

| < < Esplora Una Zona | Esplora Questa Zona > > |



|
[Mensa della scuola - Jen e Jack sono seduti ad un tavolo e stanno pranzando insieme.] Jen: Okay, almeno dammi un indizio. Anche piccolo. Un bocconcino succulento che mi aggiorni su cosa sta succedendo fra voi due. Jack: Innanzitutto, quando parli della mia vita sentimentale, evita le parole 'bocconcino succulento'. Chiaro? Mi imbarazzano. Jen: D'accordo, va bene. Allora tu e Tobey uscirete ancora insieme, vero? Jack: Si, usciremo di nuovo insieme. Jen: E? Jack: E non ti dirò nient'altro. Jen: Devo forse ricordarti che sono stata io a farvi mettere insieme? Jack: Mm-hmm. Jack: Allora non farti pregare. Anche perché non sarebbe un bello spettacolo. [Arriva Drue e si siede al loro tavolo.] Drue: A dire il vero, quando supplichi sei ancora più bella. Specie quando pieghi il labbro inferiore. Sei così sexy. Jen: A quanto pare sto perdendo colpi Drue. In genere riesco a sentirti arrivare anche a un miglio di distanza. Drue: Comportati bene o niente annuario. (Porge loro un annuario per uno) Jen: Ooh! Jack: Carino. Jen: Non è da te essere così gentile. Cosa c'è sotto? Drue: Si può sapere da quanti altri annegamenti dovrò salvarti prima che tu capisca che sono cambiato? Jen: Forse uno… o due ancora. Drue: Hmm. Ora apriamo il nostro libro di preghiere a pagina 53, e lasciamoci andare ad un momento di riflessione. [Aprono i loro annuari a quella pagina: vediamo la foto di Joey e Pacey, nella sezione 'Coppia più innamorata della classe'] Jen: Credete che l'abbiano già vista? Jack: Ne staranno già parlando? Drue: Credete che importerà a qualcun altro a parte voi due? Jen: Bè, per quanto ne so, si sono a malapena salutati dal giorno del ballo. Jack: E lo stesso vale per Dawson e Gretchen. Jen: Questa cosa mi turba molto. Ero così sicura che a quest'ora fossero già tornati insieme. Sono fatti l'uno per l'altra. Jack: Bè, sai benissimo che le relazioni a distanza non durano molto. E lui se ne andrà a Los Angeles. Per come la vedo io, se ci saranno due persone che torneranno insieme, quelle saranno Joey e Pacey. Drue: Bla bla bla. Non fate altro che parlare. Sapete una cosa? Io dico che è arrivato il momento di agire. [Tira fuori dei soldi mostrandoli a Jen e Jack] Drue: (ridacchia) Quale sarà la coppia che si riunirà per prima? Quella di Joey e Pacey? O quella di Gretchen e Dawson? Tutte e due… o nessuna? Jack: E' disgustoso. Jen: Si, non mi pare davvero il caso Drue. Jack: Jen, prestami due dollari. Jen: Non posso, ho solo una banconota da 20. (a Drue) E' tutta per te baby. [Dawson e Joey si avvicinano a loro e i tre nascondono subito i soldi.] Dawson: Ciao ragazzi, che succede? Jack: Whoa! Jen: Dawson, Joey. Jack: Avete già mangiato? [Jen mostra a Joey una foto] Jen: Carina vero? Joey: Aw. [Sigla] [Camera da letto di Dawson - Dawson sta lavorando al computer quando sua madre entra in camera] Gale: (bussa alla porta) Sei occupato? Dawson: Oh, si. Sto facendo gli ultimi ritocchi al film su Brooks prima di mandarlo alla USC. Se voglio avere qualche possibilità di partecipare al loro programma estivo, devo mandargli il film entro domani. Gale: Tesoro, hai già parlato con Gretchen? Dawson: (sospira) Non c'è poi molto da dire. Gale: Sei soddisfatto di come siamo rimaste le cose fra voi due? Dawson: Bè, di certo non faccio i salti di gioia. Ma, che vuoi che ti dica? Credo che alla fine riusciremo almeno a tornare amici. Gale: Bè, non vedo come possiate tornare amici se non vi parlate nemmeno. Dawson: Bè, è il mio rapporto, quindi so io come occuparmene. [Gale si alza per andarsene ma poi si volta all'ultimo momento verso di lui] Gale: Gretchen lascerà la città. Dawson: Quando? Chi te l'ha detto? Gale: Mi ha avvisato un paio di giorni fa. Oggi è il suo ultimo giorno di lavoro al ristorante. Quindi credo che partirà molto presto. Pensavo che avresti voluto saperlo nel caso volessi dirle addio. Dawson: Bè, non mi ha detto niente riguardo la sua partenza. Quindi credo che non voglia che io lo sappia. Gale: No. No, la verità Dawson, è che nemmeno tu sai cosa voglia veramente. Quindi perché non vai da lei e cerchi di scoprirlo? Potresti, uh… chiederle di firmarti l'annuario, mi sembra un buon motivo per iniziare una conversazione. Dawson: Mamma, apprezzo molto i tuoi sforzi, ma non solo sarebbe una scusa poco convincente, ma anche un subdolo tentativo di riconciliazione che non sono affatto sicuro di volere. Gale: Bè, allora sono sicura che riuscirai a trovare una scusa migliore. Ma se vuoi davvero riconciliarti con lei tesoro, devi parlarle, e devi farlo al più presto. [Fuori dalla casa di Pacey e Gretchen - Pacey sta riparando la macchina della sorella, quando Gretchen lo raggiunge con in mano uno spuntino.] Gretchen: Ciao. Come sta andando? Pacey: Questa pupa riuscirà a fare ancora 1000, 2000 miglia circa. Sempre che tu ti ricordi di cambiargli l'olio almeno una volta all'anno. Gretchen: Cercherò di non dimenticarmene. Oh, ho parlato col padrone di casa, ed ho pagato l'affitto fino alla fine del prossimo mese. Poi il contratto scadrà. Pacey: Ti ringrazio per averlo fatto. Gretchen: Di niente. Pacey: Considera la riparazione alla tua auto già pagata. Gretchen: Ti va? (gli porge il sandwich) Pacey: Grazie. Gretchen: (sospira) Allora, come ti senti? Pacey: Uh… sarò sincero con te, ho avuto giorni migliori. E che mi dici di te? Hai parlato con Dawson? Gretchen: No. Non so se sono io che lo sto evitando o se è lui che sta evitando me. Pacey: Si, posso capirti. Gretchen: E con Joey? Pacey: E' la stessa cosa. Gretchen: Mi dispiace davvero, Pace. Pacey: Credi che ci farebbe sentire meglio parlare con i nostri ex invece di continuare a nasconderci nella nostra bella casetta al mare? Gretchen: Forse si. Ma questo non significa che sia davvero pronta a vederlo. Pacey: Lo stesso vale per me. (sospira) Forse è ereditario. Gretchen: Mm-hmm. [A casa della nonna di Jen - un agente immobiliare sta mostrando la casa a un uomo e una donna, quando Jen entra in casa.] Agente immobiliare: La casa è in vendita da pochi giorni, e non credo che lo resterà a ancora a lungo. Uomo: (rivolto alla donna) Sai, credo che se buttassimo giù quella stanza al piano superiore, potremmo farci una palestra. Donna: Mmm. Ci stavo pensando anch'io. Magari dovremmo- Jen: Quella è la mia stanza. Donna: Dovremmo eliminare tutta la carta da parati. Agente immobiliare: Bè, ci si potrebbero fare molte cose. Perché non date un'altra un'occhiata in giro? (la coppia se ne va) Tu devi essere Jennifer. Tua nonna mi ha parlato di te. A proposito, congratulazioni per l'ammissione al Boston Bay College. Jen: Mi scusi, ma lei chi è? Agente immobiliare: Mi chiamo Dana Borkow. Sono l'agente immobiliare. Non lo sapevi? Tua nonna vuole vendere questa casa. [Allo Yacht Club di Capeside - Joey è seduta ad un tavolo, quando il signor Kubelik si avvicina a lei.] Signor Kubelik: Joey Potter. Speravo proprio di incontrarti. Joey: Che piacere rivederla signor Kubelik. Signor Kubelik: Verrai al party che darò domani sera, vero? Joey: Può contarci. Signor Kubelik: E spero che porterai anche il tuo affascinante ragazzo. Pacey è il suo nome, vero? Lui si che ha saputo dare vita al mio ultimo party. Joey: Oh, uh-bè, veramente, um- sono cambiate alcune cose dal giorno del party. Um, Pacey ed io, uh… noi,uh… Bè-ci siamo lasciati. Signor Kubelik: Oh. Bè, sono davvero dispiaciuto. Spero che comunque abbiate mantenuto buoni rapporti, huh? Joey: Ma certo. Ci sentiamo spesso. Signor Kubelik: Sono felice di sentirtelo dire, perché Dean Newman ed io speravamo di potergli parlare domani sera di una questione piuttosto urgente. Joey: Dean quello delle ammissioni? Signor Kubelik: Si, avremmo un'offerta da proporgli. Joey: Ma certo. Sono-sono sicura che Pacey sarà molto lieto di venire. Signor Kubelik: Okay. Bè, allora ci vediamo domani sera. Joey: Okay. Signor Kubelik: Buona giornata. Joey: Anche a lei. [A casa della nonna di Jen - la signora Ryan e Jen stanno discutendo sulla vendita della casa.] Signora Ryan: Ti chiedo scusa Jennifer, ma non pensavo che avrei avuto bisogno del tuo permesso per vendere la mia casa. Jen: Bè, non sto parlando di questo, ma visto che lo stai facendo per me, perché non dovrei avere voce in capitolo? Signora Ryan: Cosa ti fa pensare che lo stia facendo per te? Jen: Okay. Allora guardami negli occhi e dimmi chiaramente che non lo stai facendo per pagarmi il college. Signora Ryan: Ascolta, ammetto che gran parte di quei soldi serviranno a quello. Ma non è l'unico motivo della mia decisione. Jen: Bene. Allora che aspetti ad illuminarmi? Signora Ryan: (sospira) Stai per avviarti verso un nuovo capitolo della tua vita, ed anch'io ho bisogno di fare lo stesso. Ecco perché ho deciso di trasferirmi al parco di La Brea. Jen: Okay. Credo di non aver capito bene, perché se è davvero del parco di La Brea che mi stai parlando-quell'ospizio per anziani con tanto di coniglietti e partite di bowling sul prato-lontano anni luce dalla tua vita dedita alla maglia e alla cucina, allora… credo proprio che tu sia ancora troppo giovane e moderna per andare a vivere in un posto come quello. Signora Ryan: Jennifer, solo perché si tratta di un posto con su scritto 'casa di riposo' sull'insegna, non significa che sia per forza un brutto posto. E onestamente Jennifer, non credevo fossi così discriminante nei confronti degli anziani. Jen: Oh, io non sono discriminante. Non sono affatto una di-scriminante. Anzi, mi piacerebbe visitare questo vostro meraviglioso parco. [Al ristorante dei Leery - Gretchen sta lavorando al bar, quando Dawson entra nel ristorante e lentamente si avvicina al bancone del bar con in mano il suo annuario.] Gretchen: Hey, ciao. Dawson: Ciao. Pensavo che volessi firmare questo (le porge l'annuario) prima di lasciare la città. Gretchen: Bè, tu si che sai arrivare subito al dunque. Dawson: Volevi davvero lasciare la città senza dirmi almeno addio? Gretchen: Ci avevo pensato, si. Forse. Dawson: Sai una cosa? Se è davvero così, allora fai finta che non sia mai venuto. (prende l'annuario e fa per andarsene) Gretchen: O forse ho passato tutta la settimana a cercare il modo di dirti addio. Dawson: Allora, dove andrai? Gretchen: Tornerò a scuola. Mi sono iscritta ai corsi estivi per recuperare quello che mi sono persa durante quest'anno. Dawson: (fa un profondo sospiro) E quando inizieranno i corsi? Gretchen: Fra non più di un mese. Dawson: Okay. Gretchen: Ma prima che inizino voglio fare un viaggio. Almeno finché ho ancora tempo. Dawson: Mi, uh… mi pare una bella idea. Gretchen: Parto dopodomani. Dawson: Dopodomani? Così presto? Gretchen: Lo so. Dawson: Ma è-è… è troppo presto. Non mi sento ancora pronto. Gretchen: Bè, hai ancora un giorno e mezzo per prepararti un bel discorso di addio per me. Dawson: Va bene. (si volta per andarsene) Gretchen: Ma mi piacerebbe firmarti l'annuario. Posso? (le porge l'annuario) Posso tenermelo per un po'? Dawson: Certo. Si. Ma sta attenta perché più lo terrai con te, e meno accettabile sarà la dedica standard "Divertiti questa estate!". Gretchen: Okay. Dawson: Okay. [A casa di Pacey e Gretchen - Joey è fuori la porta di casa, quando finalmente si decide a bussare. Pacey va ad aprire la porta.] Joey: (sospira) Ciao. Pacey: Stavo cominciando a chiedermi se ti saresti mai decisa a bussare alla porta. Joey: Mi avevi già vista? Pacey: No. Joey: Okay, um… (si schiarisce la voce) Veniamo al sodo. Um… Ho incontrato il signor Kubelik oggi. Ti ricordi di lui? E' quel tizio della Worthington, e ha chiesto di te, e vuole che ti porti con me al party che sta organizzando per domani sera, per le nuove matricole. Credeva che stessimo ancora insieme, ma io gli risposto che c'eravamo lasciati. Ma poi mi ha detto che aveva una proposta da farti, ed ha nominato il signor Dean, quello delle ammissioni, quindi mi sono detta 'Di cos'altro potrebbe parlargli se non di una sua probabile ammissione a Worthington?' Quindi, ecco, forse vuole proporti questo, o-magari ha in serbo un particolare programma per te ed io- Pacey: (a voce bassa, quasi in lacrime) Mi manchi, Joey. Joey: Anche tu mi manchi. Pacey: Sai, ho… ho ripensato a tutto quello che è successo e a quello stupido ballo. Non doveva andare a finire così. Il nostro rapporto non doveva finire così. Giusto? Joey: Vorrei che venissi al party con me. Pacey: Si. Naturalmente. Joey: Allora, uh-ci vediamo domani. [Fuori dal supermercato - Pacey e Gretchen escono dal negozio per raggiungere la macchina, portando delle borse della spesa.] Pacey: Spiegami questo invece. Quanto cibo può ingurgitare una donna secca come te durante un breve viaggio? Gretchen: Non cambiare discorso. Pacey: Non sto cambiando discorso. Gli sto solo facendo prendere una piega diversa. Gretchen: Ascolta, non credo che dovresti andare a quel party stasera Pace. Voglio dire, anche se tu e Joey siete fatti per stare insieme, dovete comunque stare un po' di tempo lontani per capire cos'è che non ha funzionato fra voi. Altrimenti rischierete di ripetere gli stessi errori. Fidati di me. Te lo dico per esperienza. Pacey: Fidarmi di te? Della signorina 'faccio le valigie e me ne vado'? Scusami ma il tuo non è certo il modello di comportamento che vorrei seguire. Gretchen: Sto solo cercando di aiutarti Pace. Non voglio vederti soffrire. Pacey: Bè, ormai è troppo tardi. Sto già soffrendo. E voglio cercare di rimediare alla mia sofferenza. Per questo andrò a quel party, per vedere cosa il destino ha in serbo per me. Gretchen: Ti riferisci a Kubelik e alla sua misteriosa offerta? Pacey: Si. Ascolta, so bene quanto te che questo potrebbe essere un sogno irrealizzabile. Ma quale altra alternativa potrei avere? Ho bisogno di un segno. Ho bisogno di qualcuno o qualcosa che mi dica cosa devo fare. Che mi mostri cosa è più giusto perché non so più cosa devo fare. E se questo tizio mi offrirà davvero la possibilità di andare alla Worthington, allora saprò qual è il mio destino. Gretchen: E quale sarà? Pacey: Bè, vorrà dire che sono destinato a stare con lei. Ah, senti, Gretch, se per te va bene vorrei tornare a casa a piedi. Gretchen: Si. Pacey: (posa le borse della spesa in macchina e poi si volta verso Gretchen) Bene, allora… ci siamo. Sei decisa a partire domani mattina? Gretchen: Bè, sicuramente prima del tuo risveglio, dormiglione! [Pacey l'abbraccia forte] Gretchen: Hey! Che ti prende? Ha ha. Pacey: Sono davvero felice che tu sia tornata a casa quest'anno, Gretchen. Gretchen: Ne sono certa. Ci hai guadagnato una bella casa sulla spiaggia. Pacey: Si, è vero. E non l'avrei mai avuta se non fosse stato per te. Perciò, vorrei dirti che, si insomma, che il tuo fratellino-bè, ecco… Gretchen: Ti voglio bene anch'io Pace. Pacey: Si. Gretchen: (ride) E non solo-voglio dire, obblighi familiari a parte-non sei niente male. Pacey: Bè, anche tu non sei niente male. Gretchen: Si, lo so. Pacey: Ciao Gretchen. Gretchen: Ciao. Pacey: Arrivederci. [Al parco di La Brea - la signora Ryan e Jen sono appena arrivate in macchina, quando un'anziana donna piuttosto rimbambita esce dalla guardiola e si avvicina alla loro macchina.] Guardia: Il suo cognome? Nonna di Jen: Oh, salve. Um-sono venuta qui qualche giorno fa- Guardia: Il suo cognome? Nonna di Jen: Ryan. Evelyn Ryan. [La guardia va a controllare il suo nome sulla lista] Jen: Huh. Che vecchia bisbetica. Secondo te che farebbe se fossimo dei veri delinquenti? Con che cosa ci inseguirebbe? Col trenino elettrico forse? Sai, credo proprio che dovremmo farglielo apposta. Nonna di Jen: Jennifer, ti prego. Jen: Stavo solo scherzando. [La guardia torna porgendo loro un pass] Guardia: Prendete. Ma la prossima volta dovete passare al cancello 3 e ritirare la il vostro pass. Nonna di Jen: Oh, mi dispiace. Non sapevo- Guardia: Tutti devono avere il pass. I residenti lo possiedono già. I visitatori invece devono chiamare in anticipo per averlo. Nessuno può entrare senza il pass. [Nel soggiorno della casa di Dawson - Mitch e Dawson hanno appena finito di guardare il film che Dawson ha girato sul Signor Brooks.] Mitch: Non so come tu abbia fatto Dawson ma il signor Brooks in questo film somiglia incredibilmente ad Harrison Ford. Dawson: Quindi può andare? Mitch: Bè, sono tuo padre, questo è vero, ma quando la USC ti chiamerà e ti pregherà in ginocchio di partecipare al loro programma, ricordati che sono stato io il primo a dirti questo: è bellissimo. Ma a quanto vedo hai la testa da un'altra parte. Dawson: (sospira) Mitch: Ti va di parlarne? Dawson: Veramente no. Ma grazie per aver guardato il mio film. Avevo davvero bisogno di un'opinione più positiva di quella Brooks. Secondo te come ha potuto un uomo così orgoglioso come lui non amare un film che parla solo di lui? Mitch: Quell'uomo era davvero una testa dura, huh? E in questo ti assomigliava incredibilmente. Dawson: Mi somigliava? Mitch: Bè, pensa a quella parte in cui parla di quella ragazza, del modo in cui è saltata giù dal tavolo e lo ha seguito fino in California, malgrado non si conoscessero nemmeno! A chi ti fa pensare? Dawson: Agli autostoppisti. Mitch: Ai temerari. Ai sognatori. A quelle persone che sanno che almeno una volta si presenterà loro l'opportunità di tutta una vita. E che sanno che qualunque decisione prenderanno in quel momento cambierà inevitabilmente il corso della loro vita. Brooks avrebbe potuto mandare quella ragazza al diavolo. Avrebbe potuto andare in California da solo come aveva programmato, ma non lo fece. Dawson: No, non lo fece. Mitch: E questo perché lo sapeva. Sapeva che ci sono poche donne al mondo in grado di cogliere al volo quel tipo di occasioni Dawson. E' stato un modello per tutti noi. Dawson: Si. Io… suppongo di si. [Fuori dal B&B dei Potter - Pacey arriva e trova Joey ad aspettarlo fuori sul portico.] Pacey: Ciao. Guarda che non dovevi aspettarmi fuori. Avrei suonato il campanello come qualunque altro gentiluomo. Joey: Ero pronta già da ora, e non volevo passare il resto del tempo a guardarmi allo specchio. Non è una buona cosa. Pacey: Già. [Joey scende le scale e lo raggiunge. Per istinto, si chinano l'uno verso l'altro per baciarsi, ma si fermano a metà strada] Joey: Um… è meglio andare. Pacey: Sì. Buona idea. [A casa della nonna di Jen - la signora Ryan e Jen stanno parlando della loro visita alla casa di riposo.] Jen: Non voglio che tu vada la. Signora Ryan: Ho visitato anche altre posti, ma questo era quello che costava di meno. Sono sicura che col tempo riuscirò ad ambientarmi nel parco di La Brea. Jen: Okay, a quanto pare non mi hai capito bene. Io non ti permetterò di fare un così grande sacrificio per me. Signora Ryan: Non è un sacrificio. Consideralo come un regalo. Jen: Beh, allora non lo voglio. Signora Ryan: Non vuoi andare al college? Jen: No, non così. Potrei chiedere un prestito universitario. Solo perché non voglio soldi dai miei genitori non significa che tu debba accollarti tutte le spese. (Sospira) Ascolta, quando ti sei offerta di aiutarmi, io-io pensavo che avessi dei risparmi da parte. Non credevo che avresti sacrificato te stessa. Signora Ryan: Jennifer, questo non è un tuo problema. Ascolta, potremmo evitare di parlarne? Jen: Non andrò a Boston, e non ti permetterò di vendere questa casa. Signora Ryan: (sospira) [Yacht Club di Capeside - Joey e Pacey sono arrivati al party, e incrociano subito il signor Kubelik.] Signor Kubelik: Salve. Joey: Salve. Sono solo le sette e il party è già nel suo vivo. E' impressionante. Signor Kubelik: Bè, non mi faccio pagare. E la promessa di cibo gratis attira sempre tanta gente. Sei incantevole Joey. Vedo che hai portato anche il tuo ragazzo. Pacey: E' un piacere rivederla signor Kubelik. La ringrazio del suo invito. Signor Kubelik: Oh, non c'è di che. Mi fa piacere che tu sia qui. Joey: Oh, Bè, è tipico di Pacey. Non perde mai un'occasione dove può mostrarsi in abito da sera. Brad: Abbiamo riunito tutti vicino al camino, signore. Joey: Meraviglioso. Signor Kubelik: Joey, perché non ti unisci a Brad? Stiamo scattando alcune foto alle matricole del prossimo anno. [Brad la prende per mano] Brad: Ti accompagno io. Joey: Torno subito. Pacey: Okay. [Joey e Brad se ne vanno.] Pacey: Allora. Che ne dice di andare a trovare il signor Dean, huh? Signor Kubelik: Va bene. [A casa di Gretchen e Pacey - Gretchen sta portando una scatola, quando Dawson arriva e si ferma sul portico. E' l'ultima serata di Gretchen a Capeside.] Dawson: (ridacchia) Pensavo partissi domani. Gretchen: Ciao, uh, no. Stavo solo portando i bagagli in macchina. Come mai qui? [Le prende la scatola e la poggia a terra.] Dawson: Voglio venire con te. Gretchen: Co-cosa? E perché? Dawson: Perché se te ne vai ora, passerò la mia vita a chiedermi ' Che sarebbe successo…?'. Che sarebbe successo se non ci fossero state partenze imminenti per il college? Che sarebbe successo se non ci fossa stata nessuna offerta di lavoro a Boston? Che sarebbe successo se non ci fosse stata Joey. Che sarebbe successo se ci fossimo stati solo io e te, in viaggio sull'autostrada, guidati solo dai nostri cuori? Avrebbe funzionato fra noi? Hai detto che la ragione per la quale non possiamo stare insieme è perché tu non appartieni a questa città. Allora andiamocene e… vediamo che succede. Gretchen: Dawson, è una follia. Voglio dire, andiamo, non puoi fare i bagagli e andartene. Dawson: Perché no? Dammi una sola buona ragione. Gretchen: Okay, um, il diploma. Voglio dire, manca meno di una settimana alla cerimonia. Dawson: Intendi quella cerimonia dove si sta seduti ad ascoltare i discorsi degli altri per tre ore, prima di alzarsi e attraversare il campo di football con indosso uno stupido cappello e una toga, per prendere un pezzo di carta che non è nemmeno il vero diploma? Mi dispiace, ma non lascerò che questa esperienza mi faccia stare sveglio la notte a rimpiangere il fatto che non ho avuto il fegato di partire per questo viaggio con te. Gretchen: Bene. Okay, lasciamo stare il diploma. Basta la mia prima ragione. Dawson: Ovvero? Gretchen: Che è una pazzia! Dawson: Si. lo é. E' da pazzi! E' una cosa completamente assurda. E tu non riuscirai mai a trovare un vero motivo per il quale io non dovrei partire con te Gretchen. Qualcosa dentro di me mi dice che è la nostra occasione. Non possiamo lasciarcela sfuggire. Gretchen: Dawson, io- [Dawson la bacia] Dawson: Di solo di sì. Gretchen: Si. Non è da te un'idea simile. [Si guardano negli occhi felici della loro decisione e si abbracciano.] [Camera da letto di Dawson - Dawson sta scrivendo un biglietto da lasciare ai suoi genitori prima di andarsene, ma ha solo scritto 'Cari mamma e papà'. Gale entra in camera sua con in braccio la bimba.] Gale: Dawson… Dawson: Ciao, ciao anche te piccola. Gale: Tesoro, ho molto da fare giù al ristorante. Mi stavo chiedendo se potevi guardarmi la bambina per un paio di ore. Dawson: Ma certo. Gale: E' così buona quando sta con te. Sono sicura che già capisce chi sei. Oh, um, sei riuscito poi a parlare con Gretchen? Dawson: Um, si. Verrà qui stasera. Gale: Oh, bene tesoro. Sono felice che stiate risolvendo i vostri problemi. Ciao tesoro. [Gale se ne va, e Dawson tenta di finire il suo biglietto ma non sa cosa scrivere.] Dawson: (a Lily) E tu non guadarmi così. Tecnicamente non è stata una bugia. Ho solo omesso qualcosa. Non è la stessa cosa. [La bambina gli risponde con un vagito] Dawson: (sospira) Sai, non mi sento affatto colpevole per mamma e papà. Voglio dire, si, so che per loro sarebbe importante vedere il proprio figlio alla consegna dei diplomi, ma allo stesso tempo gli sto risparmiando la scocciatura di assistere ad una noiosa cerimonia. Non faccio loro nient'altro che un favore. [La bambina gli risponde con un altro vagito.] Dawson: Va bene, non gli faccio un favore. Ma sai una cosa? Penso proprio di meritarmi il diritto di deluderli un pochino. Voglio dire, ho passato gli ultimi 18 mesi a rendere tutti felici. Ed ora è arrivato il mio momento di essere felice. Ma se non è senso di colpa quello che sto provando, allora perché non riesco a scrivere questo stupido biglietto? [Yacht Club di Capeside - il signor Kubelik e Pacey raggiungono il signor Newman.] Signor Kubelik: Pacey, ti presento il responsabile alle ammissioni, detto anche il 'Dean delle ammissioni', Andrew Hill Newman. Pacey: E' un piacere conoscerla, signor Newman, o Dean Newman, o come preferisce. Signor Newman: Il piacere è mio, Pacey. Il signor Kubelik mi ha parlato davvero bene di te. Signor Kubelik: Andrew noleggerà la mia barca per l'estate. Pacey: Davvero? Signor Newman: Si, ho deciso di visitare le isole caraibiche. Ho sentito che hai passato tutta la scorsa estate in mare. Pacey: Verissimo. Signor Newman: Come ci si sente a passare molto tempo in mare? Pacey: Bè, io in mare mi sento bene come un bambino in un negozio di caramelle. Signor Newman: Potrebbe andare allora. Signor Kubelik: Lo credo anch'io. Pacey: Cosa potrebbe andare? Signor Kubelik: Pacey, ti piacerebbe lavorare sul mio yacht quest'estate, come skipper? Pacey: (l'espressione di gioia di Pacey lentamente svanisce) Tutto qui quello di cui voleva parlarmi, di un lavoro estivo? Signor Kubelik: Si, a meno che tu non ne abbia già uno. La paga non è delle migliori, ma avrai un sacco di tempo libero per visitare le isole, e potrebbe essere un'esperienza unica per te. Pacey: Bè, io non, uh… non me lo aspettavo. Ma sono davvero molto lusingato signore. Signor Kubelik: Bè, puoi pensarci un po' su prima di accettare. Pacey: Okay. E' stato un piacere conoscerla, signore. Signor Newman: Si. Grazie. [Pacey si volta e vede Joey che sta chiacchierando allegramente con gli altri.] [Portico di casa Ryan - Jack sta bevendo un cappuccino mentre Jen sta tentando di convincerlo che non è una buona idea che la nonna vada in quella casa di riposo.] Jen: Per farla breve, verrò lo stesso a Boston Bay, solo che, um, dovrei saltare qualche semestre, e-e così risparmierò i soldi che avrei speso per la retta e il dormitorio, quindi ci rivedremo a scuola fra, un anno o 2 al massimo. Jack, so che puoi capire la mia situazione. Voglio-voglio dire, non posso di certo permettere a mia nonna di-di vivere il resto dei suoi giorni in una casa di riposo mentre io, si insomma, me la spasso fra feste e studio. Non è giusto, e non lo permetterò. Jack: Mm-hmm. (Jack pare non averla nemmeno ascoltata, concentrato sulla tazza di fronte a lui) Non mi è mai piaciuta la schiuma. Jen: (tira su col naso) Okay, ascolta… la nonna ha bisogno di me. Da quando sono arrivata qui 3 anni fa, mi ha accolta in casa sua. Si è presa cura di me. Che vuoi che faccia ora? Che le volti le spalle così? Jack: No, sono d'accordo con te. Jen: Davvero? Jack: Mm-hmm. Si, credo che quello che stai facendo per tua nonna sia assolutamente bellissimo e altruista da parte tua. Jen: Grazie. Jack: Mm-hmm. Anche se è un po' troppo comodo. Jen: Sapevo che c'era qualcosa sotto. Va bene. Che intendi dire per 'troppo comodo'? Jack: Bè, non posso fare a meno di notare che, sebbene è chiaro che tu ti senta molto in colpa di piantare in asso il tuo migliore amico, tu ti senta anche un pochino, uh, sollevata. Come se sotto sotto fossi felice di aver trovato una scusa per non andare al college. E non solo non sei costretta ad andarci, ma sei pure diventata la Giovanna d'arco della situazione, pronta a sacrificare la tua felicità per il bene della nonna. Jen: Jack, quello che hai detto è ridicolo, okay? Perché diavolo dovrei non voler andare al college? Jack: Perché hai paura. Pensaci bene. Lasceresti l'unica città nella quale ti sei sentita veramente al sicuro. e l'unica persona che-che ti ha voluto davvero bene e ti ha dedicato la sua vita. Jen: Okay, io-ho capito quello che vuoi dirmi, ma, um-ma-non è così facile. Voglio dire, non posso lasciarla da sola. Jack: Non sto dicendo questo. Ascolta, so che la nonna ha bisogno di te, ma anche tu hai bisogno di lei, e non c'è niente di male in questo. Io non mi vergogno a dirti che ho paura di affrontare l'università senza di te. Jen: Okay, lo ammetto. Sono una ragazza di 18 anni che ha paura di allontanarsi da sua nonna. Cosa devo fare? Jack: Credo che tu lo sappia già. [Yacht Club di Capeside - Pacey è appoggiato ad un muro, e Joey dopo un po' lo raggiunge.] Joey: Ciao, eccoti qua finalmente, ti ho cercato dappertutto. (nota lo sguardo triste di lui) Cosa c'è? Pacey: Um, bè… Kubelik vuole che lavori come skipper sulla sua nave quest'estate. Era questa l'offerta che voleva propormi. Non aveva niente a che fare con Worthington. Joey: (lo guarda seria per un istante, poi lo prende per mano) Andiamocene. Pacey: Uh, sai una cosa? Me ne andrò io. Credo che tu debba rimanere, Jo. Ti ho osservata mentre eri li. Passavi… da una conversazione all'altra con estrema sicurezza e facilità. Non so se ricordi l'ultimo party come questo al quale siamo stati, ma… eri terribilmente nervosa. Speravo che… avresti avuto bisogno di un eroe che ti salvasse anche stasera. Ma… oramai non è più il caso. Non ne hai più bisogno. Tutto è diverso ora. E credo che sia meglio così. L'unica cosa che non è cambiata, è che rimani la ragazza più bella della festa. Joey: Pace- Pacey: Jo, non puoi andartene. Voglio dire, si tratta di te. Si tratta… della tua vita, e dovresti godertela fino in fondo. Joey: E come potrei senza di te? (lo prende per un braccio e lo spinge via) Andiamocene. [Soggiorno di casa Leery - Dawson è seduto su una sedia con la sorella in braccio, addormentata, quando Gretchen entra in casa e si avvicina a lui stando attenta a non svegliare la piccola.] Gretchen: (a voce bassa) Ciao. Dawson: Mi stavo chiedendo quand'è che saresti venuta. Hai fatto i bagagli? Gretchen: Si, si. Hai presente quando tutti dicono che fare le valigie è la cosa più facile? Dawson: Si. Gretchen: Mentono. Dorme? Dawson: Si, dorme già da una mezz'oretta. (si alza e sistema la piccola nella sua culla.) Gretchen: Oh... che carino. (ridacchia) Okay, mi permetti di dirti che sei la persona più dolce del mondo in questo momento? Dawson: E perché? Gretchen: Ma guardati, paparino Dawson. Dawson: Non so. Non avrei mai pensato che accudire un neonato mi sarebbe piaciuto davvero. Capisci? Ma-voglio dire, ero così felice all'idea di avere una sorellina, ma non pensavo… che mi sarei attaccato tanto a lei. E' così piccola e-e perfetta e-indifesa. Quando sorride, mi…mi fa sciogliere il cuore. Dio, non posso nemmeno pensare a quanto mi mancherà quando sarò al college. Quando tornerò a casa avrà già fatto i suoi primi passi, e detto le sue prime parole. Gretchen: E' vero. Dawson: Lei ed Alexander avranno all'incirca la stessa età, e… mi domando se finiranno anche loro per arrampicarsi l'uno alla finestra dell'altro. E magari diventeranno migliori amici. [Gretchen nota il riferimento a lui e Joey] Gretchen: Chi può dirlo. Allora, com'è andata con quel biglietto per i tuoi genitori? Dawson: Io, uh… ci sto ancora lavorando. Gretchen: Bè, se ti rimane difficile scrivere un biglietto ai tuoi, figuriamoci quando dovrai scrivere quello per Joey. (Lo guarda consapevole) Non ci sono problemi Dawson. Ti capisco. Okay. Bè, devo tornare a casa ora. Avrò anche fatto i bagagli, ma ho ancora tante cose da fare. Dawson: Buon lavoro allora. Gretchen: Grazie. (lo bacia, poi lo guarda negli occhi con amore.) Addio. Dawson: Ciao. [B&B dei Potter - Joey apre la porta ma Pacey, a disagio, rimane sulla soglia.] Pacey: Allora, uh… buona notte. Joey: Grazie per essere venuto Pace. Pacey: Bè, grazie per avermelo chiesto. Ti, ti chiedo scusa- Joey: Sono io che devo chiederti scusa. Pacey: Non devi scusarti di niente Jo. Sono io che devo scusarmi. Quindi- Joey: Pace… potrei venire a casa tua stasera e passare con te la notte? Potremmo solo… dormire. Pacey: (dolcemente) Sì. (si abbracciano teneramente. Pacey affonda il viso nei capelli di Joey.) [Cucina di casa Ryan - la nonna di Jen sta cuocendo i pancakes quando Jen entra in cucina, mezza addormentata.] Signora Ryan: Allora… hai parlato con Jack ieri sera? Ti ha detto che stai facendo l'errore più grande della tua vita? Jen: Non potresti cominciare con 'Buon giorno' o 'Vuoi del caffè'? Signora Ryan: Il caffè non è quello di cui mi importa al momento. Allora, cosa ti ha detto Jack? Jen: Oh, le solite cose. Signora Ryan: (fa partire il macinino elettrico) Potresti essere un tantino più precisa, per favore? Jen: Che hai detto? Scusami ma non riesco a sentirti con questo rumore. Signora Ryan: Va bene. Ti va di scherzare, d'accordo. Ma a me non va affatto Jennifer. Jen: Ti piacerebbe trasferirti con me a Boston? Signora Ryan: Ed ora quale altra sciocchezza stai blaterando? Jen: Non sto scherzando. Sono assolutamente seria. Signora Ryan: Ho capito cosa hai intenzione di fare Jennifer. Ed è proprio per questo che ti voglio bene. Perché hai un cuore così grande e pieno d'amore, ma… non permetterò che tu faccia questo per me. Jen: Bè, magari lo faccio anche per me. Ascolta, trasferirmi a Boston, andare al college, um… mi spaventa. Ma in qualche modo, il pensiero di averti accanto a me, il solo sapere che mi sei vicina, mi fa-passare un po' la paura. Quindi, prima che tu ti metta a scrivere sonetti sul mio grande cuore pieno d'amore, sappi che non lo faccio solo per te. Lo faccio perché il mio grande cuore egoista vuole che tu venga laggiù con me. Allora, ti va di venire? Signora Ryan: Oh, non lo so. Ammetto che l'idea mi attira molto. Ma non saprei nemmeno da dove cominciare. Jen: Bè, comincia col chiamare l'impresa dei traslochi- Signora Ryan: Non è così semplice Jennifer. Prima di tutto, dovrei cercarmi un posto dove vivere- Jen: Va bene, mettiamola così. Non troverai di certo un posto tutto rose e fiori come il parco di La Brea, ma… Signora Ryan: Bè, anche se trovassi una casa accogliente, che farei a Boston? Come potrei passare il tempo? Jen: Come hai sempre fatto. Magari cambiare aria ti farà… venire in mente nuove idee. E potrai farti nuove amicizie. Signora Ryan: No, sono-sono troppo vecchia per queste cose ormai. Jen: Ma dai! Tu, che proprio quest'anno hai vissuto una nuova e romantica storia d'amore. Sei la nonna più giovane che conosca. Quindi, che ne diresti di lasciar perdere queste patetiche scuse e dirmi di si? Signora Ryan: Sei sicura che non ti sarei di peso? Jen: (ridacchia) Si certo, come no. (guarda la nonna col muso lungo. La nonna cerca di non cedere, ma Jen poggia il mento sulla sua spalla e le fa gli occhi dolci. Alla fine entrambe scoppiano a ridere) [Pontile dello Yacht Club di Capeside - Pacey è seduto sul pontile, lo sguardo fisso sull'acqua, quando Joey lo raggiunge.] Joey: Sapevo che ti avrei trovato qui. Pacey: Sarei rientrato in casa prima che ti svegliassi. Joey: Da quanto tempo è che sei qui? Pacey: Uh, non saprei. Un paio d'ore forse. Ho visto il sole sorgere. Non vedevo un'alba dai tempi in cui siamo stati insieme a bordo della True Love. Il che significa… milioni di anni fa, vero? Joey: (sospira) Senti Pace… mi dispiace davvero di averti trascinato a quel party ieri sera, e… di averti fatto stare male di nuovo. Pacey: (si schiarisce la voce) Non è colpa tua Jo. Niente di tutto questo è colpa tua. Non sei tu la causa per cui ci siamo lasciati. Joey: Ma io credevo che avessi detto- Pacey: So cosa ho detto. E il modo in cui l'ho detto, e mi viene il voltastomaco ogni volta che ci penso. L'averti incolpata per le mie insicurezze e… l'averti fatto sentire in colpa per i tuoi successi, quando invece avrei dovuto soltanto sentirmi fiero di te. E lo sono davvero. Joey: So che lo sei. Pacey: Ma non te l'ho dimostrato. Invece-(si schiarisce la voce) Invece mi sono comportato come il tipico ragazzo che non riesce ad accettare il fatto che la sua ragazza sia migliore di lui. E mi odio per questo. Pacey: Pacey, tu non sei così. Pacey: Io mi sento così. Perché anche se mi sforzo di fregarmene, e di rimanere impassibile di fronte a ciò, non ci riesco. Quando stavamo insieme al party ieri sera Jo, ero geloso. Ma non geloso di te, ma geloso di tutte quelle matricole che vivranno l'esperienza del college con te. Perché loro potranno stare con te, mentre io no. Joey: Ed io che credevo che l'offerta di Kubelik sarebbe stata la risposta a tutti i nostri problemi. Un segno, capisci? Pacey: Si. Ti capisco. E credo proprio che quello sia stato un segno. Solo, non quello che ci aspettavamo. Ma almeno stavolta avremo un lieto fine migliore. E sono grato di questo. (Joey gli prende la mano e la stringe tra le sue) Joey: Anch'io. [Camera da letto di Dawson - Dawson sta provando a finire di scrivere il suo biglietto, quando la scena passa a lui che, indeciso sul da farsi, rimane fuori dal portico della casa al mare di Gretchen, e nota quasi subito il suo annuario proprio la fuori sulla veranda. Lo apre e trova al suo interno una foto di lui e Gretchen, e una dedica lasciata da lei. Così la legge.] Gretchen: "Caro Dawson… E' da quando sono venuta a casa tua ieri che sto pensando a cosa potrei scriverti. Ho anche pensato di parlarti direttamente quando saresti venuto qui, faccia a faccia, ma non penso che avrei trovato il coraggio. Ho capito che, per quanto grande sia il mio desiderio di andarmene, tu devi rimanere qui. La tua vita sta per cambiare come mai prima nella tua vita. Stai per iniziare un nuovo capitolo, e devi dare un dignitoso addio a quello vecchio. Non puoi perderti questi momenti, anche se un po' tristi, perché non li rivivrai mai più. Quindi, goditi il presente. Lascialo scivolare su di te così che i tuoi ricordi saranno ancora più intensi. E poi, non mi serve di certo un mese di viaggio in macchina per capire che sono innamorata di te. Perché lo sono già, e più di quanto tu possa immaginare. Perciò, addio, Dawson Leery. Grazie per aver cambiato la mia vita e per avermi fatto aprire di nuovo il cuore. Non puoi nemmeno immaginare quanto questo significhi per me. Divertiti questa estate! Con amore, Gretchen." [Al molo fuori dalla casa di Dawson - Dawson esce di casa per raggiungere Joey sola sul molo.] Dawson: Era da due giorni che non ti vedevo. Joey: Lo so. Dawson: Non hai nient'altro di bello da fare? Joey: Veramente no. E tu? Dawson: No. Nemmeno io. Joey: Allora, cosa farai quest'estate Dawson? Dawson: Niente. Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi (più pochissimi ritocchi da parte mia) |
