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(Capeside High – Joey sta dipingendo un murale in corridoio, con indosso una bandana e le auricolari del walkman nelle orecchie. Non si accorge di Pacey che le si avvicina e resta fermo con le mani in tasca a guardarla lavorare. Si volta e lo vede) Joey: (togliendosi le auricolari) Non credo di aver richiesto la tua piacevole presenza, Pacey. Pacey: (indica del materiale su un carrello) Straccio? Joey: Pennello. Pacey: (cammina spavaldamente verso Joey con alcuni pennelli in mano) Sai, dopo che Van Gogh si è tagliato un orecchio, c'è stata un'ondata di imitatori tra molti dei suoi studenti. Joey: (prende un pennello) Che vuoi dire? (riprendee dipingere) Pacey: Voglio dire che il mondo intero rispetta l'artista, invidia il suo talento, vuol essere esattamente come lui. Ecco perchè sono qui - spero che un po' del tuo genio riesca a entrare in me. Joey: (non cascandoci) Ti hanno cacciato di casa di nuovo. Pacey: No... non esattamente cacciato di casa. Diciamo che stanno girando una specie di documentario sui problemi familiari nel salotto di casa mia. Joey: (si volta e guarda Pacey) Ah, e quale delle sorelle Witter è in crisi stavolta? Pacey: Questa volta è la prima. Ha lasciato il suo maritino per condotta disdicevole ed è tornata dalla mamma, portandosi ovviamente dietro tutti i miei scalmanati nipotini. Joey: (sposta il carrello con l'attrezzatura) Per la prima volta ho una mia camera da letto e tu vieni buttato fuori casa. Pazzesco. Pacey: Quello che penso anch'io... Joey: (fa un paio di passi indietro e si ferma di fianco a Pacey) Allora, che ne pensi? (il murale è a sfondo color crema con su disegnati dei grossi ideogrammi orientali in color rosso scuro e marrone) Pacey: (lo guarda per un momento) E' finito. Joey: (impazientemente) Sì, è finito. Pacey: Credevo che il Preside avesse dato un tema ricorrente per i murali: spirito scolastico e unità. Joey: Sì, infatti. Pacey: Beh, senza offesa, ma questo è più il genere di cosa che starebbe bene come tatuaggio sopra Bruce Lee. Joey: (sospira) Non ti piace. Pacey: Non ho detto che non mi piace. E' che... tutti gli altri murali saranno sicuramente più tradizionali. Joey: (sarcasticamente) Come, con fari e giocatori di football? Non comunicano niente sull'esperienza del liceo. Pacey: Joey, questi sono gli Stati Uniti d'America. Una nazione molto prosaica, dove se l'arte va esposta al pubblico, dev'essere implicita quanto Godzilla. Joey: Certo, ma Pacey, non pensi che l'arte abbia questo potere? Quello di unire la gente? Pacey: Come no... nei musei. Il luogo di rimorchio dell'uomo acculturato. Joey: (ridacchia) E' questo che mi piace di te, Pacey. Sei così profondo. Pacey: Grazie. * * * * * (Capeside High – Dawson cammina per il corridoio e raggiunge il murale di Joey, coperto con un telo. Fa per sbirciare sotto) Joey: (mettendo una mano sul telo) Non si sbircia! Dawson: Come, non ho un'anteprima? Joey: No. Dawson: Perchè no? Pacey l'ha avuta. Joey: Dawson, il momento più importante è mostrare un'opera al pubblico. Non voglio rovinarti la sorpresa. (aggrotta le sopracciglia) Non ti ha detto cos'è, vero? Dawson: No. Ma... ha detto che era bellissimo. Joey: (ride) Ha molto peso, vista la capacità di critica artistica che possiede Pacey. Dawson: Beh, ha comunque un po' di gusto. Joey: Dawson, l'opera d'arte preferita di Pacey è un ritratto di Elvis su velluto. (Dawson fa per sbirciare di nuovo sotto il telo ma Joey gli dà un colpo sulla mano) Dawson: (sospira, deluso) Come procede il tuo discorso? Joey: Non so nemmeno io perchè mi facciano fare un discorso. In fondo - un artista non dovrebbe esprimere i tuoi sentimenti attraverso il suo lavoro? Dawson: Certo, ma quando il comitato scolastico ti permette di dipingere qualcosa nel corridoio di una scuola, si aspettano almeno una piccola cerimonia. Joey: (incerta) Verrai a vedermi? Dawson: Certo! Ovviamente, se lo vuoi. Joey: (sorride sollevata) Sì, lo voglio. Dawson: OK. Joey: E qualsiasi cosa pensi, sii sincero con me. Anche se ti fa schifo. Dawson: Anche se mi fa... cosa ti fa credere che mi farà schifo? Joey: (fa una pausa) Niente, è solo che... Dawson: Hai paura del debutto? (Joey annuisce) Dawson: Lo so, può fare molta paura. Davanti alle luci, sotto i riflettori... mentre ti giudicano. Joey: E' anche più di questo... è come se mi esponessi per la prima volta in vita mia. Come se dicessi quello che penso sul serio su questo posto. E tutti mi guarderanno, e sarà come se guardassero dentro la mia anima. (Dawson sorride, capendo) * * * * * (Capeside High – il comitato disciplinario in cui lavoranoil Preside, Andie e qualche altro studente, tutti seduti dietro un lungo banco. Davanti a loro siede su una sedie Matt Caufield, con un'aria presuntuosa e spavalda come al solito) Matt: E andiamo, era solo uno scherzo. Andie: Non c'è niente di divertente nel barare, Matt. Matt: Preside Green, membri del comitato disciplinare, lo ammetto. Non sapevo la risposta del compito, così ho fatto quello che ogni ragazzino nell'era dei cellulari avrebbe fatto. Ho aperto il mio Star Tac, ho chiamato a casa e ho chiesto a mia mamma: "Quanti giudici presiedono la Corte Suprema?". Datemi del pazzo, ma anche il professor Higgins ha riso. (Il signor Higgins, il professore, abbassa lo sguardo imbarazzato) Andie: E sostieni che nemmeno tua mamma sapesse la risposta? Matt: (annusice) Già. Andie: E allora come spieghi il tuo punteggio massimo nel compito? Matt: Ho sparato a caso. Andie: Ok, beh, io suggerisco che ti venga annullato il risultato del compito in questione, e che ti venga assegnata una sospensione di tre ore. Matt: Già che ci siete perchè non mi spaccate le rotule? Principal Green: Basta così signor Caufield. Nonostante il suo comportamento chiaramente violi il codice d'onore, non credo che violi il regolamento accademico. Matt: Allora posso andare. Principal Green: Sì, può andare. (Caufield fa per alzarsi) Principal Green: Signor Caufield? (Caufield si ferma a guardare il preside) Principal Green: Faccia in modo che non la si veda più in questo comitato disciplinare. (Caufield sbuffa e se ne va con un sorrisetto, seguito dai suoi amici) * * * * * (il comitato ha finito e Andie fa per andarsene) Principal Green: Andie, ti spiace aspettare un istante? Andie: Va bene. (il preside Green raggiunge Andie poco dopo) Andie: Oh, Preside Green, mi dispiace per la questione di prima. Forse ho esagerato con- Principal Green: No, non è questo, Andie. Ho delle notizie. Andie: Notizie? Principal Green: Stamane sono stato chiamato dal Servizio Educazionale. (Andie annuisce nervosamente) Principal Green: Andie, i tuoi risultati fenomenali nei PSAT sono arrivati nella graduatoria dei migliori di tutta la nazione! Signorina, hai appena iniziato un lungo cammino verso una borsa di studio molto prestigiosa. Non è grandioso? Andie: (non molto contenta) Sì, grandioso. Principal Green: Andie, che c'è? Sembri stordita. Andie: No– no, no, è solo che, uhm, sono... sì, esatto, sono stordita. Principal Green: (ride e le stringe la mano) Congratulazioni. (Principal Green le dà una pacca sulla spalla e se ne va. Andie lo guarda, sentendosi tremendamente in colpa) * * * * * (Pacey entra in un appartamento portando delle borse a tracolla e un contenitore con del cibo. Doug apre la porta e trova Pacey che lo guarda con un sorrisone. Fa per chiudere la porta, ma Pacey lo ferma col piede) Doug: No! No! No! Senti, Pacey, l'ultima volta che sei stato qui ha lasciato aloni di bicchiere su tutto il tavolino del salotto. Pacey: Douggie, mamma e papà volevano soltanto farti avere qualcosa, tutto qui. Doug: E cosa? Pacey: (gli dà il contenitore di cibo ed entra in casa) Io! Doug: Ma cosa stai facendo? Pacey: Vengo a vivere qui, fratellino. Doug: Chiedo scusa? Pacey: Mi hai sentito, mi trasferisco qui. E, a proposito, papà mi ha dato un assegno da darti. Una specie di deposito, nel caso rompa qualcosa. Doug: (scuote la testa incredulo) No, tu non romperai il mio stereo e sai perchè? Perchè non resti qui da me. Nè ora nè mai. Questa non è una sitcom. Pacey: (sbirciando i CD di Doug) E dai, Douggie, ti prego, non farmi tornare in quella casa. (cammina per la sala) Pensaci un po'. Hai tutto questo appartamento da scapolo solo per te, con le belle luci, le tendine alla moda e (parla a voce bassa) tutte quelle altre cose tipiche dei gay (ritorna a parlare ad alta voce) e io invece non ho nemmeno più una stanza per me. Doug: (sospira) E da quando (inizia a mettere a posto i suoi CD in ordine alfabetico) Pacey: Beh, da quando Kerry ha deciso di prendere una lunga pausa di riflessione da Jerry. Ti ricordi Jerr, vero? Il nostro cognato preferito, quello coi tatuaggi? E ovviamente, ha portato con sè i due mostriciattoli scatenati che al momento risiedono in camera mia. Quindi, che dici, posso restare? Ti prego. Doug: (sospira di nuovo) Ok, ascolta. Se dico di sì a questa cosa, ed è un grosso "se", ci saranno delle regole. Pacey: Sono ai tuoi ordini. Doug: Regola numero uno: non mangiamo niente che la mamma manda. Quella donna non ha idea di cosa voglia dire cucinare. Pacey: D'accordo. Doug: Regola numero due: il sottobicchiere. Usalo, sempre, come fosse il tuo migliore amico. Pacey: Ci sto. Doug: Tieni la collezione di CD in ordine alfabetico. In base al cognome, non al nome. Hai capito? Pacey: Oh, certo, chiaro. Ma non prevedo il bisogno di utilizzare la tua collezione di canzoni sdolcinate. Doug: Io invece credo che saresti sorpreso nello scoprire quando un'appassionata voce femminile riesc a lenire un cuore che soffre. Pacey: Il mio cuore sta benissimo, grazie tante. Doug: (sapendo benissimo il contrario) Certo, fratellino. Come no. Pacey: Senti, Doug, se ti riferisci alla nostra conversazione in cella dell'altra sera, è tutta da imputare al troppo alcool. Doug: Tranquillo, eviterò l'argomento. Non voglio vederti guaire come un cagnolino innamorato. A proposito, come te la cavi con le decorazioni? Pacey: (tra sè e sè) Dio, aiutami. * * * * * (casa dei Potter - Joey si prepara per la cerimonia) Joey: Non vorrai mica fare delle foto? Bodie: Non provare a fermarmi, Joey. Quando una sorellina fa qualcosa di importante, è normale che la sorella maggiore le crei un grande imbarazzo con cose del genere. Bessie: Già. Più imbarazzante è, meglio è. Joey: Grazie. Non dev'essere bello, per te, andare in giro per i corridoi della tua vecchia scuola, ricordandoti quanto il liceo non ti sia piaciuto. Bessie: Certo, ma ora sono più grande, e le cose ora sono molto diverse. Bodie: Non molto diverse. Quanti ragazzi di colore ci sono a scuola, dieci? Joey: Undici. (si mette il cappotto) Enon pensare di riscrivere la storia, Bessie. Mi ricordo quando venivi a prendermi all'asilo, e passavi tutto il tempo a lamentarti perchè qualche ragazza cretina e ipocrita ti criticava perchè indossavi la marca sbagliata di jeans. Bessie: Okay, lo ammetto. Odiavo il liceo. Ma è per questo che sono contenta che non sia così per te, Joey. Hai talento, e tutti a scuola lo sanno. L'hanno saputo per anni, e oggi si avrà la prova definitiva che molti si ritrovano in te. (Joey sorride) * * * * * (Capeside High – il murale viene svelato parte a parte. Ora tocca a una zona dove è dipinto un faro) Ragazza: Così ho dipinto questo per far ricordare a tutti che il raggio dell'istruzione brilla su tutti noi ogni giorno. VOrrei inolter ringraziare il Preside Freen e tutti voi per avermi dato questa opportunità di esprimere il mio messaggio. (applausi non troppo esaltati -Jack, Dawson, Pacey e compagnia hanno l'aria di chi sta per scoppiare a ridere. è il turno di Joey) Principal Green: E ora l'ultimo dei nostri murali di Capeside. Vorrei chiedere a Joey Potter di raggiungermi sul podio, e dire qualche parola sul suo lavoro. (Joey raggiunge il suo murale, ancora coperto) Joey: Il Preside Green ha detto che il murale avrebbe dovuto mettere a fuoco ciò che ci unisce a scuola. E se ci pensate, non c'è niente che ci unisca davvero. Anche la nostra mascotte ci divide. I Minuteman - riesce ad alienare metà della popolazione studentesca. (risate) Quindi, l'unica cosa a cui potevo pensare che ci unisse, che abbiamo in comune, è che... beh, è l'idea che noi abbiamo sin da quando siamo piccoli, ovvero che possiamo essere ogni cosa desideriamo essere. Ma arrivati a questo punto - ci siamo dimenticati quel sentimenti. Abbiamo iniziato a credere a tutto quello che ci dicono i genitori e gli amici, alle loro idee su quello che possiamo fare nella vita e... e ci siamo scordati le possibilità che vedevamo quando eravamo piccoli. Questo, credo, è quello che abbiamo in comune, ed è questo che simboleggia il mio dipinto. La possibilità. L'ho dipinto perchè pensavo che a tutti servisse qualcosa per ricordarci che, se credi in te stesso, anche se la situazione sembra completamente sfavorevole, tutto è possibile. Spero vi piaccia. (Joey sorride a Dawson, che sorride a sua volta – Joey fa un cenno al preside Green che scopre il murale. Con grande sorpresa e rabbia di tutti, il murale è stato deturpato da una grandissima quantità vernice nera che lo copre quasi interamente. La gente mormora, indignata. Tutti sono senza parole per l'accaduto.) Joey: (mormora) S-scusatemi. (corre via) * * * * * (Capeside High – Joey esce da una stanza e corre giù per le scale, percorrendo poi il corridoio. Dawson la segue) Dawson: Joey. Joey, aspetta (la raggiunge) Tutto bene? (entrambi camminano molto velocemente) Joey: Questo è quello che mi merito per aver compiuto un gesto di utilità pubblica - una pubblica umiliazione. (Pacey corre per raggiungerli e si unisce a loro due) Dawson: Nessuno è stato umiliato, tranne forse la persona che ha fatto quella cosa. Joey: Beh, io mi sono sentita umiliata, Dawson. E tanto. Dawson: E'-è stato soltanto uno scherzo sciocco. (si fermano e si guardano faccia a faccia) Joey: (secca) Non puoi saperlo. Dawson: Senti. Tu hai messo cuore e anima in quel progetto e-ed è normale essere arrabbiati, ma non credere che sia stato un attacco personale rivolto a te. (Pacey finalmente li raggiunge) Pacey: Beh, non per intromettermi, ma in effetti sì, per intromettermi - certo che è stato un attacco personale. Dawson: Cosa? Pacey: Beh, c'erano tre murali in quel corridoio. E' stato rovinato solo il tuo. Dawson: E allora? Pacey: Allora o a qualcuno non piaceva ciò che Joey voleva comunicare, o a qualcuno non piaceva Joey. Dawson: La tua logica non è esattamente perfetta. Pacey: Dawson, siamo in un liceo. E' una microsocietà a sè stante, con un sistema di caste a dir poco rigido. Chissà quale invisibile confine può aver violato Joey, o quale offesa può aver fatto, senza nemmeno essersene resa conto. Dawson: Questa è paranoia... Pacey: Non pensi che ci sia la possibilità che qualcuno qua dentro odi Joey per il semplice fatto che è Joey? Che odia (la indica) il modo in cui cammina, si veste (si indica le labbra), si mordicchia il labbro? Joey: (indignata) Io non mi mordicchio il labbro! Pacey: OK, stavo soltanto facendo un esempio. In fondo pensaci. Ti viene in mente nessuno? Joey: (tra l'arrabbiato e il sarcastico) Perchè, così possiamo stringerlo in un angolo e insultarlo? Fammi un favore - restane fuori, Pacey. Dawson: (alzando la voce) E' stato un atto di vandalismo, puro e semplice. Qualche idiota che vuole lottare contor il sistema- Pacey: Non ha alcun senso! Joey: Perfetto – Gianni e Pinotto. Ecco, questo è proprio quello che mi serve nel bel mezzo di una crisi esistenziale. Se vi serve, la cosa non mi aiuta affatto. Perciò, no grazie! (Joey se ne va – Pacey e Dawson si guardano) Pacey: Non pensi che dovremmo, uhm... (indica Joey che se ne va) Dawson: No, falla andare. * * * * * (Casa dei McPhee – Andie e Jack sono in cucina, cucinando) Andie: Hai sentito Joey? Jack: Beh, è abbastanza sconvolta dalla cosa. Andie: Certo, chiaramente. Chi non lo sarebbe? Jack: Scopriremo il colpevole così potrai vendicarti su di loro. Andie: Uh? Jack: Il comitato - li punirà a dovere. Andie: Giusto. Sai, Jack, a dire il veros to considerando lìidea di dimettermi. Jack: (sospreso) Dimetterti dal comitato? Andie: Hmm-mm. Jack: Andie, tra gli studenti sei quella che meglio li rappresenta. Sei la persona più saggia e razionale, non si potrebbe chiedere di meglio. Andie: Grazie. Però, sai, mi sta prendendo fin troppo tempo. E inoltre, il lavoro scolastico ne sta risentendo. E più ci penso, più mi sento poco invogliata a giudicare gli altri. (Jack guarda Andie senza parole) Andie: Che c'è? Jack: Sono - solo un po' scioccato. Andie: Perchè? Jack: (scuote le spalle) Non è da te tirarti indietro. Andie: Andiamo, Jack, molte cose non sono "da me", però le ho fatte lo stesso. (Andie va a girare qualcosa che cuoce in pentola) Andie: Prepari la tavola? Jack: (distrattamente) Certo. (inizia a mettere tovagliette e posate sul tavolo in cucina, pensieroso) * * * * * (Locanda dei Potter – Dawson suona la campanella all'entrata. Arriva Joey, che si allontana quando vede che è Dawson. Va a raccogliere i piatti al tavolo) Dawson: Avete camere libere stasera? Joey: (cauta) Dipende. Dawson: Da cosa? Joey: Dipende dalla predica che sto per sorbirmi. Dawson: (raggiunge Joey) Nessuna predica, prometto. Anche se devo dire che mi dispiace che sia successa la cosa di oggi. Joey: (raggiunge il lavello e metti i piatti a bagno) L'intera cosa era di poca importanza già in partenza. Figuriamoci se un dipinto su un muro può fare anche la minima differenza in una scuola. Dawson: Forse no. Ma forse può. Joey: Non mi piace il tono di quei tuoi "forse," Dawson. Dawson: Ridipingi il murale. Joey: Cosa? Dawson: Rifallo stanotte. Lascia il bastardo senza parole quando tornerà a scuola domani. Joey: Sai, preferirei infilarmi degli spilloni roventi sotto le unghie dei piedi. Dawson: Così lasci che uno scherzo da liceali ti impedisca di finre qualcosa a cui ovviamente tieni? Joey: L'ho finito, Dawson, ok? Non è colpa mia se nessuno l'ha potuto vedere. Dawson: (incredulo) Non posso credere che tu ti stia comportando così. Joey: (sulla difensiva) Come? Dawson: Sconfitta. Disillusa. Demoralizzata. Joey: (con un tocco di sarcasmo) Per tua informazione, Dawson, non posso essere sempre la tua piccola allegra Joey Potter. Non ho una riserva infinita di buona volontà e fiducia negli esseri umani - e a volte ho diritto a essere depressa. Dawson: (frustrato) Non parlo di carattere. Parlo di fare la vittima. Joey: (irritata) Sai una cosa? Mi ci è voluto un mese a farlo, Dawson. Ho dovuto studiarlo, prepararlo, e non puoi pretendere che ricominci subito da capo. Dawson: Perchè no? Joey: Per lo stesso motivo per cui non filmi un metro di pellicola da gennaio. Dawson: (sospira) Joey, questa è una cosa del tutto diversa. Joey: Davvero? Dawson: Sì. Io ho scelto di lasciare il corso di cinema. E' stata una mia scelta. Joey: Che non aveva niente a che fare con la brutta critica che ha ricevuto al festival? Dawson: Sinceramente? No. Joey: (sarcastica) Beh, com'è comodo. Dawson: Che vuol dire? Joey: Hai tutte queste scelte, Dawson. Tutte questa scelte che prendi per scontate. Dio, un giorno sei regista, e il giorno dopo non lo sei, e quello dopo puoi svegliarti e decidere che vuoi fare lo scultore, o andare a visitare l'Europa o- o scalare il Monte Everesti... e lo puoi fare. Dawson: Mentre tu non puoi? Joey: No,io non posso! Dawson: Perchè no? Joey: Non posso permettermi di perdere tempo e andare a cercare me stessa e fare l'artista, e non posso rifiutare la realtà e inseguire i miei sogni. Non posso farlo perchè non è così che vivo io. Tu vivi così. Dawson: Sai cosa penso davvero? (Joey si volta e basta) Dawson: Penso che adesso tu ti senta meglio. (Joey lo guarda come per dire 'dove vuoi arrivare?') Dawson: Sei sollevata che qualcuno abbia rovinato il tuo murale, perchè non hai dovuto passare la parte più difficile. Non hai mai dovuto mostrarlo al mondo intero, non hai mai sentito cosa ne pensano gli altri. Non hai mai dovuto decidere sul tuo talento, se lo avessi o no. (Joey lo guarda in silenzio) Dawson: Sai perchè sono venuto qui stasera? (tira fuori un mazzo di chiavi) Queste sono le chiavi della scuola. Me le ha date il Preside (le getta sul bancone) Fai quello che vuoi. (Dawson se ne va. Joey guarda le chiavi sorpresa e ha la faccia di chi si è appena resa conto di essersi comportata malissimo) (Mensa della scuola - Pacey si aggiunge ad un paio di ragazzi per prendere del cibo e vede che nei loro vassoi ci sono degli strano hamburger e delle patate) Pacey: Beh, se è marrone, dev'essere martedì. (i due ridono) Ragazzo # 1: Com'è che chiami queste cose, Witter? Pacey: Croste di elefante. Dentro un panino al sesamo. (tutti ridono. Pacey fa una pausa) Avete visto la faccia che ha fatto il preside? Ragazzo # 2: Che? Pacey: Alla cerimonia del murale. Sembrava stesse per avere un attacco. Ragazzo # 1: Già, e quella ragazza, Joey, è andata fuori di matto. Che scena stupenda. Pacey: (piano) Già... (torna in sè) Comunque, sto facendo una specie di pesca. Se indovini chi l'ha fatto, ti prendi tutta la posta. Vi va? Ragazzo # 1: Quanto costa? Pacey: Solo un dollaro a testa. Ragazzo # 1: (gli mette un dollaro in mano) Dev'essere stato Caufield. Ragazzo # 2: (gli dà un altro dollaro) Già, assolutamente. Pacey: Perchè ne siete così sicuri? Ragazzo # 1: Perchè non c'è altra possibilità. Pacey: Ok, e Caufield sia. (I due ragazzi vanno al tavolo a mandiare. Pacey li lascia e nota Caufield che raggiunge dei suoi amici a un altro tavolo e si siede a parlare con loro. Lo raggiunge e prende una sedia) Pacey: Caufield. Caufield: Ti conosco? Pacey: No, non proprio - meglio per me. Senti, ho sentito dire che hai una intrattenibile vena artistica. Caufield: Cosa? Quella cosa di ieri al murale? E' stata bella, vero? Peccato non possa prendermene il merito. Pacey: Non sei stato tu? Caufield: (con finta modestia) Non saprei... tutti quanti pensano l'abbia fatto io, quindi dovrei fare l'educato e accettare i loro ringraziamenti. Pacey: Fores. Ma, sai, quello che volevo dirti è che non tutti l'hanno trovata una cosa divertente da fare. Caufield: Beh, alcuni non hanno il senso dell'humour. Sei uno di quelli? Pacey: (annuisce, impassibile) Esatto, eccomi qui. Serio. Caufield: Hmm. (si china verso di lui, serio) Che cosa vuoi? Pacey: Voglio che chieda scusa. E voglio che confessi (si alza) E voglio che lo faccia prima della fine della scuola. Caufield: E perchè mai dovrei farlo? Pacey: (con uno sguardo di ghiaccio) Perchè questa volta te la sei presa con qualcuno a cui tengo. * * * * * (Capeside High – Dawson raggiunge il punto in cui c'è il murale di Joey e sbircia sotto il telo. Sospira, deluso, e guarda Andie che sta arrivando) Dawson: Ciao, hai visto Joey? Andie: No, a lezione non c'era. (Dawson ha un'aria preoccupata. Se ne va) * * * * * (Parcheggio della scuola. Arriva una bella jeep nera, nuova di zecca, e ne scenda Matt Caufield. Pacey gli si avvicina) Pacey: Bella quattroruote. Caufield: Regalo di Natale. Pacey: E' terribile, vero? Caufield: Cosa? Pacey: Che i tuoi ti dedichino attenzione sotto forma di regali. (Caufield fa per andarsene ma Pacey lo blocca per un braccio. L'aria si fa tesa) Caufield: Toglimi le mani di doss- (Pacey afferra Caufield per il davanti del maglione e lo spinge con forse contro il fianco della sua jeep) Pacey: Oh, andiamo, sii uomo. Caufield: (sollevando le mani) Ma si puoi sapere che vuoi? Pacey: (lo spinge più forte contro l'auto. Parla a voce basssa, minacciosa) Sai benissimo cosa voglio. (lo spinge ancora) Caufield: Che vorresti fare, Witter, sguinzargliarmi dietro il tuo paparino? Non vedi... (spinge Pacey a sua volta) Mi hai già spaventato abbastanza. Pacey: Bene, sai chi sono. Ottimo punto di partenza. Caufield: So anche che adesso conterò fino a tre, dopodichè voglio che tu te ne vada. Pacey: Sogna pure, cowboy. Non me ne vado così facilmente. Caufield: (guardandolo freddamente) Uno. Due. Tre. (Caufield fa per spingere Pacey, ma Pacey lo afferra e lo sbatte di nuovo contro la macchina) Caufield: Ma sei impazzito o cosa?! Pacey: (minacciosamente) Oh, no, non ancora. Ma non si può mai sapere. Caufield: Cosa vuoi? Vuoi che dica che sono stato io? Ok, lo amemtto. Sono stato io. L'ho fatto io, contento? Pacey: (ancora minacciosamente) Ok, bene. Ora, cosa pensi di fare? (Caufield non risponde) Pacey: (sbatte Caufiled con più forza contro l'auto e grida) TI HO CHIESTO COSA PENSI DI FARE?! Caufield: Andrò a chiedere scusa, ok? (Pacey lo lascia andare, e sembra cha Caufiled stia andando a chiedere scusa a Joey - ma a un tratto si volta e tira un pugno in faccia a Pacey, e un altro. Pacey afferra Caufield per la giacca e lo scaglia oltre il cofano dell'auto alle sue spalle, salta addosso. Caufiled lo manda a sbattere di schiena contro un'altra auto, poi gli tira un pugno in faccia e uno nello stomaco. Gli stringe la testa tra il braccio e le costole, ma Pacey è più frosso e lo solleva per aria, mandandolo a sbattere sull'asfalto. Poi gli salta addosso e inizia e tempestargli il viso di pugni. Il clacson di un'auto interrompe il massacro) Principal Green: (urlando) Ehi! Voi due! In piedi, all'istante (Pacey smette di picchiare Caufield e solelva lo sguardo. Il naso gli sanguina) Principal Green: (furente) Nel mio ufficio. Adesso! * * * * * (ufficio del preside. Apre la porta e parla alla segretaria. Pacey e Caufield sono seduti nel suo ufficio) Principal Green: Mi chiami Dawson Leery e David Curran. Andie: Uhm, preside Green, posso parlare un istante? Principal Green: Non ora, Andie, sono nel bel mezzo di una faccenda. Andie: La prego. Le ruberò solo pochi secondi, ed è importante. Principal Green: (impaziente) E va bene, cosa? Andie: Vorrei dare le dimissioni dal comitato disciplinare. Principal Green: (sorpreso) Cosa? Andie: Credo che lei abbia un'idea di me diversa da quello che sono - qualcuno dalla forte moralità, e io non lo sono. Principal Green: Possiamo parlarne in seguito, con calma? Andie: Non credo che ci sia altro da dire, Preside Green. Grazie. Buongiorno (se ne va lasciando il preside senza parole. Poco dopo, nell'ufficio del preside sono riuniti Pacey, Matt, Dawson e David. Pacey e Matt hanno l'aria malconcia, Matt con un labbro tagliato e molti graffi, Pacey con un occhio gonfio) Principal Green: Ora, visto che nè il signor Witter nè il signor Caufield hanno voluto spiegarmi il motivo della loro scazzottata nel parcheggio, spero che almeno i loro migliori amici tengano al loro benessere. Signor Leery? Pacey: Non dire niente, Dawson. Principal Green: Signor Curran? Caufield: Non una parola, Dave. Principal Green: Beh, qualcuno farà meglio a parlare, e anche in fretta. (a Caufield) Perchè una telefonata ben fatta al rettore di Dartmouth scatenerebbe un ripensamento sulla sua ammisione al college. E signor Witter, un'altra sospensione e può dire addio definitivamente al liceo. (lungo momento di silenzio) Principal Green: Ok. Non ho alternativa. Dawson: E' per il murale. Pacey: (rabbioso) Stai zitto, Dawson, non è affar tuo! Dawson: Nemmeno tuo, se è per questo. Principal Green: (comprendendo) Quindi state dicendo che il signor Witter ha scatenato una rissa perchè credeva che il signor Caufield avesse qualcosa a che fare coll'atto di vandalismo fatto al murale? Caufield: Ehi, io non sono nemmeno avvicinato a quella cosa. Come se a qualcuno fregasse di un fottuto disegno cinese. Dawson: (con l'aria figa alla Sherlock Holmes) Se non ti si sei nemmeno avvicinato, come fai a sapere che era un disegno cinese? (tutti guardano Caufield. Beccato) Principal Green: Bella domanda. Caufield: (scuote le spalle) Chiunque avrebbe potuto vederlo. Ci lavora da settimane. Dawson: Sì, di sera e dopo la scuola. Ma a parte che allora, è sempre stato sigillato e ben coperto. Sono uno dei suoi migliori amici e non sapevo cosa fosse nemmeno io. Caufield: Sapete, questo (indica Dawson) è ridicolo. Dawson: Senza contare che, se non te ne fregava niente come hai detto, perchè ti saresti disturbato a scoprire che cosa era? (tutti guardano ancora Caufield, che a sua volta ha l'aria piuttosto colpevole) Pacey: (soddisfatto) A quanto apre, Caufield, direi che ti sei fregato con le tue stesse mani. Caufield: Ok, mi avete fregato. (schiocca le dita) Beccato, è vero, ho pitturato sopra uno stupido murale. Ma sapete, tanto per iniziare, era orribile. Un insulto per lo sguardo. E inoltre, chi mi dovrebbe costringere a guardare ogni il messaggio di qualche ragazzina? L'idea stessa mi offende. Principal Green: (incredulo) "Possibilità" è un'idea offensiva, per te? (Dawson sbuffa) Caufield: Sono bianco, sono ricco. Ecco tutta la possibilità che mi serve. * * * * * (Casa dei McPhee – Jack e Andie siedono in cucina, cenando) Jack: (sorpreso) Dillo ancora? Andie: (piano) Hai sentito (pausa) Ho rubato io la copia dei test. Sono stata io. E' per questo che sono andata così bene, Jack. Per questo ho ricevuto il 98% di percentuale. Jack: Eri tu? (sospira) Oh, Andie... (sospira ancora, senza parole) Andie: Lo so, è sorprendente. Jack: Ma perchè? Sapevi tutte le materie benissimo, potevi recitarle a memoria. Saresti andata benissimo comunque. Andie: Ero seduta al banco e avevo davanti a me questo - questo frutto proibito, e nemmeno una possibilità di essere beccata. Non lo so, all'epoca sembrava la risposta a ogni mio problema. Jack: Che vuoi dire? Andie: Pensavo che, sai, se avessi preso il massimo dei voti, allora tutti avrebbero pensato che ero guarita. Li avrebbe convinti. Ma ora che sono davvero guarita, faccio fatica a convivere col segreto. Jack: Per questo ti sei dimessa dal comitato disciplinare. Andie: (annuisce) Jack, negli ultimi sei mesi sono vissuta sentendomi la più grande ipocrita al mondo. Non capisci? Sono stata così severa con tutte le altre persone per punire in qualche modo anche me stessa. (pausa) Ma ora è il momento di chiedere scusa per questo. Jack: (solleva le sopracciglia) Un attimo, cosa- cosa vuoi fare? Andie: Domani lo dirò al preside Green. Jack: No, non puoi. Andie: Sì, invece. Jack: No, no, Andie, senti. Pensaci bene, ok? Hai fatto un errore - e va bene, ok? Era un momento di debolezza... ma vuoi davvero farti cacciare da scuola per una cosa del genere? Andie: (dura) Sai cosa voglio, Jack? (pausa) Voglio togliermi di dosso questo peso, una volta per tutte. E- non voglio più pensare a quello che ho fatto. E... e voglio guardarmi allo specchio e riconoscermi. Jack: Andie, ci dev'essere un altro modo. Andie: Ci ho pensato per tanto tempo, sai? Non c'è un modo migliore. Non per me. * * * * * (appartamento di Doug – Pacey è sdraiato sul divano con una bistecca sull'occhio) Doug: (togliendogli la bistecca di dosso) Se non ti spiace, vorrei mangiarmela cena, questa, con una buona salsa bernese. Pacey: E io che mangio? (suonano alla porta. Doug va ad aprire) Doug: Pane e acqua. (Doug apre la porta ed entra Joey) Pacey: Doug, io sono come un soldato che torna dal campo di battaglia. Dov'è-dov'è la mia medaglia, la mia parata? Joey: (sarcastica) Guardala in TV, Pacey. Quella vecchia e scassata TV in bianco e nero con un appendiabiti per antenna che ci sarà nel retro della stazione di rifornimento in cui lavorerai per il resto della tua via. Hai fatto la cosa più stupida al mondo! Pacey: (protestando) Ma cosa stai dicendo? Avevo ragione, è stato Matt Caufield! Joey: Sì, e ora che lo sai ti senti meglio? Pacey: Certo, perchè ora avrà quello che si merita. Preferibilmente la sua bella jeep infilata su per dove dico io. Joey: Questa è bella, Pacey, questa è proprio bella. Pacey: No, questa è bella. Io ho solo cercato di fare la cosa giusta. (alza le mani) E nessuno me ne da il merito. Joey: No, non te lo darà mai nessuno. Perchè hai reagito nel modo più sbagliato di tutti. E se hai intenzione di gettare alle ortiche il tuo futuro, almeno fallo per il tuo bene e non per il mio, ok? Pacey: Oh, aspetta, non fraintendermi. Non credere che a me fregasse niente, io stavo solo facendo un favore a Dawson. (incrocia le braccia) Joey: Dawson? Pacey: Sì, Dawson. Sai, ti stavo tenendo d'occhio per lui. (Joey lo guarda perplessa) Pacey: Ricorda insieme a me. Torna indietro. Ti ricordi l'inizio dell'anno scolastico? Dawson Leery ritorna dalla città totalmente cambiato, deciso a troncare i ponti con l'amica che vive oltre il fiume. Così chiede all'Amico Fidato di dare un'occhiata alla ragazza in questione per il periodo più difficile. L'Amico Fidato, ovviamente oddebisce, e adesso l'Amico Fidato si vede mettere in croce da tutti quanti. Joey: Quindi voi due mi avete scambiato come se fossi una figurina? E' da qui che è nato tutto? Pacey: Cosa? Joey: Noi! Io- io e te. Insomma, credevo... credevo che... Pacey: Credevi cosa? Joey: Credevo che fosse qualcos'altro, Pacey. (Joey se ne va - Pacey sospira con l'aria di chi ha fatto l'errore della sua vita) * * * * * (Capeside High – riunione del comitato disciplinare. Caufield è seduto davanti al banco. Pacey aspetta seduto in fondo, con le braccia allungate sugli schienali delle sedie accanto) Principal Green: Lei ha minato ancora una volta la mia autorità, signor Caufield. Ha intaccato la mia abilità, in quanto insegnante, di istruirla. E ora, ha criticato la mia intenzione di rendere questa scuola una comunità. Caufield: Preside Green, era solo un murale. Principal Green: Sì, era solo un murale. Ma era anche molto più che solo un murale. Non mi prenda in giro, signor Caufield, so benissimo chi è. Credere di essere intoccabile, così attacca la scuola, disobbedisce alle regole. Crea delle divisioni nel corpo studentesco con la sua arroganza e il suo comportamento. E' vero che lei p furbo, signor Caufield, ma non è al di sopra della legge. A per questa ragione, decido che lei venga espulso da Capeside High. Caufield: (incredulo) Espulso? Principal Green: Mi ha sentito. Caufield: Per tutto l'anno? Principal Green: Per tutto l'anno. Caufield: Preside Green, ha idea di cosa dirà mio padre quadno lo verrà a sapere? Principal Green: Sì, ho un'idea piuttosto chiara di cosa dirà suo padre in merito. (in corridoio, Dawson guarda la scena dalla porta, appoggiato al muro. Arriva Joey) Joey: (noncurante) Come stanno andando le cose? Dawson: Non lo so. E' difficile da dire. Joey: (guarda attaverso il vetro) Beh, non vedo strumenti di tortura, per lo meno. Dawson: No, ma siamo onesti. Se Pacey viene sospeso e basta, avrà avuto molta fortuna. Joey: Visto come stanno le cose, avresti fatto meglio a chiedere a me di tenere d'occhio lui. Dawson: (ci mette qualche secondo a capire di cosa sta parlando) Scusa? Joey: So tutto del vostro scambio di merce. Dawson: Scambio di merce...? Joey, sai benissimo che non è andata così. Joey: E allora com'è andata? Dawson: Beh, prima di tutto è stato mesi fa. E allora le cose tra di noi erano molto diverse. Joey: E' vero. All'epoca credevo ancora che mi conoscessi.. Dawson: E adesso non ti conosco? Joey: No. Non ho mai voluto la tua pietà. Dawson: (calmo) Jo– Joey, non è stata questione di pietà. Io non potevo essere lì per te, così ho voluto che tu avessi qualcuno a cui rivolgerti, qualcuno a cui parlare. Ora dimmi, cosa c'è di male in questo? Joey: Beh, sarebbe stato carino se la persona in questione avesse in tutto questo tempo dimostrato almeno un briciolo di sincera attenzione, Dawson- Dawson: Joey, quella stessa persona, in questo momento, è in quella stanza proprio perchè ha dimostrato molto più che un briciolo di attenzione. (Joey scuote la testa e guarda Dawson non convinta) Dawson: (sospira) Joey, ma perchè lo fai? Joey: (sarcastica) Faccio cosa? Dawson: Tratti male le persone che tengono a te. Pensi davvero che io non voglia il meglio per te? E Pacey... Pacey potrà essere molte cose: impulsivo, infantile, testardo. Ma dopo tutto quello che è successo quest'anno, puoi sinceramente dubitare anche per un secondo che non ti voglia davvero bene? (Joey ha l'aria triste. Si è finalmente resa conto che ha tratto Pacey un po' troppo male) * * * * * (Capeside High – Andie è al suo armadietto, togliendo le sue cose con le lacrime agli occhi. L'ultima cosa che mette nella scatola è il poster della commedia che ha diretto, "A Piedi Nudi Nel Parco") * * * * * (Capeside High – Pacey esce dall'udienza del comitato disciplinare. Dawson è lì che lo aspetta e cammina insieme a lui lungo il corridoio) Pacey: Lascia solo che ti dica, (indica la stanza da cui è uscito) quell'uomo mi piace. Infatti, dirò di più: è un grande uomo. ha la giustizia di Lincoln, il carisma di Martin Luther King Junior. E' equo, saggio e, se posso aggiungere, accetta piacevolmente persino un tocco di humour irriverente. Dawson: Allora non ti ha dato niente? Pacey: Non proprio. Dawson: Ma non ti ha sospeso? Pacey: Beh, diciamo solo che non sto ancora andandomene da qui. Anche se tre giorni di sospensione avrebbero causato un effetto simile. Dawson: (impazientemente) Allora, dirmi - cosa è successo? Pacey: (orgoglioso) Sarò un tutore. Dawson: Sarai un cosa? Pacey: Un tutore. Sai, del programma per l'infanzina di Capeside. Visto che sono capace di reprimere i miei impulsi di ragazzo, il preside Green crede che sia il caso che tragga vantaggio dalla compagnia di qualcuno molto più piccolo di me. (Dawson ride) Pacey: Che c'è da ridere? Dawson: E il povero bambino? Cosa puoi insegnargli? Pacey: (fingendosi scandalizzato) Ma di che parli? Dawson: Vuoi dirmi che sei capace di insegnargli l'importanza di tenere un segreto? Come, ad esempio, quello di Joey? Pacey: (china la testa) Oh, queeeello. Te l'ha detto, vero? Dawson: Già. (the bell rings) Pacey: Hmm, beh, dimmi, che possibilità ci sono che tu, nella tua immensa magnanimità, possa perdonarmi come il Preside Green? Dawson: (non del tutto serio) Non molte, Pacey. Non molte. (Pacey sospira) * * * * * (Ufficio del Preside Green – lui è seduto al suo tavolo mentre legge una lettera battuta a macchina. Finisce di leggere e lentamente laposa sul tavolo, poi molto seriamente guarda Andie, che è seudta su una sedia davanti a lui, con le lacrime agli occhi) Principal Green: Dire che sono profondamente scioccato e disturbato sarebbe dire poco. Il tuo comportamento è stato immorale, ingannevole, e non rispettoso dell'onore della scuola. Andie: (annuisce, trattenendo le lacrime) Lo so. Vorrei soltanto averglielo detto prima. Principal Green: Sai che io devo per forza informare il comitato educazionale, e che dovranno cancellare il tuo punteggio, e toglierti da ogni lista per una borsa di studio a livello nazionale? Andie: (annusce ancora) Sì, signore, ne sono consapevole. Principal Green: Ora, hai detto che c'erano altri studenti che sapevano di questo test, ma tu sei stata l'unica ad aprirlo. Sei sicura di questo? Andie: Assolutamente sicura. Principal Green: (parlando più gentilmente) Cosa devo fare, adesso? Cosa vuoi che faccia, Andie? Andie: (in lacrime) Um, ecco... ho sentito che Matt Caufield è stato espulso. E quello che ho fatto io non è stato affatto meno grave. Principal Green: E' questo che pensi? Andie: Ho sgomberato il mio armadietto, e so che ogni azione ha la sua conseguenza. Principal Green: Andie— Andie: Più di tutto, mi dispiace averla delusa... e aver deluso me stessa. Principal Green: Andie, tu e Matt Caufield non avete niente in comune. Lui è un giovanotto viziato ed egoista che non ha alcun senso di cosa sia giusto e sbagliato. Che prova piacere a far del male agli altri. Tu... hai fatto male solo a te stessa. Andie: (piangendo) Ma ho mentito. Ed è stata una cosa sbagliata, e dovrei essere punita. Principal Green: Quando eri nel comitato disciplinare, una delle cose che ho provato a insegnarti è stata la proporzionalità. Che la punzione si adatti alla colpa, certo. Ma che si guardi anche alla persona... Ora, Matt Caufield non merita, nè meriterebbe mai, la mia indulgenza. Ma Andie McPhee...? Lei la merita. Andie: Non... non so cosa dire. Principal Green: Non dire niente. Rimetti tutta la tua roba nell'armadietto. E per quanto riguarda la tua punizione, dovrò pensarci per un paio di giorni. Andie: (annuisce con aria molto grata) Grazie, preside Green. Grazie. * * * * * (Capeside High. La gente esce diretta a casa – Joey cammina per il corridoio vuoto, coi capelli raccolti a treccina e una bandana. Porta in entrambe le mani degli attrezzi per dipingere. Si avvicina al murale rovinato e vede Pacey che è già lì, su una scala, che sta ridipingendo tutto quanto con una nuova mano di vernice bianca) Joey: (sorridendo) Ma che cosa...? Pacey: (si volta a guardarla) Ciao, Potter. Joey: Pacey, ma che stai facendo? Pacey: (smette di dipingere e guarda la parte fatta fino ad allora) Dipingo. Joey: Lo vedo! Pacey: Pensavo solo che sarebbe stato bello partire con una tela bianca. Joey: Tela bianca, eh? Pacey: Sì, hai capito. Passare una mano sopra tutto, tabula rasa, tutto come prima. Questo genere di cose. Joey: (posa i barattoli di vernice) Uhm. E, posso chiedere, chi ti ha detto che avevo in mente di ridipingere il murale? Pacey: Ah, questo tizio che ho incontrato per la strada. Joey: Questo tizio? Pacey: (scende dalla scala) Già, sai, il classico ragazzo perbene. (fa una pausa) Allora, non mi ringrazi? Joey: (lo guarda) Per cosa? Pacey: Beh, per molte cose. Tipo, aver difeso il tuo onore, aver picchiato il cattivo- Joey: E aver attaccato i mulini nel delirio da complesso dell'eroe? Pacey: (la guarda con occhi dolcissimi. Lei solleva le sopracciglia e lui sorride) Sì, beh, anche quello. Joey: (annuisce soddisfatta e Pacey abbassa lo sguardo) Pacey, se mai dovessi ringraziarti, ti ringrazierei per essere te stesso... e per non tener conto di quello che pensano tutti gli altri, e per sapere nel tuo cuore ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e... per essere stato con me quest'anno, (solleva lo sguardo su di lui) quando avevo bisogno di te. Pacey: (la guarda colpito per un istante, poi annuisce) Non c'è di che. (le mostra un rullo per pittura) Vuoi una mano? Joey: (lo prende) A una condizione. Pacey: (mentre sale sulla scala) Certo, dimmi pure. Joey: Sii sincero. L'unico motivo per cui sei diventato mio amico è solo perchè Dawson te l'ha chiesto? Pacey: (con un tono vagamente ironico) Già, l'unico motivo. Joey: (ci pensa su) Hmm. Devi farti una vita, sai.
(Pacey ride, Joey solleva lo sguardo su di lui e gli sorride. Cominciano a dipingere insieme il muro. Dawson esce da un'aula e inizia a percorrere il corridoio, quando vede da una parte Pacey e Joey che dipingono insieme. Sorride e annuisce, contento che le cose siano tornate a posto, e riprende a camminare. E' meglio non guardare troppo Dawson in questa scena perchè è così carino che rischia di fare cambiare opinione anche a una fan agguerrita di Josh come me...)
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