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[Al ristorante dei Leery - Gail cammina per la cucina e Dawson e Mitch la seguono. La poverina non sta affatto bene.]
Gail: Ve lo ripeto ancora, sto bene.
Mitch: Le persone che si sentono bene non passano il pomeriggio a vomitare in bagno!
Gail: Ma ora sto bene.
Dawson: Mamma, non per intromettermi ma papà ha ragione. Non ti sentirai mai meglio se non cerchi di riposare un po'.
Gail: Ora ci si mette anche mio figlio.
Gretchen: Hey Gale, la birra è finita, siamo a corto di liquori e qualcuno ha trovato un capello nei salatini.
Gail: Okay, chiama il rifornitore di birra, e digli che è in ritardo di una settimana. Se non porta il suo culo qui entro oggi, è licenziato. Offri al tizio del capello un drink gratis. Sostituisci i salatini e poi di a mio marito e a quel traditore di mio figlio di lasciarmi in pace.
Gretchen: Avete sentito no? (Tutti seguono Gail fuori dalla cucina)
Mitch: Fallo almeno per il locale, vai a casa. Prima che i tuoi clienti si prendano un'infezione intestinale e ci facciano chiudere il ristorante.
Dawson: Papà ha ragione.
Gail: E va bene. Va bene! Mi arrendo. (ritorna in cucina)
Mitch: La scorsa settimana mi aveva promesso che sarebbe andata dal medico.
Dawson: Pensavo si fosse presa lo stesso malanno che avevi avuto tu. Ma il tuo non ritornava ad intervalli regolari.
Gretchen: Ragazzi, Gail vomita spesso, giusto?
Mitch: Si.
Gretchen: Ed ha sempre fame e sta mettendo su qualche chilo. E' sempre stanca. Le fa male la schiena. E' irritabile. E lunatica.
Dawson: Si.
Mitch: Esatto. E tu come lo sai?
Gretchen: Secondo me si sentirà molto meglio fra nove mesi. (ritorna al bar. Dawson e Mitch si guardano. Poi entrambi tornano a guardare Gail ritornare dalla cucina.)
Gail: Che c'è? (Mitch solleva le sopracciglia guardando Gale. Sigla.)
[A casa dei Leery. Mitch e Dawson stanno aspettando Gail fuori dal bagno, che sta facendo il test di gravidanza.]
Mitch: (con in mano la scatola del test, bussa alla porta) Come va li dentro?
Gail: Non riesco a concentrarmi con voi la fuori che continuate a chiedermi come va. (Mitch guarda Dawson come per dirgli di non parlare, ed è quello che fanno.) Okay. Ora non esagerate.
Mitch: Uhh, Dawson, uhh, allora, hai cominciato a studiare per gli esami?
Dawson: Gli ho già fatti. Due volte.
Mitch: Lo sapevo. (Gail esce dal bagno con in mano il test.)
Gail: E'…rosa. (Mitch ridacchia e l'abbraccia. Ma Gail si accorge che Dawson non sembra molto felice della notizia, anche se fa finta di guardarsi la punta delle dita.)
Mitch: Grandioso. Grandioso. Per prima cosa andremo dal medico che accerterà la gravidanza e ti visiterà. (Dawson fa per andarsene, continuando a fingere indifferenza. Si rivolge a lui) Dove vai?
Dawson: Uhh, sono in ritardo. Devo andare a dipingere la casa del Signor Brooks.
Mitch: Bè, non ci dici niente prima?
Dawson: Congratulazioni. (se ne va. Mitch e Gail si abbracciano di nuovo, ma notano - e questa volta anche Mitch - che Dawson non è molto contento.)
[A casa di Pacey - nel patio. Pacey e Joey sono sdraiati su una chaise longue, e si stanno baciando appassionatamente. Ad un tratto Pacey si ferma e ridacchia alquanto imbarazzato.]
Joey: Che c'è che non va? Perché ti sei fermato?
Pacey: (alzandosi da sopra Joey) Uhh, bè, perché ogni pomeriggio ci sdraiamo qua fuori e ci baciamo, poi ad un tratto tu ti fermi, allora rientriamo in casa e guardiamo la TV.
Mi sono solo fermato prima io.
Joey: (sorride maliziosa) Io invece non voglio ancora fermarmi…
Pacey: (cercando di togliersi le braccia di Joey da dosso) No, no. Fermati. Non
lo sai che quando è no è no?
Joey: Da che mi ricordi io, non si applica mai per te.
Pacey: E invece questa volta sì. Dico sul serio. Credo che dovremmo rientrare in casa e guardare la TV. (si liscia i pantaloni ed entra in casa un po' imbarazzato. Joey lo
segue, perplessa. Pacey si siede sul divano e accende la TV, e lei si siede accanto a lui.)
Joey: Fammi capire bene… La tua ragazza ti offre le sue labbra ardenti di desiderio e tu preferisci sederti qui a rivedere questo documentario su Hollywood per la quarta volta?
Pacey: Sei sempre tu quella che mi chiede di fermarci, mentre io non te lo chiedo mai. Quindi oggi ho voluto farlo io.
Joey: Finiscila, Pacey.
Pacey: L'ho appena fatto.
Joey: Sai cosa intendo.
Pacey: (si stringe nelle spalle) E tu sai come mi sento.
Joey: Stiamo litigando per caso?
Pacey: A me sembra di no.
Joey: In effetti sembra quasi uno di quei tuoi scherzi, ma in realtà stiamo litigando davvero, Pace.
Pacey: Te lo ripeto… va tutto benissimo. (Accenna un sorriso, che Joey contraccambia, non molto convinta)
[Parcheggio - Andie e Jack si stanno incamminando verso un campo sportivo. Entrambi portano con se un fischietto, e indossano dei vestiti sportivi. Ci sono molti bambini con i loro genitori ad aspettarli.]
Jack: Ma chi me lo ha fatto fare? Alle medie non ero un buon calciatore. E poi non so niente di bambini. E non mai allenato nessuno prima d'ora.
Andie: Andiamo… Allenare questi piccoli giocatori significherà plasmare le loro giovani menti. Insegnare loro cosa vuol dire gioco di squadra e spirito sportivo. Okay, lo stai facendo solo per arricchire il tuo curriculum scolastico, ma non ti preoccupare. Mi assumerò la piena responsabilità se si rivelerà un disastro.
Jack: Ben detto.
Ragazzino: (tira un pallone verso Andie) Siamo qui signorina! (Jack e Andie si avvicinano al gruppo di bambini.)
Andie: Salve ragazzi! Io sono Andie e lui è mio fratello Jack. Insieme, vi faremo vivere una fantastica esperienza calcistica che arricchirà la vostra vita negli anni a venire.
Ragazzini in coro: (protestano) Ooooooouh!
Jack: (guardando storto Andie) Okay. Chi tra voi vuole divertirsi, alzi la mano.
(I bambini alzano tutti le mani e saltano contenti, tranne una bambina di fronte a loro, e gridano 'Io, io, io!'. La bambina è bionda ed ha le trecce.)
Jack: (avvicinandosi alla bambina) Come ti chiami?
(La bambina non risponde e al posto suo parla un bambino): Si chiama Molly,
allenatore Jack.
Jack: Molly. Non vuoi parlare, Molly? Come mai?
Bambino: Perché odia il calcio.
Molly: (rivolta al bambino) Stai zitto.
Jack: Odi il calcio? E perché odi il calcio, Molly? (Molly lo guarda ma non parla) Okay, non vuoi parlare, va bene. Non devi parlare per forza se non ti va.
Molly: Cavolo, grazie.
Jack: Mi è sembrato di sentire qualcosa. Forse ha parlato. Comunque, quello che Molly non sa è che al termine della stagione, nessuno odierà il calcio, perché ci divertiremo un sacco. Giocheremo, vinceremo delle partite e andremo a mangiare in pizzeria per festeggiare. Allora, chi è con me?
Ragazzini in coro: Io! Io!! (Tutti saltellano felici alzando le mani. Addirittura anche Andie sorride a Jack e alza la mano.)
[A casa del signor Brooks - Dawson, su una scala fuori dalla casa, sta dipingendo con molta lentezza. Il signor Brooks esce in giardino e lo raggiunge.]
Signor Brooks: Credo che quel pezzo sia già stato dipinto, signor Leery. A meno che tu voglia finire il tuo lavoro nel prossimo millennio.
Dawson: Mi scusi, signor Brooks.
Signor Brooks: Quale sarà mai la causa di un tale disastro pittorico? Sei preoccupato perché non sai con quale ragazza pompon uscire? Devo ricordarti che, anche se non ti pago, sei in debito con me. Quindi ti suggerisco di dare il massimo e di lasciare da parte le tue stupide angosce infantili.
Dawson: Lo farò, Signor Brooks.
Signor Brooks: (nota delle foto che spuntano dallo zaino di Dawson sul tavolo. Le tira fuori per dargli un'occhiata.) Guarda guarda, e queste cosa sono? Per caso sogni di diventare un fotografo, o magari un artista? Ma guarda un po'.
Dawson: Potrebbe rimettere le mie foto a posto, per favore?
Signor Brooks: Non accetto prediche sulla proprietà privata dal ragazzo che ha rubato e distrutto la mia barca. (da un'occhiata alle foto) Banali. Terribilmente monotone. Da dilettanti e strutturate orribilmente aggiungerei. Le hai scattate per sbaglio, vero? (Dawson scende dalla scala e toglie le foto dalle mani del signor Brooks, poi le rimette nel suo zaino.) Woo. Quasi quasi sei meglio come imbianchino che come fotografo, Signor Leery. Sai qual è il tuo problema? Queste foto sono fredde. Non c'è emozione. Non c'è la scintilla.
Dawson: La ringrazio per questa sua incoraggiante analisi. La terrò a mente la prossima volta. (Il signor Brooks ritorna in casa e Dawson sospira e continua a dipingere.)
[Mensa della scuola - Jen si avvicina al tavolo di Joey col suo vassoio. Joey sta rimestando il suo purè di patate con la forchetta e sembra alquanto triste. Jen si siede con lei.]
Jen: Ciao Joey. (Joey alza appena lo sguardo dal piatto e le fa un sorrisetto forzato) Bè, a quanto pare il prof. si è proprio sprecato sul voto dei nostri compiti di storia. B meno. E tu che hai preso?
Joey: All'incirca lo stesso.
Jen: Bè, in fondo non ci è andata affatto male. (da un morso alla mela) Cosa c'è che non va?
Joey: Niente. Il purè è freddo.
Jen: Ho capito. Una tragedia dopo l'altra, huh?
Joey: Questo purè è freddo proprio come me.
Jen: Centra il sesso?
Joey: E' così evidente?
Jen: No, non molto. E' solo che c'è sempre quello di mezzo.
Joey: Credo che Pacey cominci ad essere alquanto impaziente.
Jen: Joey, lui ti ama. Aspetterà.
Joey: Ma Jen, non è Pacey il problema. Sono io. Si insomma, ammettiamolo, il tempo passa. E arrivati a questo punto anche io comincio ad essere impaziente. Ma per qualche strano motivo, continuo ad aspettare.
Jen: Joey, vorrei farti una domanda. Sei davvero sicura di voler fare sesso?
Joey: Ma certo che lo voglio. Ma la domanda è, sono davvero pronta? Non so come si faccia a saperlo. Tutti dicono che te lo senti e basta. E se invece queste fossero solo parole, e neanche loro sapessero quando si è veramente pronti?
Jen: Joey, penso che ti sentiresti molto più pronta se fossi davvero preparata.
Joey: (corrugando la fronte) Che vuoi dire?
Jen: Ascolta, per le ragazze di New York, fare una visita presso una di quelle cliniche che ti danno consigli sul controllo delle nascite e sul sesso sicuro, è una cosa normalissima, come prendere un caffè al bar o ottenere il foglio rosa.
Joey: Una clinica?
Jen: Si. La verità è che, io credo che nessuno sappia veramente se è pronto oppure no. Ma se si è preparati si sa di sicuro. E tu non lo sei.
Joey: Hai ragione.
Jen: (facendo un brindisi alzando la sua bottiglia di succo d'arancia) Al sesso fatto con preparazione.
Joey: (brinda con Jen) Alle donne adulte.
Jen: Cincin.
[Dal dottore - Gale e Mitch sono in sala d'attesa. Gale sta bevendo dell'acqua.]
Mitch: Come ti senti?
Gail: Sto bene.
Mitch: Ascolta, ci ho pensato molto, e so che tutto questo è terrificante. Ci sono molti aspetti negativi, ma andrà tutto bene vedrai. E non ti preoccupare per Dawson. E' solo scioccato. Ma si riprenderà. In fondo si tratta di un lieto evento.
Gail: (sospira) Ascolta, Mitch… Hai pensato a come faremo a mandare Dawson all'università e al tempo stesso allevare un bambino? Abbiamo già molti debiti così. E che mi dici del fatto che oramai non abbiamo più 25 anni? Avremo ancora l'energia per crescere un bambino? Dovremo dedicare altri 20 anni della nostra vita a lui. Per non parlare di quello che abbiamo fatto passare a Dawson negli ultimi anni. E se si ripeterà di nuovo?
Mitch: Non succederà di nuovo.
Gail: Non lo so, non posso fare a meno di pensare che avremmo dovuto pensarci prima.
Mitch: Hai ragione. Ma ormai sei incinta. Questa è la realtà.
Gail: (sospira di nuovo) Mitch, non stai prendendo in considerazione l'altra possibilità. Solo perché sono incinta, non vuol dire che devo rimanerlo per forza. E se dovessi decidere, adesso, sceglierei proprio questa possibilità. (Mitch rimane a fissarla senza parole.)
[Campo sportivo - La giornata è finita e Jack sta osservando i bambini intorno a lui. Andie sta compilando dei moduli per un bambino. Arrivano i genitori per riprendere i loro figli. Una donna in particolare si avvicina a Jack per parlare con lui.]
Caroline: Che tristezza vedere tutti questi genitori che spingono i propri figli a praticare uno sport solo per poterne ricavare una soddisfazione personale. Mi chiamo Caroline, comunque. Caroline Saye. La sorella maggiore di Molly. (Jack sembra confuso). Mia madre mi ha avuta a 21 anni, mentre Molly a 40.
Jack: (imbarazzato) Mmm.
Caroline: Il che vuol dire che ho 28 anni, tanto per capirci.
Jack: (nervoso) Capisco.
Caroline: Tu invece quanti anni hai?
Jack: 18.
Caroline: Hmm. (indicando Andie) E' la tua ragazza?
Jack: No, sorella.
Caroline: Hmm. Fantastico. (Jack comincia ad agitarsi) Coach Jack, per caso ti sto mettendo a disagio?
Jack: (nervosamente) No. Perché me lo chiedi?
Caroline: E' solo che pensavo che forse credi che io stia flirtando con te.
Jack: (nervosamente) Flirtando? Perché dovrei pensare che stai flirtando?
Caroline: Perché è così.
Jack: (balbettando) Uh, Caroline, uh, ascolta, sono veramente lusingato, ma uh…
Caroline: Ci sto andando troppo pesante, e tu sei timido.
Jack: Sì, sì, sono timido. E sono…
Caroline: Sei timido e poi?
Jack: Timido e… (non riesce a trovare le parole)
Caroline: (con le braccia incrociate sul petto) Va bene, non sforzarti troppo. Ne riparleremo domani, dolcezza. Per il momento, au revoir,
allenatore Jack. (il povero Jack scuote ripetutamente la testa)
[Ristorante dei Leery - nel patio. Gretchen guarda le foto di Dawson mentre lui sta mettendo a fuoco la sua macchina fotografica.]
Gretchen: Quell'uomo dev'essere matto. Sono bellissime, Dawson.
Dawson: A dire il vero, ha ragione. Fanno schifo.
Gretchen: No, sono più che convinta che non sia così.
Dawson: Ma non importa. In fondo è con la pratica che si migliora. (riprende Gretchen con la macchina fotografica, lei sorride e lui scatta la foto) E' così che si raggiunge la perfezione. (continua a fotografarla)
Gretchen: Bè, un po' di modestia ci vuole in un artista. Specie se vuole raggiungere la perfezione. Però non puoi negare di avere delle buone doti naturali. Hey, se non la smetti di fotografarmi ti prendo a pugni.
Dawson: Ti sto mettendo a disagio?
Gretchen: Si.
Dawson: Bene.
Gretchen: (alza la voce) Smettila, dico davvero. (se ne va, ma Dawson la segue giù per la strada e superandola continua a fotografarla, finché non attraversano la strada)
Dawson: Andiamo, almeno fammi finire il rullino.
Gretchen: No. (qualcuno suona il clacson per farli allontanare dalla strada. Gretchen si lamenta di nuovo e spinge Dawson sul marciapiede. Ma lui non si arrende e la supera di nuovo per fotografarla, finché non raggiungono una panchina e si siedono.)
Dawson: Sai, avevi ragione riguardo a mia madre. E' incinta. (Gretchen annuisce e Dawson le scatta un'altra foto)
Gretchen: (sorridendo) Come immaginavo.
Dawson: Forse puoi aiutarmi. Quando l'ho scoperto, mi sono spaventato.
Gretchen: Davvero? E perché?
Dawson: Hanno raggiunto la quarantina, e stanno per mandare un figlio all'università. Non hanno molti soldi. E non hanno una relazione molto salda alle spalle. Tutto è così precario. E' una totale follia.
Gretchen: (annuisce) Infatti.
Dawson: Si, però non posso sentirmi così. Voglio dire, non voglio sentirmi così. Vedi, io vorrei solo essere felice per loro. Sapresti dirmi cosa posso fare?
Gretchen: Se ho capito bene, vorresti provare un sentimento che in realtà non provi? Non so che dirti. Tutto quello che so è che, non posso fare a meno di pensare a cosa starà provando tua madre. Ha una vita che sta crescendo dentro di lei. Ma non ha soldi in banca. E sta per mandare suo figlio all'università. E si è da poco riconciliata con suo marito.
Dawson: Sapevo che avrei fatto la cosa giusta parlandone con te. Comincio già a sentirmi più dispiaciuto.
Gretchen: Devo andare ora.
Dawson: Perché?
Gretchen: La pausa è finita. Ci vediamo. (se ne va)
Dawson: Okay. (La guarda andarsene un po' confuso, poi torna a riflettere sul suo problema.)
[Alla clinica - Joey e un'infermiera entrano in un ufficio e si siedono.]
Infermiera: Siediti pure. Hai già fissato un appuntamento per l'esame pelvico?
Joey: Mmm-mmm.
Infermiera: Ora ti farò alcune domande. Mi scuso in anticipo se alcune di esse potrebbero turbarti un po'. (Joey annuisce nervosamente) Sei sessualmente attiva?
Joey: Che intende dire?
Infermiera: Hai rapporti sessuali completi?
Joey: (agita le mani e balbetta) Oh. Mi scusi, non avevo capito bene. Non ci faccia caso. No, ma vorrei avere dei rapporti sessuali. E' per questo che sono qui.
Infermiera: Sei al corrente dell'epidemia di clamidia e che anche i casi di sifilide sono in aumento?
Joey: Sifilide?
Infermiera: E sai che oggigiorno ancora non è stata trovata una cura per le malattie a trasmissione sessuale quali l'herpes, l'HIV e l'HPV? (Joey annuisce, mentre l'infermiera controlla altre domande sulla sua lista) E sei al corrente che la pillola offre un'eccellente protezione contro le gravidanze, ma che non protegge contro le malattie veneree? (Joey annuisce di nuovo mentre si guarda intorno osservando dei modellini anatomici presenti nella stanza) Hai mai avuto rapporti sessuali nel passato, e se si, hai usato le dovute precauzioni?
Joey: No. Sono… vergine, al 100%.
Infermiera: Il tuo ragazzo ti è fedele?
Joey: (scherzando) Che io sappia, sì…
Infermiera: Hai motivo di dubitare dell'infedeltà del tuo ragazzo?
Joey: Oh, no, no. Stavo solo scherzando. Mi è assolutamente fedele.
Infermiera: Perché vedi Joey, alle volte crediamo che il nostro partner ci sia fedele ma…
Joey: Mi è assolutamente fedele. Su questo non ho dubbi.
Infermiera: In ogni caso, è importante praticare il sesso sicuro. Perciò, il tuo partner è favorevole all'uso del preservativo?
Joey: (timidamente e dopo una lunga pausa) Sì.
Infermiera: Signorina Potter, non sono nemmeno arrivata alle domande più intime. Che pensa di fare se rimane incinta? O se contrae una malattia venerea? Voglio dire, sono queste le potenziali conseguenze del sesso. (Joey abbassa lo sguardo sempre più spaventata) Okay. Diciamo che non è una cosa così terribile. Il sesso può anche essere meraviglioso, divertente e appagante. Non c'è nulla di cui vergognarsi o spaventarsi. Volevo soltanto che ti avvicinassi al sesso con un certo livello di maturità e responsabilità. Tutto qui.
Joey: (annuisce) Okay.
Infermiera: Vedo che il tuo appuntamento per l'esame pelvico è fissato per la prossima settimana. Nel frattempo, prendi questi. Preservativi, spermicida, opuscoli informativi sul controllo delle nascite, ed altri depliant del genere. (Joey prende il pacchetto che l'infermiera gli porge e fa per andarsene) E Joey? (Joey si volta) Sorridi. (Joey accenna un sorriso e se ne va)
[Campo sportivo - l'allenamento è finito e i bambini tornano a casa. Jack e Andie stanno giocando con un pallone. Jack segna e poi si ferma.]
Jack: Hai presente quella bambina, Molly, che non vuole mai parlare?
Andie: Sì?
Jack: Non so, ma forse sto riuscendo a farla uscire dal suo guscio. E' già un bel passo avanti. Pensi che sia una cosa stupida?
Andie: No, penso che sia grandioso.
Jack: C'è un problema. Conosci quella donna di nome Caroline? Quella che viene a prendere Molly? Credo che ci abbia provato con me ieri.
Andie: Cosa? No! Okay. Stava solo flirtando? Voglio dire, magari si trattava solo di questo.
Jack: No no no. Ci è mancato poco che mi infilasse una mano nei pantaloni per tastare la merce.
Andie: Oddio! Okay, non voglio più sentire!
Jack: E ti capisco, ma devi aiutarmi! Perché quella non è una tipa che accetta un no come risposta. Anzi, forse per lei la parola no significa più che si.
Andie: Beh, dille che sei gay.
Jack: Andie, se si venisse a sapere che lo sono non credo che mi farebbero ancora allenare dei bambini.
Andie: Oh, che ingiustizia.
Jack: Lo so che lo è, ma purtroppo è la realtà. E per il momento mi interessa solo che sul mio curriculum ci sia scritto 'allenatore di calcio' e non 'difensore gay dei diritti civili'.
Andie: Va bene. Va bene. Ti aiuterò.
Jack: Grazie.
Andie: Oh, e, Jack? Spero solo che tu sia migliore come allenatore perché come giocatore (tira il pallone) fai pena. Ha! Si! Un altro goal!
[A casa di Dawson - E' nella camera oscura quando sente la porta principale aprirsi. Allora sale di sopra e vi trova i suoi genitori.]
Dawson: Bene, siete tornati, perché volevo proprio parlarvi.
Mitch: Di cosa, Dawson?
Dawson: Di come ho reagito alla notizia della gravidanza di mamma. Umm, sono rimasto davvero scioccato, e forse anche un po' deluso. Ma ci ho pensato molto e ho capito che, è un evento meraviglioso. Avrò un fratellino o magari una sorellina. Voglio dire, non è fantastico?
Mitch: Dawson, non terremo il bambino.
Dawson: C-Cosa?
Mitch: Lo so, credimi, non è così che avremmo voluto dirtelo.
Dawson: (si siede sul tavolo della cucina) Aspettate un attimo. Così… così improvvisamente? Avete preso una decisione del genere in un solo giorno?
Gail: Uh, a dire il vero no Dawson. (sospira e si siede) Non è andata proprio così. Era già da qualche tempo che sospettavo di essere incinta. Ma non ho voluto affrontare la cosa perché già sapevo quale sarebbe stata la mia decisione a riguardo.
Dawson: (evitando di guardarla negli occhi) Non riesco a crederci.
Gail: (sarcasticamente) Bè, tesoro, dovresti essere felice. La tua interpretazione da ragazzo felice di poco fa non è stata certo da Oscar.
Dawson: Mamma, ero davvero sincero poco fa. Sto solo cercando di sostenervi. Papà, hai accettato davvero la sua decisione?
Mitch: Sì, è così.
Gail: No Dawson, sta mentendo per proteggermi. Ho proposto io questa soluzione. E lo so, some una madre terribile, vero?
Dawson: Non ho detto questo.
Gail: Ma so che dentro di te lo stai pensando, tesoro. E che pensi che io sia stata una cattiva madre. L'unica responsabile della rovina di questa famiglia.
Dawson: Non usarmi come scusa per aver preso questa decisione. Non è leale.
Gail: Non è una scusa, Dawson. No, ho preso in considerazione ogni aspetto. E il fatto è che, non posso farlo di nuovo. (Mitch si liscia il mento mentre Dawson fissa sua madre arrabbiato) Non farei altro che sbagliare. E a questo aggiungi il fatto che non ci sono soldi, che sono troppo vecchia e tutto il resto, quindi la risposta è una sola, non posso avere un bambino. Ora tesoro, forse mi odierai per questo, o forse non capirai mai il perché della mia decisione, ma il fatto è che, è stata una mia scelta, e quel che è fatto è fatto. Ed ora, la discussione è finita. (lascia la cucina in preda alle lacrime. Mitch guarda Dawson con astio, poi va da sua moglie, mentre Dawson si lascia andare su una sedia sospirando.)
[Stanza di Dawson - è seduto alla sua scrivania quando viene raggiunto da suo padre.]
Mitch: (bussa alla porta aperta) Tua madre vuole che ti avverta che la colazione è pronta.
Dawson: Beh, dille che non ho fame.
Mitch: Vuole anche che ti dica che le dispiace che tu sia arrabbiato. E posso garantirti che non ha chiuso occhio la scorsa notte.
Dawson: (ora sul suo letto) Vuole farlo davvero?
Mitch: (annuisce) Si.
Dawson: E tu? Tu che vorresti?
Mitch: Non lo so nemmeno io. So solo che non voglio che porti avanti questa gravidanza se non è ciò che desidera. E poi, il corpo è suo. La decisione spetta a lei. Ed io la rispetto.
Dawson: E se fosse la decisione sbagliata?
Mitch: Te l'ho mai detto che ci provammo per tre anni prima di avere te?
Dawson: No.
Mitch: Stavamo quasi per rinunciare. E poi, dopo che sei nato, ci riprovammo di nuovo. 5 anni di speranza e delusione. Ho sempre desiderato una famiglia numerosa, sai? Una casa piena d'amore. Mi resi conto che non sarebbe mai successo… e fu devastante. Ma poi un giorno mi svegliai e capii che non era così. La mia casa e la mia vita erano già piene d'amore. Non so, forse passerò il resto della mia vita a chiedermi, 'e se l'avessimo tenuto'? Ma per ora, mi basta avere te. E tua madre. E ciò mi aiuta ad andare avanti. (si alza, da un bacio sulla fronte a Dawson e se ne va.)
[B&B dei Potter - Camera di Joey. La stanza è vuota, ma Bessie non lo sa e parla con Joey convinta che lei sia in camera.]
Bessie: Joey, potresti dire a quello stupido del tuo ragazzo di smetterla di mettere di nascosto la sua biancheria puzzolente nel nostro bucato? Sto cercando di mandare avanti un'attività. (entra in camera) Ora parlo anche con i muri. (apre un cassetto posto in basso per mettere a posto della biancheria di Joey. Poi ne apre uno in alto, e nota immediatamente il pacchetto che l'infermiera ha dato a Joey in clinica. Primi fra tutti si vedono i preservativi. Bessie rimane scioccata. Proprio in quel momento, Joey entra in camera.)
Joey: Che stai facendo?
Bessie: (nasconde il pacchetto mettendovi sopra i calzini e fa finta di non avere visto niente) Niente. Sistemavo la biancheria. Devo andare. (Joey si avvicina al cassetto dove c'è il pacchetto e lo apre. Poi lo richiude sbattendolo e fa un profondo sospiro.)
[Campo sportivo - Un bambino tenta di fare goal, ma la palla esce fuori dalla rete. Jack fa una smorfia e si avvicina ad Andie.]
Jack: Sono un disastro. (Arriva Caroline)
Caroline: Siete pronti per la partita di oggi?
Jack: Beh … la difesa fa pietà e l'attacco è a dir poco terribile.
Caroline: Sono sicura che andrà tutto bene. Quindi Jack, ascolta… stavo pensando, magari stasera potremmo uscire insieme…
Andie: Oh, Jack. Abbiamo già un impegno stasera.
Caroline: E tu chi sei?
Andie: Sono la ragazza di Jack.
Caroline: Veramente? Credevo fossi sua sorella.
Andie: Oh, si, uhh, bè, è vero infatti. Il fatto è che devo assicurarmi che nessuno mette le mani addosso a Jack, perché vedi è Natasha, la sua vera ragazza, ed è cintura nera. Si arrabbia molto facilmente.
Caroline: Davvero? Natasha. Natasha come?
Andie: Natasha Boyardee.
Jack: (guarda scioccato Andie) Natasha Boyardee? ('Bel nome!' sussurra ad Andie)
Caroline: Ascolta, è bello che tu voglia proteggere il tuo fratellino, davvero. Ma sono convinta che Jack possa decidere da solo.
Andie: Infatti ha già deciso. Non è interessato.
Caroline: E se invece avesse deciso che non sono affari tuoi? Quindi stai zitta e lascialo parlare.
Andie: Okay, vuoi sapere una cosa? Non potrà mai esserci niente fra voi due, okay?
Caroline: E per quale motivo?
Andie: Perché…
Caroline: Parla, perché?
Jack: Perché sono gay, va bene?
Caroline: (cambia faccia) Un momento. Oh, no, non avrai pensato che … perché io lo sapevo già! E' ovvio che lo sapevo! (se ne va, mentre Andie carezza la spalla di Jack in segno di conforto)
[In un molo, sul ponte - Gretchen sta aspettando Dawson, che arriva un attimo dopo. Si tratta di un molo che non si era mai visto prima.]
Dawson: Ciao.
Gretchen: Ciao.
Dawson: Ti ringrazio per avermi incontrato qui. Ho preferito non venire a casa tua per ovvi motivi.
Gretchen: Ho capito. Che succede?
Dawson: Mia madre ha deciso di abortire e la cosa non mi va molto a genio. E come se non bastasse, sono angosciato per quello che stanno passando.
Gretchen: Qual è il problema Dawson? Sei preoccupato per loro? Oppure si tratta del crollo delle tue illusioni sull'infallibilità dell'essere genitori?
Dawson: Bè, le mie illusioni erano già crollate con l'infedeltà di mia madre. Invece… Qual è il tuo problema?
Gretchen: Quale pensi che possa essere, Dawson?
Dawson: Credo che anche tu abbia passato quello che sta passando mia madre.
Gretchen: Hai indovinato.
Dawson: Non devi parlarmene se non vuoi.
Gretchen: Non è per questo che volevi vedermi?
Dawson: Ho bisogno di capire perché vuole abortire. So che la tua situazione è stata diversa, ma… credevo che avresti potuto aiutarmi comunque. Altrimenti, non avrei sollevato questo discorso.
Gretchen: E' tutto okay. Non preoccuparti. (camminano un po' lungo il ponte) Ebbene si. Sono rimasta incinta lo scorso semestre. Sul sedile posteriore della macchina del mio ragazzo. Nel parcheggio del dormitorio, la mia compagna di stanza doveva studiare per gli esami. C'era Leonard Skinner alla radio. Ed io odio Leonard Skinner. E l'odiai ancora di più quando scoprii di essere incinta. Ed eccomi la, capisci, a vent'anni, senza un soldo, ancora studente… quindi presi una decisione. La decisione più difficile che abbia mai fatto in vita mia. Ma non servì a niente, perché tanto una settimana dopo mi svegliai e tutto era finito, ebbi un aborto spontaneo. Credi che a quel punto ne fossi stata felice? Non fu così. Mi sentii in colpa. Perché tutto era finito facilmente. Perché mi sono sentita sollevata. E perché mi ero messa in una situazione tale da costringermi a prendere quella decisione.
Dawson: Quindi credi che la tua decisione sia la stessa di mia madre?
Gretchen: (ci pensa un attimo) Ha veramente importanza?
Dawson: No. Grazie.
Gretchen: Per cosa?
Dawson: Per aver avuto fiducia in me. Non lo dirò a nessuno.
Gretchen: Ne sono sicura.
[B&B dei Potter - Bessie, Bodie, Joey e 3 clienti sono seduti al tavolo e stanno mangiando. Bessie e Bodie sono seduti a capotavola. Joey è seduta vicino a Bodie.]
Bessie: Spero vi piaccia.
Donna: E' delizioso.
Joey: Hey, ho preso una A per il compito di inglese.
Bodie: Oh, buon per te, Jo.
Joey: Sì, sono rimasta sveglia tutta la notte a studiare a casa di Pacey. Ed ora sono esausta.
Bessie: Lo credo bene.
Joey: Come scusa?
Bessie: Niente. Passami le patate.
Joey: Non finché non mi spieghi cosa intendevi dire.
Bessie: Bodie, tesoro, mi passeresti le patate per favore?
Joey: (tiene la ciotola a mo' di ostaggio) Le avrai solo quando mi spiegherai cosa intendevi dire.
Bessie: Vuoi sapere cosa intendevo dire? Bene. Volevo dire che o tu e Pacey avete fatto sesso per tutta la notte o ti sei data alla vendita per corrispondenza di preservativi. (i clienti si guardano intorno imbarazzati. Anche Bodie rimane impietrito.)
Joey: Lo sapevo! Non posso credere che tu abbia ficcato il naso in camera mia.
Bessie: Non è difficile accorgersene, Jo. Hai abbastanza preservativi in quella camera da riempirci un magazzino, e ascoltami bene, ti ci chiuderei a chiave in quella stanza se solo fosse legale, perché non sei affatto pronta a fare sesso. (Bodie guarda imbarazzato i clienti.)
Joey: Oh, adesso giochi a fare la mammina premurosa? Bessie, hai lasciato che passassi tutta l'estate sola in una barca con Pacey.
Bessie: Io non ti ho permesso niente. Sei andata e basta. Che avrei potuto dire?
Joey: Niente. Come non c'è niente che tu debba dire su questa situazione. (esce dalla cucina ma Bessie la segue)
Bessie: A dire il vero una cosa ce l'ho da dirti, signorina. Stai facendo lo sbaglio più grande della tua vita.
Joey: Bessie, tanto per la cronaca, non faccio ancora sesso, okay? E proprio per questo è molto probabile che lo farò e a quel punto non potrai fare niente per fermarmi.
Bessie: Sei solo una ragazzina di 17 anni che non sa ancora un fico secco di conseguenze e responsabilità. NON SEI pronta per fare sesso. (intanto i commensali abbandonano la tavola)
Joey: Sono la diciassettenne più matura di Capeside, Bessie. La mia vita è stata ed è piena di conseguenze e responsabilità, okay? Ed ora se non ti dispiace, torno al mio 'magazzino di preservativi'. (se ne va, mentre Bodie continua imperturbabile a mangiare.)
[Campo sportivo - Jack si sta consultando con la sua squadra prima dell'inizio della partita. Poi, dopo il loro grido di incoraggiamento, i bambini entrano in campo.]
Jack: Dateci dentro. Buona fortuna. (Molly, accanto a Jack, si agita nervosamente) Cos'hai Molly? Sei nervosa per la partita?
Molly: Billy e Todd non sono venuti. Perderemo di sicuro.
Jack: No, vedrai che verranno. Sono solo un po' in ritardo, tutto qui.
Molly: I lori papà hanno chiamato il mio papà. Hanno detto che non li faranno venire più perché tu sei pericoloso. (Jack rimane di stucco) Perciò non verranno oggi.
Jack: Okay, ummm, voglio che tu ricordi una cosa. Anche se Todd e Billy hanno lasciato la squadra, e anche se, per qualche motivo, anche gli altri lo faranno… Giocheremo tu ed io insieme e poi andremo a mangiarci una pizza. Okay?
Molly: (annuisce tristemente e si incammina. Poi si volta verso Jack) Non
preoccuparti allenatore Jack. Sono solo degli imbecilli. Lo so che non sei pericoloso. (va ad unirsi ai suoi compagni di squadra. Jack fa un mezzo sorriso ma sembra quasi sul punto di piangere.)
[B&B dei Potter - è tarda sera. Bodie raggiunge Joey nel patio, portando in braccio Alexander. Joey è seduta vicino al fuoco.]
Bodie: Interessante il vostro show di poco fa. Anche se forse sarebbe meglio non replicarlo più.
Joey: Sai, certe volte proprio non la capisco. Voglio dire, non sono mica miss perfezione. Ci sono un sacco di ragazzi la fuori che fanno cose peggiori. Dovrebbe considerarsi già abbastanza fortunata per come sono.
Bodie: Direi che hai ragione.
Joey: Allora perché è andata così fuori di sé?
Bodie: Tua sorella si preoccupa per te, Jo. Lo fa sempre, davvero. Non vuole che tu faccia la sua stessa fine. Vuole di più per te. Vedi, tu sei quella che prima o poi lascerà questa casa. E lei vuole solo che non ti accada niente fino ad allora.
Joey: Non ho ancora deciso… sul sesso intendo. Ho solo pensato che se mi fossi informata allora sarei stata pronta. Ma poi ho avuto più paura di prima. Invece stamattina mi sono sentita davvero pronta. Ma poi… al pomeriggio, non lo ero già più.
Bodie: Vedi Jo… io non posso dirti cosa fare. Nessuno può. Per ora, tutto quello che posso dirti, è che se ti spaventa il solo fatto di informarti sul sesso… allora non credo che tu sia pronta per farlo.
[A casa di Dawson - scende le scale e trova i suoi genitori seduti sul divano a guardare la TV. Li raggiunge, prende il telecomando e spegne la TV.]
Dawson: Um… fra un po' dovrò andare dal signor Brooks, ma… volevi parlarvi a proposito di come mi sento. Mamma, hai detto di averci riflettuto e di aver preso in considerazione ogni aspetto. Ma credo che tu abbia dimenticato quello più importante… Vorrei solo accertarmi che tu lo prenda in considerazione prima di mettere in atto la tua decisione. Sei stata una madre eccezionale. E ti sbagli se pensi di essere stata una cattiva madre, mamma. Sono sempre stato fiero di te. (Gail sorride felice) Tu non hai paura di fare errori. Riesci sempre a risollevarti e andare avanti facendo nuove esperienze. Ed io devo molto del mio carattere a te. Ad entrambi. (Mitch lancia un'occhiata alle moglie che, sorridente, è sul punto di piangere. Dawson si siede sul bordo del tavolo) Sognavo un'adolescenza felice. Questa casetta perfetta. E voi mi avete dato molto di più di questo. Mi avete dato qualcosa di reale. E se dovessi rinascere di nuovo, non cambierei niente di questa mia vita. Se sarete anche solo per metà i genitori meravigliosi che siete stati con me, il nuovo arrivato potrà considerarsi il bambino più fortunato del mondo.
Gail: (sussurra) Grazie tesoro (abbraccia Dawson) Andrà tutto bene.
[A casa di Pacey - in salotto. Pacey e Joey si stanno baciando con passione.]
Pacey: Sai, credo che dovremmo darci una calmata.
Joey: (impassibile) Okay.
Pacey: (stupito) Cosa?
Joey: Darci una calmata. Se è questo quello che vuoi, per me va bene. (e si stacca da lui)
Pacey: (perplesso) Beh… grazie.
Joey: Probabilmente speravi che, capovolgendo la situazione, sarei diventata paranoica. Perché sono sempre io quella che vuole fermarsi ed ora improvvisamente sei tu quello che me lo chiede e forse lo fai solo per farmi guardare avanti. Così che magari, non so, mi decida a fare una visita in clinica, facendo scorta di preservativi, per poi tornare qui e fare sesso con te.
Pacey: (renrendosi conto) Aspetta un attimo. Per caso sei andata in clinica per farti dare preservativi e opuscoli?
Joey: Non posso né affermarlo né negarlo.
Pacey: Va bene, aspetta. Jo… Io volevo solo… l'ho fatto solo per scherzare Joey. Volevo solo
iniziare una discussione sull'argomento.
Joey: Comunque sono contenta di esserci andata. Perciò è tutto apposto.
Pacey: No, non è apposto per niente. Non voglio che tu faccia niente se non ti senti ancora pronta.
Joey: No. Pacey, lo so. Ma se ti trasformerai davvero in uno stupido ragazzo in preda agli ormoni e cercherai di abbindolarmi di nuovo, ti caccio a pedate.
Pacey: (sincero) Jo, mi dispiace.
Joey: (si siede accanto a lui) Lo so. Sai Pace, anche se non facciamo ancora sesso, ci sono sempre certe cose che possiamo fare.
Pacey: Che genere di cose?
Joey: (si avvicina a lui e gli sussurra avvicinandosi alla sua bocca) Potrei baciarti.
Pacey: (si muove sopra di lei e le sussurra) O magari potrei scendere quaggiù e… (smette di baciarla e con le mani le fa il solletico sulla pancia e poi dappertutto.)
Joey: (grida e ride) No, no, Pacey, Pacey, no! Pacey piantala! Fermati!!
(lottano sul divano)
[Campo sportivo - la partita è finita, ed è sera tardi. Jack e Andie stanno ripulendo e sistemando.]
Jack: Come diavolo mi è passato per la testa? Perché me ne sono uscito così?
Andie: Andiamo Jack. Non è poi un grande segreto. Chiunque prima o poi l'avrebbe scoperto.
Jack: Lo so lo so. Ma è troppo facile pensare che alle persone non importerà niente. Sai, è da ingenui credere che le persone non si comporteranno da meschine, bigotte e ignoranti e che questa faccenda non andrà via via peggiorando. Non so, forse dovrei lasciare la città.
Andie: Okay, ora stai esagerando Jack. Hai fatto la cosa più giusta. L'alternativa era non dire agli altri chi sei. Ma che vita sarebbe stata? E inoltre, sei un fantastico allenatore per questi bambini. Quindi l'unica cosa che devi fare è continuare ad allenare e smetterla di preoccuparti della gente e dei loro pregiudizi. Okay? Vedrai che le acque si calmeranno.
Jack: Io sono una brava persona, Andie. Ma la gente mi guarda come se fossi un mostro. Capisci come mi sento?
Andie: Ci vuole tempo, ma le acque si calmeranno, te lo assicuro.
Jack: Non succederà mai.
Andie: Si invece.
Jack: (scuote la testa e guarda lontano) Ti dispiace se finisco da solo qui?
Andie: Ne sei sicuro?
Jack: Si. (Andie gli da un bacio sulla guancia e se ne va)
[Casa del signor Brooks - Dawson sta dipingendo, quando il signor Brooks lo raggiunge.]
Signor Brooks: Ogni volta che esco qua fuori per vederti lavorare, Signor Leery, il pensiero che non devo pagarti mi rilassa. Se continui così però dovrò pagare un professionista per ridipingere tutto.
Dawson: Io invece, signor Brooks, penso di aver fatto un buon lavoro.
Signor Brooks: Tutti hanno le loro illusioni. (nota le foto di Dawson) Ohh! Vedo che hai aggiunto altre foto alla tua collezione. (sfoglia il suo album) Banali. Miseri tentativi di evocare il sentimento. Non era meglio fotografare un cagnolino in una pattumiera, uh? (volta pagina) Hmmm.
Dawson: (imitando il signor Brooks) 'Hmmm!' (poi continua) Tutte qui le critiche al vetriolo che conosce?
Signor Brooks: Certe volte l'onestà è pungente, Dawson. Non posso farci niente. Quest'ultima foto, questa non è male. L'immagine è ben collegata al soggetto. Come se non stessi immortalando solo la sua tristezza, ma anche la tua. E' la prima foto che vedo nella quale ci hai messo un po' di te. Questa sì che ha forza. (Dawson si ferma e sorride al signor Brooks) Torni a dipingere, Signor Leery. (ritorna in casa. Dawson prende il suo album e lo apre per guardare la foto alla quale si riferiva il signor Brooks. E' una foto di Gretchen - è una foto davvero bella. Gretchen ha i capelli sciolti, e un ciuffo le ricade sul viso. Lo sfondo sfocato dà poi alla foto un tocco ancora più magico.)
[La puntata termina con un montaggio di scene. B&B dei Potter - Joey sta lavando i piatti, e proprio mentre ne sta mettendo uno all'interno dello scolapiatti, una mano le prende il piatto dalle mani per asciugarlo. E' Bessie. Entrambe si guardano negli occhi, come per chiedersi scusa a vicenda. Camera oscura - Dawson sta sviluppando delle altre foto di Gretchen, quelle che le ha scattato per strada. Si ferma a guardarle affascinato, sorridendo. Campo sportivo - Jack sta camminando sul campo, pensieroso, mordendosi le labbra. Casa di Dawson - Gail sta sfogliando un album di foto quando Mitch la raggiunge e si siede accanto a lei. Entrambi si fermano a guardare una foto di Dawson da piccolo nella sua vaschetta da bagno. Fine.]
Traduzione eseguita da Maria Cristina Camusi
(più ritocchi da parte mia)
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