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(Eve è con Dawson in camera sua. Sta guardando Felicity - un telefilm, mentre Dawson studia per i PSAT) nota: i PSAT sono esami in base ai quali le Università più prestigiose scelgono gli studenti o assegnano le borse di studio. Dawson: Non era questo che avevo in mente, sai. Quando ho detto di passare più tempo insieme intendevo parlare, per conoscerci meglio. Eve: Dopodichè possiamo fare sesso? Dawson: Non è che la serata non mi vada bene, è solo che... tanto per iniziare era una sera da film, dovevamo vedere un film. Eve: Preferisco la TV. Dawson: Scherzi? Eve: No, per niente. Dawson: I film sono una forma d'arte. Questa... è solo una cosa messa tra una pubblicità e un'altra. Eve: Non fare lo snob, Dawson. In fondo un telefilm è come un film, solo più corto, con delle pause fatte apposta per andare in bagno, e con un sequel ogni settimana. Dawson: Per principio io odio i sequel. Eve: Come vuoi. A me piace comunque di più la TV. (Eve si volta e riprende a guardar Felicity. Dawson osserva la TV e commenta.) Dawson: Andiamo, ma come fai? Prendi Felicity per esempio. E' un'ora intera piena di ragazzini che non fanno altro che parlare e analizzare. Vedi una puntata ed è come averlo visto tutto. Ok, lei è carina, ma che razza di protagonista sarebbe? Non sa prendere le decisioni, ha come una modo tutto suo di vedere le storie d'amore e la vita. E inoltre, è una zabetta incurabile. Eve: Proprio come te. Dawson: Scusa? Eve: E' come te, Dawson. Solamente è più grande, è femmina... Dawson: ...ed è un personaggio inventato. Eve: Esatto. Proprio come te, guardati. Sembri appena uscito da un camerino, con la tua pelle liscia, i capelli biondi... l'eroe della storia. Dawson: Beh, è chiaro che non mi hai visto l'anno scorso, che è stato un disastro completo. Sai, è questo che non mi piace della televisione. E' finta, non è come nella realtà. Nessuno fa il cretino, nessuno ha un'esperienza verosimile o fa la scelta sbagliata o Eve: (spinge Dawson giù sul letto e sale a cavalcioni sopra di lui) Ed è qui che arrivo io. Un nuovo anno, nuove possibilità. Al diavolo gli stereotipi. Dawson: Ah, la tentatrice che metterà alla prova il codice morale del nostro eroe. Eve: Riuscirà a mantenere la sua purezza? Non cambiate canale. Dawson: Sai cosa c'è anche che non mi piace della TV? Sul più bello attacca la pubblicità. (Pubblicità! - La sveglia di Joey suona, lei esce di corsa dal letto e corre a scuola, ma vede che gli esami cono già iniziati. Inizia a picchiare sulla porta, ma nessuno la sente. Ad un tratto si sveglia e capisce che era tutto un sogno. Casa di Andie - sta ripassando davanti alla TV.) Newscaster: Buon giorno, sono le 6.45, ci sono 20 gradi e la giornata di presenta come serena... Andie: Un altro bel giorno per Capeside. Newscaster: Nel nostro prossimo servizio... milioni di ragazi si preparano per gli esami di questa settimana, che decideranno il loro futuro universitario... Andie: (solleva il libro dal quale sta ripassando) Pronta e carica! Newscaster: ...sarà una delle sessioni più competitive... Andie: Competitive? Ha! Proviamo i sinonimi, per esempio. Testardo... ostinato, tenace, duro. Contrario di testardo... (Jack e Jen camminano a scuola.) Jen: Inconstante, volubile, leggero, ineguale... Ho la stessa proprietà di linguaggio di Dawson, ormai! Jack: No, stavo solo pensando che la nostra fama come giocatore e cheerleader ci esentasse da studiare come i comuni mortali. Jen: Non esaltarti tanto, non sei ancora entrato a far parte della squadra. Coraggio, tocca a te. Prendi una carta. Jack: (prende una carta e la legge) Indifferente. Ok, I sinonimi sono... Jack: (viene inquadrato Pacey che dorme a letto) Insensibile, indolente, disinteressato... (Scuola - il preside Green dys facendo una lezione di preparazione agli esami.) Mr. Green: Ok, ben fatto. Adesso i contrari. Signor Leery? Dawson: Attento, pronto, preparato. Ovvero una persona che si interessa all'importanza degli esami come chiave per la porta dell'università. Mr. Green: Ottimo commento, Dawson. L'istruzione obbligatoria non è perfetta. Molti dicono che non è educativa, e non riesce a provvedere una solida base culturale. Invece io ritengo che sia fondamentale una buona cultura per entrare al college, come quella che vi stiamo fornendo noi. (La campana suona. Tutti fanno per andarsene.) Principle: Dovrete portare con voi una matita numero 2, e ovviamente la vostra conoscenza. Temperate la matita, affilate le menti. Ah, Joey, ti spiace fermarti un attimo? (Andie sta riapssando i sinonimi e non guarda dove va.) Andie: "Aggressivo", uhm... (Sbatte contro Pacey, e tutto quello che hanno in mano cade per terra.) Andie: Perfetto, il destino è contro di noi (si chinano per raccogliere la roba e le loro teste sbattono) Both: Ahi! Andie: Non preoccuparti, Pacey, non è uno di quei momenti in cui la ragazza spera in cuor suo che il ragazzo chieda scusa delle cose terribile che ha detto quando l'ha lasciata. Pacey: Beh, molto bene, visto che non è nemmeno una di quelle scene in cui il ragazzo si sente in colpa per averla lasciata nonostante fosse stata lei a tradirlo per un malato di mente. Andie: Ok. Pari. Pacey: (raccoglie le carte di Andie) Non che la cosa mi interessi, ma non stai preparandoti un po' troppo per questi esami? Andie: Sempre meglio che non prepararsi del tutto, non pensi? Pacey: Ma sicuramente peggio che dannarsi la vita per uno stupido esame. Andie: Se vuoi buttare via tutto quello per cui abbiamo-cioè, hai lavorato, allora fallo pure. Pacey: Certo. Andie: Io, invece, non ho intenzione di farmi distrarre dai miei scopi dal nostro piccolo problema sentimentale. Ci vediamo! (Joey e il preside Green parlano in libreria) Mr. Green: Se continuerai ad eccellere come sempre, Joey, potresti anche avere una borsa di studio. Joey: Lo so, me lo dicono tutti quanti, sempre, e sempre, e sempre... Mr. Green: Ti senti stressata in questo periodo? Joey: Faccio fatica a dormire la notte. Mr. Green: Lo so, ci sono passato anch'io. Joey: Continuo a pensare che se non passo questi esami, finirò a fare i letti e pulire i gabinetti in un qualche albreghetto per tutta la mia vita. Mr. Green: Senti, adesso voglio che tu faccia così: prenditi una serata libera, rilassati. Esci con un amico, affitta un film, divertiti. Andrai benissimo, andrai alla perfezione. Tutti i professori, me compreso, hanno totale fiducia in te. (In corridoio, Joey si avvicina a Dawson.) Joey: Dawson. Dawson: Joey, ciao. Joey: Senti, visto che abbiamo ufficialmente fatto pace, ti dispiace venirmi in aiuto? Dawson: No, certamente. Joey: Grazie, perchè ne avrei bisogno adesso. Dawson: Di che hai bisogno? Joey: Non so, uno di que film di puro intrattenimento privo di contenuto. Jurassic Park, o forse anche uno di quei filmoni d'azione pieni di missili, asteroidi, bombe atomiche, dove Bruce Willis, George Clooney o qualcun altro con pochi capelli riesce a salvare il pianeta senza nemmeno sudare. Qualcosa che mi distragga dall'esame. Dawson: Lo so, da questo esame dipendono molte cose. Joey: Già, il mio intero futuro. Dawson: Dimmi dove e quando. Joey: Sei libero stasera? Dawson: Stasera, Ehm... (Eve raggiunge Dawson e Joey.) Eve: Salve ragazzi! Joey: (a Dawson) Alle nove? Dawson: Ecco, vedi Joey, stasera io pensavo di... perchè non esci con noi? Joey: Certo, come no. Su un altro pianeta e in un'altra vita, può darsi. (guarda Eve) Senza offese. (Joey si allontana delusa.) Eve: Di che parlava? (Mitch sta allenando la squadra in campo.) Mitch: Dateci dentro ragazzi! Colpite il terreno, non abbia paura di sporcarvi le mani! Fate male! AGITE! Vai, McPhee! Henry: Coraggio Jack, ce la puoi fare. Ricordati, quando vieni placcato chiuditi su te stesso, appallottolati ma tieni stretta quella palla! Jack: Tenere stretta la palla, tenere stretta la palla... (Fischio, Jack tenta di correre a meta, ma c'è una carica di ragazzi che lo blocca. Dopo quattro tentativi, viene placcato.) Mitch: Colpite forti ragazzi, colpite! Alzati, McPhee, ci rovini il prati. Ancora! Jack: Andiamo, Coach, non vedi quello che succede? Questi ce l'hanno con me. Mitch: Certo, ma non per il motivo chc credi tu. Jack: Come no, è chiaro! Mitch: Senti, Jack, chiariamo subito le cose. Sei il nuovo arrivato, e non sai giocare ancora a dovere (sbatte la palla sul petto di Jack). Quindi ripeti l'azione di prima, McPhee! (Fischio. Jack viene placcato dopo averne schivati sei.) Henry: Ci sei Jack? Sai dove ti trovi? Guardami, quante dita vedi? Jack: Non mi sento molto bene... (Al porto, Joey sta lavorando.) Rob: Questo tizio, come ti dicevo, non è un bell'uomo, ma riesce ad averle tutto perchè ha capito l'unica regola: dare loro quello che vogliono. Joey: Potresti darmi quello che voglio, Rob? Rob: Credevo non me l'avresti mai chiesto. Joey: Mi serve il venerdì sera libero, per studiare. Ho gli esami il giorno dopo. Rob: Certo, perchè no? Mi ricordo, anche io ci sono passato. Anche se in realtà sono stato automaticamente ammesso all'università. Joey: Come mai? Tuo papà era padrone dell'Università? Rob: No, no, solo uno dei beneffatori. A dire il vero, ho pagato uno per l'ammissione. Davvero, duemila dollari ed ero dentro. Con un po' di più avrei avuto anche la borsa di studio. Joey: Beh, visto che non posso permettermi la spesa, mi accontento del venerdì sera. Grazie. Rob: Beh, perchè non facciamo così: dopo l'esame io e te ce ne usciamo per festeggiare. Joey: Grazie, ma sai com'è... mio marito è molto geloso. Rob: Ah, certo. Credevo avessi risposto che dovevi lavarti i capelli. Joey: No, quello è mercoledì. A dire il vero, Bob, sono lesbica. Rob: Ah, chi è la fortunata? Allora, per sabato? Che ne dici? Joey: Ti dispiace, Rob, se dicessi semplicemente no? Rob: Certo, nessun problema, Potter. (Dawson studia per gli esami. Guarda la finestra, ovviamente sta aspettando Eve. Poi torna a guardare il libro. Quando riporta lo guardo alla finestra, sul davanzale c'è una mela. Dawson va alla finestra.) Dawson: Ero preoccupato per te. Eve: Ho cercato la mela perfetta. Coraggio, mordila. Sentirai che sapore delizioso. Dawson: Che succede se la mordo? Eve: Scoprirai la differenza tra il bene e il male, Dawson. Esci sul tetto con me. E' una serata bellissima. Dawson: Non sono uscito sul tetto da quando stavo ancora insieme con... Eve: Con Joey? La bruna onnipresente? Quella che ancora deve imparare a controllare l'enorme potere che ha sui cuori maschili? Dawson: Vive dall'altra parte del fiume. Di solito veniva a dormire da me tutte le sere, prima che diventassimo adolescenti. Eve: Un mio ragazzo era mio vicino di casa. Dawson: Davvero? Eve: Capita a tutti, sai. Dawson: Come si chiamava? Eve: Monroe. Le nostre case, alla base militare, erano una attaccata all'altra. Dawson: Sei figlia di militari? Eve: Sì, nata e cresciuta in una base militare. Con quel mio amico potevamo vederci da una camera all'altra. Dawson: Davvero? Che comodità. Eve: Già. L'unico problema era che... era il superiore di mio padre. (Dawson la guarda stupito.) Eve: Ho un altro regalo per te. Dawson: Cosa? Eve: Una specie di aiuto per i tuoi studi. Dawson: Non sarà mica... Eve: Eh sì. Le soluzioni per gli esami di sabato. Dawson: Perchè mi fai vedere questa cosa? Eve: Ecco, pensavo di regalartela. Dawson: No, nemmeno per sogno. Eve: Non fare l'egoista, Dawson. Se è contro il tuo codice morale, non usarla tu, ma almeno dalla a qualcuno che potrebbe farne buon uso. La mela... era una metafora. Ecco la tentazione. (Dawson guarda la busta, ammutolito) (Il giorno dopo, Dawson e tutti gli altri sono riuniti intorno a un banco.) Pacey: Una busta? E' per una busta che ci hai riuniti tutti in un angolo? Joey: Pacey, leggi cosa c'è scritto sopra. Viene dal servizio di Istruzione. Jen: Dawson, non dirmi che è quello che penso. Dawson: Temo di sì. Andie: Oddio. Jack: Chi te l'ha data? Dawson: Non importa. Andie: Certo che importa. Quanto verremo arrestati e messi in unaprigione federale, vorrei sapere chi dovrò ringraziare. Dawson: Me l'ha data una mia amica. Joey: Una tua amica dai capelli biondi il cui nome fa rima con Steve? Pacey: (con ammirazione) E' una grande. Adoro quella ragazza. Joey: E ancora una volta, Dawson Leery ci dimostra che i genitali sono più potenti del cervello. Jen: Beh, ma hai provato a guardarci dentro? Magari è uno scherzo, e ci stiamo preoccupando per niente. Pacey: (fa per aprirla) C'è solo un modo per scoprirla. Andie: Va' pure avanti, Pacey, torna pure sulla strada del fallimento scolastico. Pacey: Perchè non la apri tu, Andie? In fondo, in questo periodo la disonestà è stata il tuo forte. Jack: Sentite, nessuno aprirà niente. Dawson, riportala dove l'hai trovata, e fingiamo che nessuno l'abbia vista. Jen: Ecco... non per fare la solita tipica ragazzina, ma visto che in fondo qua sembro io l'unica tipica ragazzina, che male c'è a guardare? Pacey: Guardare? Posso prepararvi un bigino perfetto in meno di mezz'ora. Dawson: Sentite, ragazzi. La mia prima idea è stata di buttarla via, ma... avete sentito il preside, questi esami sono come una rouletta. Per quanto possa essere ingiusto barare, ve l'ho portata per sapere che fare. Joey: Dawson, torna un po' in te! Barare è sbagliato. Inoltre si tratta di un esame facoltativo, nessuno è obbligato a farlo. Dawson: Serve solo per chi vuole una borsa di studio, giusto. (spinge la busta verso Joey) Jen: (spinge la busta verso Jack) O per chi non ha avuto tempo di studiare per colpa del football. Jack: (spinge la busta verso Andie) O per chi vuole esere ammesso ad Harvard. Andie: (spinge la busta verso Pacey) O per chi, per colpa di una relazione andata male, ha deciso di fregarsene di tutto e di tutti. Pacey: (spinge la busta verso Dawson) O per chi è stato troppo occupato in altre faccende. Dawson: Quindi, serve ad ognuno di noi. Mr. Green: Bene, signori, ai vostri posti! (Dawson gira la busta per non far leggere l'etichetta. Tutti si siedono.) Oggi simuleremo il test di matematica. (Suona l'allarme antincendo. Gli studenti iniziano ad uscire dalla stanza.) Mr. Green: Oh, bene. Coraggio, sapete cosa fare. Lasciate tutto dov'è e uscite come vi hanno insegnato alle elementari. (Dawson cerca di nascondere la busta, ma il preside non lo molla.) Mr. Green: Signor Leery, si unisca agli altri. Dawson: OK. (Dopo che l'allarme ha smesso di suonare - Dawson guarda sotto il suo banco mentre tutti rientrano in classe.) Joey: Dawson? Dawson: Non c'è. Joey: Cosa? Dawson: Quella cosa! Joey: Non scherzare (guarda sotto il banco). Dawson: Ho già guardato. Jack: L'hai lasciata lì sul banco? Dawson: Ho provato a nasconderla, ma Green stava guardando. Jen: Confesso, l'ho presa io. (Tutti la guardano.) Jen: Ma stavo scherzando! Santo Cielo! Dawson: Niente scherzi. Pacey, ti prego, dimmi che l'hai nascosta tu per salvarci la vita. Pacey: Di che parli? Dawson: Non c'è più. Pacey: Cosa? Dawson: Quella cosa! Pacey: (scuote la testa) Che cosa? Dawson: Ma stai scherzando anche tu o cosa? Pacey: Non lo so. Non riesco a capire di cosa stiate parlando. Andie: Pacey, piantala di fare il cretino! Pacey: Non sto facendo il cretino, Andie. Sono sconvolto, come te, stupito, e col cuore infranto. Mr. Green: (si avvicina al gruppo) Oh, l'allegra combriccola. Di cosa state parlando? No, aspettate, lasciatemi indovinare: "Perchè questi esami sono scritti e non orali?" Beh, mi spiace dovervi dire che non possiamo fare niente per cambiare la cosa. Quindi tornate al vostro studio. Uno per uno. OK? (A- porto - Joey sta riempiendo il serbatoio di una barca, con lo sguardo perso nel vuoto. La benzina trabocca e lei torna ad un tratto in sè.) Rob: Joey, ma che diavolo stai facendo? Joey: Mi sono distratta. Scusa. Rob: (ai proprietari di una barca) Mi dispiace molto, è qua da poco. Il pieno l'offro io stavolta. Joey: Non era necessario. E' solo uscito un po' di carburante, non ho causato un disastro ecologico. Rob: Sono 38 dollari che vengono tolti dalla tua paga, Potter, e inoltre scordati la tua preziosa sera di libertà. Joey: Cosa?! Rob: Mi hai sentito. Domani sei di turno. Joey: Ah, è così che ti vendichi? Rob: Che mi vendico? Joey: Lo so, non ha niente a che fare col lavoro, ma col tuo ego ferito. Non sei abituato ad un rifiuto da parte di una ragazza, vero? Rob: Non so di che parli, Potter. (Il bagno di Jen - Jen sta bendando il costato di Jack.) Jack: Attenta, Jen! Jen: Perchè non stai fermo per un po', eh? Jack: Mi muovo solo quando mi fa male. Jen: Ma non usate delle imbottiture? Jack: Sì, beh, evidentemente non sono imbottite abbastanza. Jen: Mi fa piacere vedere che mantieni il tuo umorismo. Jack: Fino a che non me lo tirano fuori a calci. Jen: Gìà. Jack: Scusami. Domani lascio la squadra. Jen: No, non puoi. Jack: Certo che posso. Jen: Vuoi mollare? Vuoi disertare la squadra? Jack: Non provarci, non è un vecchio film in bianco e nero, e non basterà un po' di psicolgia al contrario per evitare di venire percosso a sangue la prossima volta che vado in campo a giocare. Jen: Ok, ok. Puoi anche aver ragione, ma resta il fatto che quando lasci qualcosa, è perchè non ti senti abbastanza bravo. Jack: Oh, certo. Quindi stai dicendo che il dolore che proverò là fuori mi fornirà un qualche valore quando crescerò? Jen: Mm-mm. Jack: E se me ne vado adesso è come perdere l'incitamento alla lotta nelle lotte della vita? Jen: Esatto. Jack: Beh, me ne vado lo stesso. Jen: Ok, bello, eccoti una ragione per restare... tu hai prso al volo la palla. Forse è stato il destino, sai, a lanciarti quella palla. Chi lo sa, forse c'è un motivo nascosto. Forse da grande sarai il più famoso atleta gay che aiuterà molte persone a prendere coscienza di sè, o forse servi solo a far vincere il campionato alla scuola. O forse, questo ti servirà soltanto a conoscere nuova gente che è simile a te. Non so il motivo, ma so solo che finchè non lo trovi non devi lasciarti sfuggire quella palla. Jack: Che risposta sdolcinata. (Jen stringe con forza le bende) Jack: Ahi! Jen! Jen: Non ribattere mai a chi decide della tua salute. (E' notte. Eve e Dawson sono a scuola, in cerca della busta.) Eve: Sprechi tempo, Dawson. Dawson: Dev'essere da qualche parte. Eve: Come lo sai? Dawson: Eve, puoi almeno fingere di aiiutarmi? Eve: Potrei certo, ma... Dawson: Ma? Eve: Non troveremo mai quello che stiamo cercando. Dawson: Come lo sai? Era sul mio banco un minuto, e il minuto dopo era sparito. Deve pur essere andato da qualche parte! Eve: Attento! Sta arrivando qualcuno! (Si nascondono sotto un tavolo.) Eve: La luce. (Dawson spegne la luce. Entra il guardiano e ispezione la classe.) Dawson: (mormora) Secondo te quale crimine sta meglio sul mio curriculum scolastico: Copiare, Furto di materiale o Scasso o tutti quanti? Eve: Hai ragione. (Il guardiano se ne va.) Dawson: Su cosa? Eve: Andiamocene da qui. Inoltre, se vuoi recuperare la busta, c'è un metodo più semplice. Dawson: E quale? Eve: Non è scomparsa, Dawson. Qualcuno l'ha rubata. Dawson: E come lo sai? Eve: Intuizione femminile. Dawson: Ma se è stata rubata potrebbe essere stato chiunque. C'erano decine di ragazzi nella stanza quando è suonato l'allarme. Eve: Elmina i potenziali ladri... chi sapeva cos c'era nella busta? Dawson: Cinque... sei con me. Eve: Nessuno ruba qualcosa di cui non sa il valore. Capisci? Adesso, proprio in questo momento, Dawson, qualcuno dei tuoi amici sta aprendo la busta e leggendo i risultati dell'esame. (Tutti e sei sono seduti nell'ufficio del preside.) Mr. Green: (urlando) Sono qua da un mese e già è scoppiata una crisi a livello nazionale! O qualcuno di voi confessa, o andrete a fondo tutit quanti in egual misura da bravi ragazzi. Quindi farete meglio a confessare, e anche subito!! (Joey si alza e va verso la porta.) Mr. Green: Altrimenti sarete tutti espulsi. Dawson: Joey? (Joey sorride e tira l'allarme antincendio. Lo squillo diventa il suono della sveglia di Joey. Un altro sogno. Stacco. Joey in classe) Joey: Che nuova merce di contrabbando hai oggi per noi, Dawson? Un nuovo software della Microsoft? Dawson: Sentite, vi ho riuniti perchè voglio darvi... voglio dare a tutti noi la possibilità di mettere a posto la situazione. Jack: E come? Dawson: Chi ha rubato il test deve restituirlo. Jen: Ma non era già stato rubato da Eve, Dawson? Pacey: Mi piace il modo in cui ragiona questa ragazza. Dawson: Adesso però è scomparso. Ieri non lo era. Joey: Che problema c'è a lasciare che stia con chi l'ha preso? Jack: Sono d'accordo. Chi ha rubato il test era disperato come noi... ma più veloce di noi. Andie: Non vi stupisce quanto questo la dica lunga sulla nostra integrità morale? Pacey: Penso di parlare per tutti nel dire un sincero NO. Jen: Mi sento come uno di quei topi nel laboratorio. Joey: Non tu, Jen. Dawson lo è. Dawson: Sta' attenta, Joey. Joey: Organizzi feste, rubi la barca di tuo padre, ti nascondi dietro le quinte... sappiamo tutti chi è che ti ha reso così. Dawson: Joey, Eve non c'entra niente con questo. Joey: Oh, no? E' tipico da parte tua offrire merce di contrabbando ai tuoi amici? Dawson: Non mi ha detto cosa fare di quel test. Joey: Sei così accecato dal suo aspetto da fotomodella che non avresti notato una cosa del genere. Quando ti ha offerto quella busta, non ti sei soffermato a giudicare la sua onestà, vero? Sono solo i tuoi amici a dover sedere qui e sopportare la tua predica alla Dawson Leery sulla morale. La bionda invece no, non ha certo bisogno della tua ramanzina. Dawson: Hai finito? Joey: Se vuoi continuo. Dawson: Sentite, mi dispiace di avervi messo in mezzo a questa storia, ma uno di noi deve pur fare qualcosa. Faremo così: io lascerò l'armadietto aperto. Chi di voi ha rubato il test può rimetterlo dentro, e controllerò oggi pomeriggio quando usciamo da scuola. Pacey: Oh, andiamo, Dawson. Il ladro ha già agito, quindi che bisogno abbiamo di restituire la refurtiva? Dawson: Fareste la cosa giusta. (Andie sta aspettando Pacey in corridoio.) Andie: Hai un attimo? E' importante, Pacey. Pacey: Certo. (vanno in un'aula vuota) Però, Andie, non sono dell'umore per una appassionata conversazione ora come ora, quindi se non ti spiace puoi arrivare subito al dunque? Andie: OK. (gli dà una scatola) Questo conclude il contratto. Pacey: Che c'è qua dentro? Andie: Guarda tu stesso. Pacey: Ci sono... delle magliette, un cappello da baseball (lo indossa). Dumbo (tira fuori la cassetta). Il primo regalo che t'ho fatto. Andie: C'è tutto quello che mi hai dato. Le foto, i CD, i gioielli... è tutto qua dentro. Pacey: (sbatte il film e il cappello nella scatola) Non ti pare un po' eccessivo? Andie: Pacey, non voglio che ci separiamo dopo un lungo e complicato litigio. Non sono la persona che ero l'anno scorso, la mia vita è a posto adesso, e voglio continuare a tenere tutto quanto sotto il perfetto controllo. Ho i miei piani. Pacey: Certo... (facendo segno di incitamento col pugno) Harvard, Harvard. Andie: Volevo che tu ne facessi parte, ma se non vuoi, allora non fai parte di nient'altro. Pacey: (tira fuori una foto di loro due) Nemmeno dei tuoi ricordi? Andie: Soprattutto non di quelli. Pacey: Bene. Se questo termina il contratto, dove devo firmare? Andie: L'hai appena fatto. (Andie se ne va, lasciando Pacey solo con la scatola) (Jack e Henry si stanno allenando.) Henry: (dandogli istruzioni) Coraggio, Jack, corri, uno, due, uno due, scatta, forza, forza, forza! (Jack si ferma, col fiatone.) Henry: Sai che ti ci vuole? Jack: Cosa? Henry: Una parola magica. Tutti ce l'hanno. Jack: Ah sì? A che serve? Henry: E' qualcosa a cui pensi, su cui ti concentri mentre stai per venire schiacciato da 90 chili e passa di muscoli che vogliono la tua palla. Jack: Oh, certo... Henry: Sul serio, Jack. Qualsiasi parola, anche priva di senso, che ti blocchi la mente. Se in questo sport pensi, sei morto. Jack: Scusa un attimo, ma perchè stai facendo tutto questo? Henry: Questo? Jack: Perchè mi aiuti? Non... Henry: Semplice, per due motivi. Primo, voglio vincere il campionato, e senza le tue mani magiche non abbiamo nemmeno una possibilità. E poi... beh, tu sei gay, giusto? Voglio dire, non è un segreto che sei gay, no? Jack: No. (Henry sospira di sollievo) Jack: Perchè questo improvviso interesse nel miei gusti sessuali? Henry: Ecco... c'è questa, uhm, questa ragazza, che tu conosci. E' come un angelo, o anzi, come una dea. Jack: Chi? Henry: La sogno ogni notte, Jack. Le sue labbra, il suo seno, le sue gambe... Se potessi solo starle accanto, respirare il suo profumo, se mi baciasse o solo se mi prendesse tra le braccia, e mi allontanasse da questo mondo di falsità... vorrebbe dire che c'è qualcosa di buono, e di gentile in questo mondo freddo e triste. Jack: (ride) Calmo, Henry. Henry: Hai visto come sono conciato? Devi aiutarmi Jack, ti prego. Jack: Non starai... non starai mica parlando di... Henry: Una certa capo cheerleader. Jack: Jen Lindley? (Henry annuisce e Jack scoppia a ridere) Henry: Che c'è? Jack: Un consiglio: tu, Henry, sei una matricola. Ok? Le possibilità che tu faccia breccia con Jen Lindley sono le stesse che IO faccia breccia tra la carica alla partita di domani. (Al porto - Joey sta studiando al suo posto di lavoro quando il campanello della port suona.) Joey: Arrivo! (Joey esce e trova Pacey, col dito ancora premuto sul campanello che continua a suonare.) Joey: Non fare lo scemo, Pacey. Pacey: (trascinando la voce, chiaramente ubriaco) Senti, sono un cliente, e quindi sei obbligata a servirmi, giusto? Joey: Hai bevuto? Pacey: (sollevando le braccia) Solo qualche superalcolico. Joey: Cosa è successo? Pacey: Oh, niente che un piccolo falò non possa far passare (tira su la scatola e inizia a camminare lungo il molo) Vedi, la nostra amica Andie ha deciso di eliminarmi completamente dalla sua vita, per non perdere di vista i suoi obiettivi. Nella scatola ci sono tutti i resti. (Pacey inciampa, e cade a facica in giù. La scatola cade dalle sue mani e scivola giù dal molo, in acqua.) Pacey: Oh, il mio amico pontile. Joey: (si inginocchia accanto a lui) Pacey... Pacey: Senti, Jo... Joey: Cosa? Pacey: Mi fai un favore? Visto che non posso tornare a casa in queste condizioni, puoi chiamare mio padre e dirgli che mi fermo qui a studiare? Joey: Certo. (Joey si alza e scavalca Pacey per andare a telefonare. Pacey vede una foto di lui e Andie che non è caduta ed è in bilico sul bordo del pontile.) Pacey: Questa è la mia ragazza.
(Cerca di prenderla, ma goffamente la fa cadere. Guarda con tristezza mentre affonda in acqua. Eve: Sei come un San Bernardo, Dawson. Leale e fedele fino in fondo. Dawson: Tra trenta secondi aprirò l'armadietto e ti dimostrerò che ti sbagliavi. Eve: Ne sei così sicuro? Dawson: Lo sa, Eve, sono un maniaco del lieto fine. Eve: "Lieto". "Fine". Le due parole si contraddicono a vicenda. Dawson: Tu ti stai divertendo, vero? Eve: Non esattamente. Di solito mi piacciono di più i tipi di fiaba dei fratelli Grimm. Dawson: Come fai a essere così cinica? Eve: E tu come fai a essere così ingenuo? (Dawson apre l'armadietto. Il test non c'è.) Eve: Coraggio, dolce principino. Dawson: Senti, Eve, perchè non mi lasci da solo... per un po', lasciami solo, ok? Eve: Sicuro? Perchè posso aiutarti a ritrovare il test. Dawson: E come? Eve: Posso dirti chi l'ha preso. Dawson: Parla. Eve: Chi pensi che l'abbia preso? Dawson: (scrolla le spalle) Non saprei. Eve: Sì che lo sai. Stavi pensando a qualcuno... quello è il ladro. Dawson: Non è così semplice. Eve: Sì invece. Semplice e chiaro. Dawson: No, invece. Se c'è una cosa che mi hanno insegnato questi libri sull'esame è che la risposta più ovvia, spesso, è quella sbagliata. Eve: Non stiamo parlando ti test scolastici, Dawson. Pensa alla realtà, dove chi nasce per avere successo ha successo. E chi nasce per essere un perditempo, di solito finisce in quel modo. Nel mondo reale, Dawson, chi ti pugnala alle spalle è proprio il tuo migliore amico. (E' sera, al porto dove lavora Joey. Si è addormentata sul libro, mentre Pacey siede fuori. Arriva Dawson.) Pacey: (ancora ubriaco) Toh, il nostro ispettore Clouseau. Che ci fai qui a quest'ora? Dawson: Sei ubriaco. Pacey: Sei sveglio. Dawson: E' la notte prima dell'esame, Pacey. Perchè stai bevendo? Pacey: Non mi serve studiare. Tanto ho già il test, no? (ride) Dawson: (serio) Se davvero ce l'hai, ridammelo. Pacey: Oh, magari l'avessi, amico. Davvero, vorrei averlo preso. Ma no, non l'ho fatto. Non è a casa, sotto il mio letto coi Playboy. Non c'è, è scomparso. Dawson: Pacey, siamo amici da una vita e non sono un cretino. Pacey: Amici, eh? Amici. (si alza, barcolla, e inizia a camminare lugo il moll) Amici è una parola interessante, sai. Vuol dire che uno crede al suo "amico" quando gli dice qualcosa. Dawson: A me puoi dire la verità. Pacey: (ride) Sai cosa trovo davvero divertente in questa cosa? Cosa è davvero incredibile? Che tu, proprio tu, sei stato capace di rubare il test. Ci hai pensato, potevi ridarlo a Eve, e invece che hai fatto? L'hai fatto vedere a noi. Dawson: No! (si avvicina a Pacey) Io volevo chiedere alle persone di cui mi fidavo cosa fosse la cosa migliore da fare. Non ho mai pensato che qualcuno di voi fosse così debole, o così disonesto da rubarlo. Pacey: Debole e disonesto? Quale di questi due sarei io? Dawson: Sappiamo bene chi sei, Pacey. Pacey: Certo, Dawson. E sappiamo anche chi sei tu (arrabbiandosi) Tu, Dawson Leery, sei uno stronzo egoista a cui frega di più del suo mondo di stupidi valori antiquati piuttosto che delle persone che non corrispondono a questi valori, giusto? Dawson: Parole interessanti, considerando che provengono da uno stronzo buono a nulla e insensibile che ha mollato la sua ragazza nonostante lei lo abbia supplicato in cerca di comprensione! Pacey: Almeno io non ho fatto arrestare suo padre. Dawson: E' vero, l'hai solo fatta diventare pazza. (Pacey tira un pugno a Dawson, che fa lo stesso a sua volta. Pacey cade per terra mentre Joey esce di corsa dall'ufficio.) Joey: Dawson, che stai facendo? (va ad aiutare Pacey) Pacey: E' colpa mia. Mi spiace. Joey: Dawson, devi smetterla una volta per tutte. (e Pacey) come stai? (Più tardi, al porto. Pacey è seduto al tavolo dell'ufficio, toccandosi cautamente la ferita. Arriva Joey con una Pepsi) Joey: Tieni, prendi questa. Pacey: No, grazie, non ho sete. Joey: (dandogli la lattina) E' per il labbro, scemo. In mancanza di ghiaccio. Pacey: (si preme la lattina sul labbro) credeva davvero che l'avessi presa io. Joey: E allora, Pacey? Pacey: Se c'era qualcuno che credevo mi rispettasse, quello era Dawson. Se la persona che ti conosce meglio al mondo pensa che tu sia un perdente, allora, forse... Joey: Allora forse lo sei davvero? Ma dai! (scherzando) Io ti ho dato del perdente per anni e non mi hai mai creduto. Pacey: Quand'è però che una persona inizia a credere a quello che la gente dice di lui? Joey: Quando dicono la verità. Pacey: Fammi un favore. Joey: Cosa? Pacey: Potresti dire al tuo amico Dawson che sono innocente? A te crederà. Joey: Il mio amico? Senti, è anche amico tuo. E sai benissimo che ora come ora è troppo occupato a lanciare in giro false accuse. Pacey: Oh, bene allora. Che se ne stia nel suo orgoglio per un po'. Joey: Di quello siamo tutti colpevoli. Pacey: Già, ma io non l'ho mai accusato di essere disonesto. Joey: Ma non ti avrebbe mai colpitp per primo. Pacey: Ha iniziato lui! Joey: I'm not getting into this. Pacey: (abbassa la lattina e la apre) Allora dimmi una cosa. Joey: Cosa? Pacey: Cosa è capitato alla busta? Joey: (scrolla le spalle) Non lo so. E ad essere sincera... non lo voglio sapere. (Prova a bere la Pepsi dall'angolo sano della bocca.) Joey: Ci sono cose che è meglio non sapere. Cose che vorresti non aver mai chiesto, non aver mai saputo... o visto. Pacey: Ok, allora dimmi un'altra cosa (si indica il labbro) com'è conciato? Joey: Con la faccia che ti trovi, ogni cambiamento è sempre positivo. (Pacey beve un altro sorso e Joey ride) (Dawson è seduto davanti a casa sua, sulla riva del fiume. Arriva Eve.) Eve: L'hai trovata? (Dawson si volta e lei vede che ha u occhio nero.) Dawson: Non proprio. Eve: Cos'è successo? Dawson: E' quello che mi stavo chiedendo. Eve: E? Dawson: Tutto quello che mi viene in mente sei tu, Eve. Tu sei quello che mi è successo. Tu e quello stupido test. Eve: Non siamo stati noi però a farti quell'occhio nero. Dawson: Senti, Eve, è anche colpa mia, ma non provare a dirmi che non immaginaevi le conseguenze che sarebbero nate dall'avermi dato il test. Eve: (inizia a ridere) Se darmi il ruolo del cattivo in questo tuo piccolo dramma ti fa dormire la notte, allora va bene, fallo pure. Ma in realtà siamo tutti colpevoli, Dawson, in un modo o nell'altro. Solo lo stupido viene scoperto. Dawson: (si alza e fa per andarsene) Lieto di averti conosciuto, Eve. Eve: (lo ferma) E' così che funziona? Qualcuno ti mostra un lato della natura umana che è simile alla realtà e tu lo allontani da te? E' spaventoso, vero? Il grande Dawson Leery è attratto da qualcuno che non perfetto. Che è vero. (Eve fa per dargli un bacio sulla guancia, ma lui allontana la testa.) Dawson: Eve, se abbiamo passato del tempo insieme per conoscerci meglio, sai una cosa? Ora che ti conosco... non mi piaci affatto. (Dawson se ne va. Eve resta lì, senza parole) (Il giorno dopo, durante gli allenamenti di football. Le cheerleader si allenano con i loro incoraggiamenti. Henry osserva Jen rapito.) Jack: Parker! Arrotolati la lingua. Mi servono delle aprole di incoraggiamento. Henry: Ah... certo. Come vanno le costole? Jack: Oh, come al solito. Riesco ancora a respirare, e l'allentamento non è ancora finito. Mitch: Molto bene, in testa i caschi. McPhee, sei il primo alla carica. Henry: Hai la tua parola magica? (Jack annuisce) Henry: E qual è? Jack: Fuga. Henry: Fuga? Jack: Sì. Fuga. E' la sola cosa che ho in mente ora. Fuga. Fuga! FUGA!! Henry: Allora vai. (Suona il fischio. Jack corre verso la carica, e al rallentatore lo vediamo schivare tutti i giocatori. Le cheerleader guardano insieme a Mitch, incoraggiando Jack. Finalmente arriva a meta.) Mitch: E vai! E vai! Jen: (battendo le mani) Vai Jack! Grandioso! (Henry vede Jen. Inizia a correre verso di lei, ripetendo "fuga, fuga, fuga".) Jen: (vede Henry che corre verso di lei, sorpresa.) Ma che... (Henry corre oltre lei, evitandola di poco.) Cos'era quello? (Scuola. Gli studenti sono pronti per il loro esame.) Mr. Green: Il test di oggi durerà dye ore e mezza. Ci sono cinque parti. Due di grammatica, due di matematica, e una di scrittura. Ci sarà una pausa di 15 minuti. Aveva trenta minuti per completare le... (Dawson si alza e si avvicina a Mr. Green.) Mr. Green: Posso aiutarla, signor Leery? (Dawson gli dà il foglio in bianco.) Mr. Green: Ma che fa? Dawson: (sospira) E' una lunga storia. Mr. Green: Ok, adesso se nessun altro... (Pacey tsi alza, prende il test e lo consegna anche lui al preside.) Pacey: Ho lasciato la pentola sul fuoco. (guarda Joey, che gli sorride, e le sorride a vicenda. Esce dall'aula.) (Dawson aspetta seduto sui gradini della scuola. Pacey lo raggiunge.) Dawson: Perchè ci hai messo tanto? Pacey: Sai, una di quelle domande, era davvero troppo difficile. (Dawson sorride) Rinfrescami la mente, perchè tutta questa storia? Dawson: E' pazzesco. Se proprio dobbiamo farci neri di botte, che sia almeno per una ragazza. (Si alzano entrambi e si allontanano dalla scuola. In classe nel frattempo...) Mr. Green: (fa partire l'orologio) Iniziate. (la cinepresa inquadra Andie che, dopo essersi guardata in giro per controllare che nessuno la guardi, tira fuori il test rubato e inizia a copiare le risposte. L'aveva rubato lei.)
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