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[Capeside High]
(Joey, Pacey e Dawson si trovano a quella che in America viene chiamata una PTA (parent-teacher association), ovvero una riunione scolastica genitori - insegnanti. Si tratta di un consiglio straordinario tenuto per discutere la recente espulsione dalla scuola di Matt Caufield. I genitori, tra l'altro molto arrabbiati e indignati, pensano che la decisione del Preside Green di espellere lo studente dalla scuola sia stata troppo drastica e esagerata, e quindi vogliono tentare di fargli cambiare idea. Dawson, Pacey e Joey, dai loro posti a sedere, ascoltano, alquanto demoralizzati, la discussione) Dawson: Il dibattito non sta procedendo molto bene, vero? Pacey: Beh, dipende a chi ti riferisci. Joey: Esatto, infatti per un genitore inferocito che ha delle convinzioni sbagliate, va alla grande. Un genitore: Mi corregga se sbaglio, Sovrintendente, ma a me non sembra che il consiglio scolastico emani delle regole che autorizzino uno squilibrato a pronunciare sentenze di morte solo perché uno dei nostri figli si comporta come un ragazzo della sua età! (I genitori in sala applaudono) Pacey: E' assurdo. Sovrintendente Fielding: Calma per favore. Come ho già detto, abbiamo già esortato il Preside Green a riconsiderare la sua decisione, ma per quanto io vorrei che non fosse così, il Preside Green ha l'ultima parola in tutte le questioni disciplinari di Capeside High. (Il Signor Caufield, il padre di Matt, si alza) Signor Caufield: Signor Fielding- Signor Fielding, posso? Sovrintendente Fielding: Sì, prego. Prego, Signor Caufield. Signor Caufield: Lei si considera un membro di questa comunità? Sovrintendente Fielding: Si. Signor Caufield: E lascerà che i pregiudizi di un estraneo rovinino il futuro di mio figlio? Joey: (rivolgendosi a Pacey e Dawson) Non c'è la faccio più, devo dire qualcosa. (Si alza, e esclama rivolta ai genitori in sala) Tutto questo è ridicolo, avete ingigantito questa vicenda all'inverosimile. Sovrintendente Fielding: Questa è una riunione scolastica, signorina, non un'allegra radunata. Ora si segga per favore. Joey: Beh, nessuno vuole difendere il Preside Green per tutto quello che ha fatto per noi? Signor Caufield: Signorina Potter, mio figlio ha detto che lei è la ragazza alla quale è stato rovinato il murale. Joey: Questo non ha niente a che fare con me, va bene? Signor Caufield: Ha perfettamente ragione. Infatti, riguarda gli stratagemmi allarmistici di un uomo il cui estremismo e nozioni di giustizia sono più adatte ad una zona di guerriglia urbana che ad una comunità civilizzata come la nostra! Joey: Non può aver appena detto quello che ho sentito. Signor Caufield: Quello che sto dicendo è che se questo precettore avesse svolto il suo incarico in maniera competente nessuno di noi sarebbe qui stasera. Un membro del consiglio: E se lei avesse svolto in maniera competente il suo mestiere di genitore, Signor Caufield, forse suo figlio sarebbe ancora uno studente di questa scuola. (Ben detto!) Pacey: Senti senti. Una donna: E non avrebbe un proprio dossier che supera il centimetro di spessore. Joey: Ascolti, il Preside Green è un uomo perbene. Signor Caufield: Non ho dubbi che tu lo creda, cara, e magari lo credono anche altri studenti come te le cui famiglie non abbracciano- Joey: Abbracciano cosa? Signor Caufield: Non abbracciano i valori- Pacey: Oh, andiamo! Signor Caufield: --che noi abbiamo come- Dawson: (alzandosi in piedi) Dove vuole arrivare attaccando la sua famiglia? Lei non sa niente della sua famiglia! Soprintendente Fielding: (battendo il martelletto sul tavolo) Signori smettetela! (si alza in piedi) Se per venerdì, alle 15 in punto, il Preside Green non avrà ridotto l'espulsione di Caufield a una punizione più ragionevole, gli chiederò di presentare le sue dimissioni. (I genitori applaudono, mentre Joey si siede e scuote la testa indignata) Pacey: E' successo quello che credevo capitasse? Fielding costringerà il Preside Green a cambiare la sua decisione? Dawson: O lo fa o se ne va. Joey: (si alza per andarsene) Andiamo. [Dopo la riunione scolastica] (I genitori stanno uscendo dall'auditorio della scuola. All'esterno invece, una giornalista viene ripresa da una telecamera) Giornalista: …Fielding si aspetta le dimissioni da parte del Preside Green. Dalla vostra inviata Sherry Eisler della WKWB, è tutto. (Termina le riprese e sospira, sistemandosi i capelli mentre si specchia nel vetro della telecamera.) Gale: (dietro di lei) Ciao, Sherry. Sherry: Signora Leery, volevo dire Gale, che bello rivederti! Hai un aspetto splendido! Gale: Anche tu. Hey, congratulazioni per il tuo lavoro di inviata sul campo. Ne è passato di tempo da quando eri la timida principiante che avevo assunto. Sherry: Beh, si può dire che devo tutto a te. La nuova generazione di donne reporter adesso non esisterebbe senza dei pionieri veterani come te. Gale: (leggermente offesa) Allora, qual è l'argomento del tuo servizio? Sherry: C'eri anche tu la dentro, non hai visto? Gale: Io ho visto solo un gruppo di genitori indemoniati che, per questa città, fa a malapena notizia. Sherry: Oh, forse, ma che mi dici del preside che espelle dalla scuola uno studente fino alla fine dell'anno? A me sembra davvero singolare. Cameraman: Forza, Sherry, dobbiamo andare. Sherry: Ah, dobbiamo muoverci, abbiamo una scadenza da rispettare. Sai come vanno queste cose. E' stato un piacere rivederti, Gale. Gale: Anche per me, Sherry. [Al molo di notte] (Joey e Pacey stanno ritornando a casa, e parlano della riunione a scuola) Joey: Insomma, quello che è successo stasera è davvero ingiusto, per non parlare dell'umiliazione personale. Pacey: Sai come funziona il sistema, Jo. Ai detenuti, ai ritardati, e ai ragazzi sotto i 18 anni viene abitualmente negata la possibilità di partecipare alle decisioni che concernono la loro vita di tutti i giorni. Joey: Ma il problema è che 'chi più strilla, più ottiene'. Voglio dire, perché questi idioti urlano e si infuriano per dei voti bassi presi ai compiti in classe? Insomma, le persone che sono pienamente felici di come stanno le cose non fanno altro che stare a guardare e tirare dritto per la loro strada. Pacey: E' vero. Le persone felici e contente vanno di rado alle riunioni scolastiche. Joey: Ed anche gli adolescenti. Si insomma, andiamo, loro devono essere prima persuasi e stimolati, per poi scollarsi sul serio dalle loro Playstations, smettere di guardare Total Request Live, e fare qualcosa di concreto come questo. Pacey: L'hai detto, sorella. Allora, chi radunerà le truppe? Joey: (si stringe nelle spalle) Ovviamente nessuno. Pacey: Tu potresti. Joey: (ride) Sì, Joey Potter contro il sistema. E che potrei farei, dipingere un altro murale? [A casa di Joey] (Joey è al telefono con AJ) Joey: Non so nemmeno perché ci sono andata. Voglio dire, è stata solo un'inutile perdita di tempo, c'erano pochissimi studenti presenti, e ho detto giusto 2 frasi prima di essere massacrata. AJ: Joey, non puoi aspettarti che le persone si mobilitino per una causa che non esiste. Hanno bisogno di essere guidati, hanno bisogno- Joey: E' quello che ha detto anche Pacey. AJ: Pacey? Che razza di nome è Pacey? Bessie: (rivolta a Joey) Questo lo devi proprio vedere. Joey: Sono al telefono! Bessie: (entrando nella stanza dove sta Joey) Veramente, credo proprio che tu debba venire a vedere. Joey: (rivolta a AJ) Rimani in linea. (Segue Bessie in soggiorno e vede il servizio di Sherry in TV) Sherry: I genitori, preoccupati, hanno fatto molte domande e chiesto provvedimenti al Soprintendente Byron Fielding, nell'ambito della riunione tenutasi presso la scuola di Capeside. (Vediamo Dawson: anche lui sta guardando il servizio) Sherry: La protesta è iniziata quando una ragazza del liceo ha dipinto un murale con lo scopo di portare un messaggio di pace (viene inquadrato il murale deturpato fatto da Joey), invece tutto quello che ha causato è stata discordia… (Vediamo Nikki: anche lei sta guardando interessata il servizio, e getta un'occhiata a suo padre anche lui presente) Sherry: …e le probabili dimissioni di un preside di scuola superiore ormai assediato da tutti. (viene inquadrato il Preside Green visibilmente in collera) Howard Green ha finora rifiutato di commentare pubblicamente la sua controversa decisione di espellere dalla scuola lo studente Matt Caufield, (viene mostrata una foto - tra l'altro alquanto singolare! - di Matt) un veterano accusato di aver deturpato con un atto vandalico quello che ormai viene chiamato il murale della pace, azzuffandosi con un altro ragazzo… (Vediamo Pacey, anche lui davanti alla TV, che scuote la testa) Sherry: …risentitosi per il brutto scherzo, il quale è riuscito a cavarsela con una punizione a svolgere lavoro di volontariato… (Anche Gale sta guardando il servizio con disapprovazione) Sherry: …. Costringendo alcune persone della comunità a chiedere allo stesso Preside Green delle spiegazioni, e a domandarsi se la sua decisione fosse stata per caso influenzata da un qualche pregiudizio personale. (Rivediamo Joey, che guarda la televisione con la cornetta ancora in mano, e Bessie e Bodie in piedi accanto a lei) Sherry: Joey Potter, la ragazza che ha dipinto il murale, era presente anche lei alla riunione di stasera, e una frase da lei pronunciata e che adesso ascolteremo, riassume al meglio la sua opinione sulla severa punizione inflitta a Caufield. Joey: (fanno rivedere il pezzo di Joey alla riunione) Tutto questo è ridicolo, avete ingigantito questa vicenda all'inverosimile. Joey: Non ho mai detto questo! Bessie: Ti crediamo, sorellina. Joey: (rivolta a AJ) Voglio dire, l'ho detto, ma non in quel contesto. Sì, insomma, non è leale! Nessuno mi darà mai la possibilità di dire quello che veramente voglio dire. AJ: Hai ragione, nessuno lo farà. A meno che tu non intervenga chiedendo di essere ascoltata, mostrando loro che non verrai sottovalutata. Joey: Cosa mi stai suggerendo? [Corridoio di Capeside High - Il giorno seguente] (Joey sta attaccando dei manifesti sulla parete, che hanno come argomento una riunione per supportare il Preside Green. Pacey vede cosa sta facendo Joey e si avvicina) Pacey: Beh, Norma Rae, sembra che dopotutto tu abbia ascoltato il mio consiglio. Joey: Di quale consiglio stai parlando? (attacca un altro manifesto) Pacey: Questa riunione, il raduno delle truppe. Devo dire che è un grosso passo avanti per te. Voglio dire, io sono conosciuto ovunque come il provocatore, quello che vuole abbattere gli stereotipi sul sesso, annientare gli insegnanti con la toga, ma tu senza dubbio somigli di più ad una ribelle senza causa. Quindi ascolta, voglio solo dirti di non esitare a chiedermi aiuto se ne avessi bisogno, visto che questa è stata in origine una mia idea. Joey: (dandosi delle arie) Tu mi hai incoraggiato, è vero, Pacey, ma questa riunione non è stata di certo idea tua. Pacey: Se vuoi pensarla così, per me va bene. Se vuoi fingere di aver ideato tu questo scontro- Joey: Non l'ho ideato io. (gira l'angolo e incontra AJ) AJ: Ho finito. Joey: Anch'io. (Pacey, a disagio, tossicchia per attirare l'attenzione) Oh giusto, voi due non vi conoscete. Pacey, questo è AJ. AJ, questo è Pacey. AJ: Giusto, quello con il nome strano. Come va? Joey: AJ è venuto per aiutarci a radunare le truppe. AJ: Sì, tanto per dare a Capeside un piccolo assaggio di cosa sia una reale e collaudata azione di protesta studentesca. Una ragazza: Presto! Il Preside Green sta uscendo fuori… venite a vedere. (Joey, segue la ragazza fuori dalla scuola insieme a AJ e Pacey. Nel cortile ci sono delle persone che stanno facendo un picchetto contro il Preside. Continuano a ripetere "Green ha esagerato", sorreggendo dei cartelli di protesta. Il Preside si avvicina a Joey e agli altri) Preside Green: Joey, dopo di te. (Joey, a disagio, torna dentro, seguita dal Preside, da Pacey e da AJ) [Al ristorante di Gale, al quale deve essere ancora dato un nome] (Gale e Dawson guardano un altro servizio di Sherry) Sherry: I genitori, preoccupati, hanno oggi manifestato fuori dalla Capeside High per esprimere la loro indignazione nei confronti del Preside Green, che molti pensano abbia veramente superato il limite. Gale: Grazie per avermi aiutato stasera, tesoro. Dawson: Non ringraziare me, ringrazia papà. E' stato lui che ha rimpiazzato il mio posto nella servitù. Gale: E appena in tempo. Devo dire che, gestire un ristorante, è più faticoso di quello che pensassi. Dawson: Mi dispiace di non essere potuto venire prima. Gale: Oh, com'è andata la riunione a casa di Joey di stasera? Dawson: (sorride) Avresti dovuto vederla: del tutto sicura di sé, del tutto ispirata. Gale: Devi essere fiero di lei. Dawson: Sì. Come potrei non esserlo? Alla fine si è difesa e a contrattaccato come ho sempre saputo che poteva fare, capisci? Non posso fare a meno di partecipare alla sua causa. Domani Joey organizzerà un'azione di protesta fuori dall'ufficio del soprintendente. Gale: Le aspetta una strada difficile da compiere. (guarda la televisione) Specialmente con questa sottospecie di giornalista in ghingheri che distorce la realtà a modo suo. (Dawson spegne la TV col telecomando) Sai, quello che mi fa più rabbia è che una vicenda importante come questa viene male interpretata solo perché la giornalista che la segue non ha idea di come riconoscere la verità in ciò che la gente dice. Dawson: Sembra che ti manchi il tuo lavoro. Gale: Mentirei se dicessi di no, ma, ehi, ora possiedo questo posto. (Si alza) Da adesso, in poi. Dawson: (seguendola) E se provassi a raccontare la vera realtà di quello che sta succedendo? Gale: Rivivere i miei giorni di gloria come inviata sul campo? Dawson: Ecco, tutto quello che ti servirebbe per tornare alla ribalta è una telecamera. Gale: E una troupe. Dawson: Oggigiorno con l'era del digitale, una troupe è formata di una sola persona. Gale: E chi sarebbe questa persona? Dawson: Hai un umile servitore a tua disposizione. Gale: Non lo so, tesoro, sai, anche se facessimo questo servizio e andasse bene, non è poi detto che venga trasmesso in TV. Mi è stato detto chiaramente già molte volte che i miei servizi sono sorpassati. Dawson: Ma noi non faremo di certo questo servizio per la televisione, lo faremo per te, e per il Preside Green, e per Joey. [Fuori dall'ufficio del Soprintendente - il giorno dopo] (Joey sta attuando la sua protesta: una trentina di studenti picchettano fuori dall'ufficio del soprintendente. Dawson e Gale stanno preparando la telecamera) Joey: Questa gente basta a malapena per mettere su una squadra di calcio, figuriamoci se basterebbe per cambiare il mondo. Dawson: Roma non fu costruita in un giorno, Joey. (Pacey e AJ sono li vicino. Pacey porge una tazza a AJ) AJ: Ti ringrazio. Il caffè caldo è un toccasana per il morale. Pacey: Oh, non c'è di che. Allora, dov'è Joey? AJ: Si sta preparando per il suo primo piano. E' eccezionale, vero? Una condottiera nata. Pacey: Ah, è proprio una bellezza, sì. Gale: (rivolta a Dawson) Falle una serie di domande sulla natura della protesta e sul luogo in cui stanno facendo il picchetto, e poi pensavo di concentrarci su- (Sherry e la sua troupe si avvicinano) Sherry: Gale, che stai facendo? Gale: Sto filmando una storia sulla vicenda Green. Sherry: Per la TV? Gale: A dire la verità, non lo so. Stavo pensando di sottoporlo a Roger, alla stazione televisiva. Sherry: Hm. Buona fortuna allora. Joey, mi piacerebbe molto fare un'intervista anche con te. Joey: Magari nei suoi sogni, bionda tinta. (Sherry se ne va). (Rivolta a Gale e Dawson) Pensate che sia stata troppo dura con lei? Dawson: Per me hai fatto bene. (Il soprintendente si affaccia alla finestra e osserva il gruppo di persone al di sotto) Joey: (rivolta a AJ) Che c'è? Pacey: Il Soprintendente Fielding vuole vederti. Joey: Vedere me? AJ: I primi cenni che la resistenza sta crollando. Joey: E perché io non ho questo presentimento? Pacey: Perché Fielding è un cretino incompetente e senza scrupoli a cui importa di più la sicurezza del posto di lavoro di quello che pensa la gente qui fuori. Vuole solo minacciarti, Jo. Non credo che dovresti andare. Joey: (rivolta a AJ) Tu che ne pensi? AJ: Io andrei. (Joey si avvia verso l'ufficio di Fielding. Pacey osserva AJ) [Nell'ufficio del Sovrintendente Fielding] (Joey entra nell'ufficio, e rimane in piedi proprio sotto ad una grossa testa di alce) Fielding: Tu sei la signorina Josephine Potter, giusto? Joey: Sì. Fielding: Siediti. Suppongo che tu sappia chi sono. Joey: L'uomo che si vede alle partite di football e alle cerimonie di laurea? Fielding: Apprezzo un po' d'umorismo, anche se preferisco pensare che il mio coinvolgimento nella tua vita sia un tantino più personale di questo. Ho sentito che sei tu la responsabile di tutto quel putiferio la fuori. Vero? Joey: Beh, i genitori picchettano sotto la scuola, e gli studenti sotto l'ufficio del soprintendente. Fielding: Giusto, e cosa pensi di ottenere con la messa in atto di questo primo emendamento? Joey: Noi crediamo che il Preside Green abbia agito bene espellendo dalla scuola Matt Caufield, e che quindi non debba essere costretto a cambiare la sua decisione solo- Fielding: Nessuno lo sta costringendo. Joey: Mi perdoni, Signor Fielding, ma lei lo ha minacciato chiedendo le sue dimissioni. Fielding: Non è stata una minaccia, ma una richiesta diretta. Joey: Come rappresentante del corpo studentesco, le sto dicendo che quello che sta accadendo al Preside Green non è giusto. Fielding: Per quanto ne so, tutto quello che rappresenti è quel misero branco di studenti la fuori, e questo è tutto. Joey: (mentendo) Beh, noi siamo molti di più. Fielding: Oh davvero? Joey: (guadagnando fiducia) Molti di più. Infatti, abbiamo una petizione firmata dagli studenti con ben 300 firme. Fielding: 300? Joey: Mm-hm. E terremo una riunione domani sera, voglio dire, se pensa che il gruppo di persone di ieri sera sia stato assordante, aspetti domani sera… Fielding: Non sapevo di tutto questo. Joey: Stia pur certo, Signor Fielding, che c'è una voce che non è d'accordo con quello che è successo, e quella voce si farà sentire. Fielding: Sono tutto orecchie. (Si siede) Ora suggerisco, a te e ai tuoi amici, di tornare di corsa a scuola prima che il preside che amate così tanto vi punisca trattenendovi a scuola per aver saltato la lezione. Joey: E chi è che sta saltando la lezione? Io sono assente per malattia. (esce fuori dall'ufficio di Fielding) [A casa del Preside Green] (Suonano alla porta e il Preside Green va a vedere chi è. Sono Gale e Dawson. Nikki si avvicina a suo padre) Preside Green: Dawson, Signora Leery, a cosa devo l'onore di questa visita nel tardo pomeriggio? Dawson: Siamo qui per intervistarla. Preside Green: Intervista? Che intervista? Gale: Per il servizio che spero di far mandare in onda su Canale Tre e che riguarda la situazione in città dopo l'espulsione di Matt Caufield. Dawson: Ne ho parlato a Nikki questa mattina, e mi ha detto che per lei andava bene. Nikki: (rivolta a suo padre) Volevo solo che avessi un opportunità per parlare. Per far conoscere a tutti la tua versione dei fatti. Preside Green: La conosco io e a me basta questo. (Rivolto a Dawson e Gale) Mi dispiace, ma mia figlia vi ha informato male. Dawson: Preside Green, per quel che vale, le persone hanno gravemente male interpretato quello che ha fatto. E' sicuro di non volere una possibilità per spiegare il perché delle sue azioni? Preside Green: Non è mio compito spiegare alle persone che sono un uomo onesto e perbene. E se ormai non lo sanno, una breve intervista non servirà a nulla. Nikki: 'Quando vedi una lotta a buon fine, buttati' Sono parole di King, ma me le hai insegnate tu. Preside Green: Questa non è una lotta a buon fine, Nikki. Più tento di mostrarmi per quello che sono, e più alimento questa pazza idea che sono un uomo infuriato coinvolto in una bigotta diatriba. Mi dispiace, ma non posso concedervi questa intervista. Buona giornata. [A casa di Joey] (E' sera, e tutti si sono radunati al B&B per organizzare la riunione, discutendo e preparando volantini. Andie sta al telefono mentre Pacey parla con Joey e AJ) Pacey: Sto solo dicendo che avresti dovuto fare un po' più di attenzione prima di inventarti una petizione di 300 firme. Credo che nemmeno ci siano 300 studenti nella nostra scuola! AJ: Doveva bluffare, altrimenti come avrebbe potuto fare a ottenere la sua considerazione? Joey: Giusto. Ascolta, andrà tutto bene, Pacey. Dicci solo che dobbiamo fare per convincere la gente a venire alla riunione. Pacey: Bè, questo è un po' più difficile da fare. Voglio dire, una petizione è facile da falsificare. Basterebbe convincere dei ragazzini che state facendo una campagna per farsi che in mensa venga servito più cioccolato al latte, ma per una riunione, vi servono delle presenze vere. AJ: Questi sono i problemi, ma noi abbiamo bisogno delle soluzioni. Jen: (raggiungendoli) Va bene, eccovele qui. Vedete, Pacey pensava ad Internet, quindi Jack, proprio in questo momento, sta mettendo un annuncio sul sito Web di Capeside, mentre Andie sta strappando promesse alla vecchia maniera. Andie: (al telefono) Okay, bè, se non vieni allora scordati il mio aiuto quando dovrai riunire insieme tutte quelle piccole facce e nomi per l'annuario, okay? Perfetto. (Riattacca) Il tocco personale ci vuole sempre quando si tratta di ricattare qualcuno. (squilla il telefono) Oh! Pronto? Pronto? No, attenda un attimo. Bessie! Bessie: Sì? Andie: E' per te. (le porge la cornetta) Jack: (raggiungendo Joey con un PC portatile fra le mani) Joey, abbiamo realizzato un nuovo volantino, sempre che ti piaccia naturalmente. Joey: (annuisce) Grandioso. Jack: (sorride) Bene, perché ne abbiamo già ordinate 500 copie. Joey: E come le pagheremo? Jack: (sorridendo ancora di più) A dire il vero, non le pagheremo. Pacey è riuscito a convincere il gentile proprietario di una tipografia a stamparle gratis. Joey: Davvero? Jack: Sì. Jen: (Avvicinandosi) Sì, è vero. Joey: Okay. Okay, un po' d'attenzione! Ascoltate, so che state lavorando veramente duro e che siamo solo in 20, ma domani sera dobbiamo essere almeno in 200, quindi continuate a lavorare così. Abbiamo ancora molte miglia da compiere prima di poterci riposare. Buon lavoro. (le persone applaudono) AJ: Sei sicura di non aver mai organizzato una cosa del genere prima d'ora? Joey: Sì, e non riesco a credere che lo sto facendo davvero. AJ: Beh, allora credici, perché sta succedendo. Joey: Ti ringrazio. Si insomma, prima di tutto perché sei tu quello che mi ha convinto a farlo, e perché mi sei stato sempre vicino. Non ce l'avrei fatta senza di te. (Si baciano. Pacey li guarda e scuote la testa chiaramente ferito da ciò che ha visto e sentito. Jen lo vede e lo raggiunge, ma Pacey cerca di fare finta di niente) Jen: Tutto bene? Pacey: Sì. Sì, vado ad attaccare un po' di questi volantini. (Se ne va) Bessie: (raggiunge Joey e AJ) Okay, ho appena ricevuto una telefonata. Joey: E allora? Bessie: Alcuni cittadini alquanto turbati hanno voluto farmi sapere che il fatto che abbia lasciato usare agli studenti del liceo il mio esercizio commerciale come loro postazione d'attacco contro il sistema, non è il modo migliore per me di tenere a galla gli affari. Joey: Non capisco. Bessie: Davvero, non capisci? Non capisci mai. (Se ne va lasciando Joey demoralizzata) [A casa di Joey - in cucina] (Dopo che tutti se ne sono andati, Bessie, Joey e Bodie preparano la cena: Bessie sta affettando delle verdure mentre parla con Joey e Bodie) Joey: Bessie, probabilmente è stato solo uno stupido scherzo e non mi meraviglierei se il responsabile fosse proprio Matt Caufield. Bodie: Bess, calmati, sono sicuro che non è niente di serio. Bessie: E che facciamo se non è stato uno scherzo? Non possiamo permetterci di inimicarci le persone che possiedono l'ipoteca sulla nostra casa. O quantomeno io e Bodie non possiamo permettercelo, visto che vivremo ancora qui quando tu andrai al college. Joey: Quindi dovrei starmene con le mani in mano e aspettare finché non me ne vado da questa città? Non mi è permesso di criticarla, o magari di provare a cambiarla in qualche modo? Bessie: Non ho detto questo. Joey: Ascolta, non mi posso fermare proprio adesso, Bessie. E' questo che vuoi? Bodie: Jo, Jo, Jo, nessuno ti sta chiedendo di fermarti. Credo che Bessie voglia solo che tu sia più realista riguardo a questa situazione. Joey: Ma lo sto diventando! Bessie: Investendo un mucchio di tempo e di fatica a difendere un uomo che è il primo a non volersi difendere? Questo è essere realisti? Joey: Lui non si deve difendere, non ha fatto nulla di sbagliato! Bessie: E tu ne sei convinta? Sei sicura che questo ragazzo non merita un'altra possibilità? Joey: Certo che ne sono convinta! Tutti a scuola sanno che Capeside High è un posto migliore senza Matt Caufield. Lo sanno gli studenti e lo sanno gli insegnanti. Bessie: Quindi tutti questi genitori che protestano, stanno solo sbagliando? Joey: Sì! Tu non c'eri a quella riunione scolastica, non conosci quello che il Signor Caufield ha detto, okay? Ha tirato in ballo i suoi pregiudizi personali, e non solo per salvare il culo al figlio. Bessie: Che vuoi dire? Bodie: Vuole dire che tutti questi cittadini così turbati non si opporrebbero con tutte le loro forze a questa decisione se il Preside Green fosse un bianco. Bessie: Ma sarebbero comunque preoccupati. Bodie: Preoccupati, sì. E magari si opporrebbero perché vengano presi dei provvedimenti, ma non così. Non ci sarebbe un tale livello di rabbia e ostilità e incomprensione e di certo non si abbasserebbero a spaventare la famiglia di una ragazzina per capire da che parte sta. Bessie: Mi arrendo. Joey, se vuoi iniziare a cambiare il mondo dal nostro soggiorno, bene. Come vuoi. (Bessie se ne va offesa. Nello stesso momento scende AJ, che ha ascoltato l'ultima parte della discussione. Anche Bodie se ne va) AJ: Mi dispiace. Joey: E' tutto okay. Sono felice che tu non sia un vero cliente, altrimenti questa scena ti sarebbe sembrata vergognosamente inopportuna. AJ: Ascolta, forse questo non è il momento più adatto per dirtelo ma, uh- Joey: Te ne vai? AJ: Sì. Capisco che, dopo essere riuscito a metterti contro tua sorella ed aver del tutto compromesso la posizione economica della tua impresa familiare, il mio lavoro qui è finito. Joey: Non puoi andartene, voglio dire siamo solo all'inizio! Potrei darti un'altra camera, magari una senza la carta da parati con le barchette. AJ: No, devo andare. Ho delle relazioni da scrivere, o forse è meglio dire da rivedere. Ascolta, Jo, tu credi di avere bisogno di me, ma non è così. Sei circondata da tante persone che credono in te, persone serie e intelligenti. Voglio dire, Pacey ha dimostrato di non essere un ragazzo così cattivo. Joey: Da cosa lo hai capito? AJ: Sono un eccellente intenditore di caratteri. Ho trovato te, no? (Joey si stringe nelle spalle) [Al molo di notte] (Pacey sta attaccando i volantini ai pali del molo, anche se, dalla violenza con cui ne sta spillando uno, si nota quanto sia infuriato. Jen lo raggiunge) Jen: Pacey? Credo che l'hai riempito tutto. Neanche un uragano lo tirerebbe giù. Sai, parlarne potrebbe farti stare meglio. Pacey: Parlare di cosa? Jen: Di quello che ti preoccupa. Pacey: Non c'è niente che mi preoccupi.(giù altri colpi di pinzettatrice) Jen: Oh, bene. Pacey: (pausa di silenzio) E va bene, ho un problema okay? Jen: Sì, l'avevo notato. Pacey: E' così ovvio, huh? Jen: Sì, lo sta diventando. Pacey: E pensi che sarebbe possibile, non so, fare finta che non sia così ovvio? Jen: Solo se facciamo finta di parlarne. Pacey: Vuoi davvero farlo? (Jen lo guarda) Okay. Okay, um, supponiamo che, per ipotesi, io mi sia cacciato in una situazione assurda. Ammettiamo che io, ipoteticamente parlando, mi sia innamorato della, o forse è meglio dire mi sto innamorando della peggiore persona di cui mi potessi innamorare. Cosa mi consiglieresti di fare? Jen: Suppongo che ti direi che le situazioni assurde si risolvono meglio quando si affrontano. Pacey: Quindi dovrei andare da lei e dichiararmi così che possa ridermi in faccia? Questa sì che è una bella idea. Jen: Come fai a dire che reagirebbe così? Pacey: Beh, ne so abbastanza per dirti che il mio fascino rude non fanno effetto sul suo raffinato e romantico palato. Voglio dire, diciamoci la verità. Ho scritto Duckie in fronte. Jen: Duckie? Pacey: Si, Duckie. Il migliore amico di Molly Ringwald nel film "Bella in Rosa". Quello che non riesce a conquistare la sua ragazza. Jen: Sì, però è lui che la fa sentire felice di se stessa. Le resta vicino e l'aiuta a superare tutti i suoi problemi, addirittura si umilia cantando in un luogo pubblico per lei, e la porta al ballo scolastico. Pacey: Dove lei lo scarica subito per un altro. Jen: Va bene, ma la domanda è, Pacey, hai intenzione di restare vicino a questa ragazza per cui tu nutri dei sentimenti assurdi, assumendo l'atteggiamento di Duckie, o vuoi lasciare che il dolore e l'orgoglio ti impediscano di essere l'amico che vuoi così ingenuamente convincerti di essere? Pacey: (spilla un altro manifesto e sospira) So solo che fa male, tutto qui. Jen: Beh, questo significa che non stai più fingendo. [Fuori dall'ufficio del Sovrintendente Fielding] (Dawson e Gale aspettano di essere ricevuti da Fielding per un intervista) Dawson: Mamma, perché lo stiamo facendo? Se Green non vuole parlare, perché intervistiamo Fielding? Gale: Perché ci sono sempre due diverse versioni dei fatti e il nostro lavoro non è quello di scrivere editoriali. Dawson: Beh, mi dispiace, ma secondo la mia opinione di editorialista ne abbiamo già sentite abbastanza da Fielding. Gale: Tesoro, se non faccio questa intervista, sarò tale e quale a Sherry, che dice solo quello gli fa comodo. Dawson: Ma perché non lo fai anche tu? Oggigiorno tutti lo fanno. Gale: No, non i veri giornalisti. I veri giornalisti fanno solo le domande giuste. E' solo così che la realtà viene a galla. Segretaria: Il Signor Fielding può ricevervi. [Nell'ufficio del Sovrintendente Fielding] (Dawson sta riprendendo con la telecamera Fielding, seduto dietro la sua scrivania, mentre Gail lo intervista) Fielding: Ciò che stiamo chiedendo di fare al Preside Green non è poi tanto assurdo. Vogliamo solo che riammetta uno studente che può aver causato qualche piccolo guaio qua e la. Gale: Sì, ma la maggior dei compagni di Matt Caufield sono d'accordo con il Preside Green su questo punto. Fielding: Green potrebbe anche proporre di ridurre la giornata di scuola a 15 minuti, loro lo seguirebbero dovunque. Gale: Eppure possono fare molto rumore se vogliono. La riunione, per esempio. Fielding: Possono riunirsi quanto e per tutto quello gli pare, ma Howard Green ha tempo fino a venerdì alle 15 per annullare la sua decisione o altrimenti quello sarà il suo ultimo giorno a Capeside. Gale: Sembrerebbe che il licenziamento del Preside Green sia un provvedimento estremo tanto quanto quello da lui preso di espellere Matt Caufield. Ora, pensa che licenziare il Preside Green sia la cosa migliore per i nostri studenti? Fielding: E' la cosa migliore per la comunità. Gale: Ah, e lei è responsabile anche di quello, della comunità. Fielding: In definitiva, si. Gale: Le posso chiedere di leggermi una cosa? Fielding: Naturalmente. Gale: Mi potrebbe leggere la prima riga di questa pagina? Fielding: (leggendo) Con la presente dichiaro che, sopra ogni cosa, tutelerò e garantirò il benessere di ogni studente di questo distretto al meglio delle mie capacità. (Dawson sorride e guarda Gail) Cos'è? Gale: Un contratto che viene firmato dai Soprintendenti scolastici di Capeside, e che stabilisce il presupposto per il quale vengono assunti. Infatti, quella sul fondo della pagina è la sua firma, vero Signor Fielding? Fielding: Sì, è la mia. Gale: Quindi quello che ha fra le mani è un contratto che lei stesso ha firmato e che stabilisce che il suo dovere primario dovrebbe essere nei confronti di questi studenti e del loro benessere. Infatti, qui non c'è scritto nulla riguardo alla comunità, giusto? Fielding: (si alza infuriato) L'intervista è finita. (Fielding se ne va. Dawson da dei buffetti dietro la schiena di Gale e sorridono) [A casa del Preside Greene] (Nikki tenta di uscire di soppiatto dalla casa senza farsi vedere dal padre, che sta leggendo in soggiorno) Preside Green: Nikki (Nikki torna indietro), un padre premuroso può chiedere a sua figlia dove sta andando in tutta fretta? Nikki: Sì, ma non gli piacerà la risposta. Preside Green: Alla riunione di Joey? Nikki: Potresti venire con me, lo sai. Preside Green: Conosci già il mio punto di vista. Nikki: Non sono più tanto sicura di conoscere il tuo punto di vista. Hai passato tanto tempo a tentare di proteggere la tua immagine per paura che gli altri potessero dipingerti come un uomo infuriato. Preside Green: Io sono infuriato, perché non dovrei esserlo? Nikki, hai una vaga idea di quanto faccia male sapere che hai fatto la cosa giusta e che continui a farla, ma a causa delle radicate paure di qualcuno, non funziona? Io non voglio lasciare questi ragazzi e questa città e di sicuro non voglio coinvolgerti in questa storia. Quindi si, sono infuriato. Ma se uomini come Robert Caufield dovessero vedere anche solo una scintilla di questa mia rabbia, potrebbero usarla contro di me. Nikki: Le persone di stasera non sono così. Sono dalla tua parte, ti appoggiano, stanno lottando per te, per noi. E hanno bisogno di sapere che, vincente o perdente, anche tu li appoggi. (Lui si volta dandole le spalle e si siede senza rispondere. Nikki se ne va) [Auditorio di Capeside High] (Siamo alla riunione di Joey. Dawson cammina per l'auditorio con la sua telecamera portatile e vede Nikki sedersi in uno dei posti. Jen e Joey si trovano sul palco e parlano fra di loro) Jen: Devo dire che Pacey è stato grandioso convincendo tutte queste persone a venire e a parlare, non pensi? Joey: Sì. Ma a proposito di Pacey, non si è visto né sentito per tutto il giorno. Pacey: (sul podio) Uno due, prova prova, uno due prova, okay... Come vedete, non abbiamo problemi tecnici quindi, vorrei passare la parola alla signorina responsabile di averci fatto riunire tutti qui stasera. Facciamole un bell'applauso caloroso, che ne dite? La Signorina Joey Potter. (Applausi. Joey sale sul podio) Pacey: (le sussurra prima di andarsene) Credi che siano abbastanza caldi? Joey: (si rivolge al pubblico) Uhm, durante questa settimana molti sono venuti da me a chiedermi perché sto facendo tutto questo, persino i miei stessi familiari. Di sicuro me lo sono chiesta anch'io molte volte. Non l'ho fatto perché Matt Caufield ha rovinato il mio progetto artistico e gli ho giurato eterna vendetta. L'ho fatto perché alcune persone di questa città pare credano che il nostro preside non sappia cosa è meglio per noi, che sia un estraneo. Come si può considerarlo un estraneo, dal momento in cui è qui e percorre ogni giorno i corridoi di questa scuola insieme a noi da settembre. Dal momento in cui ha trovato il tempo di conoscerci, per scoprire i nostri talenti, sia in fatto di cinema o di amministrazione studentesca o di pittura, e supporta e incoraggia tutti quelli che ancora non sanno quale siano le loro naturali inclinazioni. Come può essere considerato uno straniero quando ci è stato vicino ogni giorno, provando a migliorare la nostra vita. Credo che sia questo che dobbiamo fare stasera: parlare di come il Preside Green abbia migliorato di molto le nostre vite. (C'è silenzio fra il pubblico) Okay, niente mani alzate. Uh, comincio a sentirmi come alle lezioni di inglese del Signor Peterson. (Alcuni alzano le mani) Ora va meglio. Andie. Andie: Beh, le due cose più importanti che ho imparato dal Preside Green sono che gli sbagli e gli ostacoli non sono necessariamente irreversibili, e che se prima non riesci ad imparare da te stesso, allora non imparerai mai da nessuno... (stacco - un'altra ragazza sta parlando del preside) Ragazza: ...e non ci tratta come bambini, anche se ci comportiamo come tali... (stacco - è il turno di un ragazzo) Ragazzo: ...ci tratta con rispetto e ascolta ciò che abbiamo da dire. Abbiamo provato a fondare questo comitato studentesco che... (stacco - Nikki parla) Nikki: Non conosco molti di voi, come sapete sono una nuova, ma quello che so di voi me l'ho dice mio padre, durante la cena, mentre guardiamo la TV o laviamo i piatti. Perché questo è ciò di cui mi parla (il Preside Green le si avvicina e lei lo nota), sempre e solo dei suoi studenti, della sua scuola. (Si volta e gli sorride. Anche Joey sorride. Poi il Preside sale sul podio) Preside Green: Non ero sicuro di venire qui stasera, ma mentre ero a casa ho pensato ad alcune delle cose che mia figlia mi aveva detto poco prima, e ho capito che dovevo venire. Mi ha detto, "Papà, queste persone sono dalla tua parte, stanno lottando per te." Quindi sono voluto venire e dirvi grazie per il vostro appoggio. Tuttavia, sembra che, in questo caso specifico, né io né il Signor Fielding siamo disposti a cedere, quindi, pare che me ne dovrò andare. (Alcune persone fra il pubblico si guardano confuse). Ma quando stasera mi sono guardato intorno, mi sono sentito stimolato poiché ho visto una stanza piena di persone che hanno scelto di sfruttare la loro forza interiore come individui. Quindi, aldilà di come questa situazione andrà finire, sappiate che vi ringrazio, tutti voi. Grazie. (Tutti si guardano preoccupati. Pacey guarda Joey, alquanto addolorata) [Auditorio di Capeside High - dopo la riunione] (Jen si avvicina a Pacey, sul podio a smontare il microfono) Jen: Quindi l'hai fatto. Ti sei mobilitato al fianco di una certa persona assumendo l'atteggiamento di Duckie. Pacey: Sì, missione compiuta. Jen: Come ti senti? Pacey: Ad essere onesti, mi sento abbastanza da schifo. Lei non mi ha neanche ringraziato. Jen: Lo farà. Un giorno. Pacey: Come fai ad esserne così sicura? Jen: Perché ognuno ha il suo momento di gloria. Chiedilo a Henry. (Pacey guarda Jen mentre se ne va e sorride) (Joey e Bodie si avviano verso l'uscita) Joey: Sei pronto per andare? Bodie: Quando vuoi. Joey: Pensi che ci farà entrare in casa? Bodie: Bessie? Se non lo fa, bè, uh, dormiremo in macchina. Vuoi guidare? (le porge le chiavi) Joey: Con quel cambio? No grazie, penso di averne avute abbastanza di- (vede Bessie all'entrata con in braccio Alexander) sfide per questa settimana. Bessie: Di ritorno da una sfida? Questo non si addice alla Joey Potter che conosco. Di certo non quella di fronte a tutte quelle persone stasera. Joey: Hai visto? Bessie: Sì, beh, Alexander ha insistito tanto per venire. Guarda, è fierissimo di sua zia Joey. Joey: Davvero? Bessie: Oh sì. Quando non ci sei, parla sempre di quanto tu abbia talento, e di quanto tu sia intelligente e coraggiosa. Joey: Ripensandoci, magari posso guidare io. [Ufficio del Preside Green - il giorno dopo] (Joey bussa alla porta dell'ufficio del Preside, che sta mettendo in una scatola le sue ultime cose) Preside Green: Avanti. (Joey entra) Ah, Signorina Potter. Era da tanto che non entrava più nel mio ufficio. Non si sarà cacciata nei guai, spero. Joey: Sa, ha ancora un po' di tempo. Potrebbe ancora cambiare idea. Principal Green: Vuoi che lo faccia? Joey: No, io - ecco, forse. Io - non lo so. Principal Green: E perché? Joey: So che sta facendo la cosa giusta. E' solo che non posso fare a meno di pensare che forse le abbiamo voltato le spalle. Non siamo riusciti a fermarli. Non siamo stati abbastanza insistenti, o abbastanza forti. E mi dispiace davvero. (abbassa lo sguardo) Preside Green: Joey, guardami. Guardami. (Lo guarda) In tutti i miei anni di insegnamento, non mi sono mai sentito più vittorioso di come mi sento adesso. Mi capisci? (Joey annuisce) Grazie per aver lottato per me. Joey: (si stringe nelle spalle) Non c'è di che. Preside Green: Credo che sia arrivato il momento di andare a casa. Joey: Dopo di lei. (Il Preside Green da un'ultima occhiata all'ufficio e esce) Joey: Arrivederci, Signor Green. Preside Green: Arrivederci, Joey. (Green gira l'angolo e trova tutti gli studenti riuniti nel corridoio, che lo applaudono mentre se ne va. Nikki, che si trova insieme a loro, si unisce al padre ed escono insieme fra gli applausi generali) [Al ristorante di Gale] (Gale è al telefono mentre Dawson entra) Gale: Beh, di a tutti che sarò li fra meno di un'ora, okay? Okay, ci vediamo allora. (Riattacca) Dawson: Sembrano belle notizie. Gale: Manderanno in onda il nostro servizio stasera, ora vogliono che mi precipiti alla stazione televisiva per registrare un filmato introduttivo. Dawson: Mamma, è grandioso! Gale: Oh, e non è tutto. Uno dei produttori esecutivi mi ha chiesto se sono interessata a fare qualche altro servizio speciale nei prossimi mesi. Dawson: Fantastico! Cosa gli hai risposto? Gale: Gli ho risposto che li avrei richiamati fra circa 20 anni quando avrò smesso di lavorare al ristorante. Dawson: Stai scherzando. Pensavo che era questo che volessi. Gale: No, credo che quello che volevo era solo la mia possibilità di dire no, di andarmene alle mie condizioni, e ricominciare da capo senza rimpianti. Ed ora lo posso fare grazie a te. Dawson: Ma che ho fatto io, mamma? Gale: Quello che fai sempre, tesoro. Mi hai ispirato come ispiri tutti quanti. Vedi, per quanto tu pensi di essere cambiato, Dawson, sei ancora l'eroe pacato, che interviene al momento giusto, che si impegna per gli altri senza mai chiedere nulla in cambio. Sei intelligente, abile e sincero. Dawson: Credo che tu stia facendo un editoriale. (Gale ride, lo abbraccia, gli dà un bacio e se ne va) [Per le strade di Capeside - è notte] (Pacey sta tenendo Joey per mano, e la sta portando in un luogo a sorpresa) Pacey: Andiamo, un po' più avanti, di qua, altri due passi. Là, ecco, fermati la. Perfetto. Siamo arrivati. Joey: Pacey, non so cosa tu voglia dire, ma a sembra che non siamo arrivati da nessuna parte. Pacey: Torniamo indietro nel tempo per un attimo. Ti ricordi com'è cominciato tutto? E' cominciato con una ragazza, un muro, e un pennello per dipingere. (Le mostra un pennello per dipingere) Joey: Mi hai comprato un pennello per dipingere? Pacey: (sorride) No, deficiente, questo l'ho preso dalla tua collezione di pennelli. (Le indica il muro dietro di lui.) Joey: Mi hai comprato un muro? Pacey: Non comprato, affittato. E pure a caro prezzo, mi è costato cento dollari. Joey: Mi hai comprato un muro? Pacey: Questo lo avevi già detto. Ascolta, è un'offerta limitata nel tempo, quindi è meglio che ti metti al lavoro alla svelta. Joey: Pacey, avevi notato quanto sia grande questo muro? Pacey: Ho solo pensato che il tuo prossimo lavoro dovrebbe essere più grande e migliore del primo. E' importante che continui a migliorare, sia come persona che come artista. Ti ho preso anche questo. (le porge un secchio di vernice bianca) Ora, so che non basterà a coprire tutto il muro, ma come dice il proverbio "Il tragitto lungo mille miglia si percorre un passo alla volta." Joey: Beh, qui mi ci vorrà di sicuro il tuo aiuto. Pacey: No, no, no, non stavolta. Sbrigatela da sola, sorella. Joey: (ride) Pacey, sei incredibile. Voglio dire, non appena ho creduto di aver capito come sei, tu arrivi e fai una cosa così stravagante che mi fa rimettere tutto in discussione in un modo che nessuno potrebbe neanche lontanamente pensare... (sospira) Nel caso non te l'abbia detto abbastanza, grazie. Pacey: (sorride) Era ora, Potter. (Se ne va) Era ora. (Joey guarda il muro, quasi un po' spaventata. La telecamera si allontana per mostrarci come Joey appaia piccola rispetto all'enorme muro)
Traduzione eseguita da Cristina Camusi
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