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H o m e   M o v i e s
( F i l m i n i )



(Dawson è in camera sua. Arriva Pacey con in mano una scatola)

Pacey: Il Commodore 64, le freccette, i Gorobots, i laserdisc, ed ecco qua direttamente dall'armadio dei ricordi, il lettore Betamax.

Dawson: Grazie mille, Pacey. Ho solo 48 ore per confezionare un documentario e tutto il materiale di mia mamma è in Betamax.

Pacey: Cosa? Il nostro Dawson che per una volta usa la sua abilità di regista per un'opera che non è di finzione? Cosa sta accadendo al mondo?

Dawson: Diciamo piuttosto che mia madre mi ha offerto una grande opportunità. Stava lavorando per una storia sugli interessi dell'uomo che però all'ultimo minuto non è andata in porto.

Pacey: E?

Dawson: E ha detto che le serve del materiale per venerdì mattina, e che probabilmente se sarà montato ad arte verrà trasmesso la sera stessa.

Pacey: Quindi, per una volta, ti interessi davvero di riprendere la realtà.

Dawson: Solo per poco tempo. Una volta finito questo compito, tornerò con molta gioia nel mondo della finzione.

Pacey: Non saprei, Dawson. Hai una grande occasione per cambiare il tuo genere. Le storie vere hanno nascosto in sè molto più di quanto ti possa sembrare.

Dawson: La vita reale è interessante, ma non sarà mai spettacolare quanto una finzione ben costruita.

Pacey: Beh, pensa a quello che ti è capitato recentemente. Avresti mai potuto scrivere qualcosa di più eccitante, sexy, fuori dai limiti? Beh, ad ogni modo... su chi farai il documentario?

Dawson: Su Jack McPhee.

Pacey: Ah, certo. Il ragazzo gay che entra in squadra, combatte la avversità, abbatte gli stereotipi e diventa la star. Se la prendi nel modo giusto, potrebbe davvero venirne fuori qualcosa di bello, Dawson.

Dawson: E' una grande storia, ma non puoi semplicemente filmare ogni cosa che vedi.

Pacey: E perchè no?

(Dawson mette una cassetta. Si vede Mitch che gioca a palla con Dawson da bambino)

Mitch: Pronto?

Pacey: E che ci fa questo qui?

Dawson: Mia madre deve aver riutilizzato le cassette.

Mitch: Bella presa, Dawson.

La mamma di Joey: Tesoro, lui è Dawson. Digli ciao.

Joey (da bambina): Ciao.

Pacey: Quella è la persona che penso io?

Mitch: Questa è Joey, Dawson. Le dici ciao?

Dawson (da bambino): Ciao Joey.

(Joey da uno spintone a Dawson e i due iniziano a rincorrersi.)

Pacey: E' sempre stata una rubacuori, non è vero Dawson?

(Titoli di testa. Casa di Jen, la nonna sta facendo colazione. Entra Jen con l'uniforme da cheerleader e le calze a rete.)

Grams: Perchè continui a mettere quelle calze con la divisa?

Jen: Beh, nonna, non è colpa mia se le calze a rete sono solo di questo colore. E inoltre il frustino deve ancora arrivare.

Grams: Oh, Jennifer.

Jen: Andiamo, nonna. L'intera idea di cheerleader serve a rendere le ragazze dei semplici oggetti. E lo sai benissimo.

Grams: Così però sembra un insulto.

Jen: Ormai l'ho già fatto. Sto semplicemente facendo notare la cosa. E inoltre sto avendone abbastanza di queste riunioni di cheerleaders.

Grams: La tua scuola sta per giocare una partita importante. Hanno bisogno che tu li guidi e li inciti. Quando facevo parte delle cheerleader, facevo sempre del mio meglio per far vedere quanto tenessi allo spirito di squadra.

Jen: Uhm, nonna, facevi vedede molto più del semplice spirito di squadra.

Grams: Jennifer!

(A scuola - Joey sta cercando di camminare per i corridoi mentre in giro è pieno di gente con le magliette della squadra della scuola. Una figura ritagliata nel cartone la sta seguendo, e quando lei si volta e lo nota, vede che c'è Pacey dietro.)

Pacey: (in falsetto) Evvai, forza Capeside! Ha-Ha!

Joey: Per un attimo ho pensato che fossi stato posseduto da uno di quegli spiriti alieni provenienti dal pianeta Scuola.

Pacey: No, non ancora. Ma sto seriamente pensando di andarmene da qui prima che la situazione diventi insostenebile. Che ne dici, Scully?

Joey: Marinare la scuola con te. Che bella idea... neanche per sogno.

Pacey: E se ti dicessi che c'è un motivo per marinare la scuola?

Joey: Un motivo? Sul serio?

Pacey: (con accento francese) Scertamente! Il monsieur qua davanti a lei richiede la presenza di madame per una questione piuttosto urgente. Già.

Joey: E di che si tratta?

Pacey: Questa è la sorpresa.

Joey: Dai, dimmelo.

Pacey: Fammici pensare... no.

Joey: D'accordo. Se non me lo dici, non vengo.

Pacey: Oh piccola Joey, sei cooosì tenera. Ma ti avverto che non sei brava per niente a recitare. Si vede che muori dalla curiosità.

Joey: Niente da fare. Non potrebbe fregarmene di meno, Pacey.

Pacey: Ah... ok. Che tu sia interessata o no, hai esattamente dieci secondi per deciderti prima che io giri dietro quell'angolo, a partire da adesso. Uno, due tre, quattro...(si allontana. Joey sbuffa, poi lo segue. Quando gira dietro l'angolo, Pacey è lì che l'aspetta, certo che l'avrebbe seguito)

Pacey: Sei secondi? Solo sei? Andiamo, ma non hai orgoglio! Pensavo che avresti resistito almeno otto secondi.

Joey: Ti detesto.

(Dawson intervista Jack agli allenamenti di football)

Dawson: La gente si sorprende nel vedere quanto sei bravo a giocare. Hai mai fatto football da piccolo?

Jack: No, solo per qualche settimana. L'unica cosa di cui so così poco, penso, è essere gay. Non lo so, certe cose vengono con l'istinto, penso...

Mitch: Beh, una cosa di cui Jack non può fare a meno, adesso, è l'allentamento. Vai a fare un po' di esercizi adesso.

Jack: Ora devo andare, Dawson.

Dawson: Nessun problema. Possiamo intervistare l'allenatore Leery, nel frattempo. Che ne dici papà?

Mitch: Non ora, Dawson.

Dawson: Ma papà, devo farlo per domani.

Mitch: Dawson, puoi chiedere un rinvio. Noi abbiamo una partita sabato e non posso permettermi di distrarre questi ragazzi dal gioco. Ok? (grida ai giocatori) Non smettete!

(Henry, Jack, siedono per terra nel campo. Henry sta raccontando la storia del suo paradenti.)

Henry: (facendo vedere il paradento) L'ha messo durante la partita contro il Miami. L'ha spuntato proprio alla fine, e mio fratello è corso a recuperarlo.

Jack: Però, ha dei denti enormi.

Henry: Già, grandi davvero. Guardate la forma. Sembrano fatti apposta per me. (apre la bocca e fa vedere i suoi denti)

Jen: Ciao ragazzi, cosa state guardando?

Jack: Oh, ah, il paradenti del grande Doug Flutie (Henry lo fa vedere a Jen)

Jen: E quello è stato in bocca ad un altro? Che schifo!

Jack: Henry dice che è il suo portafortuna.

Jen: Henry deve farsi visitare.

(Jen e se ne va.)

Henry: Che posso fare Jack? Devo fare qualcosa. Jen... la sua voce è come una musica per le mie orecchie. Il suo nome mi infiamma ogni nervo.

Jack: Beh, per iniziare, Henry, perchè non le rivolgi la parola la prossima volta che la vedi?

(Jen cammina per il corridoio a scuola.)

Cheerleader # 1: Ciao Jen! Ci sei mancata stamattina alla riunione. Dov'eri?

Jen: Ho fatto tardi ieri sera, ragazze. Ho dei limiti anch'io.

Cheerleader # 1: E' solo un giorno in cui ti senti stanca.

Cheerleader #2: Già, non farlo vedere in giro o l'asta andrà male.

Jen: L'asta?

Cheerleader # 1: Sì, l'asta annuale.

Cheerleader # 2: Già, dovresti essere fiera, quest'anno abbiamo ricevuto tantissimi soldi. Metà dei ragazzi della scuola hanno puntato.

Jen: Che oggetto è all'asta?

Cheerleader # 2: Beh, il vincitore fa un giro del campo sul pupazzo mascotte, il Mulo dei Minuteman.

Cheerleader # 1: E riceve un bacio dalla cheerleader.

Jen: Oh, no, niente affatto!

Cheerleader # 1: Jenny...

Jen: Jen! OK? Jen. Tutto questo è iniziato come una barzelletta, e adesso avete visto cosa è diventato? Non faccio altro che andare a riunioni di cheerleaders, e sentire parlare giocatori di auto, di ragazze, di balli... mi sta vedendo la nausea.

Cheerleader # 1: Jenny!

Jen: E nonostante questa ridicola uniforme sintetica mi faccia prudere ogni centimetro del corpo, continuo a fare tutto quanto con un bel sorriso. Ma sapete una cosa? Adesso ho smesso di sorridere. Mi dispiace, ma non ho la minima intenzione di diventare oggetto di un'asta e di andare a chi punterà più soldi. Tutti hanno un limite, e questo è il mio. Lascio!

(Andie esce da un'aula e sbatte contro un uomo, facendo cadere a terra i suoi fogli. Si china per raccoglierli, quando nota un adesivo su di essi, ETS - Educational Testing Services, ministero dell'Istruzione.)

Andie: ETS...

Man: Ferma. Lasci stare quel foglio, e si allontani.

Andie: Sì, mi scusi.

Man: Questo materiale è strettamente confidenziale.

Andie: E' del ministero dell'istruzione?

Man: Non posso dirlo.

Andie: Spero che nessuno a scuola abbia fatto qualcosa di sbagliato. Infranto delle regole? Compromesso l'integrità dell'esame?

Man: Se glielo dicessi, infrangerei il segreto.

Andie: Certo.

Man: Sa dov'è il preside Greene?

Andie: No, mi spiace. Ma prima che vada, voglio dirle che sono molto preoccupata da questo incidente.

Man: Preoccupata?

Andie: Volevo dire dispiaciuta! Dispiaciuta per averle fatto cadere i fogli, ecco...

Man: Arrivederci signorina. Stia bene.

(Andie si allontana preoccupata. Stacco: Pacey e Joey camminano per una strada.)

Joey: Questa non è una sorpresa, Pacey, è soltanto una marcia estenuante nel bel mezzo del nulla.

Pacey: Ci siamo quasi.

Joey: Perchè non hai preso l'auto?

Pacey: Perchè sai, di quando in quando anche a mio padre piace usare la macchina.

Joey: Ah, quindi sto rischiando di essere beccata a marinare la scuola per passare con te dall'ufficio postale e strascinare per cinque miglia questo stupido pacchetto?

Pacey: Oh, cielo. Ti sei mai resa conto di quanta energia sprechi con questi tuoi eterni battibecchi? Avresti molto più tempo per te stessa se smettessi di parlare e ti dedicassi di più a... come si chiama? Ah, giusto, azione! All'azione.

Joey: Azione, come ad esempio l'omidicio?

Pacey: Che ne dici invece di fare l'autostop?

Joey: Certo, e che altro? Tirare su la gonna, mostrare le labbra e rimorchiare qualche camionista di passaggio? Fallo tu l'autostop, sessista che non sei altro.

Pacey: Non sono un sessista, sono una persona pratica. E' matematicamente testato che se è una ragazza, anche se si tratta di una ragazza dal broncio perenne come te, a fare l'autostop, le possibilità sono sicuramente maggiori.

Joey: Visto che sono l'unica tra di noi ad avere il pollice opponibile, direi che mi tocca farlo davvero.

Pacey: (le da il pacco) Brava ragazza. (va a nascondersi nei cespugli)

(un auto si avvicina e Joey tira fuori il pollice. Con stupore di lei, l'auto rallenta e si ferma.)

Joey: (si affaccia al finestrino sorridendo) Salve... (è il preside Greene!)

Principal Green: E' il suo giorno fortunato, signorina Potter. In ritardo per la scuola? Vuole un passaggio?

Joey: (piuttosto imbarazzata) Grazie.

Pacey: (Esce dai cespugli con delle foglie in mano) Oh! Preside Green. Grazie al cielo è qui! Stavamo preparando quel compito di botanica e ci siamo allontanati troppo dalla scuola. Non credevamo di riuscire a tornare in tempo.

Principal Green: (ridendo) Bella questa, Pacey.

Pacey: Sì, beh, lo sa, sono sempre pieno di risorse.

Principal Green: Però te ne mancano nel campo della botanica. Hai in mano una foglia velenosa. (Pacey fa un verso e la fa cadere velocemente a terra) Ora salite in auto entrambi.

Pacey: (le apre la portiera) Dopo te, Josephine.

(Negli spogliatoi, Mitch sta scrivendo le strategie per la partita sulla lavagna)

Dawson: Posso parlarti papà? Papà?

Mitch: (si volta) Sì?

Dawson: Lo so che sei occupato, ma mi servono solo dieci minuti, poi mi levo dai piedi.

Mitch: Non puoi aspettare dopo la partita? Prometto che dopo avrò tutto il tempo che vuoi.

Dawson: No papà, devo spedirlo via corriere al più presto.

Mitch: Via corriere?

Dawson: Sì, per la mamma, al lavoro.

Mitch: La mamma? Di che parli?

Dawson: Della storia che sto filmando su Jack.

Mitch: La mamma vuole filmare un documentario su Jack?

Dawson: No, voglio farla io. La sto facendo io.

Mitch: E andrà in TV. Quando?

Dawson: Domani, si spera. Ne abbiamo parlato, ricordi?

Mitch: Non era un progetto per la scuola?

Dawson: E' un progetto. Ti ricordi ieri sera, quel ragazzino biondo che muoveva la bocca in cucina? Ero io e ti stavo dicendo questa cosa qua.

Mitch: Dawson, è l'ultima cosa di cui ho bisogno al momento.

Dawson: E perchè?

Mitch: Perchè il football è tutto sulla concentrazione, e non posso rischiare che il mio migliore giocatore, o qualsiasi giocatore, si distragga. Ci stiamo lavorando da troppo tempo.

Dawson: Beh, scusa se il mio futuro entra in conflitto con la tua preziosa squadra.

Mitch: Oh, non fare il drammatico. Sono il quello che ha su di sè le ansie della squadra, sono quello che sta cercando di costruire qualcosa.

Dawson: E io cosa ho secondo te? Un hobby? Questa è l'opportunità che aspetto da una vita.

Mitch: Tutti i tuoi sedici anni?

Dawson: L'importanza dei sogni di uno è misurata in base al tempo?

Mitch: Avrai molte opportunità, fidati.

Dawson: Mi stai dicendo di non fare il documentario?

Mitch: No. So che farai la scelta giusta.

(Al porto - Joey sta portando delle scatole verso una barca, quando arriva Dawson.)

Dawson: Ciao.

Joey: Ciao. Hai sbagliato strada, la tua biondina è in tutt'altra direzione.

Dawson: Evita il discorso, Joey. Eve e io non ci parliamo più.

Joey: Perchè, vi parlavate, anche?

Dawson: Sì, tra le altre cose. Mi serve un consiglio.

Joey: E a che servono sennò le ex-ragazze?

Dawson: Riguarda mio padre.

Joey: Tuo padre?

Dawson: Mi ha detto di non fare il documentario su Jack e la squadra di football.

Joey: Davvero?

Dawson: Beh, con un giro di parole, ha detto che avrebbe potuto distrarre la squadra.

Joey: Senza offesa, Dawson, ma è più importante essere trasmessi da una TV nazionale o una partita di football?

Dawson: Quello che ho pensato anche io. Non so... guardala dal suo punto di vista. Non ha passato un bell'anno. Ha rinunciato alla sua idea sul ristorante. E' stato tradito dalla moglie, e come insegnante non è il massimo.

Joey: Quindi se fai il documentario, oltre al gioco potrebbe perdere anche la stima di sè?

Dawson: Esatto. Che ne dici?

Joey: Beh, finalmente padre e figlio sono in conflitto. Ammettilo, Dawson, questo è un tipico dramma alla greca.

Dawson: Un dramma che quindi finirà male...

Joey: A volte ci scontriamo coi genitori e guadagnamo il loro rispetto. Altre volte invece ci scontriamo e... lo perdiamo. Devi decidere tu come vuoi vivere la tua vita. Quello che puoi tollerare, e quello che non puoi perdere.

Dawson: Questa cosa è importantissima per me, ma se la faccio lo ucciderò.

Joey: E' triste, Dawson, ma come dice Freud è una cosa tipica del rapporto padre-figlio.

Dawson: (da a Joey una cassetta) Ho duplicato questa per te.

Joey: Cos'è?

Dawson: L'ho trovata in casa mia. Ti farà sorridere, credo. Considerala un mio ringraziamento.

(Jen sta dormendo quando sente delle voci di fianco al letto.)

Cheerleader # 2: Ha un segno sul viso.

Cheerleader # 1: E' una piega del cuscino, credo.

Grams: Sì, è la luce del sole che ti colpisce gli occhi. Sveglia, Jen, queste ragazze hanno una cosa importante di cui discutere con te.

Jen: Non vi avevo detto che ho lasciato le cheerleaders? E a meno che una di voi non nasconda una tazza di caffè sotto quei pompon, potete benissimo andarvene.

Cheerleader # 2: No, rispettiamo la tua decisione di lasciare la carica.

Cheerleader # 1: Madison ha già preso il tuo posto.

Cheerleader # 2: Però, per favore, rifletti sul bacio.

Grams: Qualcuno ha dato 500 dollari.

Cheerleader # 1: Ma hanno espressamente richiesto che il bacio venisse da te.

Jen: Non mi importa, possono aver dato quello che vogliono ma io non sono in vendita.

Cheerleader # 1: E cosa dirai ai bambini dell'orfanotrofio?

Jen: L'orfanotrofio?

Grams: E' lì che andranno i soldi.

Jen: Agli orfani? L'asta è in favore degli orfani?

(Rendendosi conto che non può tirarsi indietro, Jen si nasconde sotto le coperte. Andie, a scuola, viene fermata dal preside Green.)

Principal Green: Signorina McPhee, la stavo cercando.

Andie: Preside Green.

Principal Green: Mi è stato riportato un problema piuttosto grave, e mi serve la sua collaborazione.

Andie: Che tipo di problema, signore?

Principal Green: Disciplinare.

Andie: Disciplinare?

Principle Green: Sì. Non posso parlarne con lei al momento, ma se viene al mio ufficio lunedì, potremo parlarne con tutta calma.

Andie: Certo. Certo signore.

Principal Green: Lunedì mattina. Puntuale.

(Andie ha l'aria molto mervosa mentre il preside si allontana. Entra nell'ufficio, dove Joey e Pacey lo stanno aspettando.)

Principal Green: Visto che il signor Witter ha cercato di difendersi in modo così creativo, ho ideato per voi una punizione altrettanto creativa.

Pacey: Beh, conoscendo la sua indole saggia, so per certo che la punizione sarà equa, signore.

Joey: Bella frase, lecchino.

Pacey: Che fine ha fatto il tuo attaccamento allo studio, Josephine?

Joey: Devo averlo dimenticato nei cespugli.

Pacey: Che ingrata. Sono venuto in tua difesa, non capisci?

Joey: Spero che quelle foglie velenose stiano facendo effetto.

Principal Green: Basta così. (mostra loro una grande scatola) Sinceramente, non so cosa fare con voi due. Visto che comunque avete affinità l'uno con l'altra, ecco cosa ho in mente. (apre la scatola)

Joey: No, grazie.

Pacey: Oh, no, la prego.

Principal Green: Bene, vedo che siamo d'accordo.

(Jack trova Andie Seduta sulle scale a scuola.)

Jack: Ciao.

Andie: Ciao.

Jack: Cosa c'è?

Andie: Non c'è niente. Cosa dovrebbe esserci?

Jack: Beh, sei seduta sulle scale a scuola. O fumi, o ti stai baciando con qualcuno, o c'è un problema. Vieni, devo andare da Dawson per la mia intervista.

Andie: Ti sei fatto intervistare?

Jack: Sì. E' stato forte.

Andie: Può sembrarti oggi, ma domani potrebbe crollarti tutto addosso.

Jack: Cosa?

Andie: Jack, forse non è stata la scelta giusta. Forse ti è sembrato giusto al momento, ma forse è stato un momento di debolezza, e forse... forse te ne pentirai...

Jack: Andie, non è stata una cosa tanto importante. Non essere paranoica.

Andie: Sai Jack, passi tutta vita sulla sottile linea che ti porta verso ciò che vuoi. Sai che accade poi? Un piccolo errore, ed esci di strada, e non c'è più niente che puoi fare per rimetterti in marcia.

Jack: Ma che di diavolo stai parlando?

Andie: Sto parlando di essere ridicolizzato da tutti, messo in pubblico, la tua vita rovinata, distrutta, a brandelli. Ed il cuore di papà... in pezzi.

Jack: Papà?

Andie: Pensa come si sentirà, Jack. Deluso, umiliato. Siamo tutta la sua gioia, Jack, è per noi che ha lavorato tutti questi anni, ha fatto tutti questi sacrifici. E ora... fare vedere questo a tutti quanti.

Jack: Calmati, va bene? Lo sanno tutti, tanto, che sono gay.

Andie: Lo so. Lo so, credimi, lo so. Ma ogni azione ha la sua conseguenza, Jack.

(Quella sera, il signor Leery vede la storia di Dawson in TV.)

Jack (in TV): A nessuno in fondo interessa di quello che faccio fuori dal campo.

Dawson (in TV, intervista l'allenatore avversario): Quindi non avete alcun problema a giocare contro un giocatore gay?

Coach (in TV): Se un ragazzo mette la divisa con il rossetto e il fard, gli faremo lo stesso male che faremo a uno che non si trucca.

Dawson: (spegne la TV) Che ne dici?

Mitch: E' come se avessi già perso la partita.

Dawson: Se lo pensi tu...

Mitch: Dawson, l'hanno appena visto tre milioni di persone. E hai anche intervistato l'allenatore avversario.

Dawson: Allora?

Mitch: Allora! Due giorni fa nessuno sapeva chi fosse Jack, o quanto fosse bravo. Ora lo sanno tutti. Potevi anche attaccargli un cartello con su scritto "asso della squadra".

Dawson: Questo non me lo avevi mai detto.

Mitch: Per la miseria, mi sembrava ovvio.

Dawson: No, per me non lo è. Quindi, invece che gioire del mio primo successo, stai lamentandoti perchè hai perso una partita di football.

Mitch: Non farmi fare la parte del cattivo, Dawson. Sono arrabbiato, ma mi ci hai fatto diventare tu.

Dawson: Papà, stiamo parlando di una squadra che non vince da tre anni.

Mitch: Quindi vuoi dire che sto sprecando tempo?

Dawson: No, ma vorrei che vedessi le cose da più punti di vista.

Mitch: Non posso nemmeno discuterne con te. Non sai nemmeno di cosa stai parlando.

Dawson: Certo, per merito tuo. Da quando hai iniziato questo lavoro non mi hai rivolto la parola.

Mitch: Ma se parlo con te tutti i giorni.

Dawson: Non come parli ai ragazzi della squadra.

Mitch: Almeno loro mi rispettano.

Dawson: Io ti rispetto, papà, è solo che loro assomigliano di più al tipo di figlio che vorresti.

Mitch: Non è vero. Dawson, conosco a memoria "Incontri ravvicinati del terzo tipo". Faccio di tutto per avere interessi in comune con te, e quando non li trovo ti lascio io tuo spazio.

Dawson: E quando lo prendi, ti incazzi con me...

Mitch: No! Voglio solo che tu ti stacchi da questo tuo mondo di fantasia che ha il suo centro in te stesso, e che veda il mondo reale e le altre persone.

Dawson: Da quand'è che sono diventato il genitore?

Mitch: Cosa stai dicendo?

Dawson: Che io ti faccio da genitore, papà. Ti trovo a fare sesso, ti do consigli... sai, sono io il ragazzo della famiglia, e a volte vorrei proprio comportarmi da ragazzo.

(Stacco. Nel bel mezzo della partita. Jack viene placcato da un giocatore avversario.)

Giocatore avversario: Tornatene al tuo posto, mollaccione di un omosessuale.

Jen: La cosa non mi piace.

Mitch: (dopo una serie di insulti tra sè e sè). Lo stanno uccidendo, dannazione, lo stanno massacrando. Coraggio, McPhee. Coraggio!

Jack: (a se stesso) Coraggio, già. Coraggio...

Mitch: Tutto bene. Tenete duro, andiamo.

Dawson: Sii sincera, è tutta colpa mia questa?

Jen: Sinceramente... sì. Ma guarda il lato positivo, Dawson, almeno quando gioco finirà, che si vinca o che si perda, non sarai tu a dover dare un bel bacio a qualche ragazzino tutto sudato e puzzolente.

(Joey e Pacey sono di fianco al campo e stanno togliendo dalla scatola il costume della mascotte di Capeside, un asinello. Uno di loro deve stare davanti, e l'altro deve fare la parte posteriore)

Pacey: Vedila così, è come recitare.

Joey: Vedila come una cosa che NON farò.

Pacey: Ti prego, Joey.

Joey: Neanche per sogno.

Pacey: Per favore?

Joey: Scordatelo.

Pacey: Bene. Se proprio vuoi che ti supplichi... (si mette in ginocchio e la prende per la vita) ti supplico, Joey, ti prego ti prego ti prego non farmi andare là fuori conciato così.

Joey: Pacey. Ascolta. Adesso io dovrei essere al lavoro per guadagnarmi il pane, ma invece, grazie a te, sono in un campo di football a litigare per il sedere di un asino.

Pacey: D'accordo, d'accordo. Io però ti ho avvertito.

Joey: Come?

Pacey: Quando sto dietro, in auto, di solito mi viene da vomitare...

(Joey riconsidera la situazione e mette la testa dell'asino su Pacey. Stacco. Primo piano di Andie.)

Andie: Preside Green. Ho fatto un errore, un terribile errore, ad essere sincera. Non ci sono scuse per quello che ho fatto quindi non le farò sprecare tempo, però posso spiegarle. E spero che troverà nel suo cuore la forza per comprendermi. C'è stato un ragazzo. Quando l'ho conosciuto, è stata come un'illuminazione per la mia vita. Mi ha capito come nessuno mi aveva mai capito prima. Poi, ad un tratto, la mia vita è tornata buia. Nella mia mente, si è fatto tutto buio. Vede, questa estate sono stata in un ospedale psichiatrico, e grazie al Cielo sono migliorata. Ma quando sono tornata, ho perso questo ragazzo. E lui era la mia anima gemella. Ed è stato come se il mio cuore mi fosse stato strappato dal corpo. Riuscivo solo a sentire freddo, e vuoto, e il mio futuro che mi scivolava via dalle mani. Non avevo più l'amore, ma almeno avevo deciso di salvare il resto della mia vita, così ho rubato il testo dell'esame ed ho copiato. Non volevo che mi sfuggisse tutto dalle mani, ma invece... sono soltanto riuscita a peggiorare la situazione. Quindi, sono qui per chiederle la sua comprensione.

(La camera allarga il campo e vediamo che Andie non stava parlando al preside, ma semplicemente ad un specchio. Stacco. La partita è alla fine primo tempo.)

Cronista: I nostri di Capeside stanno perdendo 0 a 21.

Dawson: Andiamo.

Jen: Dove?

Dawson: Ci vuole una tattica.

(Stacco. Gli spogliatoi)

Mitch: (facendo il suo discorso di incoraggiamento ai ragazzi) Tanto tempo fa c'era un filosofo cinese...

Dawson: (entra) Il Generale Sunzu. Un brillanta stratega militare che è vissuto circa 2000 anni fa. Mio padre me ne parlava sin da quando ero un bambino.

Mitch: (indicando il barattolo che Dawson ha in mano) Che vorreste fare?

Dawson: Trasformeremo le debolezze in forza, come ha detto il Generale. Nasconderemo i numeri di tutti. così non troveranno Jack.

Mitch: Servirebbe solo per un paio di attacchi.

Dawson: Questo è l'inizio, infatti.

Henry: E dopo che farete?

(Dawson si guarda alle spalle ed entrano Jen e un paio di altre cheerleader. Stacco. Inizia il secondo tempo.)

Allenatore avversario: D'accordo, ora tutti in campo e mi raccomando, picchiate duro.

Mitch: Andiamo. Incrociate le dita.

(La squadra avversaria guarda stupefatta quella di Capeside, che esce dagli spogliatoi completamente truccata con rossetto e cipria.)

Henry: Provate a trovare l'omosessuale, adesso.

(Più tardi)

Cronista: 24 a 21 e mancano solo sette secondi. E' l'ultima possibilità per il Capeside.

(La squadra è in cerchio pronta per l'attacco.)

Henry: Ci possiamo provare un'altra volta, Jack? Che ne dici, una sola altra volta?

Jack: Certo... mi sta colando il mascara. Lanciatemi la palla e io la prendo.

Henry: Come fosse già fatto. Ok, tutti in posizione, ricordatevi la tattica. Pronti?

La squadra: Break!

(Henry lancia la palla a Jack che l'afferra e fa un touchdown. La folla esulta e corre nel campo.)

Cronista: Che ripresa. Alla fine Capeside vince 27 a 24.

Principal Green: E' stata una delle tattiche più irreverenti e fantasiose mai viste. Complimenti, coach!

Mitch: Grazie.

Jen: Una buona azione fatta, ne manca ancora una.

Dawson: Jen Lindley, come sempre vittima di un cuore solitario.

Jen: Bada a te, bello.

(Andie corre dal preside Green.)

Andie: Preside Green, vorrei parlarle

Principal Green: Non ora, Andie.

Andie: No, signore, è importante, e vorrei proprio chiarire le cose.

Principal Green: OK, di che si tratta?

Andie: Ho fatto un errore, un terribile errore.

Principal Green: Che tipo di errore?

Andie: Non penso ci siano scuse per quello che ho fatto, quindi...

Principal Green: Ma di che parli, Andie?

Andie: Non mi voleva parlare nel suo ufficio?

Principal Green: Sì, lunedì. Ne avrei parlato lunedì, ma se proprio vuoi saperlo adesso, sto formando un comitato per la disciplina degli studendi, e vorrei che tu ne fossi a capo.

Andie: Oh, io... certo, sarei onorata di poterlo fare.

Principal Green: Qual era dunque quell'errore di cui mi parlavi?

Andie: Non avrei dovuto interromperla. E' un errore essere così impazienti ma... sto facendo del mio meglio, signore.

Principal Green: OK. A dopo, allora.

(Tutti si riuniscono in campo intorno al preside e a Jen.)

Principal Green: Bene, ok, ok. Signori e signore, il momento che tanto avete atteso. Il vincitore dell'asta segreta, che ha diritto a un giro del campo sulla mascotte e un bacio mozzafiato dalla nostra capo cheerleader.

Jen: (sottovoce) Ex-capo cheerleader.

Principal Green: Ecco qua il vincitore.

(Henry inizia a cavalcare in groppa alla mascotte, ma molto presto l'asino inciampa e cade per terra, lasciandolo a piedi.)

Jen: (sorpresa) Henry, ma dove hai trovato 500 dollari?

Henry: Paradenti.

Jen: Para... aspetta un attimo. Hai venduto il tuo portafortuna, l'importantissimo paradenti di Doug Flutie, solo per baciarmi? Non so se essere arrabbiata o incredibilmente commossa.

(La folla inizia a dire "Bacio! Bacio! Bacio!")

Henry: Sai, se non vuoi farlo puoi anche non...

Jen: Vieni qua, matricola.

(Jen tira Henry a sè e lo bacia. La folla esplode in urla e applausi. Henry ha l'espressione di chi crede di essere in Paradiso)

Jen: OK, OK, tutti a casa adesso, lo show è finito.

Principal Green: No, no, no. Non ancora. Abbiamo un'altra faccenda da sbrigare. Signori e signore, vi presento la vostra scelta per la Reginetta del 1999... la signorina Jennifer Lindley!

(Jen è scioccata. Qualcuno le mette in testa una corona e un mantello intorno alle spalle.)

Jen: (tra sè e sè) Pazzesco.

(Jack è seduto sulla panchina quando Andie arriva.)

Andie: Ti ho detto che sarebbe andato tutto bene.

Jack: Già.

Andie: Già, di solito le cose vanno alla perfezione per chi si mantiene ottimista fino in fondo.

Jack: Positivo? Ma se avevi detto che avrei infranto il cuore di papà?

Andie: Oh, ormai non mi preoccuperei più per papà. Probabilmente è in barca a vela o a giocare a golf. Non ci sta pensando più.

Jack: Andie, non ti capisco.

Andie: Beh Jack, sono solo felice che sia tutto finito. Non sai quanto sono sollevata. Alla fine avete vinto, no?

(Jack la garda perplesso. Nel campo, il costume da asino con dentro i due inizia a muoversi.)

Ragazza: Qualcuno ha sudato tanto da impedirmi di respirare.

Ragazzo: Beh, e qualcun altro non mi ha fatto nemmeno togliere la maglietta.

Ragazza: E qualcun altro si è dimenticato di aprire la prese d'aria.

(L'asino si divide in due parti e ne escono due ragazzi, chiaramente NON Pacey e Joey.)

Ragazzo: E qualcun altro non mi ha nemmeno detto che c'erano le prese d'aria.

Ragazza: Non avremmo dovuto dare retta a quei due, sai.

(Stacco. Joey scende dall'auto di Pacey.)

Joey: E' questa? E' questa la famosa sorpresa?

Pacey: Non è bellissima? (le indica una barca semidistrutta tirata in secco.)

Joey: Sì, mi ricorda il Titanic nelle sue ultime ore... ma dove l'hai presa?

Pacey: Un amico di mio fratello lavora al porto. L'ha recuperata dopo l'ultimo uragano. Il proprietario non la voleva più, quindi l'ho convinto a vendermela per circa 200 dollari. Quando l'avrò rimessa a nuovo, sarà uno splendore. Guardala.

Joey: Pacey, ma hai idea di quanti soldi e fatica serviranno per farla soltanto tornare a galleggiare?

Pacey: Certo. (sale a bordo con una scala) Ma farò tutto di mia mano e ci metterò tutto me stesso. Guarda e vedrai, Potter, tra un paio di mesi me ne andrò con questa bellezza in giro per il mondo.

Joey: Non vorrei deluderla, Capitano... ma non puoi navigare intorno al mondo con una barca di otto metri.

Pacey: Certo che posso.

Joey: Dove metterai tutte le provviste?

Pacey: Beh, se ti ricordi la USS Minnow era grande come questa, e ci sono stati i soldi del signor Howell, gli strumenti del professore, e i vestiti di Ginger e... (Joey si arrampica sulla scala per salire a bordo) E tu dove pensi di andare?

Joey: (gli porge una mano) Permesso di salire a bordo.

Pacey: (le prende la mano e l'aiuta a salire) Permesso accordato. (N.d.A: Questa stessa scena verrà rifatta alla fine di "True Love")

Joey: Grazie. Ah. (si guarda intorno)

Pacey: E ora, tornando alla questione di ieri (scarta il pacchetto di prima e fa vedere la targa a Joey) Che ne dici?

Joey: "True Love"?

Pacey: "Il vero amore". E' il nome di questa bellezza. Un po' troppo da perdente, dici?

Joey: Forse. Però è molto tenero.

Pacey: Ora, come ti avevo detto, ho bisogno del tuo aiuto.

Joey: Certo, che devo fare?

Pacey: (le da un foglio di cartavetrata) Inizia a strofinare.

Joey: (prendendolo) Sei sempre il solito.

(Iniziano a cartavetrare. Stacco. E' sera, e Dawson è seduto su una panchina del campo di football quando arriva Mitch.)

Mitch: La sera in cui sei nato ho pianto come un bambino.

Dawson: Davvero? Non lo sapevo.

Mitch: Ho pianto quasi un giorno intero. Ti tenevo fra le mie braccia, ed eri così piccolo... non pensavo di poter voler bene così tanto a qualcuno, e in così poco tempo. Così totalmente. In parte ero terrorizzato. Crescere un figlio è molto più complicato di quanto pensi la gente.

Dawson: Anche esserlo.

Mitch: Hai ragione. E oggi mi sono accorto di una cosa.

Dawson: Cosa?

Mitch: Il mio compito da padre non è farti vedere il quadro completo del mondo, perchè a dire il vero, non lo riesco a vedere nemmeno io. Il mio compito è provare ad aiutarti. E di quando in quando, ci riesco.

Dawson: E' vero, mi hai aiutato molto papà.

Mitch: Lo spero. Il tuo futuro, però, i tuoi sogni... appartengono a te. E non lasciare mai che nessuno, nemmeno io, ti impedisca di raggiungerli.

Dawson: Mi hai sempre spinto ad essere me stesso. A pensare da me. Ho imparato quello che volevi insegnarmi.

Mitch: Che ne dici, andiamo a casa a guardarci un film di Spielberg?

Dawson: (raccoglie la palla) Che ne dici invece di fare una partita a due?

Mitch: (prende la palla) No, dammela. Lasciamo il football al suo posto, qua nel campo.

(Mitch lancia la palla... che diventa una palla inquadrata un TV. Joey sta guardando la cassetta che le ha dato Dawson, sorridendo al ricordo. Il piccolo Dawson gioca a palla con Mitch... poi con Joey.)

Dawson (da bambino): Ciao Joey.

Joey (da bambina): Ciao Dawson.



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