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[Camera da letto di Dawson - lui e Gretchen stanno giocando ad un gioco di società, "Vita".] Gretchen: A che stai pensando? Dawson: Uh, niente di ché. Solo…a Joey. Uh, lei e Jen hanno preso un treno per New York proprio un paio di ore fa. Gretchen: Non dovevano andare a scuola stamattina? Dawson: No. No. No, non ci andavano. E' giorno di riposo oggi. Gretchen: Sai, la notte prima del nostro ultimo giorno di riposo, io, Alice, Carol, Ted e Bobby ce ne stavano seduti a casa, senza niente da fare. Allora siamo saliti in macchina e ci siamo diretti verso sud. Abbiamo guidato per tutta la notte, e per tutto il giorno, finché non siamo arrivati al confine della Virginia, siamo scesi dalla macchina, ci siamo guardati intorno, poi siamo risaliti in macchina, e siamo tornati a casa. Dawson: Io non mai fatto con qualcuno una cosa del genere in tutta la mia intera esistenza. Gretchen: Perché no? (Dawson le prende la mano e la fa alzare dal letto conducendola giù per le scale.) Aspetta, che stiamo facendo? E il gioco di società? Ero quasi riuscita ad andare in pensione. Dawson: Lasceremo da parte il gioco per il momento. Saliremo in macchina e guideremo. Gretchen: Whoa, Tex. Il mio non era un suggerimento, mi stavo solo crogiolando in un impulso nostalgico. Dawson: Non importa. E' esattamente quello di cui abbiamo bisogno. Gretchen: Perché tutto questo mi suona come una canzone alla Bruce Springsteen? Dawson: Lo è, è proprio così. E' epico e-e romantico e pazzo e perfetto. Ed inoltre, non credo che abbiamo altra scelta perché non basta riconoscere le proprie paure. Gretchen: Bè, potrebbe essere sufficiente per ora. Dawson: No, è-non posso aspettare. Il tempo sta volando. Voglio dire, non riesci a sentire, almeno un pochino, l'assoluta urgenza di questo momento? (la bacia) Andiamo. [Ufficio del terapista di Jen - Jen è seduta sul lettino e sta parlando con Tom Frost.] Frost: Sei molto silenziosa oggi. Jen: Lo so. Mi dispiace. Frost: Non essere dispiaciuta. Dimmi cosa ti preoccupa. Jen: Non è così importante. Frost: Questo lo vedremo. Jen: Conosce la canzone 'Sweet Jane'? Frost: 'Sweet Jane'… Cowboy Junkies? Jen: Mmm, veramente è di Lou Reed.. Um, i Cowboy Junkies ne hanno fatto una cover un paio di anni fa, ma è quella comunque. Non riesco a togliermela dalla testa. Amavo molto quella canzone. La conoscevo a memoria. [Alla stazione ferroviaria - Jen e Joey stanno lasciando la stazione di New York.] Joey: Allora, ti ho già fatto la lista delle destinazioni che ho intenzione di visitare mentre tu te ne starai a quel noioso incontro universitario? Jen: Un milione di volte. Joey: Okay, ho calcolato gli orari esatti in cui dobbiamo separarci e riunirci, e dobbiamo cenare alle 8:00 se vogliamo prendere il treno delle 11:00. Jen: Ragionare troppo fa male, cara. Joey: Bè, almeno sai dove si trova di preciso l'ufficio ammissioni dell'università di New York? Jen: Si, sono certa che lo troveremo. Joey: Bè, non credi che faremmo meglio a recarci in centro così da poter avere tutto il tempo che vuoi per trovarlo nel caos di Greenwich Village? Non vorrai arrivare in ritardo. Qui tutti vanno-vanno così di corsa. Jen: Cercherò di tenermi al passo. [Capeside High - Pacey è seduto in classe da solo e sta studiando quando Drue lo raggiunge con una tazza di caffè.] Drue: Witter. Che diavolo ci fai qui? E' giorno di riposo. Pacey: Bè, ho sentito che ci saresti stato anche tu, Drue. E lungi da me lasciarmi sfuggire anche la più piccola dimostrazione della tua spettacolare intelligenza. Drue: Grazie. L'amministrazione mi ha gentilmente informato che, uh, dato il mio discutibile numero di presenze e i miei comportamenti indisciplinati, l'adesione al giorno di riposo non mi avrebbe permesso di diplomarmi. Così gli ho risposto di non rompere. Pacey: Ma sei ancora qui. Drue: E' buffo come vanno queste cose. Si. Hanno chiamato mia madre. Pacey: Ascolta Drue, ho un questionario da fare, ma somiglia molto di più ad un test che a un questionario. Ma a loro piace chiamarli questionari. Ed ho molto da studiare, quindi- Drue: Che ne diresti di questo? Se io e te, dopo che hai fatto il tuo questionario, dove la tua presenza è assolutamente richiesta, ce la svignassimo dalle lezioni pomeridiane ed andassimo a spassarcela un po'? Pacey: Amico, la cosa mi tenta molto ma, no. Drue: Witter. Certe volte…devi mandare tutto al diavolo e vivere un po'. Pacey: Si, ma, vedi, ho questo test oggi, e poi ne ho un altro domani che è due volte più importante. Drue: Ouch. Non vorrei essere al tuo posto. Anche se questo ti dovrebbe far riflettere. Pacey: Riflettere su cosa? Drue: Su cosa stia facendo Joey in questo momento mentre tu marcisci in questa prigione di scuola. [Coffee Shop - Jen e Joey entrano nel locale.] Typo: Jen Lindley? Jen: Sono così felice che tu sia qui. Typo: Ohh! Ha ha ha! Principessa di Soho, amore della mia vita. (si abbracciano) Jen: Ma guardati. Che hai fatto ai capelli? Joey, questa è Typo. Typo, questa è Joey. Joey: (sorridendo) Typo. Jen: Hai il grande onore di conoscere una delle migliori persone tra i 12 milioni di abitanti di questa città, nonché il futuro del movimento espressionista. Typo: E' convinta che l'adulazione la porterà lontano. Allora, che cosa ci fanno due signorine in questa città? Jen: Bè, uh, Joey si sta prendendo cura di me. E' il mio chaperon. Typo, Bè, è proprio quello di cui hai sempre avuto bisogno. Jen: Hey! E' qui anche perché non ha mai visto New York. Typo: Mai? Quale giovane donna non hai mai visto Manhattan? Non voglio nemmeno pensare dove compri i tuoi vestiti. Jen: Okay, andiamo, siediti un po' con noi. Voglio sapere tutto di tutti. Che stanno facendo gli altri? Chi si è sposato? Chi è incinta? Qualcuno è morto? Typo: Siamo ancora tutti qui. Ma alcuni di noi non li vediamo da un po'. Io però ancora ci provo e mi vedo con Ben e Monica a pranzo al Barney Greengrass tutti i mercoledì. Jen: Oggi. Oggi è mercoledì. Typo: Lo so. Joey, non vedo l'ora di mostrarti il posto- Joey: Jen, non ti starai dimenticando di quel tuo colloquio con quel tizio delle ammissioni per l'università di New York? Typo: Ti iscriverai a quell'università? Jen: Oh, a dire il vero, mi hanno già presa. Devo solo vedermi con questo tizio. Typo: Tesoro, sarà mai possibile riaverti qui con noi? Jen: Ci sto facendo un pensierino. Tu che ne pensi? Typo: Sai già la risposta. Joey: Bè, non posso crederci. Voglio dire, questa città è così lontana da Capeside, Jen. Si insomma, francamente non riesco a credere che tu non abbia il minimo dubbio se voler tornare oppure no. Jen: Che ne dici di quel detto tanto in uso, che dice non si può mai tornare a casa veramente? [Capeside High - Pacey è già seduto al suo banco quando gli altri studenti arrivano in gruppi e si dirigono ai loro posti. Un insegnante entra in classe prima di loro. Insegnante: Signor Witter. Il mio preferito ed anche unico diplomando. Per quel che ne so, le lettere di ammissione da parte dei college sono già state ufficialmente spedite. A che punto sono le sue opzioni? Pacey: Diminuiranno fra pochi minuti, signore. Insegnante: Bè, si rilassi. Questo quiz è il primo quiz del resto della sua vita. [Sulla strada - Dawson e Gretchen sono a bordo della Jeep, quando si accorgono di avere una ruota a terra. Dawson accosta ed entrambi escono fuori dalla macchina per vedere il danno.] Gretchen: Accidenti. Dawson: Bè…sono cose che succedono. Gretchen: Tutto qui? E' questo tutto quello che hai da dire, dopo 6 ore di viaggio? "Sono cose che succedono"? Almeno avrai una ruota di scorta, vero? Dawson: Dovrei, si. Averla? No. L'ho data a un ragazzino che aveva bisogno di un passaggio fino a casa. Gretchen: Bè, sono elettrizzata. Voglio dire, questa è proprio il genere di complicazione imprevista che rende un viaggio come questo una vera avventura, e non una semplice escursione. (lo bacia.) Dawson: E questo per che cos'era? Gretchen: Pura ispirazione. Ed ora userò il mio corpo per fare l'autostop e rimediare ad entrambi un passaggio. Ma tu faresti meglio a nasconderti, perché nessuno darebbe un passaggio a una bella pupa insieme al suo fidanzato. Dawson: Sai una cosa? Non mi va molto a genio questa idea dell'autostop. Gretchen: E perché no? Dawson: Hai mai visto 'L'autostoppista'? Con Rutger Hauer? Gretchen: Mm-hmm. Dawson: Allora fidati, ce ne pentiremo. Gretchen: Okay, bè, allora cosa proponi? Gretchen: Uh… (vede un cartello stradale che indica che alla prossima città mancano 6 miglia) Facciamocela a piedi. (Gretchen si lamenta) Andiamo, sei tagliata per l'avventura. [Capeside High - suona la campanella e gli studenti iniziano a consegnare i loro compiti. Pacey continua ancora a scrivere, finché l'insegnante non gli si avvicina per spronarlo a consegnare.] Insegnante: Signor Witter? (Pacey sospira e gli consegna il compito.] [New York - Jen e Joey stanno camminando per strada.] Joey: Jen, um, come hanno detto che si chiama quel tizio delle ammissioni? Jen: Uh, Thomas, uh, Stevenson-ton. Joey: Perché mi hai risposto Steve Thompson l'ultima volta che te l'ho chiesto, e la volta ancora prima hai risposto Thomas Stetson. Jen: E' uno di quelli. Io-l'ho dimenticato. Joey: Tu non hai un incontro all'Università di New York, vero? (Jen guarda Joey con aria colpevole.) Ma allora che ci facciamo qui? Jen: Devo vedere mio padre. Mi sono ritrovata a pensare a molte cose ultimamente, al perché le cose sono come sono e, uh, penso che non lo saprò mai finché non lo incontrerò. Mentre tu dovresti visitare la città. Hai solamente un giorno e ci sono tante cose da vedere. Ed io, si insomma, me la caverò. Molto probabilmente. Ci ritroveremo alle 8:00 di fronte all'hotel Mercer per cenare, okay? Joey: Allora hai prestato attenzione al mio programma. Joey: Fai attenzione là fuori. Joey: Ho il presentimento che non ti rivedrò mai più. Jen: Mi rivedrai. (Jen si allontana nella direzione opposta.) Joey: (ci pensa un po' su, poi si volta e raggiunge Jen.) Si, avevi ragione. Jen: Cosa? Joey: Vengo con te. Sono il tuo chaperon. (se ne vanno insieme.) [In città - Gretchen e Dawson arrivano in città, ma questa sembra apparentemente deserta.] Dawson: E' solo una mia impressione o questa città somiglia davvero a quelle spaventose città deserte dei film? Gretchen: C'è nessuno qui? Dawson: Uhhh-huh. Salve? C'è qualcuno qui? Irv: Salve ragazzi. Come va? Gretchen: Lui deve essere Irv. Irv: Esatto. Sono Irv del garage Irv. Posso esservi di qualunque aiuto ragazzi? Dawson: Bè, ci è scoppiata una gomma a circa 6 miglia da qui. Irv: Figliolo, oggi è il tuo giorno fortunato sai? Ho alcune ruote di scorta disponibili. Dawson: Grandioso. Ne prendiamo una. Irv: Con molto piacere. Dawson: E, uh, ci serve anche un passaggio fino alla macchina. Irv: Oh, ragazzo. Ora si che abbiamo un problema. L'unica vettura che potrei prestarvi è il mio furgoncino laggiù, Eleanor Roosevelt, ma sfortunatamente la signora Roosevelt si è ammalata. Vedete, ha il carburatore a terra. Io sono l'unica persona qui e faccio tutto da solo, e mi ci vorrebbe quasi un intera giornata per rimetterla in piedi e farla camminare di nuovo. Dawson: Bè, che ne direbbe se l'aiutassi a riparare l'auto, così potrà riaccompagnarci alla nostra macchina. Mi piacerebbe molto imparare qualcosa di più su Eleanor Roosevelt. Irv: Questa è la cosa più generosa che io abbia mai sentito durante la settimana. Grazie, figliolo. Ed ora, avvicinati pure. Ti mostrerò i segreti di un automobile. Andiamo. Vedi, questo qui è il filtro dell'aria. Gretchen: Bene, uh, voi due divertitevi pure. Non c'è niente di meglio di un uomo che puzza di olio di motore. Io vado a cercare qualcosa da mangiare. Dawson: Okay. Irv: Co-come ti chiami figliolo? Dawson: Dawson. Irv: Bene, ora, questo è il filtro dell'aria Dawson, e più giù c'è il carburatore. [Nell'ufficio del padre di Jen - Joey e Jen escono dall'ascensore e rimangono impalate fuori dalla porta dell'ufficio.] Joey: Whoa, whoa, whoa Jen, Jen! Senti… dopo impellenti prese di coscienza e scoperte, hai fatto questo lungo viaggio a New York per vedere quest'uomo, per confrontarti con lui su un qualcosa che sento si rivelerà uno dei momenti più importanti della tua vita. Anche io ci sono passata… o almeno quel tanto che basta per sapere che cose del genere accadono una volta nella vita, quindi faresti meglio a riflettere un attimo su questa situazione. Jen: Okay. [Mensa di Capeside High - Pacey è seduto ad un tavolo da solo, intento a spruzzare il ketchup sulle patatine, quando coglie per caso il discorso di due studenti.] Ragazza: Allora, come ti è andato il quiz? Ragazzo: Una cavolata. L'ho fatto ad occhi chiusi. Anche a te è andata così? Ragazza: Oh, nessun problema. E' stato così facile. Pensa che non avevo nemmeno studiato ieri notte. Credi che il suo prossimo test sarà facile come questo? Ragazzo: Si. (Pacey guarda dall'altra parte e vede Drue, il quale si volta anche lui a guardare Pacey che annuisce indicando i due ed anche Drue gli risponde annuendo.) [Nel bagno attiguo all'ufficio - Jen si sta lavando le mani. C'è anche Joey con lei, quando ad un tratto sembra che Jen stia per scoppiare a piangere.] Joey: Jen, che ti succede? Jen: Mio Dio, in passato odiavo Capeside. Quando ero piccola, a 12 anni, io-Dio, la odiavo. So che ora ti sembrerà ridicolo, ma il motivo del mio disprezzo era mia nonna. Rimanevo impietrita di fronte a lei. Così ogni volta che mia madre voleva che andassimo a farle visita, io… mi opponevo con tutte le mie forze. Um, ma poi-un giorno, era di venerdì, e, um, lei ci aveva invitati a passare da lei il week-end, ma potevamo andare solo io e mia madre perché mio padre doveva lavorare, così protestai e-e litigai con lei per tutto il tragitto dal taxi fino alla stazione. Poi siamo arrivate al marciapiede, quando per un qualche motivo, ancora oggi non ho capito il perché, lei si voltò verso di me e mi disse, "Jen, non vuoi venire? Bene. Resta qui. Torna a casa e rimani con tuo padre." Ricordo che, rimasi scioccata dal fatto di-di averla avuta vinta. Di essere riuscita a non andare a Capeside e di aver passato un intero week-end con mio padre. Heh! Amavo davvero mio padre, ma-(una donna entra nel bagno. Jen smette di parlare e guarda Joey. Entrambe prendono le loro cose e se ne vanno.) [In un piccolo ristorante - Gretchen entra in una sorta di bar/tavola calda e si avvicina al bancone. Una cameriera alquanto impaziente si avvicina a lei per prendere il suo ordine.] Gretchen: Salve. Cameriera: Che cosa vuoi? Gretchen: (trasalendo) Uh, vorrei un panino al ton- Cameriera: Il tonno è finito. Gretchen: Okay. Uh, allora prendo dell'insalata di pollo- Cameriera, E' finita anche l'insalata di pollo. Gretchen: Insalata con uova? Cameriera: Anche. Gretchen: Che cosa avete allora? Cameriera: Manzo. Gretchen: Arrosto? Cameriera: Una specie. Gretchen: Okay. Uh, prenderò due porzioni di quello. (la cameriera si allontana mentre Gretchen le chiede un'altra cosa) Potrei avere anche due Coca-Cola? Cameriera: Solo Pepsi. Gretchen: Bene. [Nell'ufficio - una segretaria entra nell'ufficio del signor Lindley.] Segretaria: Mi scusi. Ci sono qui 2 ragazze che vorrebbero vederla, ed una di loro dice di essere sua figlia. (lui non reagisce, fa solo cenno con le dita alla segretaria di farle entrare. Jen e Joey entrano e il signor Lindley fa una faccia felice.] Signor Lindley: (abbracciando Jen) Angelo mio, sono così felice che tu sia qui. Jen: Ciao papà. Signor Lindley: (rivolto a Joey) Salve. Sei un'amica di Jennifer? Jen: Si, lei è Joey Potter da Capeside. Signor Lindley: Joey Potter da Capeside, è un piacere. Joey: Il piacere è mio, signor Lindley. Signor Lindley: Ti prego, chiamami pure Theo. Raccontami cosa ha portato te e mia figlia a Manhattan. Joey: Bè, io non sono mai, uh, stata qui, e Jen era… Jen è stata accettata all'Università di New York. Signor Lindley: Donna? Segretaria: (entrando) Si? Signor Lindley: Mia figlia Jen è stata accettata all'Università di New York. Segretaria: Congratulazioni. Signor Lindley: Cancella tutti i miei impegni per oggi e prenota per 3 persone al Westside Grille fra 30 minuti. Jen: Papà, non devi- Signor Lindley: Mia figlia è stata accettata al college. Non importa quale. Questo è un grande evento nella vita di ogni padre, senza pari. E' molto più importante questo che delle sciocche riunioni di lavoro. Dobbiamo festeggiare. [Bar - Drue e Pacey entrano nel bar. Alcune persone stanno giocando a biliardo mentre bevono.] Pacey: Il Mos Eisley. Non potevi trovare una frotta di gentaccia più disgraziata e delinquente di questa. Dobbiamo essere prudenti. Drue: (al barista) Ciao vecchia canaglia, ti sono mancato? Barista: Tu, Gilbert? Sempre. Pacey: Gilbert? Drue: Sta zitto e prendi questo. (gli porge una carta d'identità falsa) Pacey: Uh, ascolta Gilbert, qui c'è la foto di un asiatico di quarant'anni basso e stempiato. Non è esattamente quello che si definirebbe il mio sosia. Drue: Ma stai scherzando? Quel tipo potrebbe essere tuo fratello gemello. E poi, non le guardano nemmeno le foto in questo posto. No gliene importa nulla. Vogliono vedere solo un documento. (si siedono ad un tavolo.) Cameriera: (avvicinandosi) Ciao. Chi è il tuo amico, Gilbert? Ce l'ha il documento? (Pacey le porge la sua carta d'identità) David Kebo da Rhode Island? Cosa posso portarti, Dave? Drue: Portaci 3 giri della vostra migliore tequila, (le porge una carta di credito) e vorrei aprire un conto, per favore. Grazie. (la cameriera se ne va) La concezione di mio padre di regalo di compleanno. Ingegnoso, non è vero? Pacey: Quando è stato il tuo compleanno? Drue: Sai perché ti ho portato qui Pacey? Pacey: Uh, perché non ti andava di bere da solo. Drue: Bè, si, ma c'è dell'altro. Il bar nel quale siamo seduti ora, il grande Ace Saloon, giace nei meandri della tua comunità universitaria locale, che da quello che ho capito, sta diventando la tua più probabile alternativa futura. Heh! Si. Pacey: Vedi amico, a scuola oggi non ho potuto fare a meno di pensare che la scuola sta diventando sempre più solitaria, sai? Voglio dire, se se sono andati tutti. Drue: Era il giorno di riposo. Pacey: Bè, lo so. Ascolta, non credo di essere pronto a parlarne con qualcuno e tantomeno con te. Drue: Va bene. Pensavo solo che avresti dovuto visitare questo posto. Ma, hey, a dispetto della nostra fama di falliti e perdenti, siamo circondati da brava gente sai, persone sveglie, persone facoltose. (Arrivano i loro drink) Facciamo un brindisi, che ne dici? Pacey: Mm-hmm. Drue: Al futuro. (brindano e si scolano la loro tequila) [Sulla strada - Irv sta riaccompagnando Dawson e Gretchen alla loro auto.] Irv: E il mio nonnino possedeva questa macchina, grande auto. Capite bene che allora una macchina come questa era una comodità unica. Gretchen: E lo è ancora. Irv: Si. hai compreso il concetto ragazza. Ora, vi cambierò la gomma così voi piccioncini potrete proseguire per la vostra strada. Dove siete diretti? Dawson: Uh, difficile dirlo, Irv. Difficile dirlo. Irv: Il mio nonnino ed io eravamo diretti in Texas quando- Gretchen: Irv? Irv: Cosa c'è tesoro? Gretchen: Quanto ci costerà tutto questo? Irv: Costo? Intendi dire soldi? Dawson: Gretchen, non è una domanda molto educata da farsi. Irv ci sta facendo un grandissimo favore- Irv: 60 dollari. Dawson: Come scusa? Irv: 60 dollari per la gomma, e altri 20 dollari per il passaggio sino qui. Dawson: Tesoro, dagli i soldi. [Sulla strada - Dawson e Gretchen si sporgono all'interno del finestrino di Irv, che li ha appena sbattuti fuori dalla macchina.] Dawson: Okay, non capisco. Mi sbaglio o ho passato tutta la mattinata ad aiutarti con la tua macchina? Irv: Si, è vero Dawson. Ed è stato molto generoso da parte tua, diventerai un eccellente meccanico ragazzo. Eccellente. Dawson: Ma non ci aiuterai giusto? Irv: Ovviamente non posso aiutarvi se non avete i soldi. Dawson: E che mi dici della generosità? Irv: Buona fortuna a voi, piccioncini. (accelera e se ne va) Dawson: Bè, anche quella può arrivare. [Westside Grille - Jen, Joey e il signor Lindley si stanno accomodando ad un tavolo.] Signor Lindley: (al cameriere) Salve Henry, come ti va la vita? Io prendo un Glenlivit con uno spruzzo d'acqua. Mentre voglio che porti a mia figlia il vostro miglior Shirley Temple, e alla signorina Josephine Potter qualunque cosa voglia bere, mentre per il resto Henry, digli che siamo qui. Lui saprà cosa fare. Jen: Papà? Signor Lindley: Si tesoro? Jen: (lunga pausa) Eh, uh, niente, niente. L'ho scordato. Joey: Signor Lindley, lei è troppo modesta per dirglielo, ma Jen è stata accettata a 5 dei 6 college per i quali ha fatto domanda. Signor Lindley: Tesoro, ma è meraviglioso! Davvero un ottimo lavoro. Sai, quando ho fatto domanda io per l'università, sono stato accettato ad una sola. Princeton. Ma ciò mi rese il processo di scelta infinitamente più facile. Joey: Bè, Jen ha un'ampia scelta. Signor Lindley: E possiede anche un impeccabile senso del giudizio. E cosa mi dici di te, Joey? Sai già dove andrai? Joey: Uh, credo che andrò a Boston. Signor Lindley: Oh, caspita! Che ne pensi di New York? L'intera città è fonte di istruzione e ispirazione. Che ne pensi di ciò? Joey: Non saprei. Credo che sia grande. Signor Lindley: Grande? Si, è senza dubbio grande. E' la più grande città del paese. Sebbene l'isola di per sé non sia molto vasta. Ma è meraviglioso, sai, io vivo qui da trent'anni, e, uh, continua a stupirmi ogni giorno di più. Joey: Come? Signor Lindley: Come cosa? Joey: Come fa a sorprenderla ogni giorno di più? Signor Lindley: Bella domanda. In una città come New York dove tutto è sempre in movimento alla velocità di un auto in corsa, giusto? E' come fosse un organismo vivente a sé che respira e si evolve, e col passare del tempo la tua relazione con lei diventa un'incredibile storia d'amore, sai? Inizialmente, è appassionante, irresistibile, e poi lentamente diventa accogliente e sicura. Ti ritrovi ad avere un legame cellulare con lei, come se vi conosceste da sempre, come la tua più antica felicità, e alle volte ti ritrovi in lite con lei, e altre sei in pace, e poi di quando in quando attraversi dei momenti trascendentali durante i quali ti ritrovi a pensare "Oh mio Dio, sono pazzamente innamorato di lei, e lo sarò per sempre." Credo che sia in questi momenti che mi sorprende. Joey: Whoa, questa si che è una bella risposta. [Sul ciglio della strada - E' notte e Dawson cammina a piccoli passi di fronte all'auto mentre Gretchen è seduta sul cofano.] Dawson: Non mi viene in mente niente. Gretchen: Il che è maledettamente preoccupante, non è vero? Dawson: Come scusa? Gretchen: (ridendo) Scusami. Mi piace tantissimo viaggiare con te, è solo che non potrò darti il tuo sandwich finché non troverai il modo di tirarci fuori da questa situazione rimettendoci in viaggio. Un'opportunità perfetta per mostrarti all'altezza della situazione. Dawson: Lo sai che sto morendo di fame. Gretchen: Mmm. Posso immaginare. Non hai ancora avuto il tuo sandwich di carne, a proposito, sapevi che Willowby è famosa per i suoi sandwich di carne? Dawson: Okay, ritorneremo a piedi in città, chiameremo i miei genitori, e mi farò spedire il denaro. Gretchen: Okay, innanzitutto, hai idea di come si faccia a farsi telegrafare il denaro? Dawson: Ho-ho visto la pubblicità in TV. E' il modo più veloce di spedire i soldi. Gretchen: E seconda cosa, come fa la tua conoscenza di Willowby a differire con la mia a tal punto da farti credere che quella città abbia contatti con la Western Union? Dawson: Gugggh! [Al bar - Pacey e Drue stanno giocando a poker con altri frequentatori del bar.] Pacey: Datemi quei dollaroni ragazzi, adesso vi fa vedere paparino come si gioca. Barista: Come va ragazzi? Drue: Abbastanza bene. Barista: Vi state divertendo? Drue: Alla grandissima amico. Alla grandissima. Barista: Dave? (Pacey non risponde) Dave! Pacey: Si. Si, Dave. Barista: Vieni da Rhode Island, giusto? Pacey: Si, sono nato e cresciuto a Rhode Island. Barista: Hey, anch'io. Cosa ti ha portato al mio locale? Pacey: Ero in cerca di, mi capisce, bella gente, divertimento, e lei signore, ne ha da vendere qui. Barista: Bè, grazie, Dave, mi fa piacere, davvero, ma, um, non intendevo questo. Quello che volevo dire è, quale strada hai fatto per arrivare da Rhode Island fino al mio locale? Pacey: Uhhh, quello-bè, abbiamo preso la Chesapeake che ci ha condotti fino alla strada a pedaggio di Sam Adams, dopodiché dalla Sam Adams ci siamo-ci siamo ritrovati sulla Clayton Road, poi abbiamo proseguito verso sud- Drue: Sai una cosa? Devi scusare il mio amico Dave. E' un po' ubriaco e- Barista: Il tuo conto di 100 dollari è chiuso Gilbert. E Dave? Non conosco nessuno di questi nomi. Pacey: Bè, poco male. (si alza e si avvicina al barista) Mi stai dando del bugiardo? (Pacey e Drue si danno alla rissa!) [Westside Grille - il signor Lindley ritorna al suo tavolo dopo aver appena concluso una telefona al cellulare.] Signor Lindley: Signorine, ho delle brutte notizie. Niente di serio, ma sono costretto a tornare in ufficio per occuparmi di alcuni stupidi affari. Um, mi piacerebbe molto restare, ma capite, devo andare. Voi proseguite la cena e ordinate tutto quello che volete. Joey, so che il tuo palato deve essere ancora soddisfatto. E' tutto pagato. Henry si prenderà cura di voi ragazze. (porgendo a Jen un bel po' di soldi) Voglio che porti la tua amica fuori e le mostri com'è meravigliosa la New York notturna, okay? Mostrale qualcosa di magico. (bacia Jen sulla guancia e lei trasalisce anche se lui non se ne accorge) Joey, non potresti trovare una guida turistica di New York migliore di mia figlia. Conosce questa città meglio di chiunque altro. E' stato un piacere conoscerti. Joey: Il piacere è tutto mio- Signor Lindley: (allontanandosi di fretta dal tavolo) Jennifer, ti voglio bene. Diventi sempre più bella ogni volta. Uh, ci vediamo. Fate un buon viaggio di ritorno. Ti chiamerò. [In cima all'edificio - Jen e Joey arrivano in una terrazza sul tetto. Da lì si può vedere un panorama completo di New York.] Jen: (indicando i posti con il dito) Dunque, sotto di noi c'è Wall Street. Il World Trade Center, Tribeca, e più in basso a sud, Soho, Washington Square Park, Flatiron, Union Square, mentre più lontano c'è Midtown, Rockefeller Center, il quartiere dei teatri, Radio City, e, uh, l'Empire State Building. Dio, quanto amo questa città. Joey: Quindi è questa New York City. Jen: No. Questa è solo una parte della città, ed è molto meglio vista da vicino. Joey: Si, ma vorrei, Jen, ringraziarti lo stesso. Tutto questo mi ha fatto riflettere. Tu mi hai fatto riflettere. Jen: Aw, grazie. Grazie per essere venuta con me oggi. Avevo bisogno di te. Joey: Lo so. (lunga pausa) Hey, Jen? Jen: Si? Joey: Cosa è successo dopo che tua madre se ne andò senza di te alla stazione centrale? Jen: Um… Ho-ho passato il week-end vagando per la città, camminando da sola. Joey: E dove hai dormito? Jen: La prima notte, ho dormito nel parcheggio di un edificio per uffici, ci passavo sempre davanti quando andavo a scuola. Um… la notte dopo, mi sono addormentata nella sala VIP di un club chiamato…heh! Purgatorio? Ha! E la notte ancora dopo, uh… mi sono addormentata nel dormitorio di un ragazzo che conobbi in un bar. Joey: E perché non sei tornata a casa da tuo padre? Jen: L'ho fatto. Uh, devo andare. Joey: Lo so. Jen: Mi dispiace. Te la caverai da sola? Joey: Hey, ma certo che ce la farò. E tu riuscirai a cavartela? Jen: Si. Si, ed è forse la prima volta. Joey: Ho il presentimento… Jen: Cosa? Joey: Ho di nuovo il presentimento che non ti rivedrò mai più. Jen: Ci rivedremo. Joey: Jen, il treno parte alle 11:00. Ritorna. Voglio dire, abbiamo bisogno di te laggiù. (Jen sorride e se ne va.) [Sulla spiaggia - Dawson e Gretchen sono seduti su una coperta sulla spiaggia, di fronte ad un piccolo fuoco.] Gretchen: Mi rimangio ogni parola cattiva che ho detto. Dawson: Per sempre? Gretchen: No, solo per oggi. Dawson: Perché? Gretchen: Perché hai acceso questo fuoco. Ed è una cosa che molti ragazzi con cui sono stata non saprebbero fare. Senza legna e-e solo con pochi ramoscelli, e fiammiferi umidi. Sono impressionata. Dawson: Devo tutto a 3 anni di vita nei boy scout. Gretchen: E' maledettamente sexy. Dawson: Quanto sexy? (iniziano a bacirsi) Gretchen: Aspetta un attimo. Prima devi spiegarmi cosa ti sta succedendo. Dawson: Okay. Uh… oggi-oggi è il perfetto esempio. Il perfetto esempio di come le nostre visioni della vita contrastino con la realtà. Ho ancora le mie distorsioni e le mie delusioni. Credo ancora che tutto dovrebbe essere perfetto, che io e Joey avremmo dovuto fare l'amore insieme per la prima volta. Quello che ho capito è che devo lasciarmi andare. Vedi io-è ora. E ho tante cose davanti a me. Voglio dire, c'è il college, c'è-c'è questa bambina appena nata…e ci sei tu. Gretchen: Cosa vorresti dire con questo? Dawson: Che sono innamorato di te, e non so che cosa stiamo ancora aspettando. Gretchen: Neanche io. (continuano a baciarsi) [Residenza dei Lindley - Jen entra e trova suo padre addormentato su una poltrona.] Signor Lindley: (svegliandosi, un po' intontito) Jennifer? Jen: Presi un taxy per venire qui. Signor Lindley: Cosa? Jen: E per tutto il tragitto ebbi delle visioni di-di me che entravo in casa e ti annunciavo che non ero andata a Capeside. Signor Lindley: Ma di che cosa stai parlando? Jen: Tu avresti sorriso, e poi-saremmo andati a fare una passeggiata… Signor Lindley: E' molto tardi. Jen: Così ho salito le scale, ho chiuso a chiave la porta, ho posato a terra la mia borsa, ma non ho sentito alcun rumore. Quindi ho pensato che non fossi ancora tornato. Signor Lindley: Stavo solo riposando. Ma ora sono sveglio. Jen: Poi se-sentii, um, qualcosa. Sentii una voce, un gemito, da molto lontano. E poi lo sentii di nuovo. E allora capii chi era. Ri-riconobbi che era Annie. Signor Lindley: Chi? Jen: Annie Sawyer. Viveva nell'appartamento al piano di sotto con i suoi genitori, ed allora avrà avuto più o meno la stessa età che ho io ora. Era l'amica più fantastica del mondo per me. Signor Lindley: Ed era nel nostro appartamento? Jen: Stavi facendo sesso con lei. Ma non sei stato accorto. Lasciasti la porta della tua camera da letto aperta, ed io potei vedere all'interno dal corridoio. Potei vedere attraverso lo spiraglio. Fu- Signor Lindley: Jennifer, tu hai bisogno di aiuto. Hai parlato con qualcuno di ciò? Jen: Così tornai indietro, scesi le scale, ed uscii senza far rumore dalla porta, e mi ritrovai dispersa fra l'enorme folla della Fifth Avenue. Fu dopo questo avvenimento che le cose cominciarono a mettersi molto male, non è vero? Signor Lindley: Hai immaginato nei minimi dettagli una cosa che non è mai accaduta molto tempo fa. Jen: Papà… chi sei tu? Signor Lindley: Sono tuo padre. Jen: Lo sapevi, non è vero? Oh mio Dio, per tutto questo tempo. La mia vita peggiorò e si incasinò sempre di più, e fu allora che mi mandasti via. Mi-mi hai fatto provare vergogna di me. Mi-mi hai punito per tutte quelle cose che erano al di là del mio controllo. Tu mi hai visto immobile in quel corridoio. Ohh! E non hai mai detto niente. Io non ero- Signor Lindley: Io non- Jen: No. Non ho bisogno di una tua confessione. Non è per questo che sono venuta qui. Non ho bisogno che ti scusi con me per tutto il dolore che mi hai causato, ed io non devo perdonare te. Tutto quello che devo fare è perdonare me stessa per tutte le cose che non posso cambiare. Addio, paparino. [Auto della polizia - Pacey è seduto dietro e Drue, seduto accanto a lui, sta vomitando fuori dal finestrino. Doug arriva ed esce fuori dalla sua macchina.] Doug: Cosa abbiamo collega? Poliziotto: L'ho preso per ubriachezza molesta. Conosci la prassi. Pacey: (uscendo dall'auto ed avvicinandosi a Doug) Allora, che intenzioni hai Doug? Mi arresterai? Doug: Dovrei. E' che sono molto curioso. Pacey: Di cosa? Doug: Non ti bastava essere considerato un idiota e un fallito. Dovevi aggiungere anche ubriacone alla tua lista di credenziali? Pacey: (arrabbiandosi e attaccando Doug) Cosa? Questo è quello che sono! (Doug tenta di tenerlo fermo, anche se il suo è più un abbraccio) Questa è tutta la mia vita! Tutto quello che ho. Doug: Pacey- Pacey: Non mi toccare! [Sulla spiaggia - Dawson e Gretchen si stanno baciando con passione.] Gretchen: Desidero tantissimo fare l'amore con te. Tanto. Ed ho creduto davvero che questo fosse il motivo per cui siamo venuti qui. Ma per tutto il desiderio e l'amore che provo per te, non possiamo farlo. Dawson: Perché no? Gretchen: Perché se dobbiamo farlo, non lo dobbiamo fare perché tu devi provare qualcosa a te stesso. Dobbiamo farlo perché ci amiamo, e perché siamo preparati a mostrare l'un l'altro cosa questo significhi veramente. [Montaggio di immagini - Accompagnate dalla canzone 'Sweet Jane' in sottofondo, vediamo le immagini di come la serata va a finire per ognuno dei protagonisti. Pacey e Drue sono seduti dietro alla macchina della polizia. Joey è seduta alla stazione di polizia, cercando fra la folla Jen. Jen è sul taxi, in lacrime. Dawson è addormentato sulla spiaggia. Gretchen è li seduta ed è anche lei in lacrime. Pacey arriva a casa e trova i suoi libri ancora aperti. Da un'occhiata alla sua immagine riflessa allo specchio. Ultima chiamata del treno alla stazione. Joey sta ancora aspettando Jen finché la vede fra la folla. Jen la raggiunge e si abbracciano. Joey le prende la mano ed insieme vanno a prendere il treno. Jen di nuovo dal suo terapista.] Jen: Quindi è stato bello. Ho sentito il bisogno di tornare qui, e l'ho fatto, ed ora sento di essere arrivata al termine. Ho avuto quello di cui avevo bisogno. Frost: Ancora non sei vicina alla vittoria, neanche un po'. Abbiamo solo aperto la porta. Stiamo solo cominciando a far quadrare le cose. Jen: No, io ho finito qui. Frost: Jen- Jen: Tom, ho capito. Veramente, e lo apprezzo molto, sono veramente felice delle nostre sedute, ma…non ho altro da dire. Ci vediamo. (Esce dall'ufficio e se ne va.) Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi (più pochissimi ritocchi da parte mia) |
