< < Esplora Una Zona Esplora Questa Zona > >







N e v e r l a n d  
( L ' I s o l a   C h e   N o n   C ' è )


(La scena riprende dove è finito l'episodio prima. Pacey e Joey sono in piedi vicino all'auto di lui che è accostata sul bordo della strada. Pacey ha appena finito di baciare Joey, che si è lasciata baciare senza opporre la minima resistenza. Non appena le loro labbra si separano lei sembra tornare in se stessa e lo spinge con forza indietro)

Joey: (furiosa) Sei impazzito? Come hai osato fare una cosa del genere? Come hai potuto interpretare una semplice dichiarazione di amicizia come un invito a saltarmi addosso? (lo spinge di nuovo) Rispondimi! Come - cosa stavi pensando? (lo spintona di nuovo) Cosa?

Pacey: Cosa? Non - non lo so! Ecco, insomma, è stato solo uno slancio -

Joey: (lo spinge di nuovo) Uno slancio?!

Pacey: Sì, uno slancio! Improvviso, momentaneo e, fidati, passeggero.

Joey: Ma hai idea delle ripercussioni che questo tuo piccolo slancio può avere? Gli effetti disastrosi che potrebbe creare nel nostro piccolo e fragile universo?

Pacey: (piano) Hai ragione, Potter, scusami ma credevo che un bacio fosse solo un bacio.

Joey: Beh, non è così. Un bacio non è mai un bacio, non tra te e me, e sai perchè. (aspetta che lui risponda, ma Pacey non dice niente) Dawson, ricordi? Insomma, pensa alle ripercussioni di questo disastro se-

Pacey: (stupito) Disastro?

Joey: Sì.

Pacey: (incredulo) Quindi secondo te è stato un disastro? Beh, chiedo scusa ma non credo che la cosa peggiore al mondo sia il fatto che Pacey Witter in un momento di sconvolgimento ormonale abbia avuto il coraggio di baciare Joey Potter. E tu mi hai lasciato fare! Proprio così, me l'hai lasciato fare! Quindi cosa vuol dire? Probabilmente l'Universo sta crollando su se stesso! Con permesso, io torno in macchina!

(si allontana. Joey si volta a guardarlo, poi sbuffa e inizia a camminare dalla aprte opposta)

Pacey: (si volta e vede Joey che si allontana) Vuoi salire in macchina, Potter?!

Joey: (si volta a rispondergli) NO! (riprende a camminare, cocciuta)

(Pacey sospira e si prenda la testa tra le mani. Sale in auto e la raggiunge, fermandosi di fianco a lei e andando al suo passo)

Pacey: Dai, andiamo, sali in auto, Potter. Per favore!

Joey: No.

Pacey: Non so che mi ha preso. Sai come sono fatto, sono Pacey: prima agisci, poi rifletti. E ora che ci ho riflettuto... mi rimangio tutto quanto, ok? Quindi sali in macchina.

Joey: No.

Pacey: Joey, ci sono altri dieci chilometri fino a casa tua, fa un freddo cane e se non ti decidi a salire in auto non mi schiodo da qui, quindi che ne dici di salire?

(Joey si ferma e sale in auto. Dà le spalle a Pacey e guarda fuori dalla finestra)

Pacey: Deduco dal tuo silenzio arrabbiato che non hai più intenzione di parlarmi, giusto?

Joey: Esatto. (allaccia la cintura di sicurezza)

Pacey: Ottimo. Ottimo, e quanto pensi di andare avanti?

Joey: Che ne dici di in eterno?

Pacey: Bene.

Joey: Bene.

Pacey: Bene.

Joey: Bene.

(Sigla. Cucina dei Potter - Bessie e Joey stanno cucinando la colazione. Nello stesso momento, Pacey e Doug stanno facendo colazione in un bar. La scena taglia continuamente da un posto all'altro)

Bessie: Andiamo, sto morendo dalla curiosità.

Joey: Come?

Bessie: Com'è andato l'incontro con AJ? E non risparmiare nessun dettaglio piccante.

Joey: (con noncuranza) Beh, vediamo, ci siamo lasciati e poi Pacey è impazzito e mi ha baciata.

(Stacco. Pacey e Doug)

Doug: Ehi, l'hai baciata! Buon per te!

(Stacco. Joey e Bessie)

Bessie: Oh mio Dio! Oh mio Dio! Perchè ha fatto una cosa del genere?

Joey: Beh, tecnicamente potrei dire che in un certo senso gliel'ho più o meno lasciato fare, ma do comunque tutta la colpa a lui.

(Stacco. Doug e Pacey)

Pacey: E' tutta colpa sua. Insomma, mi ha detto che pensa sempre a me. Ci pensi, a me! E poi mi guarda in quel modo, e che potevo fare io? Sai da quant'è che aspettavo che mi guardasse in quel modo?

(Stacco. Joey e Bessie)

Joey: E mi ha guardato in quel modo, sai, come se-

Bessie: Ho presente quel tipo di sguardo

(Stacco. Doug e Pacey)

Doug: Aspetta, non capisco. Lei ti guarda in quel modo, tu la baci, è stato un bel bacio, quindi qual è il problema?

Pacey: Beh, il problema è stata la parte in cui mi ha spinto, picchiato e rifiutato, senza contare-

(Stacco. Joey e Bessie)

Joey: Dawson. Se dovesse scoprirlo, non riesco nemmeno a pensare a cosa potrebbe accadere. Sarebbe il bacio d'addio alla nostra amicizia. (versa lo sciroppo sopra le frittelle)

(Stacco. Pacey e Doug)

Pacey: (versa lo sciroppo sopra le frittelle) Lui non mi rivolgerebbe più la parola, e non posso rischiare una cosa del genere. E' come se fosse mio fratello.

Doug: Quindi stai dicendo che Joey è come un bus.

Pacey: (con la bocca piena e un'aria perplessa) No, sto dicendo che Joey è come una ragazza.

Doug: No, no, dammi retta, ok? Joey è come un bus che non può andare sotto le 50 miglia all'ora. Dawson è la bomba attaccata sotto il bus. E tu sei il coraggioso ed eroico poliziotto che vorrebbe guidare il bus con tutta calma ma non può per colpa della bomba.

(Joey e Bessie siedono fuori a fare colazione)

Joey: Pensi che sia stato più di uno slancio?

Bessie: Non lo so, Joey.

Joey: (scocciata) Grazie, bell'aiuto.

Bessie: Scusa, ma non ho certo intenzionedi dirti che vuoi che ti dica, visto che sinceramente non lo so. Forse potresti confiadrti con qualcuno, qualcuno che ti aiuti a ragionarci su.

Joey: E chi? Dawson, Pacey, Andie? Pensaci, puoi aiutarmi solo tu.

Bessie: Mi spiace, Joey, ma su questo argomento non so proprio che dire.

(Doug e Pacey camminano per la strada)

Doug: Devi agire in fretta. Le cose possono andare bene se prima ti occupi della bomba. Pacey, devi dire a Dawson di Joey, ok? Il trucco è andare in un posto che vi ricordi di tutto quello che avete passato insieme, un posto dove lui si ricorderà di quanto sei importante per lui. E allora glielo dirai. Sarà sconvolto, ovviamente, ma capirù anche che la sua amicizia è importante per te. E rispetterà anche il fatto che tu tieni tanto a lui da confidarti sulla faccenda, nel qual caso sarà lui stesso a dirti di continuare. E tu e Joey sarete felici e contenti.

Pacey: Questo è il tuo consiglio?

Doug: Cosa c'è che non va con questo consiglio?

Pacey: Niente, è perfetto, è molto serio, posato, saggio... non alla Dougie. Comunque, anche se il tuo piano avesse successo, hai dimenticato una parte piuttosto importante: gli spintoni, le urla, le proteste...

Doug: Andiamo, fratellino, cresci. Pensi che avrebbe reagito così violentemente se non avesse provato qualcosa anche lei?

(Pacey riflette sulla cosa)

(Stacco. Casa di Jack e Andie. Lui è seduto in giardino a fare colazione quando Andie lo raggiunge)

Andie: Oh, oggi non c'era acqua calda, ho finito lo shampo, e ho due compiti in classe, Francese e Matematica. (guarda Jack) Perchè sei così contento?

Jack: Ethan viene a trovarmi questo pomeriggio, passerà qui il weeekend.

Andie: (tentatrice) Uuuh, sento profumo di conquista, fratellone?

Jack: Andiamo, è possibile che due gay restino solo amici, sai.

Andie: Jack, non sto parlando dei tuoi gusti sessuali. Sto solo notando che hai un sorrisone stampato in faccia.

Jack: No, davvero. Sono felice di aver finalmente trovato un amico che, sai, mi accetta per quello che sono, e mi capisce. E' un sollievo immenso. Tutto qui.

Andie: Ah, e papà cosa dice di tutto questo?

Jack: Ecco, visto che lui ha quel famoso viaggio d'affari questo weekend, ho pensato che non c'era neanche bisogno di dirglielo (Andie fa una smorfia) Che c'è?

Andie: Uhm, papà l'ha cancellato.

Jack: (abbassa la testa e geme) Sai una cosa? Non mi importa! In fondo è una situazione innocua, e sono abbastanza grande, e se voglio invitare un amico a stare qui per un weekend, posso farlo, e lui non può dire niente in merito.

Mr. McPhee: (esce dalla casa e li raggiunge) Chi può non dire niente in merito a cosa?

Andie: Il congresso non può dire niente se il presidente decide di porre il veto a quella nuova riforma del sistema di tasse. (Jack annuisce come uno scemo)

Mr. McPhee: (dubbioso) Okay. Ciao. (torna dentro)

Andie: Ciao. (lancia un'occhiata a Jack)

(Corridoio di Capeside High - Jen e Henry camminano verso l'armadietto di lui)

Henry: Perchè stai sorridendo?

Jen: Ah, così. Posso chiederti una cosa, Henry?

Henry: Okay.

Jen: Quando avevi intenzione di dirmi che domani è il tuo compleanno?

(raggiungono l'armadietto di Henry. Lui fa una faccia sorpresa)

Henry: Come l'hai scoperto?

Jen: Ho le mie fonti. E per festeggiare la tua nascita, ho preparato questa serie di cose: una cena, un film, dopodichè il tuo regalo, che rimarrà una sorpresa e che non riuscirai a strapparmi nemmeno sotto tortura.

Henry: A dire il vero, Jen, non posso. Non domani.

Jen: Perchè no?

Henry: Ho un impegno.

Jen: Un impegno con chi? La tua altra ragazza?

Henry: Con mia mamma. E la mia famiglia. Sai, una cosa di famiglia, senza amici. Mi dispiace.

Jen: Va bene. Lo capisco, va bene.

Un ragazzo: (si avvicina e da il cinque a Henry) Ehi, Henry, ci vediamo domani alla festa. Non vedo l'ora!

Jen: (sbigottita) Dai una festa di compleanno e non mi hai invitato?

Henry: Aspetta, lascia che ti spieghi, ok?

Jen: Oh, non riesco a pensare a niente che tu possa dire al momento che ti tiri fuori dalla buca grande quanto il Gran Canyon che ti sei appena scavato. E mentre cerchi uno scampo, ti saluto e vado in classe. (lo lascia e se ne va. Henry si appoggia all'armadietto)

(la mensa - Joey prende il vassoio, e cerca un posto dove sedersi. Vede Pacey che si siede vicino a Dawson, e allora cerca un posto altrove)

Dawson: E' incredibile, guarda qui. Guarda cosa stanno facendo. (dà a Pacey un giornale)

Pacey: (legge) Inizia la costruzione della terza zona nel nuovo distretto residenziale di Capeside. E?

Dawson: Pacey, raderanno al suolo i nostri boschi, il nostro forte. Il luogo dove è nata la nostra amicizia.

Pacey: Già, le nostre prime sbirciatine a Playboy, tu che mi guardavi bere i primi sorsi di birra...

Dawson: Dovremmo protestare, sai? Ammanettarci al forte o qualcosa del genere.

(Joey siede al tavolo con Andie)

Andie: Sembri un po' strana, sai.

Joey: No, sto bene. (guarda Dawson)

Andie: Oh. Allora, com'è andato il weekend? E' successo niente di interessante?

Joey: Um...

(tavolo di Pacey e Dawson)

Pacey: Sai cosa dovremmo fare? Dovremmo andarci in campeggio, noi due, per dare un ultimo saluto al vecchio forte.

Dawson: Dici davvero?

Pacey: Sì, sai, potrebbe essere l'ultima occasione. Pacey e Dawson che rendono omaggio alla loro infanzia che velocemente sta scomparendo.

Dawson: E' un'ottima idea. Sì, facciamolo. Andiamo in campeggio.

Pacey: (un po' nervoso) Perfetto. Okay.

(Jen va a sedersi con Joey e Andie. Ha una faccia arrabbiatia.)

Joey: Che c'è?

Jen: Beh, il mio ragazzo si vergogna di me ed è un bugiardo... ma a parte questo, va tutto bene.

Andie: Mi dispiace, Jen.

Joey: Anche a me.

Jen: Considerando l'andazzo dellamia vita sentimentale, c'era da aspettarselo.

Andie: Sapete una cosa, ragazze? Le altre ragazze non hanno questi problemi, e sapete perchè? Perchè escono tra di loro.

Jen: Che vuoi dire?

Andie: Questa tua depressione dev'essere curata con una dose di presenza femminile. Senza contare il fatto che c'è una strana nuvola nera che aleggia sulla testa di Joey. Quindi io dico che è il momento adatto per una serata da ragazze.

Joey: (scettica) Serata da ragazze?

Andie: Esatto. Scusate, non pensate sia strano il fatto che nessuna di voi frequenta mai qualcuno che non abbia un pene? (Joey guarda Jen. Jen sorride) Sareste sorprese nello scoprire quanto può essere potente l'amicizia femminile. Non aveva visto "Thelma e Louise"?

Joey: Andie, hanno ucciso un uomo.

Jen: Già, e alla fine si sono schiantate giù per un dirupo.

Andie: Sì, ma il punto è che l'hanno fatto insieme, da amiche. Insomma, in questo mondo freddo e crudele, una ragazza può contare su una cosa sola: sulle sue sorelle. Mi serve un po' di amicizia femminile, e anche a voi. Quindi, che dite?

Jen: (vede Henry entrare) Sì, io ci sono.

Andie: Vai, Jen.

(entrambe guardano Joey)

Joey: (scuote la testa, come per dire "come volete") Certo, anch'io.

Andie: (eccitata) Sì! Non ve ne pentirete.

(Casa dei McPhee - suonano alla porta. Jack apre e c'è Ethan)

Ethan: Ciao.

Jack: Ciao.

Ethan: Jack.

(si abbracciano amichevolmente)

Jack: Come va?

Ethan: Bene, è un piacere vederti.

Jack: Anche per me.

(Rumore di portiera. Entrambi si voltano, e vedono il signor McPhee che esce dalla macchina)

Jack: Papà. Sei tornato prima.

Mr. McPhee: Posso parlarti in privato?

(Jack lo raggiunge)

Mr. McPhee: Che vuol dire questo?

Jack: Niente, è... è solo un amico.

Mr. McPhee: Se mi avessi chiesto il permesso, ti avrei evitato l'imbarazzo di dover dire al tuo amico che deve tornare a casa.

Jack: Ha fatto un viaggio di due ore in treno dal suo collegio. Non ho intenzione di dirgli di tornare indietro.

Mr. McPhee: Jack, non è il weekend adatto per avere ospiti.

Jack: Non è un buon weekend per ospiti, o solo per il tipo di ospiti che avrei io?

Mr. McPhee: Non ho detto questo.

Jack: No, ma è quello che volevi dire. Senti papà, non mi importa, va bene? E' un amico, e sta qui, non ho niente di cui giustificarmi.

Mr. McPhee: Sì, ma me l'hai tenuto nascosto, il che mi rende chiaro che non è una buona idea.

Jack: Certo, papà, non te l'ho detto perchè sapevo che avresti reagito in questo modo.

Mr. McPhee: La mia risposta è no.

Jack: Sai una cosa, non mi importa di quale sia la tua risposta perchè io non la chiedo. Quando sono tornato a stare qui, hai fatto una proemssa - che questa sarebbe stata una famiglia aperta, priva di pregiudizi.

Mr. McPhee: Finchè sei sotto il mio tetto -

Jack: L'unico motivo per cui sono qui è Andie. Sai, sono felice che tu sia qui questo weekend, perchè se guardarmi stare con un mio amico ti fa star male, allora meriti di soffrire. (e se ne va arrabbiato)

(Pacey porta Buzz sulle spalle mentre si avvicinano a casa del bambino)

Pacey: Devo dire che oggi abbiamo proprio lavorato bene, Buzz. Un altro di weekend come questo e avremo finito. Ok, scendi. (fa scendere Buzz dalle spalle e lo fa sedere sul parapetto del portico) Sei una scimmietta! Dammi il cinque, ottimo lavoro.

Buzz: (prende Pacey per la spalla) Non puoi andartene, stanno arrivando i miei amici e ho raccontato loro del mio nuovo amico quasi-da-sballo.

Pacey: Vorrei poter restare, piccolo, ma ho un altro impegno.

Buzz: (lo prende per la camicia) Vuoi varmi venire un complesso per la mia altezza?

Pacey: No, lo so che ci siamo divertiti un mondo, ma sono già in ritardo per incontrare il mio amico.

Buzz: (prendendolo in giro) Fidanzata!

Pacey: No, curiosone, vado a campeggiare col mio amico Dawson.

Buzz: Anche io voglio andare in campeggio. Perchè non porti anche me?

Pacey: Buzz, non posso, non sono ammessi bambini. Solo io e Dawson. Ma la prossima volta, prometto che andremo a campeggiare io e te. Ti va? Ci vediamo domenica?

Buzz: (deluso) Sì... ciao Pacey.

Pacey: (mormora)Okay. (e se ne va)

(camera di Jen – Jen e Joey sono seduta sul letto – Andie è in piedi)

Andie: La prima proposta è la mia (entusiasta) Pulizia del viso e pedicure, che dite?

(Joey e Jen guardano Andie, con le sopracciglia sollevate)

Andie: Perfetto, allora vado a preparare la roba. (e corre via)

Jen: Allora, come va?

Joey: (pausa di silenzio) Tutto a posto.

Jen: Davvero? Perchè, Joey, se stai attraversando un momento particolarmente strano, e vuoi parlarne con qualcuno per fare luce in materia, qualcuno che non sia coinvolto... sappi che sono qui.

Joey: (guarda Jen meditabonda) Hai delle informazioni che vuoi dividere su una certa situazione?

Jen: Vedi, io, te, Dawson, Pacey - è un gruppo molto strano. Lo so che io siedo alla periferia, ma mi sembra che ci sia un qualche cambiamento nell'equilibrio del nostro mondo.

Joey: Vorrei proprio sapere come mai, uhm, un piccolo impulso insignificante che è finito prima ancora di cominciare tutt'a un tratto è diventato di dominio pubblico. E cosa ti fa pensare che ne voglia parlare?

Jen: Joey, non c'è niente di dominio pubblico. E non ho alcuna idea di a quale impulso insignificate tu ti stia riferendo, ma (fa una pausa) è chiaro dal modo da cui ti comporti che non è insignificante.

(Joey poggia la testa sulla mano)

Jen: E come ho detto prima, se senti il bisogno di parlarne con qualcuno, che ti aiuti a capirci di più... io sono qui.

(Joey annuisce. Stacco. A casa dei McPhee, Jack e Ethan stanno giocando a scacchi. Il signor McPhee entra nella stanza)

Mr. McPhee: Cosa fate di bello?

Jack: (molto sarcastico) Cosa sembra che stiamo facendo?

Mr. McPhee: (si siede) Posso farvi compagnia?

Jack: A dire il vero no. Perchè non vai a spiare Andie a casa di Jen?

(il Signor McPhee si alza e se ne va)

Jack: Dio! Credevo fosse meno sfacciato nel farci la guardia. Mi dispiace che tu debba sorbirti questa cosa.

Ethan: Non preoccuparti. Anche io ho passato le stesse cosec con mio padre. So come comportarmi.

(Pacey e Dawson camminano verso il forte, con i sacchi a pelo e il resto della roba in spalla, sul sentiero di un bosco)

Pacey: Come diavolo facevamo a farlo quando avevamo dieci anni?

Dawson: Di solito mangiavamo soltanto un pacchetto di patatine e un paio di merendine.

Pacey: E' cambiato molto da allora, vero?

Dawson: Eccome.

Pacey: Ma il cambiamento è bello, giusto? Voglio dire, un cambiamento potrebbe essere per il meglio. A volte un cambiamento che può sembrare per il peggio finisce per il meglio.

(stacco - Dawson e Pacey raggiungono il vecchio fortino)

Pacey: Ehi, eccolo qua. Il nostro fortino. Frutto di un'intera estate di fatica. Sta ancora su.

Dawson: Sai, è tipico.

Pacey: (si addentra nel fortino per controllare) Cosa?

Dawson: Tipico di me. Tutto quanto, questo forte, come tutto quello che ho visto finora, era più grande nei miei ricordi. Adesso è ridimensionato. Normale. Tutta la mia vita è stata normale.

Pacey: (esce) Tutto questo per un vecchio fortino? L'abbiamo costruito a nove anni, Dawson. Che ti aspettavi, il Taj Mahal?

Dawson: No, certo, è solo che... non so. Stavo cercando di collegarmi alla persona che ero un tempo. Avevo questa passione, e sapevo chi ero. Tutto era semplice, magico persino. Adesso, invece... forse non sono mai stato quel tipo di persona, forse credevo di esserlo e basta.

Pacey: (respira a fondo, nervoso) Sai, è strano che la metta in quel modo, perchè a me sembra... sembra come se tu stia cercando una risposta, sai? E anch'io, perchè proprio questa mattina stavo riflettendo a colazione col Sergente Doug, una delle ultime persone a cui chiedere consiglio, ma sai com'è. E lui mi ha detto di venire da te, perchè tu probabilmente hai la risposta che cerco, perciò... (si rende conto che Dawson non lo sta ascoltando, ma si guarda in giro)

Dawson: Senti questo rumore?

Pacey: No, quale?

(Buzz e due suoi amici arrivano in bici al forte)

Buzz: Li abbiamo trovati!

Bimbo # 1: Ehi, bel forte.

(i bimbi scendono dalle bici e corrono nel fortino - Dawson guarda Pacey che ha un'aria come per dire "perchè a me?")

(casa di Jen - tutte e tre hanno spalmata in faccia una maschera di bellezza verdastra)

Joey: Possiamo toglierci questa roba adesso?

Jen: Oh sì, ti prego, non muovo più la faccia!

Andie: (mentre dà lo smalto alle unghie dei piedi di Joey) Ancora due minuti e mezzo.

Joey: Questo popcorn è ottimo. (ne mangia una manciata)

Andie: Grazie. Era la specialità di mia mamma quando ero piccola. Mi ricorda di quando ero bambina. Non vi viene mai voglia di tornare ad avere dieci anni? Tutto era così semplice, e sotto controllo. Mi sentivo così protetta...

Joey: So che vuoi dire. Mi manca il periodo in cui potevo arrampicarmi sugli alberi e rotolarmi nel fango e giocare coi maschi, ed era come se non ci fosse alcuna differenza. Senza quei problemi uomo-donna che intralciassero le cose, e io... mi sentivo più libera di essere me stessa.

Jen: Io non ho mai fatto la bambina. Mia mamma non mi faceva giocare in giardino perchè non stava bene, e non mi faceva camminare nelle sue scarpe col tacco perchè costavano troppo. E non mi rimpinzava di dolci perchè aveva paura che ingrassassi.

Joey: Tutto quello che vorrei fare è mangiare gelato. Mangiare gelato, fingere di essere una bambina, e dimenticarmi dei ragazzi.

Jen: Oh, lo so, sono terribili. Insopportabili. E' una cosa genetica, credo, ma quando è troppo è troppo. (sospira) E sono bugiardi.

Joey: Mhm. (allunga un dito) Si divertono a toccarti i capelli.

Jen: Ed è ancora peggio quando provano qualcosa per te ma non osano ammetterlo.

(Joey guarda Jen pensosa per un istante. Jen la guarda a sua volta.)

Joey: Sapete, ho finalmente deciso quello che voglio fare stasera. Il mio posto preferito quando ero piccola... era la pista di pattinaggio a rotelle.

Andie: (annuisce) Adoro i pattini.

Jen: Perfetto! Direi che la tua scelta può essere unita alla mia.

(Jen tira fuori un sacchetto da sotto il letto e sorride. Joey e Andie lo guardano, perplesse)

(Casa dei McPhee - Jack e Ethan stanno per uscire e passano vicino al signor McPhee in cucina, il quale sta infilando una cena precotta in forno)

Ethan: Uh, Sig. McPhee, vorrebbe venire a cena con noi?

Mr. McPhee: (sorpreso) Beh, ecco, se a voi ragazzi non dispiace... con molto piacere.

Ethan: Perfetto. Andiamo.

Mr. McPhee: Bene, prendo la giacca.

Jack: Okay.

(Mr. McPhee va a prendere la giacca. Jack guarda Ethan e gli lancia un'occhiataccia)

Ethan: Che c'è?

(Il fortino, di notte – Pacey raggiunge Dawson e i bambini che sono seduti vicino al falò)

Pacey: Ok, ho parlato coi vostri genitori, e hanno detto che potete restare qua a dormire con noi.

I bimbi: Vai!

Pacey: (privo di entusiasmo) Già. Voglio solo che sappiate che avere un cellulare a dieci anni è assolutamente sbagliato.

Buzz: Dawson stava per raccontarci una storia.

Dawson: Giusto, giusto. Stavo raccontandovi una storia che parla di un anziano signore, molto ricco, che un giorno decise di creare un parco di divertimenti molto, molto strano.

Buzz: Con i dinosauri, chiamato "Jurassic Park". L'ho visto dodici volte. Provane un'altra.

Dawson: (sorride) Okay. Hm... va bene, questa parla di un bambino chiamato Elliott, che credeva di aver visto un folletto nella rimessa del giardino-

Bimbo # 1: Ma dai! Anche questo è un film, "ET"!

Dawson: Uno squalo mangiauomini?

I tre in coro: No!

Bimbo # 2: Perchè non ci racconti una delle tue storie?

Dawson: Va bene. Dunque, questa è una storia vera, e Pacey... beh, non dovrei raccontarvela, ma lo faccio solo per questa volta. E' ambientata proprio in questo bosco, e parla di un uomo, che una volta viveva proprio (lo indica) in quel fortino lì. (la musica di sottofondo si fa cupa) Questa era la sua casa. Il suo nome era Max, che è un nome normale, ma Max non è una persona normale. Max è cattivo. E nessuno sa come mai, ma odia tutto quello che è bello e tenero, o felice. Va in giro per questi boschi, di notte. Una volta era un guardiacaccia, per cui porta sempre con sè questa ascia insanguinata. Va in giro per il bosco ad ammazzare conigli, uccelli, tutto quello che trova. Ma la sua preda preferita... sono i bambini.

(Buzz ha l'aria di stare per farsela sotto dalla paura)

Dawson: Tutto okay, Buzz?

Buzz: Continua a raccontare.

Dawson: Un giorno, Max è tornato a casa e ha trovato tre bambini che dormivano davanti al fortino...

(Pista di pattinaggio. Andie, Jen e Joey stanno pattinando, tenendosi per mano. Hanno addosso degli stranissimi costumi, quelli che Jen aveva nella borsa: camicie da notte di seta, boa di piume, parrucche anni venti, e trucco coi brillantini)

Andie: Stavo pensando a quello che avete detto prima, di come i ragazzi siano terribili, e avete ragione. Però, credo anche che ci sia di più, perchè a volte capita che ti guardino in quel modo. Avete presente, quello sguardo che dice che siete entrambi nel posto dove avete sempre voluto essere, e che provano la stessa cosa che provate voi. E voi vi sciogliete, come delle grosse quantità di gelato, anche se non volete. (sorride) Pacey lo faceva sempre, mi guardava in quel modo subito prima di baciarmi. Mi faceva tremare le ginocchia.

(Joey sorride colpevolmente)

Jen: Anche Henry ha quel tipo di sguardo. Lo fa ogni volta.

(si fermano sul bordo della pista)

Andie: Okay, chi fa un'altro giro?

Jen: Oh no, no, no. Mi serve una pausa.

Andie: Vieni, Joey. (le prende la mano)

Joey: Okay.

(Andie e Joey si allontanano pattinando)

Andie: Ciao.

Joey: Ciao.

Jen: Ciao.

(Jen sorride mentre le guarda, poi si volta quando sente della gente che canta. Henry è lì, bendato, e cerca di colpire una pignatta. Tutt'intorno ci sono gli amici e i familiari che dicono in coro "Henry, Henry!" - Jen si avvicina al gruppo)

Jen: Henry?

(le voci si interrompono e Henry si toglie la benda dagli occhi - è stupito)

Jen: (fa ciao timidamente) Ciao.

(Jen si rende conto di come è vestita ed assume un'aria imbarazzatissima)

(Al ristorante con Jack, Ethan e il Sig. McPhee)

Ethan: (ammirato) Una Ford Thunderbird del '57? Non ci credo, è la mia auto dei sogni!

Mr. McPhee: Oh, credimi, Ethan, guidarla è come un sogno. Perfettamente tenuta, rosso fragola, interni neri, otto cilindri, a tre velocita, cabrio. Jack, ti ricordi quella foto che la mamma ha fatto a noi due sull'auto, quando eri piccolo?

Jack: (con aria molto irritata) Devo averlo rimosso.

Ethan: Perchè l'ha venduta?

Mr. McPhee: Oh, beh, con i figli e tutto il resto... non era pratica. Ma amavo quell'auto. Ho pianto quando l'ho venduta, vere e proprie lacrime...

(Jack sembra estremamente irritato da come Ethan e suo padre vadano d'accordo)

Ethan: Per la miseria! Non riesco a crederci.

Jack: Neanche io.

Mr. McPhee: Non ci pensavo da anni. Jack chiedeva sempre di farci un giro. Te lo ricordi, Jack?

Jack: Ti ho già detto di no. (fa spallucce)

Mr. McPhee: Giusto. C'è un museo di auto d'eoica in fondo alla strada. Durante il weekend stanno aperti fino a tardi, e hanno una Cadillac del 1926. Da farti impazzire, Ethan.

Ethan: Ottima idea.

Mr. McPhee: Jack?

Jack: Magnifico.

(Jack guarda male Ethan e Ethan distoglie lo sguardo)

(Campeggio. I tre bambini dormono della grossa. Pacey sta scavando poco distante e finalmente tira fuori una vecchia scatola dalla terra)

Pacey: Dawson! Guarda questa.

(Dawson si avvicina e ride quando vede quello che Pacey ha trovato)

Dawson: Dio, mi ero completamente scordato di questo (si siede vicino a Pacey)

(Pacey apre la scatola e Dawson toglie alcuni oggetti)

Dawson: Questo è (ride)... il biglietto della prima volta che ho visto Jurassic Park. E quello della seconda, e quello della terza.

Pacey: Che cosa triste.

Dawson: Terribile.

Pacey: Ehi! Guarda (tira fuori un coltellino) Il coltellino del Sergente Doug. (ride) Mio padre non ha mai trovato la refurtiva, ma mi ha punito a dovere. Sempre il solito.

Dawson: Oh Dio, guarda qua. (ride) Una vecchia foto di me e di Joey. (la fa vedere a Pacey) Guarda com'era bella anche da piccola. E io che non me ne accorgevo.

Pacey: Beh, dovevi essere sordo, muto e cieco per non vederlo.

Dawson: E questo? (un foglio) "Il Codice Segreto di Pacey Witter e Dawson Leery" Te lo ricordi? L'abbiamo creato il giorno...

Pacey: (termina) ...In cui siamo diventati fratelli di sangue.

Dawson: Già. Il nostro Giuramento di Lealtà. E' meraviglioso, non riesco a credere che tu l'abbia ritrovato. E' strano mettere via la propria amicizia, seppellirla in una scatola e dimenticartene completamente.

Pacey: (annuisce) Già.

(Pista di pattinaggio. Henry e Jen parlano sul bordo della pista)

Jen: Fammelo dire ancora: E' stata assolutamente una coincidenza. Non volevo fare la guastafeste, e tua mamma ha insistito perchè restassi, quindi non c'è bisogno che ti arrabbi con me.

Henry: Non mi sento arrabbiato. Un po' umiliato, ma non arrabbiato.

Jen: Aspetta un attimo. Prima mi menti sulla tua festa, poi mi ferisci non invitandomi, poi io per caso arrivo alal festa vestita così (mostra il boa di piume)... e tu ti senti solo umiliato?

Henry: Dai la colpa a me? Guardati attorno, questo posto è adatto a chi ha sei anni. Ho detto a mia mamma che questa era l'ultima volta. Come facevo a portarti? Non avresti capito mai.

Jen: Non puoi saperlo finchè non me lo chiedi.

Henry: Già è un miracolo che tu non pensi più a me come a un bambino innocente. Se poi ti avessi portato qui... Andiamo...

Jen: Henry, quante volte te lo devo dire? La tua innocenza è una delle tue qualità migliori. E mi aiuta a trovare la stessa innocenza in me. Non devi nascondere chi sei veramente. Non a me.

Henry: Stai dicendo che mi perdoni?

Jen: Dico solo che non voglio che mi si menta.

Henry: Mi dispiace, davvero. Posso capire se non vorrai più parlarmi. (si allontana pattinando)

Jen: (sospira sorridendo) Così drammatico... (lo insegue) Torna qui, Henry Parker!

(Jen ragiunge Henry che è fermo sul bordo della pista)

Jen: Ah, a proposito, il tuo regalo di compleanno sarebbe stato una copia di "Born to Run", in vinile, condizioni perfette.

Henry: Sarebbe stato?

Jen: Beh, diciamo che l'ho rivenduto, e in cambio ho comprato della musica per tirarmi su il morale.

Henry: In fondo è il pensiero che conta.

Jen: Sì, esatto.

(Jen sorride e lo cattura con il boa di piume. Bacio.)

Jen: Buon compleanno, Henry. Andiamo.

(si prendono per mano e pattinano)

(Museo delle auto. il Sig. McPhee è seduto al volante di una vecchia auto)

Mr. McPhee: La bellezza insita in una vecchia auto è la sua semplicità. Tutto quello che ti serve è qui, niente di automatico. Devi soltanto...

Jack: (mette una mano sulal spalla di Ethan) Posso parlarti per un secondo?

Ethan: Certo.

(si allontanano di qualche metro)

Ethan: Che c'è?

Jack: (sbuffa) Quello che c'è è che non ti ho chiesto di venire a trovarmi per fare un po' di compagnia a mio padre, che mi odia, ok? E che non prova mai a capirmi. E che sa... piangere quando vende un'auto, ma non spreme mai l'ombra di un'emozione per suo figlio.

(Ethan fa per dire qualcosa)

Jack: No, no. Ha smesso di essere mio padre da tanto tempo, Ethan. Non voglio passare l'intera serata a farmi sbattere in faccia quei momenti.

(Il sig. McPhee sente benissimo quello che Jack sta dicendo. Lentamente, con aria mogia, esce dall'auto)

Jack: Andiamo, questo è un incubo.

Ethan: Jack, calmati, insomma-

Mr. McPhee: (li raggiunge) Sentite, ragazzi, io... io torno a casa. Tornate da soli, va bene?

Jack: (con enfasi) Sì!

(Jack e suo padre si guardano in silenzio per un secondo, poi il sig. McPhee fa per allontanarsi. Si ferma un secondo)

Mr. McPhee: (tristemente) Sai, credevo proprio che le cose stessero andando meglio. Ero così felice per stasera.

(Jack si volta e guarda suo padre)

Mr. McPhee: Ho cancellato apposta il viaggio d'affari, questo weekend, per stare un po' con te. Probabilmente non sono il padre che fa per te. O che tu vuoi.

(se ne va. Jack resta lì, sconvolto da quello che ha detto il padre)

(Campeggio. Dawson e Pacey sono nei loro sacchi a pelo)

Dawson: Pacey, sei sveglio?

Pacey: Sì, completamente sveglio. Cosa c'è?

Dawson: Ho finalmente capito che... l'unica cosa che non ha perso importanza col passare del tempo è la nostra amicizia. Sai, ci sono molte cose di cui non sono certo, riguardo la mia vita, ma sarò sempre sicuro di avere te. E Joey.

Pacey: (sulle spine) Io e Joey, eh?

Dawson: Già. Tu rappresenti la lealtà pura, sai? Sei lo stesso ragazzo che ha creato quel giuramento quando eravamo piccoli. Lo stesso che farebbeo qualsiasi cosa per un amico.

Pacey: (con un'aria depressissima) E Joey?

Dawson: Joey? Lei è la mia guida. La mia anima gemella. La mia ispirazione. Per farle breve, sono contento di avere voi due come amici. Sarei perso senza di voi.

Pacey: (guarda il cielo) Sai, se sono leale nei tuoi confronti, Dawson, è perchè tu mi hai messo in questo ruolo. Tu sei il narratore, sai? Vedi le cose e ne interpreti il significato. Hai visto come ti guardavano quei bambini mentre raccontavi loro quella storia stanotte? Com'erano presi? Tu costruisci un mondo fantastico, e ci lasci giocare là dentro.

Dawson: In questi giorni non è proprio fantastico.

Pacey: Lo sarà, amico.

(camera di Jack. Ethan sta preparando la brandina)

Jack: Buonanotte.

Ethan: Aspetta, non pensi che dovremmo parlare di quello che è successo stasera?

Jack: A dire il vero preferirei pensare che sia stato tutto un incubo.

Ethan: Questo sarebbe sbagliato, Jack. Senti (si siede sul letto) so che sei arrabbiato con me, ma non devi esserlo. Io stavo solo cercando di aiutarti.

Jack: No, non ce l'ho con te, sono solo... arrabbiato in generale. (Sospira e alza le mani) Stasera, ecco, è perfino riuscito a fare la figura della vittima, e io sono diventato l'orco cattivo, ma non è...

Ethan: Dio, Jack, non lo capisci? Siete tutti e due vittina. E non migliorerà finchè non lascerai andare tutta quella rabbia.

Jack: Sì, ma è stato lui a farmi questo! E' lui che mi ha reso così adirato! Un anno, Ethan. Un intero anno in cui è come se gli fosse capitata la cosa peggiore al mondo. E cancella un viaggio per poter... potermi passivamente rinfacciare tutto e aspettare che tutto svanisca magicamente? Non è - non è così che funziona!

Ethan: (si alza) Beh, lascia che ti dica come funziona. Tu continua a tenerti dentro la rabbia, Jack, e tu e tuo padre perderete un altro anno. E un altro ancora. E prima che te ne accorgi, ti sveglierai sentendo che hai bisogno di lui, o che lui ha bisogno di te, e sarà troppo tardi.

(Ethan e Jack si guardano per un secondo)

Ethan: E inoltre, quando lasci andare la rabbia, c'è anche di buono che non sei più arrabbiato

(Jack ci pensa in silenzio)

Ethan: Pensaci. (va a letto) Buonanotte Jack.

Jack: Notte. (Jack va a letto)

(casa di Je – Andie e Joey si stanno spazzolando i capelli in bagno. Joey fa in camera da letto e si siede davanti a Jen nel letto)

Joey: Serata strana, eh?

Jen: Direi proprio.

(Joey guarda verso il bagno per assicurarsi che Andie ne abbia ancora per un po')

Joey: Stavo parlando con Bessie ieri, e mi ha detto di parlarne con qualcuno, così... non riesco a credere di parlarne proprio a te, però... (guarda un attimo verso il bagno) L'altro giorno Pacey mi ha baciata.

Jen: Sì, temevo che questa cosa saltasse fuori prima o poi.

Joey: Ecco, non è successo nient'altro, non c'è nessuna "cosa". Ho semplicemente avuto un attacco isterico, e mi sono arrabbiata e continuo a non capire perchè l'abbia fatto. E' stata una cosa improvvisa, e...

Jen: (abbassa il libro che stava leggendo) Beh, se è stata una cosa così improvvisa, come mai non mi sorprende? Dovresti farti questa domanda, Joey: se non è importante come dici tu, perchè sei così sconvolta e confusa?

(Joey sospira e si appoggia alla testiera)

(casa di Jack - il sig. McPhee sta lavorando con una calcolatrice alla scrivania. Entra Jack in camicia da notte)

Mr. McPhee: (bruscamente) E' tardi, cosa c'è?

Jack: Io... uhm (prende un respiro e lo esala, poi si siede su una delle due poltrone davanti alla scacchiera) Volevo solo chiederti perchè. Perchè proprio questo weekend? Proprio questo viaggio? Perchè ora, dopo che per lo scorso anni mi hai trattato come un lebbroso? Ok, rispondi solo a questo. Perchè?

(Il sig. McPhee spegne la calcolatrice, e si toglie lentamente gli occhiali. Poi si alza, gira intorno al tavolo, e si siede sulla poltrona dall'altra parte della scacchiera)

Mr. McPhee: Era il momento giusto. Stavo parlando con Richard in ufficio, e lui ha un figlio, che è stato cacciato dal quarto college di fila, è stato beccato a rubare un auto, ha problemi di droga... tutta questa serie di cosa. E ad un tratto mi sono reso conto... Jack è un bravo ragazzo. Ho un figlio che è bravo, e non lo conosco neanche. Però voglio conoscerlo... e per questo ho cancellato il viaggio. Non è una cosa così straordinaria, in fondo qualcuno doveva pur fare la prima mossa.

Jack: Non credevo che saresti stato tu a farla.

(Il signor McPhee muove un cavallo. Jack, dopo un po', muove anche lui un cavallo. Padre e figlio si guardano per un secondo. Jack sorride leggermente)

(Campeggio, mattino. Dawson e Pacey stanno facendo le valigie mentre i bambini giocano con dei bastoni alle loro spalle)

Pacey: Ci vediamo presto, ok?

Dawson: Certo, ci vediamo.

Pacey: (si issa lo zaino sulle spalle) Ok, andiamo ragazzi.

(i bambini raccolgono le borse e la bici)

Buzz: Ciao Dawson, e sta' attento a Max e la sua ascia insanguinata..

Dawson: (sorride) Ci vediamo ragazzi.

(Negozio di alimentari. Pacey e Buzz entrano)

Buzz: Ora compro dodici pacchetti di caramelle e cinque merendine.

Pacey: Facciamo una bibita e un sacchetto di patatine?

Buzz: Un pacchetto di caramelle, una merendina e una bibita.

(Pacey e Buzz sbattono contro Joey)

Pacey: Ciao.

Joey: Ciao.

Buzz: (sorrisone) Ciaaaaaaaooooo!

(Joey abbassa lo sguardo su Buzz)

Pacey: Un attimo... (guarda Buzz) Se ci concedi cinque minuti, ti compro dieci bibite e una scatola di merendine.

Buzz: Ci sto!

Pacey: (gli dà dei soldi) Vatti a rifornire.

(Buzz corre a prendere la roba)

Pacey: Ciao.

Joey: Riciao.

(parlano all'unisono)

Pacey: Volevo solo dire-

Joey:Riguardo l'altro giorno-

(sorridono, e la tensione scompare)

Joey: Prima tu.

Pacey: Beh, io volevo solo dire che... mi dispiace. Tutte quelle storie su Dawson, e sullo sconvolgimento del nostro universo... credo avessi ragione. (Joey ha l'aria di esserci restata molto male, ma lo nasconde) Quello che ho fatto, ecco, è stato incredibilmente stupido, e non so a cosa stessi pensando, per cui... volevo solo dirti che è stato un impulso. Semplice e chiaro. Un impulso che ha lasciato il mio corpo per sempre. (mormora) Te lo prometto.

Joey: Va bene, Pacey... anche io ho reagito eccessivamente. In fondo, niente è molto importante a meno che tu non gli dia importanza, e... e non è una cosa importante. Perchè arrabbiarsi tanto? In fondo non ha voluto dire niente, giusto?

Pacey: Giusto, giusto, perchè quello che ho fatto è stato uno sbaglio, giusto?

Joey: Giusto.

Pacey: Giusto, allora direi che siamo di nuovo amici.

(si stringono la mano)

Joey: Assolutamente.

Pacey: Bene.

(Joey annuisce)

Pacey: Uh, beh, adesso devo scappare. Quando quel bambino mangia tutto quello zucchero diventa una specie di fulmine. Dovrò inseguirlo fino a casa... e sono cinque chilometri, figurati.

Joey: Bene, allora ci vediamo Pacey.

Pacey: Sì, a presto, Joey.

(Pacey si allontana. Raggiunge Buzz fuori dal negozio e si incamminano verso casa)

Pacey: (aiuta Buzz a tirare la bici sul marciapiede) Un, due tre, issa. (prende la bici e la solleva) Ecco qua.

Buzz: Era lei?

Pacey: Chi?

Buzz: La ragazza!

Pacey: Quale ragazza?

Buzz: Quella che vuoi baciare, stupido. Quella di cui sei innamoraaaaaato.

Pacey: Macchè.

(Joey esce dal negozio e rimane sull'uscio a guardare Pacey e Buzz che si allontanano)





T e r z a   S t a g i o n e   |   G u i d a   A g l i   E p i s o d i   |   S i t e   D i r e c t o r y




Contattatemi per qualsiasi motivo!


Dawson's Creek e ogni cosa ad esso connessa è proprietà della WB e di Kevin Williamson.
Nessuna violazione di copyright intesa.