diplomato. 

Andie: Aah! O mio Dio! Lo sapevo! Lo sapevo. Lo sapevo che ce l'avresti fatta! 

Pacey: Bè, sei anche la prima persona a saperlo. 

Andie: Davvero? E perché non l'hai detto a nessun altro? Voglio dire, staranno morendo dalla voglia di saperlo. 

Pacey: Non ho bisogno di dirglielo. Non ho più bisogno di paragonare me stesso agli altri. L'ho fatto solo per me stesso. Volevo soltanto farcela. Ed ora non vedo l'ora di imbarcarmi su quella nave, sentire il sole sulla faccia e…sapere che per una volta nella vita sono riuscito a superare un ostacolo. 

Andie: Ma allora, perché lo hai detto a me? 

Pacey: Perché tu sei stata la prima persona al mondo che mi ha detto che potevo migliorare e che ci ha sempre creduto. Quindi, suppongo che debba dirti grazie. 

Andie: Non c’è di che. 

Pacey: E’ bello vederti di nuovo Andie. (si abbracciano di nuovo) 

Andie: Mmm! Anche per me! Oh mio Dio! Andrai ai Caraibi! 

Pacey: Si, bè, ma tu ritornerai a Firenze. Non credo… 

[Al party – Pacey sta camminando da solo quando incontra Joey.] 

Joey: Sono felice che tu ce l'abbia fatta. 

Pacey: Si. E’ stata una bella festa. Stavo pensando al domani.

Joey: E che mi dici del domani? Ora ti sembra un po’ più luminoso? 

Pacey: Non penso che lo sarà visto che probabilmente non ti rivedrò. 

Joey: Non credi che sarà un po’ migliore del presente? 

Pacey: Credo che—che me ne andrò di qui, per stare un po’ da solo. Naturalmente questo non significa che voglio che tutto finisca tra di noi. Quindi, ipoteticamente parlando…se un giorno fossi tanto fortunato da potermi rifare una barca tutta mia, e chiedessi alla donna che amo di salpare insieme a me (la gurda)… lei accetterebbe? 

Joey: (sorride dolcemente) Non avresti bisogno di chiedermelo, Pacey. Ci vediamo. 

Pacey: Ci vediamo Joey. 

[Capeside High – Pacey è seduto fuori su uno dei posti riservati agli studenti diplomati, da solo, il viso rivolto verso il cielo. Sorride, poi si alza e se va.] 

[Al B&B – Joey e Bessie si affrettano alla macchina per andare alla cerimonia. Joey indossa la toga e il cappello.] 

Joey: Devono farci delle foto prima della cerimonia, e bisogna stare là prima delle 10:00. 

Bessie: Allora c’è ancora tempo! 

Joey: Bessie, non voglio arrivare in ritardo. 

Bessie: E non succederà. Aspetta. Aspetta. Ha ha! (le mette il rossetto, come nella puntata pilota, e proprio come in quella scena, in sottofondo si sente "Good Mother" di Jann Arden) Allora, sei riuscita a trovare il tempo di leggere la lettera della mamma? 

Joey: Si. 

Bessie: Non vorrei sembrarti troppo invadente, ma— 

Joey: Se te la leggessi ora, scoppieremmo entrambe in lacrime, ma per fartela breve, aveva ragione. 

Bessie: Su cosa? 

Joey: Sul fatto che ti saresti presa cura di me nel modo migliore.

Bessie: Oh Joey, sei molto dolce, ma non è stato comunque giusto. Tu meritavi una madre. 

Joey: Bessie, ne ho avute due. 

Bessie: E per fortuna che non volevi che scoppiassimo in lacrime. (si abbracciano) 

Joey: Ti voglio bene. 

Bessie: Ti voglio bene. 

[A casa di Dawson – Anche lui indossa la toga e i cappello.] 

Mitch: Bè, guarda Lily. Presto anche tu vivrai il tuo giorno. 

Gale: Quale, quello del diplomato felice o della mamma orgogliosa? 

Mitch: Bè, perché non tutti e due? 

Dawson: Preferibilmente non nello stesso momento. (Mitch porge a Dawson un regalo) E questo cos’è? 

Gale: Oh, solo un piccolo regalo da parte di due genitori orgogliosi. 

Dawson: Non mi avrete—io… (apre il pacchetto: è un orologio) Wow! Grazie. 

Mitch: Ti piace? 

Dawson: Stai scherzando? E’ bellissimo. 

Gale: Bè, c’è un’incisione sul retro. 

Dawson: (legge) “Se lo desideri davvero, allora non è un sogno.” 

Mitch: Quando mi vanto con gli amici che mio figlio vuole partire per Hollywood per diventare un regista, loro mi rispondono “Stai attento, o se lo mangeranno vivo.” E sai io cosa gli rispondo? “Allora non conoscete mio figlio.” 

Dawson: Vorrei ringraziarvi per aver sempre creduto in me. Per me, uh… ha significato molto. Io…vi voglio tanto bene. (si abbracciano) 

[A casa di Pacey – Pacey sta facendo i bagagli quando Doug lo raggiunge.]

Pacey: Agente Doug Witter. A cosa devo questa inaspettata intrusione? 

Doug: Oh, ho pensato di passare di qua per farti le mie congratulazioni e, uh… 

Pacey: E augurarmi buona fortuna? 

Doug: Qualcosa del genere, si. Dimmi, uh…hai bisogno di soldi? Non che io te ne darei, ma, um… 

Pacey: No. Me la caverò, se poi vorrai conservare la mia roba a casa tua per questa estate, sarò ancora più contento. 

Doug: Un’altra emozionante estate di navigazione per il mio fratellino. Sono felice per te. Te lo meriti davvero. 

Pacey: Bè Dougie, a come lo hai detto mi è quasi sembrato che fossi sincero. 

Dougie: Ed è così.

Pacey: Sai, devo dirti una cosa, anche perché sarebbe una vergogna per me andarmene senza prima averti detto che ho sempre ammirato il mio fratello maggiore. O senza averti detto che in realtà sono sicuro che un giorno renderai…una ragazza davvero felice. 

Doug: Vuoi dire che, uh, hai finalmente accettato la mia eterosessualità? 

Pacey: No no, ho detto felice, Doug, non sessualmente felice. 

[Capeside High – Jack e Andie stanno camminando sul campus con indosso la toga e il berretto.] 

Andie: Aspetta un attimo. Hai il fiocco dalla parte sbagliata. 

Jack: Non importa. 

Andie: Ma si che importa! 

Jack: Tanto alla fine della cerimonia dovrò comunque gettare in aria il cappello. 

Andie: Non dobbiamo gettare i cappelli in aria, ricordi? “Gli angoli appuntiti potrebbero ferire qualcuno.”

Jack: Oh, si, hai ragione. Ma scommetto che riuscirò a lanciare il mio cappello più in alto del tuo. 

Andie: Jack, devo dirti una cosa che non ho ancora detto a nessuno. 

Jack: Perché, c’è qualcosa che non va? 

Andie: Niente. A dire il vero per la prima volta in vita mia posso dire che non c’è proprio niente che non va. 

Jack: Ragion per cui ripartirai per l'Italia. 

Andie: Rimanderò il mio ingresso ad Harvard di un anno. E’ che—che per il momento non riesco ad immaginare un altro posto dove potrei essere più felice. 

Jack: Guarda che ti capisco. 

Andie: Mi capisci? 

Jack: Si. 

Andie: Davvero? 

Jack: Si. 

Andie: E non te ne importa niente? No sei preoccupato? Non proverai a convincermi di restare e non mi considererai una stupida?

Jack: Bè, l'idea è stupida, ma è di sicuro la più intelligente idiozia che tu abbia mai pensato. Promettimi solo che potrò farti visita. 

Andie: Solo se porterai con te il tuo ragazzo. 

Jack: Ti voglio un bene dell’anima sorellina. 

Andie: Ed io te ne voglio di più fratellino. 

Jack: Ha ha! Ohh! 

[Capeside High – la signora Ryan sta camminando con Jen verso il campus dove si terrà la cerimonia.] 

Signora Ryan: Mi sembri rilassata e raggiante. 

Jen: Sarà l'effetto di 3 ore di musica da camera. 

Signora Ryan: Hmm! 

Jen: A proposito, se non te l'avessi già detto abbastanza, grazie per aver capito. 

Signora Ryan: Bè, trovo che quell’uomo abbia dei pessimi gusti in fatto di musica. E credo che tu sia stata punita già abbastanza. E poi, dovresti fare di peggio per rovinare la felicità che sto provando per te quest’oggi. 

Jack: Il piacere è tutto mio. 

[Alla cerimonia – Joey e Dawson prendono posto fra gli altri.] 

Joey: I tuoi genitori sono così carini. Sembrano la rappresentazione vivente della felicità. 

Dawson: Si, hai ragione. (notando che Joey è un po’ triste) Sai, in occasioni come queste, è bello vestirsi di poliestere come il coro di una chiesa, indossare questi stupidi cappelli, sedersi sotto al sole per un paio d'ore, e tutto per commemorare l’evento. Ma si può sapere che razza di stilista ha disegnato questa roba? Voglio dire, ti pare un bel cappello da indossare proprio il giorno in cui sai che la gente ti scatterà delle foto? (Joey sorride e si mette a ridere) E’ un sorriso quello che ho visto? Sono riuscito a farti dimenticare il tuo discorso almeno per un secondo? 

Joey: Si, ci sei riuscito. 

Dawson: Okay. 

Joey: Dimmi qualche altra cosa. 

Dawson: Ho terminato le battute. Mi dispiace, ma conoscevo solo queste. Ed è ora che tu salga su quel palco e faccia il tuo discorso. Andrà tutto bene. 

Joey: Ci vediamo dopo. (si avvicina al palco.) 

Peskin: Ed ora ho il piacere di presentarvi la vincitrice del premio come miglior studente dell’anno, la diplomata Josephine Potter! 

Joey: Preside Peskin, famiglie, compagni diplomati, oggi mi trovo qui, di fronte a voi, consapevole di quante cose abbiamo in comune. So che state provando, tranne che per il terrore che ho io di stare qui su questo palco, le stesse cose che sto provando io—orgoglio e fierezza, incertezza e rimpianto, e speranza per il futuro. Ma credo che voi sappiate già di cosa sto parlando. Invece vorrei—vorrei condividere con voi qualcosa di personale e dirvi che…che ci sono persone nella mia vita che se ne sono andate, altre che mi mancano molto e altre alle quali sono legata per varie ragioni, ma anche se è stata la morte o solo la distanza a separarci, loro sono sempre con me perché le tengo nel mio cuore. La verità è che, col tempo, tutto quello che ci rimarrà l’uno dell’altro sarà una serie di ricordi, alcuni dolci e meravigliosi, altri un po’ meno. Ma nel loro insieme, questi ricordi ci rendono chi siamo e chi saremo. Quindi, sia ora che vi trovate qui, insieme agli altri, o in futuro quando ripenserete agli altri attraverso i ricordi, non dimenticate di essere maturati insieme. E spero che in qualunque luogo vi troverete in futuro…porterete sempre Capeside nel vostro cuore. Congratulazioni. 

[Gli studenti iniziano ad applaudire, proprio nel momento in cui l'impianto d'irrigazione del prato entra in funzione. Jen si volta verso Drue con i pollici alzati in segno di vittoria. Drue annuisce felice, spalancando le braccia. Tutti iniziano a correre per il campo sotto la pioggia. Dawson getta il suo cappello in aria e gli altri fanno lo stesso.] 

[All’aeroporto – Pacey sta scendendo dal taxi ed entra nell’aeroporto. Un sorriso gli illumina il viso. Mentre vediamo la scena in cui Pacey consegna il suo biglietto all’assistente di volo, sentiamo la voce di Peskin che sta chiamando gli alunni per consegnare loro i diplomi.] 

Peskin: Amanda Walters. Cassandra Whitman. Pacey Witter. (Pacey sale sull’aereo. Sigla di chiusura.)

Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi.
più alcuni ritocchi da parte mia.



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