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I n d i a n   S u m m e r
( L ' e s t a t e   I n d i a n a )


(Dawson e Pacey sono in camera di Dawson a guardare un film in bianco e nero)

Pacey: (alla Darth Vader, tenendo in mano un ventilatore) Luke, sono tuo padre.

Dawson: Pacey, lascia stare la nostra debole debole fonte di refrigerio.

Pacey: Ehi... Dawson, questa è una delle serate di cinema più deprimenti che abbiamo mai avuto.

Dawson: E perchè?

Pacey: Beh, guardati attorno mio caro. Siamo due bei ragazzi nel fiore dei loro anni e non abbiamo niente di meglio da fare, in questa afosa serata dell'estate indiana, che guardare vecchi film. Correggimi se sbaglio, ma non avevamo entambi la ragazza?

Dawson: Già, molto tempo fa in una galassia lontana lontana. Dio, non riesco a capire questo genere di film noir, non so come farò a scriverci una relazione intera.

Pacey: Ovvio che non ci riesca, Dawson.

Dawson: Scusa?

Pacey: Beh quello che hai davanti agli occhi è il cinema dei cinici. Nessun discepolo di Spielberg troverebbe di suo gradimento un mondo dalla moralità ambigua popolata da acidi antieroi e bionde femmes fatales.

Dawson: Sai, forse potremmo evitare di guardarlo, visto quello che ha appena detto.

Pacey: Ma l'uomo che vedi in questi film, Dawson, è come me. Pacey Witter è l'impersonificazione del protagonista di un film noir.

Dawson: Ok, antieroe, allora spiegami questo. Come fa il protagonista a non notare il fatto che la sua donna lo stia attirando in un tranello?

Pacey: Perchè, Dawson, non tutti sono impassibili al richiamo del sesso come te. Inoltre, non tutti quanti preferiscono il tenero e dolce romanticismo al lato, per così dire, più fisico della situazione. Anzi, quasi tutti noi altri venderemmo le nostre anime se solo potessimo avere un briciolo di tutto questo.

Dawson: Posso citare questa frase in futuro?

Pacey: Oh, certo. Witter, con due "t". Ok, basta col parlare, mi sto stancando. Penso che mi andrò a rinchiudere nel fresco climatizzato dell'auto di mio papà.

Dawson: Buonanotte Pacey.

Pacey: Ciao.

(Rimasto solo, Dawson guarda dalla finestra e vede qualcuno con una torcia che si aggira intorno a casa di Jen. Corre a chiamare la polizia)

Centralino: Polizia di Capeside.

Dawson: Senta, vorrei denunciare un furto.

(Dawson va ad investigare, ma chi stava trafficando intorno a casa di Jen gli cade addosso saltando dalla finestra... è Eve)

Eve: Ciao, Dawson.

(Sigla. Dopo, Eve e Dawson sono in camera di lui)

Dawson: OK, ora racconta.

Eve: (Dawson intanto le mette un cerotto sul gomito) Ahi! Grazie al tuo ficcanasare, Dawson, sono caduta dalla finestra. (gli porge il gomito) Un bacino per farlo guarire?

Dawson: Ho chiamato la polizia, saranno qui a minuti.

Eve: Ok, confesso. Io e Jen, Dawson, siamo a tua insaputa diventate amichette del cuore. Dormiamo a casa l'una dell'altra, ci spazzoliamo i capelli, diamo lo smalto alle unghie, ci abbracciamo strette strette. Tutte quelle cose che fanno le ragazzine.

Dawson: Eve, sei entata abusivamente e ho visto la torcia. Ti mancava solo il passamontagna.

Eve: Santo cielo! Non riuscirei a distrarti nemmeno se ti dicessi che siamo lesbiche! Non possiamo baciarci e farla finita? Così smetterai di farmi domande?

Dawson: O mi dici la tua versione o io dirò la mia alla polizia.

Eve: Va bene, fa' quello che ti dice il cuore, Dawson, ma anche io ho le mie armi, se ben ricordi... il test rubato. Se solo provi a incastrarmi, colerai a picco con me.

Dawson: Stai cercando di minacciarmi, Eve? Se ben ricordi, sei stata tu a rubare quel test.

Eve: E se ben ricordi, sei stato tu ad accettarlo volentieri senza dire una sillaba (bussano alla porta) Quindi fa' pure il boy scout e spiffera tutto quanto. Ma sappi che se voglio posso diventare cattiva, e mi divertirò a complicare le cose per te e tutti i tuoi amichetti del circondario.

Dawson: (apre la porta di casa) Doug, ciao. Senti, devo chiederti scusa. Credevo... credevo di aver visto qualcuno dal vicino, ma alla fine era soltanto... Jen, che entrava dalla finestra per non farsi beccare dalla nonna.

Doug: Ne sei sicuro, Dawson?

Dawson: Sì. Sì.

Doug: Va bene.

(Dawson torna in camera sua ma Eve non c'è più. Stacco. Jack a Jen sono sdraiati su una coperta nel parco)

Jack: Una volta ho letto su un giornale che avevano mandato un satellite in orbita nel cielo per dare qualcosa da osservare agli studenti di astronomia e (indica qualcosa in cielo) dovrebbe essere quello... o forse quell'altro lì.

Jen: Certo... ti aspetti forse che creda che esiste una grande palla di metallo in cielo senza nessun motivo?

Jack: Ok, se lo dici in questo modo lo fai sembrare stupido. Che ne dici di tornare a casa?

Jen: No, non ancora. Si sta così bene qui, con le stelle, la luna... è perfetto.

Jack: Sì, certo. Sdraiata sull'erba in una calda sera di inizio autunno col tuo migliore amico gay. Questa è la tua definizione di perfetto?

Jen: Beh, c'è di peggio.

Jack: Andiamo, Jen, ti conosco troppo bene. Non mi vuoi dire con chi vorresti essere qua in questo momento?

Jen: Va bene, confesso. Matt Damon.

Jack: (ride) Andiamo!

Jen: Che c'è, disapprovi? Ok, allora va bene Ben Affleck. Con quell'aria trasandata ma affascinante. Meglio?

Jack: No comment. Inoltre, io mi stavo riferendo a qualcuno di, come dire, pi reale... Henry, per esempio?

Jen: La matricola?

Jack: Sì, quello che ha pagato 500 dollari per baciarti. Non mi dire che non è stato tenero da parte sua.

Jen: Jack, Jack, Jack, mio piccolo ingenuo ragazzo, sono i più teneri quelli da evitare. Se non stai attento ti fanno a pezzi.

Jack: Ma Henry è innocuo. E inoltre ti adora come una dea.

Jen: E' un ragazzino, adorerebbe qualsiasi cosa portasse in reggiseno (Jack ride) E inoltre, ho la fortuna di vivere con il ragazzo più carino della squadra. Che è anche il mio migliore amico. Mi ricordo quando ho incontrato Joey e Dawson, quanto ero invidiosa. Tutto quello che avevano insieme, quella intimità.

Jack: Prima che tutto andasse a rotoli quando si sono messi assieme.

Jen: Già, è per questo che noi due siamo così bene assieme. Il sesso non ci riguarderà mai.

(gli innaffiatoi automatici si accendono e iniziano a inondarli)

Jen: Oh cavolo, Jack, prendi la coperta, veloce, veloce!

Jack: (mentre corrono ridendo attraverso gli spruzzi d'acqua) Sei proprio una femminuccia, reginetta della scuola!

(Stacco. E' mattino, e Joey lavora, pulendo il ponte di una nave con lo spazzolone)

Rob: Coraggio, Potter, fa' una pausa. (le porge una lattina) Reidratati.

Joey: No, grazie, sto bene.

Rob: Sul serio. Non farebbe una bella pubblicità al mio porto se mi morissi di infarto.

Joey: (prende la lattina) Già, non vorrei mai.

Rob: (Si toglie la maglietta e la butta in grembo a Joey) Come fa a fare così caldo alle 7.30 del mattino? (Joey guarda male la maglietta) Non mi dire che ti dà così tanto fastidio.

Joey: (usa il manico dello spazzolone per ridargli ma maglietta) Al contrario, sei altamente eccitante. Ma visto che ho un lavoro da mantenere, guarderò dall'altra parte.

Rob: Allora che dici, Potter, si va al cinema stasera?

Joey: Oh, che bello. Inizi così presto a farmi le avances?

Rob: Dipende dalla tua risposta.

Joey: La mia risposta è... chiedimelo tra due anni quando sarò maggiorenne.

Rob: Sta' attenta, Potter, prima o poi qualche altra ragazza accetterà l'invito e morirai di gelosia.

Joey: Spero di sopravvivere all'evento.

(Rob la spruzza con l'acqua)

Joey: Smettila. Subito.

Rob: E' solo acqua.

Joey: Ti ho chiesto di smetterla.

Rob: E dai. Siete tutte così perbene, voi ragazzine?

Joey: No, solo quelle con un po' di sale in zucca.

(A scuola, Dawson sta informandosi su Eve in segreteria)

Segretaria: E hai detto che questa ragazza è tua amica?

Dawson: Sì.

Segretaria: E non hai la minima idea di dove viva?

(Stacco. Allo strip club)

Proprietario: Scusa, figliolo. Siamo chiusi.

Dawson: No, non sono qua per lo spettacolo. Starei cercando una delle ragazze che lavorano qui, una mia compagna di scuola.

(Stacco. Dawson a scuola)

Segretaria: E come si chiama?

Dawson: Whitman, Eve Whitman.

(Lo strip club)

Dawson: E' alta, bionada, e con un look da perfetta tentatrice.

(Stacco. Dawson a scuola)

Segretaria: Mi spiace darti brutte notizie, ma qualcuno ti ha fatto uno scherzo credo.

Dawson: Che vuole dire?

(Lo strip club)

Proprietario: Quanti anni hai, 16?

Dawson: Sì.

Club Owner: Se hai sedici anni vuol dire che sei minorenne, e se sei minorenne, non ti avrei mai fatto entrare qua dentro. E se vai a scuola con una delle mie ragazze vuol dire che anche lei è minorenne. Quindi non credo proprio che tu sia venuto nel posto giusto.

(Stacco. Dawson a scuola)

Segretaria: Non c'è, e non c'è mai stata, una studente dal nome Eve Whitman.

(Dawson la guarda, sorpreso e confuso. Nel frattempo, nei corridoi della scuola, Henry e Jack camminano)

Henry: Andiamo, Jack, chi se ne frega.

Jack: Non ho la minima voglia di allenarmi con questo caldo. E' contrario ad ogni mio criterio di sopravvivenza.

Henry: Sì, sì, sì, sempre a parlare. Ma se non andiamo, il signor Mitch ci prenderà a calci nel...

Jack: Nel?

Henry: Non guardare, si sta avvicinando. Lei sta venendo qui. Fa' una faccia normale.

Jack: Henry, quando arriva perchè non le chiedi semplicemente se vuole uscire con te? Non mi sembra molto difficile.

Henry: Non è così facile, sai. E' quasi impossibile per me riuscire a parlarle. Guardala, è perfetta.

Jack: Se pensi che sia bella così, dovresti vederla con solo un asciugamano addosso.

Jen: (con un cono gelato in mano) Ragazzi, guardate un po'. C'è il gelataio proprio qua fuori. Vuoi assaggiare?

Jack: No, grazie.

Jen: (gli porge il cono) Henry?

(Henry inizia a balbettare e scuote la testa)

Jen: No, sicuro?

(Henry scuote di nuovo la testa)

Jen: Ok, come vuoi (guarda Jack) Ci vediamo dopo?

Jack: Certo.

Jen: Ciao, Henry.

Henry: Hai visto? Hai visto perchè non riesco a chiederle di uscire? Si avvicina e io perdo ogni facoltà di comunicare. Se le chiedessi di uscire, finirei per vomitare tutto il tempo come quel bambino di South Park.

Jack: Ok. E se non dovessi chiederglielo?

Henry: Cioè tu la convinceresti a chiederle di uscire con me? Non credo che lo farebbe.

Jack: (ride) Infatti, non pensavo a questo. No. Ma se invece il vostro primo appuntamento fosse nato dal caso? Dal destino? Se vi trovaste allo stesso punto nello stesso momento?

(Stacco. Dawson si avvicina a Doug che sta controllando le auto in sosta)

Doug: Dawson Leery. Come va allora?

Dawson: Sergente Witter, potrei farle una domanda teorica?

Doug: Certo, dimmi.

Dawson: Sto lavorando a una sceneggiatura, un film noir il cui protagonista è un poliziotto, e mi chiedevo se potessi darmi una mano su un paio di scene.

Doug: Ma certo. Che vuoi sapere?

Dawson: Mi servirebbe una mano per alcune procedure. Sono fermo al punto in cui l'eroe sta cercando la donna fatale che si è volatilizzata. Come fa un investigatore abile ed esperto, come te ad esempio, a rintracciare qualcuno che non vuole essere trovato?

Doug: Bene, ottima domanda, Dawson. L'importante in questo è conoscere il proprio nemico. Quindi dimmi, che tipo è questa ragazza?

Dawson: Ha l'aria di una ribelle, ma se la si conosce bene si vede qualcosa di molto dolce e vulnerabile sotto il suo guscio.

Doug: Lavanderia.

Dawson: Come?

Doug: Lavanderia.

Dawson: In lavanderia?

Doug: Esatto.

Dawson: Sul serio.

Doug: Esatto. Vedi, Dawson, in una città piccola come questa, chiunque, tranne coloro che sono totalmente irrecuperabili, deve prima o poi fare il bucato.

Dawson: Quindi mi suggerisci di appostarmi davanti a una lavanderia automatica.

Doug: Esatto.

(Stacco. Dawson è appostato davanti alla lavanderia. Pacey lo raggiunge e si siede vicino a lui)

Pacey: Non mi dire che questa è la tua nuova passione.

Dawson: Indovina chi sto cercando?

Pacey: Sempre lei? L'onnipresente Eve?

Dawson: Già.

Pacey: Allora lascia che ti insegni una cosa, Dawson.

Dawson: Sentiamo.

Pacey: Ci sono delle persone che lavorano nel set della tua vita, che sono solo assunte per un giorno o due. Si fanno vedere, recitano le loro battute, di quando in quando ti rubano la scena, ma alla fine non le conoscerai mai sul serio.

Dawson: Eve però è entrata a forza nella mia vita e l'ha sconvolta solo per divertirsi.

Pacey: Mi pareva che in tutto questo anche tu ti fossi un po' divertito, o no?

Dawson: Certo, ma ora è questione di principio. Lavora in un club, ma a quanto pare no. Viene a scuola da noi, ma a quanto pare no. Compare, scompare. E riappare senza un motivo. Chi diavolo è questa ragazza?

Pacey: Ok, ma ora calmati, Dawson, prima che ti venga un attacco. (gli dà una pacca sulla spalla) Che ne dici di andare via, ora? Ci affittiamo un bel film noir, uno di quelli recenti come l'ultimo con Matt Dillon e quelle due ragazze carinissime.

(Dawson ci pensa velocemente e si alza dalla panchina, convinto)

Pacey: Bene. Ah, un'altra cosa. Mio fratello... ti ha fatto il discorso della lavanderia, vero?

Dawson: Già.

(Pacey se la ghigna. Si incamminano verso il negozio di cassette e in quel mentre vedono Eve che compra un gelato)

Pacey: Ehi. (si nascondono e sbirciano da dietro) Per una volta la teoria del sergente Doug sulla lavanderia sembra aver funzionato. Mi sa che tra un po' dovrò iniziare anche ad applicare le lezioni di mio padre su come pedinare un sospetto. Seguimi.

(Seguono Eve. Stacco. Joey al lavoro)

Rob: (suona il campanello) Signorina, mi serve il suo aiuto, per favore.

Joey: Spiritoso.

Rob: Davvero. Questa è la barca di mio padre e mi serve il pieno, non voglio sporcarmi di benzina. Sai, ho un appuntamento.

Joey: Ah, ecco perchè il profumo. (gli cammina davanti) Sai, forse hai esagerato col CK One.

Rob: Aspetta e vedrai, Potter, è davvero una favola. Ha circa la tua età, ma si veste meglio, e non ha paura di far vedere un po' di pelle nuda. Stasera avrò fortuna, lo so.

Joey: Non mi dire che hai finalmente trovato una ragazzina del liceo così insicura da essere affascinata dalla tua aria da sofisticato studente del college?

Andie: (esce da sottocoperta) Ciao Joey! Non è grandioso? Ero al country club con mio padre oggi, per iscriverci, e abbiamo incontrato Rob.

Joey: (stupita) Non credevo vi conoscesse.

Andie: Oh, sì, era compagno di liceo di mio fratello Tim. (a Rob) E tu lo sapevi che io e Joey eravamo amiche?

Rob: Avevo il sospetto. Dopotutto, è un piccolo paese.

Joey: Allora, Andie, dove ti porta il riccone stasera? Alle Bahamas?

Andie: No. Andiamo soltanto al cinema. Fa troppo caldo per pensare ad altro.

Rob: Beh, non è mai troppo caldo per una certa cosa.

Andie: (scherzosamente) Era un doppio senso, vero?

Rob: Shh, non davanti ai bambini (indica Joey).

Joey: Fatto.

Rob: Bene. Ecco qua Potter (le mette dei soldi nella tasca della camicia) Va' a comprarti qualcosa di bello.

Joey: (glieli ridà) Tienili per la cauzione.

Rob: Ok, facciamo partire la bellezza.

Andie: (mentre la barca si allontana) Ciao Joey.

(Nel parco, Henry stende la coperta in attesa di Jen. Legge la parole che si è scritto sulla mano)

Henry: (Rileggendo le frasi) Che bella serata, vero?

(Jen arriva alle spalle di Henry)

Jen: Henry?

Henry: (si volta e resta come sempre senza parole) Ah... ah...

Jen: Tutto ok?

Henry: Ahh...

Jen: Una mano sì, due mani no. Jen: Sì. Bene. Che c'è scritto sulla mano?

Henry: Ah, niente. Jen?

Jen: Sì?

Henry: Sei... sei meravigliosa. Sei bellissima, hai un profumo buonissimo, tutto quello che fai è stupendo. Volevo... volevo solo dirtelo.

Jen: (trattiene le risate) Buono a sapersi. Dunque, che ci fai qui?

Henry: Niente... stavo qui. Proprio come te.

Jen: A dire il vero, sto aspettando Jack.

Henry: Oh, beh, vedi, Jack non è potuto venire perchè aveva, ecco, altro da fare. Quindi ha mandato me.

Jen: Ah, capisco quello che stai dicendo, va' avanti.

Henry: No, è... è tutto qui.

Jen: Confessa, Henry.

Henry: Ecco, pensavamo che se tu fossi stata qui, e io fossi stato qui, e noi fossimo stati (in coro) *qui*, insieme, sarebbe stato come un appuntamento. Come il primo appuntamento.

Jen: Sai, Henry, probabilmente non sei esperto nella cosa visto che hai solo, quanti, quattordici anni?

Henry: (serio) Quindici!

Jen: Ok, quindici. Ma vedi, uscire con una persona di solito vuol dire che ci si mette d'accordo con l'altra prima di uscire. La prossima volta non dimenticarti di chiedermi se voglio uscire con te. (si alza e se ne va)

(E' sera. Pacey e Dawson hanno seguito Eve fino al porto dove la vedono salire su una barca.)

Pacey: La trama si infittisce.

(Entrambi guardano affascinati Eve che in controluce si cambia i vestiti. Poi esce dalla barca e loro si nascondono mentre lei scende e cammina lungo il molo.)

Dawson: (vedendo che Pacey se ne va) Dove vai?

Pacey: Sei scemo? La seguo. Questa ragazza è impossibile da non seguire.

Dawson: Ok, seguila. Io controllo la barca.

Pacey: Ora parli da duro, amico.

(Dawson sale ed entra nella barca, guardandosi intorno fino a che non trova la vecchia foto di una ragazza)

Doug: Mani in alto, sei in arresto! (Dawson si mette la foto in tasca prima di voltarsi)

(Stacco. Dawson e Doug sul molo)

Doug: Dawson Leery. Come mai la cosa non mi sorprende? Fammi indovinare, un'altra ricerca per il tuo film?

Dawson: No, una mia amica vive qui.

Doug: E questa tua amica è la famosa bionda misteriosa della tua sceneggiatura?

Dawson: No, niente di così sordido. E' solo una mia amica.

Doug: Oh, buffo. Non credevo che avessi degli amici così vecchi.

Dawson: Come?

Doug: Questa barca, sulla quale sei abusivamente salito, appartiene ai signori Stepmonk. Una dolce coppietta di ottantenni.

Dawson: Oh.

Doug: Esatto, oh. I Stepmonks adorano Capeside, ma solo d'estate. Passano il resto dell'anno a New York.

Dawson: Allora, uhm, credo di essere salito sulla barca sbagliata.

Doug: Forse. O forse la tua amica è quella che stiamo cercando.

Dawson: Che vuoi dire?

Doug: Qualche settimana fa qualcuno ha rubato una barca dal porto e ci ha fatto un bel giro.

Dawson: Una barca. Davvero?

Doug: E tu non ne sai niente, vero Dawson?

Dawson: No. Perchè dovrei?

Doug: Senti Dawson, so che sei un bravo ragazzo. Ma ultimamente ti sta succedendo qualcosa. Ad un tratto ciami la polizia, interroghi un agente e vai alla ricerca di una misteriosa bionda. E quindi la domanda viene spontanea... mi devi raccontare qualcosa, Dawson?

(Dawson si guarda intorno intimidito quando a un tratto giunge Pacey dal fondo del molo)

Pacey: Il sergente Doug in persona!

Doug: (ride) Oh, lo sapevo. Dove ci sono dei problemi, c'è anche il mio fratellino imbecille.

Pacey: Doug, te l'ho detto milioni di volte. Nonostante l'aspetto innocente e vulnerabile, il mio amico Dawson non è della tua sponda, ok? Mi spiace, non puoi chiedergli di uscire con te.

Doug: Fratellino, la tua ossessione con la mia sessualità è inquietante. Devo dirlo a papà ancora?

Pacey: Doug, forse non sarà oggi, forse non sarà domani, ma prima o poi la verità salterà fuori, e te renderai conti. E tutti i giornali saranno fieri di parlare di te "Orgoglioso di essere un poliziotto gay - la storia di Doug Witter" (finge di piangere) E, oh, saremo tutti così fieri di te. Davvero.

Doug: (ridacchia poi urla) Non SONO GAY! E ora via dal molo, tutti e due. Subito! (e se ne va)

Dawson: Beh?

Pacey: Andava troppo veloce, l'ho persa in due metri (schiocca le dita)

(Stacco - il cinema, fuori dalla sala. Joey cerca in giro e becca Andie)

Andie: Oh, ciao, Joey? Che ci fai qui? Beh, non importa, fammi compania. Non è grandioso? Esco con Rob Logan, il figlio del senatore Logan. La sua famiglia è ricchissima, e lo so che non importa, ma inoltre è così carino!

Joey: Calmati, Andie, ok? Rob Logan non è un bel tipo. Da quado lavoro per lui la mia vita è diventata un continuo imbarazzante doppio senso. E' un porco di altissimo livello.

Andie: Ok, Joey, non so se lo sai, ma non a tutte la ragazze fa schifo essere viste come oggetto di attrazione sessuale.

Joey: Senti, questo ci prova con me ogni giorno in mille modi diversi. Sin dal primo giorno è entrato mentre mi stavo cambiando.

Andie: Perchè vuoi rovinarmi la serata?

Joey: Non voglio rovinare niente, volevo solo dirti che tipo di uomo è in realtà Rob Logan.

Andie: Joey, i ragazzi non sono proprio il tuo forte. Prima Dawson, poi mio fratello. Ammettilo, non hai un gran gusto nel capire i ragazzi.

Joey: Non hai capito. Non c'entro io.

Andie: Sì, invece. Sei ancora fissata con Dawson, e sei così spaventata da una nuova esperienza che ogni ragazzo che ti guarda ti fa paura. Joey, non lo riconquisterai stando a casa ogni venerdì sera.

Joey: Mentre uscire con un fesso come Rob serve a qualcosa? Andie, pensi forse che un'avventura con lui ti aiuti a dimenticare Pacey-

Andie: Io sto continuando ad andare avanti. E pensavo che te ne rendessi conto, e che fossi felice per me. Ma a quanto pare mi sbagliavo. (Andie se ne va. La vediamo entrare in sala)

Andie: (si siede) Eccomi.

Rob: Ero preoccupato. Ti sei persa i trailers e della pubblicità.

Andie: Lo so, c'era una fila lunghissima.

Rob: Sarà una bella serata.

Joey: Scusatemi. Fatemi passare. Grazie. Mi scusi. (raggiunge la loro fila e si siede vicino a Andie)

Andie: Joey, ma che fai?

Joey: Ottimi posti. Bibita normale o dietetica? Non me lo ricordavo quindi ti ho preso entrambe.

Andie: No. Vattene, ora.

Joey: Andie, alla luce del giorno potremo analizzare e litigare quanto vuoi, ma al momento non ho la minima intenzione di lasciarti sola con lui.

Rob: Che diavolo ti prende, Potter?

Joey: Ti piacciono i nachos? Io li trovo alquanto disgustosi, secondo me è tutta roba precotta eccetera, non è neanche formaggio vero, secondo me. Però te ne ho presi un po' (gli porge il sacchetto) Prova.

Andie: (a Rob) Non lo sapevo, davvero.

Joey: Uh, queste caramelle sono buonissime, sai (porge il pacchetto a Rob) Vuoi?

(Casa di Jen. Jack sta cercando qualcosa in frigo)

Grams: C'è del gelato in freezer, se vuoi.

Jack: Oh, grazie. Da quando gioco a football mangio come un maiale, vero?

Grams: Nessun problema.

Jack: Vorrei poter fare qualcosa per contribuire alle spese, però.

Grams: Stai già facendo qualcosa. Stai facendo felice Jen, ed è una cosa che non vedevo da molto tempo.

(Jen entra in casa, sbattendo la porta alle sue spalle. Non è per niente felice!)

Grams: Oh Jennifer, mi hai fatto morire dalla paura.

Jen: Scusa, nonna. Essere sorpresi è davvero brutto, vero Jack?

Grams: Jennifer—

Jen: E' una cosa tra me e Jack. Allora, com'è andata? Ti ha pagato tanto? Poco? Solo Henry, o mi hai messo in lista per tutta la squadra di football?

Jack: Calmati, non esagerare.

Grams: Chi di voi due è così gentile da dirmi che sta succedendo?

Jack: Ecco, ho voluto fare un favore a un amico così ho organizzato un appuntamento in segreto. Credevo sarebbe stato romantico.

Jen: Romantico quanto il mal di denti.

Jack: Jen, è solo un ragazzino, un ragazzino molto simpatico, e gli piaci.

Jen: Oh, certo, un ragazzino molto simpatico. E mi guarda come se fossi un suo sogno a luci rosse fatto realtà.

Jack: E' perchè è attratto da te.

Jen: Beh io non sono attratta da lui, e devo avertelo detto mille volte, ma non mi hai ascoltato. E ti sei messo dalla sua.

Jack: Io non mi sono messo dalla parte di nessuno. E' solo che...

Jen: ...che volevi fare divertire un po' il tuo amico di football. Beh, spiacente. (Se ne va)

(Dawson entra in camera sua e trova Eve che lo aspetta seduta alla finestra)

Dawson: Che diavolo ci fai in camera mia?

Eve: Rivoglio la mia foto.

Dawson: E io voglio delle risposte.

Eve: Beh, Dawson, che vuoi che ti dica?

Dawson: Vorrei sapere perchè non mi hai detto altro che bugie. Perchè dici di andare al liceo quando non è vero. Perchè vivi in una barca che non è tua. Voglio sapere per una volta chi sei sul serio.

Eve: Hai ragione a fare queste domande, Dawson, e ti prometto che ti risponderò.

Dawson: Sono stanco di essere usato come un balocco. Da quando sei entrata nella mia vita ho rotto la barca di mio padre...

Eve: Ma ne è valsa la pena, se ben ricordi...

Dawson: E' stato un concatenarsi di disastri.

Eve: Ho trasformato un ragazzo in un uomo e mi ringrazi così? Dov'è la gratitudine?

Dawson: Eve, smettila di fare l'amorale, sono stufo.

Eve: E' così che mi vedi? Amorale?

Dawson: O amorale o criminale.

Eve: Solo parole, Dawson. Ora ridammi la foto.

Dawson: Per l'ultima volta, che ci facevi in quella casa?

Eve: Cercavo qualcosa da rubare per avere dei soldi per andarmene da qui. Contento? Ora ridammi la foto.

Dawson:No, prima piegami cosa c'è di tanto importante in questa vecchia foto per una persona fredda e distaccata come te.

Eve: Hai ragione, Dawson, non sono mai stata una studente. La barca non è mia, ci sto abusivamente. E la donna nella foto è mia madre. Che non ho mai incontrato. Che sto cercando di trovare. E quella foto è il mio solo indizio.

Dawson: Parla, ti sto ascoltando.

Eve: Ok, vediamo. Da dove iniziare? L'anno scorso stavo dando un'occhiata alla soffitta e ho trovato questa foto, questa ragaza che mi assomiglia in modo notevole.

Dawson: E cosa hai fatto?

Eve: Ho chiesto ai miei genitori, ovviamente.

Dawson: E?

Eve: Messi alle corde, mi hanno finalmente detto la verità.

Dawson: Ti avevano adottato.

Eve: Esatto. Proprio così.

Dawson: E che hai fatto allora?

Eve: Niente. Stranamente, la cosa al momento non mi ha toccato. Solo dopo un po' di tempo è esplosa e ho provato l'irrefrenabile desiderio di vedere tutto il resto della storia.

Dawson: E sei venuta a Capeside. Perchè?

Eve: So solo che la mia vera madre viveva da qualche parte nella zona, quindi ho percorso questi stati, facendo domanda, sperando di avere fortuna.

Dawson: Ne hai avuta?

Eve: Dipende da quello che vuoi dire. No, Dawson, non l'ho trovata, non ancora almeno. Non qui. Quindi è arrivato il momento di partire. E qui finisce l'ennesima puntata del mio melodramma.

Dawson: E' diverso da un film noir. E' più simile a un filmone a episodi.

Eve: Ma più perverso.

Dawson: (sorridendo) Molto più perverso. Non so, Eve, chiamami un credulone, ma questa volta penso proprio di crederti. (le ridà la foto).

Eve: Grazie Dawson. Sei un ragazzo dolcissimo. E hai ragione, io ti prendo spesso in giro. Lo faccio senza accorgermene. Quando arrivo in una nuova città e so che non ci resterò a lungo, mi invento un ruolo. Così nessuno mi si avvicina troppo. E a molta gente piace l'immagine fasulla che do di me. Tu invece hai scavato sotto, hai voluto vedere nella mia piccola anima.

Dawson: Beh, certo, dopo aver tolto le bugie, i furti, e il fatto di usare il sesso come un'arma, ci sono molte qualità nascoste là dentro.

Eve: (ride) Spero di non aver causato dei danni irreparabili. Perchè piacerebbe che tu ti ricordassi di me di quando in quando... con piacere.

Dawson: Oh, il giro sulla barca di mio padre è una delle cose che dimenticherò a fatica.

Eve: Bene, mi fa piacere. Forse diventerò una nota a margine nella tua biografia.

Dawson: O forse un intero capitolo.

Eve: Allora ti terrò d'occhio, Dawson.

Dawson: Addio, Eve.

(Al parco. Jack si avvicina a Jen che è seduta su una coperta per terra)

Jack: Chiedo perdono subito o preferisci picchiarmi un po'?

Jen: Non mi importa. Sei un uomo morto comunque.

Jack: Senti... questa storia di Henry, l'hai completamente fraintesa. Non l'ho fatto per lui, l'ho fatto per te (lei lo guarda scettica). Davvero. Volevo farti vedere una delle tante cose che potresti avere. Sai, te le meriti.

Jen: Non capisci, questo era il nostro posto. Tuo e mio. Non ha alcun significato per te?

Jack: Certo che ce l'ha. Ma non vorresti di più?

Jen: No. Non da noi due. Jack, ho avuto degli amanti, dei ragazzi, ma non ho mai avuto un ragazzo che cfsse soltanto mio amico. Che non avesse come secondo fine quello di portarmi a letto, o che mi lasciasse non appena gli avessi detto di non voler venire a letto con lui. Che mi volesse bene per quello che sono. A meno che ovviamente tu non sia diventato bisessuale... (Jack ride) Sai, secondo me questa storia di Henry è stata più per te che per me.

Jack: Oh, andiamo. Non ho nessun tipo di attrazione verso Henry Parker.

Jen: Nemmeno io, ma non è di questo che stavo parlando. Forse... forse non sono io quella che si sente sola in questa relazione.

Jack: Forse. Forse sono solo. Ma questa non è New York, sai, dove i gay vanno in giro come se niente fosse e a tutti va bene. Questa è Capeside, e di gay qui ce n'è uno solo. Io. E basta.

Jen: Jack, tu avrai delle storie d'amore. Avrai delle storie d'amore meravigliose. Saranno magnifiche, dolcissime, straordinarie, e cambieranno del tutto la tua vita.

Jack: Facile a a dirsi, per te.

Jen: Sai che ho ragione. Devi avere fede, spesso le cose capitano quando meno te l'aspetti.

(gli innaffiatoi automatici partono di nuovo)

Jen: Visto che volevo dire?

(Il mattino dopo, Joey è al lavoro. Arriva Andie)

Joey: Ciao. Il capo non c'è, devi avergli fatto fare tardi ieri.

Andie: Ok, Joey, non è successo niente. Non che tu abbia bisogno di spiegazioni, ma subito dopo il film mi ha accompagnato a casa, ed è stato un perfetto gentiluomo.

Joey: Oh sì, è proprio un principe. Il principe delle tenebre.

(Arriva Rob)

Andie: Ciao Rob.

Rob: Sempre a battere la fiacca, eh Potter?

(Joey gli lancia uno sguardo gelido)

Andie: Ah, no, Joey e io stavamo soltanto un po' parlando.

Rob: Sì, vedo. Ieri sera dunque è stato buffo uscire in tre, eh? La prossima volta però voglio sedermi io in mezzo. Ed è stata una sorpresa vederti, visto che credevo fossi qua a lavorare. Non chiudiamo alle otto di solito il venerdì?

Joey: Nessuno arriva dopo le sette, lo sai benissimo.

Rob: Rispondi alla mia domanda, Potter.

Joey: Sì, di solito restiamo aperti fino alle otto.

Rob: Sei licenziata.

Joey: COSA?!

Rob: Mi hai sentito. Io sono il tuo capo, e non è accettabile che un'impiegata chiuda in anticipo senza il mio permesso.

Joey: Ah, certo. E' soltanto questo il motivo per cui mi licenzi, eh Rob?

Rob: Evitami la scenata da ragazzina isterica, Potter, sei licenziata perchè hai chiuso in anticipo, fine della storia.

Andie: Sono sicura che Joey può spiegarti, è stato solo un grande fraintendimento...

Joey: Lascia stare Andie.

Rob: E' stato un piacere lavorare con te, Potter.

Joey: Sai Rob? Quando la tua lussuria incontrollabile di metterà in una situazione tale che nemmeno il paparino ti potrà salvare, non chiamarmi come testimone in tua difesa. Vattene all'inferno!

(Casa di Jen - la nonna va ad aprire la porta e Dawson entra barcollando, con in braccio un voluminoso condizionatore)

Grams: Oh, cielo, ecco gli eretici col condizionatore.

Dawson: (boccheggiando per la fatica) Ordini di mio padre. Ha detto di portare questo qua che ci avanzava qui d voi.

(Dawson entra in una stanza e poggia il condizionatore sul pavimento, sfinito. In quel momento nota una foto nella quale c'è la stessa identica donna della foto di Eve)

Dawson: Signora Ryan, chi c'è in quella foto?

Grams: E' il nostro Signore Gesù Cristo dipinto da uno dei nostri allievi al catechismo.

Dawson: Intendevo quella sotto.

Grams: Ah, mia figlia Helen. Deve avere avuto diciotto anni o poco più. Subito prima che andasse al college.

Dawson: E cioè la mamma di Jen?

Grams: Ho solo una figlia, Dawson Leery.

(Dawson guarda la foto e capisce: la mamma di Jen è anche la mamma di Eve.)



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