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[Fuori dalla casa di Joey, ormai diventata a tutti gli effetti un B&B]
(Attraverso la finestra, possiamo vedere Pacey in cucina con Joey. Joey sta rimettendo in ordine la cucina) Pacey: Domani sera sarà la tua serata. Faremo tutto quello che vuoi. Joey: Qualcosa di scatenato, folle e esagerato? Pacey: Garantito. Joey: Del tipo? Pacey: Del tipo che ritornerò a casa dal lavoro prima del solito e ci 'stenderemo l'uno sull'altro'. (All'interno della casa. Joey fa una pausa e da un'occhiata al copione) Joey: Niente affatto. Mi dispiace, basta così. Pacey: Cosa? Non possiamo fermarci ora! Devo ancora imparare la parte! Joey: Mi dispiace, mio caro esperto di teatro, ma tutta la pagina seguente si basa solo su amoreggiamenti, solleticamenti e slinguacciamenti a turno - 3 cose che senza dubbio non fanno parte del mio modo di recitare. Pacey: (arrabbiato) Okay, vuol dire che domani sera sarai molto dispiaciuta quando salirò sul palco e verrò colto dal panico, farò un fiasco completo e allora inizierò a improvvisare rivolgendo oscenità al pubblico. Joey: (esita) A dire il vero, Pacey, io pensavo di venire sabato. Pacey: (demoralizzato) Sabato? Joey: Sì. Pacey: No, no, non puoi venire sabato. Devi venire venerdì, la sera della prima! Così avrai maggiori possibilità di assistere ad un divertentissimo disastro. Ad esempio, potresti vedere lo scenario che mi cade in testa o magari la mia coprotagonista che rimane senza fiato dopo uno dei miei appassionati baci di scena. Joey: (divertita) Già, sei famoso per questi tuoi baci. Pacey: (ride) Allora, che dici? Posto in prima fila, centrale? Joey: (pulendo il tavolo) Non posso. C'è questa cosa che devo fare venerdì sera... Pacey: (sospettoso) Che cosa? Joey: (pacatamente) E' solo questa cosa... questo ragazzo… Pacey: Quale ragazzo? Joey: AJ. Pacey: (stupefatto) Quello del college?! Joey: Verrà a Capeside per una festa e mi ha chiesto di andare con lui. Pacey: (ancora più stupefatto) Andrai a una festa universitaria?! Joey: Lui non è quel genere di studente universitario, Pacey. Voglio dire, hai mai sentito parlare dell'aurora boreale? Pacey: L'aurora boreale? Joey: Sì. Pacey: (leggermente offeso) Sì, ne ho sentito parlare. Insomma, forse non sono un esperto universitario, ma se mi dai una cartina stradale e un telecomando, probabilmente riesco ad arrivare sul Discovery Channel e ritornare. Joey: Beh, ci sono circa dieci notti durante l'anno in cui puoi riuscire a vedere l'aurora boreale da questa parte del mondo e domani potrebbe essere una di queste. E se calcoli che nella recente fase solare c'è- Pacey: L'aurora boreale un paio di palle. E' ovvio che questo tipo vuole solo provare a saltarti addosso. Joey: (stufa) Pacey, prova a leggere il giornale ogni tanto. Non si può mentire su una attività geomagnetica. Pacey: Cosa? Ma sì che puoi. Puoi eccome. Si può mentire su tutto- Joey: No! Pacey: Specialmente se sei una testa d'uovo dell'università e tutto fa parte di un grandioso imbroglio astronomico. Io sono la voce del buon senso, okay? Voglio dire, andiamo, le possibilità che l'aurora boreale appaia nel cielo notturno sopra Capeside sono ottime come lo sono le possibilità che io riesca a cavarmela distintamente su quel palco domani sera. Joey: Chiamami pure pazza, ma accetterò lo stesso questa possibilità. [Fuori dalla Capeside High] (Dawson e Joey camminano nel cortile della scuola) Dawson: Allora che ne pensi? Joey: Che cosa ne penso? Dawson: Sì. Joey: Penso che ti annoierai un bel po' a quel corso, Dawson. Dawson: Potrebbe essere un'opportunità molto interessante di studiare il comportamento umano mentre cerco di capire quale dovrà essere il mio prossimo passo. Joey: Non aderire all'annuario scolastico, okay? Insomma, è già abbastanza insopportabile che Pacey faccia quella recita. Dawson: Stasera c'è la prima, vero? Joey: Sì, io...- (Viene interrotta da Nikki che si avvicina a Dawson) Nikki: Hai mollato il corso di cinema? Ma sei matto? Joey: Um... credo che voi due abbiate molte cose di cui discutere, quindi ci vediamo dopo. (Se ne va) Nikki: (non molto sicura) Spero che ciò non abbia niente a che fare con quel festival del cinema, vero? Dawson: No, è solo che... ho bisogno di stare lontano dal cinema per un po', capisci? Per ricaricarmi le batterie. Nikki: Beh, il minimo che potevi fare era darmi un po' di attenzione. Siamo colleghi, Dawson. E fra tre giorni, dobbiamo presentare a tutta la classe un lungometraggio. Dawson: Nikki, sono sicuro che il Signor Jordan sarà più che felice di darti una proroga e ti troverà un nuovo collega. Nikki: Io non voglio un altro collega. Voglio te. Dawson: Senti, chi vorresti prendere in giro? Molto probabilmente avrai già fatto il compito assegnato da sola. Nikki: (sentendosi colpevole) Beh, si. Ma ti avevo chiesto di darmi delle idee! Dawson: Beh, se lo hai fatto, avrai di certo capito che non ne ho. Nikki: Tu non hai idee? Dawson, sei la persona più creativa della classe! Dawson: Ascolta, è qui che ti sbagli, perché sono le 8:15, e in questo momento sono la persona più creativa che NON STA in classe. [Nell'auditorio di Capeside High - Dietro le quinte] (Tutti gli attori sono riuniti per l'ultima prova generale. Ci sono anche Pacey e una ragazza, Corie, che camminano su e giù nervosamente) Corie: Come facciamo a salire sul palco stasera se tu continui a dimenticare le tue battute? Pacey: Conosco le battute, okay? E' solo che ho un po' di vuoto di memoria, tutto qui. Andie: (camminando su e giù come una matta) Dov'è il Signor Broderick? La nostra recita sarà un completo fallimento! (Passa accanto a Pacey) Pacey, falla da capo. Pacey: Certamente, capo. (Rimane impalato la) Andie: La tua entrata. Pacey: L'entrata, giusto. (Pacey esce e entra Jack) Jack: Andie, Andie. Andie: (esasperata) Non ora, Jack. Io- Io- stiamo cercando di fare la prova generale ma Pacey ha ritenuto opportuno lasciare la sua memoria a casa. Jack: Ecco, circa mezz'ora fa durante la lezione di inglese, il Signor Broderick... Andie: Cosa? Jack: Vieni con me. Andiamo. [Nell'infermeria di Capeside High] (Il Signor Broderick è sdraiato sul lettino, con una pezza umida in fronte.) Mr. Broderick: L'infermiera pensa che si tratti di un calcolo renale. Mia moglie mi verrà a prendere fra cinque minuti. Andie: (sclerando come suo solito) No, no, no, no. La recita inizierà fra meno di 8 ore! Signor Broderick: Mi dispiace, Andie. Io no ce la faccio. Dovrai prendere il mio posto. Andie: No, lei non capisce. Ascolti, io ho, um, dei biglietti da vendere e il party del dopo spettacolo da organizzare. Non posso fare tutto da sola. Jack: Posso pensarci io ai biglietti e al party del dopo spettacolo. Mr. Broderick: Perfetto. Sarà Jack ad aiutarti. Andie: Ma- ma-- Signor Broderick: Io ho fiducia in te, Andie. Voglio dire, chi voglio prendere in giro? E' stato il tuo spettacolo sin dall'inizio. Questa è la tua serata. (Le porge un raccoglitore nero) Tieni. Andie: La sua agenda? Signor Broderick: (con aria mistica) E' tua, ora. E quando le luci della sala illumineranno quel posto magico chiamato teatro, tutto quello che ti chiedo è di fare pausa per un breve attimo... e pensare a me. (Andie si sente a disagio. Jack tenta di trattenersi dal ridere per l'atteggiamento teatrale del professore, ma non riesce a fare a meno di ridacchiare) [Corridoio di Capeside High] (Jen vede Henry al suo armadietto e corre giù dalle scale per andare da lui) Jen: Henry! (Henry chiude con violenza il suo armadietto appena la vede, e se va di corsa.) Jen: Aspetta, Parker! Parker, fermati! (Henry scappa via e lei lo insegue. Jen corre più in fretta per prenderlo, ma lui si defila dalla porta. Così Jen prende una scorciatoia per fermarlo, e appena Henry si guarda dietro le spalle prima di uscire dall'edificio, Jen lo sorprende dalla parte opposta.) Jen: Ciao, Henry. Henry: Jen. (Lui fa per andarsene, ma lei lo segue.) Jen: Okay, perché mi stai evitando? Henry: Perché vuoi rifiutare il mio invito a cena di domani sera? Jen: Che cosa ti fa pensare che lo voglia rifiutare? Henry: Da quando hai accettato questo appuntamento che io preferisco chiamare scommessa, non mi hai nemmeno guardato negli occhi in corridoio. Come se vedessi una grossa macchia scura che ha le mie stesse dimensioni. Jen: Okay, non pensi che stai diventando un po' paranoico? Henry: Rifiuterai o non rifiuterai il nostro appuntamento? Jen: Non lo rifiuterò. Non rifiuterò proprio un bel niente. Henry: (si ferma e sorride) Non lo farai? Jen: No. No, voglio- voglio solo posticiparlo. (Henry fa per andarsene di nuovo, chiaramente arrabbiato.) Jen: Ascolta, vedi, stasera ci sarà la prima teatrale di Pacey ed ho pensato che forse dovrei essere la per dargli sostegno. Henry: Allora si tratta solo di questo? Della recita? Jen: Sì. Sì, si tratta solo di questo. Henry: Bene, magnifico. Jen: (presa alla sprovvista) Che intendi dire per magnifico? Henry: Verrò con te. Alla recita. A che ora inizia? Jen: (fa una pausa, poi dice in maniera piuttosto riluttante) Alle sette. Henry: Va bene, ci sarò. Naturalmente, se per te va bene. Jen: (non molto convinta) Sì. Sì, va bene. (Lei rimane a guardarlo mentre rientra a scuola, e sembra sentirsi in colpa.) [B&B dei Potter - Nella camera di Joey] (Joey si sta preparando per uscire con AJ e Bessie sta cercando di convincerla ad usare un piegaciglia) Joey: Non provarci nemmeno ad avvicinarti a me con quella sottospecie di tortura medievale. (Bussano alla porta) Joey: (nel panico) Non può essere lui! Bessie: Rilassati. Insomma, lascia che sia Bodie ad andare a vedere chi è. Piuttosto finisci di rassicurarmi sul fatto che non devo preoccuparmi che tu esca con un ragazzo molto più grande di te. Joey: Non è poi così grande, Bessie. Ha 19 anni. (Bussano alla porta della stanza di Joey. Bessie apre, ma poi richiude subito la porta) Bessie: Beh, è un ragazzo. Ma non quello che aspettavamo. (Apre la porta di nuovo e lascia entrare Pacey, mentre lei esce dalla stanza) Pacey: (parlando molto velocemente) Okay, sono andato in panico. L'ho fatto. Sono completamente in panico. Joey: Ora calmati, Pacey. Sei solo nervoso. Pacey: No, no, no, sono più che nervoso. Lo sai che razza di prova generale ho fatto oggi? Non sono riuscito a ricordarmi nemmeno una battuta. Joey: (calma) Io non capisco perché tu ti debba spaventare così. Tu conosci la parte, Pacey. L'abbiamo provata due sere fa. Pacey: No. Io mi ricordo la parte solo quando la recito con te. Quando invece devo farlo con dei veri esseri umani, niente. Joey: Lo so, faccio davvero schifo a non venire stasera. Mi dispiace. Pacey: (un po' arrabbiato) Tu FAI schifo perché non verrai alla recita, già! (ritorna a parlare velocemente) Ascolta non ti darò l'opportunità di tornare nelle mie grazie, okay? C'è ancora il party del dopo spettacolo di cui ti ho parlato e, tu lo sai, pensaci due volte prima di dirmi che non ci verrai perché senza dubbio avrai bisogno di una spalla su cui piangere dopo che tutta questa farsa dell'aurora boreale non funzionerà. Joey: (ridacchia) Okay, ci proverò. Ma non ci contare, va bene? A dire il vero, le condizioni geomagnetiche sono estremamente favorevoli per l'attività dell'aurora. Pacey: Ma da dove viene questo linguaggio scientifico così complicato? Pensavo che questo damerino di nome AJ fosse uno stupidissimo poeta. Joey: (orgogliosa) Ha molti altri interessi oltre la poesia. E' un tipico uomo del Rinascimento. Pacey: Fantastico. Sa annoiarti in sette lingue diverse. Joey: No, veramente ne parla tre. Inglese, francese e latino. Pacey: Latino? Joey: Mm-hmm. Pacey: E chi parla il latino? Voglio dire, guarda lo spagnolo, è diventata una lingua straniera molto parlata. Ma il latino, quella è una lingua morta. (Bessie fa capolino nella stanza) Bessie: E' arrivato! Pacey: Okay, grazie. (Mette una mano in faccia a Bessie e la spinge fuori dalla camera, poi le chiude la porta in faccia!) Non è troppo tardi per rinunciare, okay? Credimi. Joey: (cominciando a innervosirsi) Perché dovrei farlo, Pacey? Pacey: Perché questo tipo è un gran bel furbo, okay? Io lo sò, insomma, tu sai che la prima cosa che farà quando entrerà da quella porta sarà farti dei complimenti poco convincenti su come (accorgendosi finalmente di quanto sia bella Joey!) sei incredibilmente bella stasera. (dice le ultime parole con totale sincerità. Joey nota il modo in cui Pacey la sta guardando e lo guarda in maniera strana) Joey: Pacey- (I due intanto si incamminano verso l'atrio. AJ sta dando un'occhiata al registro degli ospiti, e Pacey lo fissa come infastidito dalla sua presenza. Joey è accanto a Pacey) Pacey: Sono solo preoccupato per te! (La segue fuori dalla stanza) Ad ogni modo, proverà a fare una cosa molto carina, come un casto, ma non del tutto disinteressato contatto fisico. Come aiutarti a metterti il cappotto, ok? Joey: (arrabbiata) Si chiama essere gentiluomini, Pacey. Mi sorprende che tu ne abbia sentito parlare. Pacey: (di nuovo velocemente) E questo party al quale lui ti sta apparentemente portando, scommetto che neanche esiste. E se esiste, scommetto che il nostro ragazzo prodigio laggiù (indica AJ che si trova in piedi nell'atrio, ansioso di vedere Joey) coglierà al volo la prima opportunità di stare solo con te. Joey: (gli dà un ordine come fosse un cane) Cuccia. (Va verso AJ e lui finalmente la nota. Si guardano intensamente l'un l'altro. Pacey osserva AJ) AJ: Hey. Joey: (sommessamente) Ciao. AJ: Sei, uh sei meravigliosa. Joey: Devo prendere il mio cappotto. (Pacey guarda Joey prendere il cappotto. AJ l'aiuta a metterselo. Pacey li osserva ferito e amareggiato. Lei lo guarda per un attimo con uno sguardo per metà colpevole e per metà seccato) [All'esterno di una grande casa] (AJ sta scendendo le scale della casa con in mano due drink. Raggiunge Joey seduta al molo, che sta guardando il cielo. Le porge un drink) Joey: Hey. Grazie. Allora, chi sono tutte queste persone? (indicando le molte persone sul molo e dentro e fuori la casa) AJ: Beh, il proprietario del posto è uno studioso di matematica. Una volta, era il mio professore. Joey: E tutti gli altri? AJ: Per la maggior parte si tratta di suoi ex studenti ormai laureati. Alcuni astrofisici. Docenti universitari di sinistra ormai spiantati, riesci a distinguerli? Joey: E come faccio? AJ: Beh, dal taglio di capelli da quattro soldi, dal loro gusto pietoso in fatto di moda, (beve un sorso e fa una smorfia disgustato) il gusto pretenzioso in fatto di bevande. (versa il contenuto del suo drink per terra) E' idromele. Ciò che Beowulf bevve prima di uccidere Grendel. (Joey vuole bere, ma AJ la ferma) AJ: Sai, non vorrei che- (le prende il bicchiere) Joey: Non la posso bere? AJ: No, no, no. E' una bevanda alcolica. Joey: Ah. Ma non è questo ciò che i ragazzi del college cercano? AJ: Cosa? Joey: Delle opportunità per far ubriacare le liceali. AJ: Beh, solo quelli che hanno poca immaginazione. L'alcol non è esattamente il modo più sofisticato per sedurre una ragazza. (ripensando a ciò che ha appena detto) Voglio dire, ci sono modi migliori di farlo. (Arrampicandosi sugli specchi!) Non che io- Si insomma- io non stavo- Non ho in mente di sedurre... Joey: (guardandosi intorno) Ma dove vanno tutti? AJ: Oh. Il cielo è nuvoloso. Le condizioni climatiche non sono molto favorevoli. Joey: Ciò significa niente aurora? AJ: No, non necessariamente. Il tempo potrebbe migliorare prima di mezzanotte. Joey: (dispiaciuta) Mezzanotte? AJ: Sì, per delle ragioni sconosciute, la mezzanotte, la mezzanotte astronomica per essere precisi, è il momento migliore per vedere lo spettacolo dell'aurora. Joey: (ridendo) Quindi... ciò significa che per noi si prospetta una lunga attesa. AJ: Non ti trasformerai in una zucca se stai fuori fino a tardi, vero? Joey: (fa cenno di no con la testa e rabbrividisce) Ma potrei morire congelata quindi... magari faremo meglio a tornare dentro... per socializzare con quegli astrofisici. AJ: Facciamo una passeggiata prima, ti va? Joey: (pensierosa) Va bene. [Fuori dall'auditorio di Capeside High] (Jack è seduto ad un tavolo a vendere i biglietti. Dawson ne sta comprando uno. Andie esce fuori dal teatro, vestita tutta di nero, e ferma Dawson) Andie: (come una matta) Oh, Dawson, eccoti qua! Dov'è Pacey? Dawson: Uh, come regista non dovresti avere un'idea di dove sia, magari migliore della mia? Andie: (nel panico) Oh! Jack: Che sta succedendo? Andie: Beh, mancano solo venti minuti all'inizio e l'attore principale non si sa dove sia. Jack: Giuro di averlo visto entrare prima. Andie: Okay, quindi dovrebbe essere da qualche parte qui intorno, giusto? Dawson: Vado io a cercarlo. Andie: Okay, Dawson, non cercarlo, trovalo e basta, per favore. E digli di non preoccuparsi, perché non lo ucciderò. Almeno non fino alla fine dello spettacolo. (Jack guarda Dawson preoccupato mentre Andie si allontana per tornare in teatro. Intanto Dawson parte alla ricerca di Pacey, trovandolo nella palestra della scuola a fare un po' di canestri. Pacey già indossa il suo costume, il trucco e delle finte basette. Appena fa un canestro, Dawson applaude. Pacey si volta, sorpreso di vedere Dawson) Pacey: Come hai fatto a trovarmi? Dawson: Ho la sfortuna di sapere come funziona il tuo cervello. (Pacey intanto continua a giocare, Dawson afferra la palla e fa una schiacciata) Pacey: Sai, mi pare di ricordare che l'ultima volta che io e te ci siamo ritrovati in un campo di basket insieme, sono finito col naso rotto, giusto? Dawson: (riprende la palla) Pacey, non abbiamo tempo per giocare. Hai una recita da fare. Pacey: Solo un altro pò. Sai, fare questo aiuta, è parte integrante della recitazione. (Dawson gli passa la palla) Dawson: Allora, perché sei così nervoso? In fondo non è la prima volta che reciti. Pacey: (nervoso) Sì. Quanto mi ci è voluto per recitare bene la parte di quel mostro marino? Dawson: Bel punto. Pacey: Sì. E a quel punto quante persone mi stavano guardando? (Pacey fa un lancio) E alla stesso modo, quante mie ex fidanzate erano la a farmi pressione perché io andassi bene? Dawson: (facendo rimbalzare la palla) Ti voglio chiedere una cosa... la recitazion... ti piace? Ti diverte? Pacey: Mi sono sentito alquanto ricattato per farlo, ma, sì, devo dire che è stato divertente. A dire il vero, mi sono divertito un mondo. Dawson: Allora stasera sali su quel palco e divertiti un mondo. (Fa un altro lancio) Solo questo importa, amico, scoprire quello che ti piace fare e farlo. Pacey: (facendo rimbalzare la palla) E la predica viene da un tipo che ha rinunciato alla sua più grande passione per frequentare un corso con degli studenti che rendono meno di quello che potrebbero, giusto? Dawson: Non ho rinunciato al cinema. (Pacey fa un lancio) Ho solo deciso di allargare un po' le mie vedute. (va a riprendere la palla) Pacey: (seccato) E da quando sei diventato un maestro Zen? Pensavo che proprio tu, in questo momento, stessi uscendo pazzo. Dawson: E perché? Pacey: Beh, non so, magari a causa del grande appuntamento di Joey con quel tipo del college. (Dawson, che chiaramente ignorava la cosa, nel sentire la frase mentre sta tirando sbaglia e butta la palla fuori dal canestro) Dawson: (ride) Sono davvero una frana a basket. (ansioso di cambiare argomento!) Bene, andiamo Oliver, il tuo pubblico ti aspetta. Pacey: Che- che facciamo se quel tipo si dovesse rivelare un maniaco sessuale? Dawson: (calmo) Joey è adulta. Sono sicuro che sa badare a se stessa. Pacey: Badare a se stessa? Tutto qui quello che sai dire? Stiamo parlando di Josephine Potter, la ragazza il cui destino è intrinsecamente legato al tuo? Dawson: Non è detto che succeda davvero. L'hai detto tu stesso. Andiamo. (Dawson esce dalla palestra e Pacey lo segue non molto convinto) [Auditorio di Capeside High] (Henry sta cercando Jen nel teatro. Alla fine la trova in un posto a sedere. Anche lei lo vede e gli fa un cenno con la mano) Jen: (cercando di attirare la sua attenzione andandogli incontro) Ciao, Henry. Henry: Jen, pensavo che ci dovessimo incontrare fuori. Jen: Oh, ho pensato che il primo di noi che fosse arrivato avrebbe dovuto occupare i posti, quindi l'ho fatto. (Si volta verso sua nonna che ha il posto accanto al suo) Henry, vorrei farti conoscere mia nonna. Henry: (balbettando) Tua- tua nonna? Jen: Sì, uh, nonna, ti presento Henry Parker. Grams: Oh, che bella sorpresa. Ho sentito parlare molto di te. Henry: Piacere di conoscerla. Grams: Jennifer, perché non mi avevi detto che sarebbe venuto anche Henry? Così sarei rimasta a casa lasciandovi da soli. Jen: (cercando una scusa, mentre le luci si abbassano) Sai, mi sa che lo spettacolo sta per iniziare. E' meglio che ci mettiamo seduti. (Jen fa sì che la nonna si sieda tra lei e Henry. Lui sembra triste, mentre il pubblico applaude e si apre il sipario) [Dietro le quinte] (Lo spettacolo è appena iniziato, e Andie corre su e giù preparando gli attori per la loro entrata e sistemando loro i costumi. Dal palco intanto si sentono gli attori recitare) Uomo al telefono: Da quanto tempo è che si è sposata? Corie: Sei giorni. Uomo al telefono: Lui non noterà che il posto sarà vuoto fino a giugno. Andie: (rivolgendosi a un attore) Aurora, per il momento non devi farti vedere, okay? Stai benissimo, non essere nervoso. Pacey: (entra) Andie, Andie? Andie: (parlando molto velocemente) Pacey, Oh no! Come hai potuto farmi questo? Ho mandato il tuo sostituto al trucco un quarto d'ora fa! Pacey: (nervosamente) Okay, um, penso che tu abbia fatto bene, perché, Andie, io non ce la posso fare. Andie: Ma certo che puoi! Vieni qui. (toglie la cravatta ad un altro attore e la mette a Pacey) Sai una cosa? Ho rinunciato all'idea di farti imparare tutta la parte a memoria molto tempo fa. Quindi ora cogli il succo di quello che ti ho detto e vedrai che andrà tutto bene, okay? Forza, andiamo. Pacey: (esitante) Uh- Andie: (spingendo Pacey verso il palco) Andiamo, ci sei ormai! Pacey: Uh, non lo so, uh-- Andie: Andiamo andiamo andiamo. Oh no aspetta! No, no, no, la valigia! (prende una valigia e la da a Pacey. Lui osserva con attenzione il pubblico) Okay, ora vai! (Lo spinge sul palco) Corie: (correndo verso di lui) Oh, Paul, tesoro! (Gli da un lungo e deciso bacio) Pacey: (ammutolito) Uh- Corie: Beh? Di' qualcosa! (Dawson è tra il pubblico e lo guarda preoccupato) Pacey: Uh- (fa un profondo respiro ma è molto nervoso) (Dalle quinte, Andie gli fa cenno di dire qualcosa) Pacey: (fa di nuovo un profondo respiro e si ricompone) Ho fatto 6 piani a piedi! Lo sapevi che sono 6 piani di scale? (Posa il suo cappotto. Il pubblico ride) Corie: Ti sbagli, sono 5! (Dietro le quinte, Andie si tranquillizza) [Sulla spiaggia] (Joey e AJ camminano al chiaro di luna) AJ: Pensi di andare ad una delle università dell'Ivy League? Joey: (si stringe nelle spalle) Non lo so. So solo che se non ci provo, dopo starei sempre a chiedermelo. AJ: Chiederti cosa? Joey: Se fossi stata abbastanza brava, abbastanza intelligente per fare qualcosa di veramente importante nella mia vita. AJ: Sembri piuttosto motivata. Joey: (ridere) Si, motivata dalla paura di fallire. AJ: Sai, penso che forse qualche volta questo succeda alle ragazze che perdono la loro madre quando sono ancora molto piccole. Sono davvero portate ad avere successo. Joey: Come Madonna? (ride) AJ: Bè, io stavo pensando a qualcosa di più simile alle sorelle Bronte, ma- Joey: Per un po', ho pensato che mi piacesse l'arte. AJ: Ma ora non ti piace più? Joey: No, è- mi piace, io-è che-Non lo so. E' che da un parte c'è la persona che vuoi essere per gli altri, capisci, per farli felici e per renderli fieri di te, e dall'altra trovi te stessa e qualche volta è davvero difficile dire dove cominci l'una e finisca l'altra. Credi che ciò abbia un senso? AJ: Sì. Pienamente. Sai, in Europa, nel Medioevo, si pensava che le aurore boreali fossero gli spiriti dei guerrieri. Joey: E oggi? AJ: Beh, oggi si sa che si tratta di particelle solari cariche che interagiscono con l'atmosfera terrestre. Joey: (ride) Particelle cariche. Non è molto romantico. AJ: Guardala dal punto di vista delle particelle. Inspiegabilmente attratte da qualcosa, incapaci di resistere... (Si avvicina a lei e la bacia. Si separano e si fissano l'un l'altro a bocca socchiusa) Joey: (sorride ma appare nervosa) Um, sai, mi sono appena ricordata che devo incontrare una persona da una parte. AJ: Adesso? Joey: Sì. Possiamo andare? AJ: Sì, certo. [Auditorio di Capeside High] (La recita è in pieno svolgimento. Pacey (che interpreta Paul) è abbarbicato in alto su una ringhiera, con l'intenzione di buttarsi di sotto. Corie (che interpreta sua moglie) è sul balcone tentando di fermarlo) Pacey: Scenderò solo quando lo dirai di nuovo, forte e chiaro. Corie: Cosa? Tutto quello che vuoi, Paul! Pacey: Paul Bratter- Corie: (ripete) Paul Bratter- Pacey: Giovane procuratore emergente- Corie: (urlando) Giovane procuratore emergente- Pacey: E' uno schifoso e fetido ubriacone! Corie: E' uno schifoso e fetido ubriacone... ed io lo amo. Pacey: Ti amo anch'io, Corie. Sì insomma, anche quando ti dicevo che non mi piacevi, io ti amavo. Corie: Allora vieni giù tesoro, ti prego! (Andie guarda in alto e sorride) [Al party del dopo spettacolo] (Sono tutti euforici, specialmente Jen. Jack le porge un mazzo di fiori) Jack: Per te. Andie: Oh, non dovevi. Jack: Se non li vuoi, allora- Andie: No no. Non riesco ancora a credere che tu abbia organizzato tutto questo in un solo pomeriggio Jack, voglio dire, è meraviglioso. Jack: Andiamo, TU sei meravigliosa, sorellina, ma di' solo una parola su come i miei aiutanti eccellono nella decorazione, e sei morta. Andie: Okay! (Tutti si congratulano con lei. Poi lei e Jack raggiungono Jen, sua nonna e Henry) Andie: (rivolta a Jen) Ciao. Jen: Congratulazioni. Andie: Oh, grazie mille. (Andie e Jack si allontanano, lasciando Jen sola con Henry e sua nonna) Jen: (Vede Pacey seduto da solo al bancone del bar, quindi si rivolge a sua nonna e a Henry) Sapete, se intanto voi due volete prendervi un punch o qualcos'altro da bere, io, um- um- ritorno subito. (Raggiunge Pacey sotto lo sguardo innervosito di Henry) Pacey: Sai, faresti meglio a stare attenta. Credo che la nonna abbia preso il tuo posto all'appuntamento. Jen: E penso che tu faresti meglio ad attenerti alle commedie scritte. Pacey: Gentile. Grazie per essere venuta stasera. Jen: Non me la sarei persa per niente al mondo. La sera della prima, il pienone- Pacey: E neanche un membro della famiglia Witter presente, che sorpresa. Però Dawson è qui. Jen: Sì, l'ho visto. Pacey: E Jack. Jen: Eccolo là. Pacey: E naturalmente, tu. Jen: Ci sono. Ma hai capito chi è che manca? Pacey: Uh, il critico del Capeside Clarion? Jen: Joey. Pacey: Non poteva venire. Un importante appuntamento. Jen: Male! Si è persa un grande spettacolo e un incredibile protagonista. Pacey: Beh, ti ringrazio. Jen: Naturalmente, te n'eri a malapena accorto che non c'era. Pacey: A malapena. Jen: E ti è mancata solo un po'. (Joey li raggiunge da dietro) Joey: Chi è che ti è mancato? Pacey: (Voltandosi) Nessuno. (Dawson sta seduto da solo ad un tavolo, Nikki lo raggiunge con in mano un piatto con del cibo e del punch) Nikki: Vengo portando del cibo. Dawson: Allora ti ringrazio. Nikki: Sai Dawson, penso che tu stia esagerando con questa storia dell'adolescente precoce. Voglio dire, le persone non dovrebbero disilludersi e rinunciare ai loro affari almeno fino, non so, ai 25 anni. Dawson: Non è poi una cosa tanto grave, sto solo mollando una disciplina facoltativa. Nikki: Cinematografia. Hai mollato il corso di cinematografia. Pensavo che rappresentasse quello che sei. Dawson: E' una parte di quello che sono. Ti ricordi quando eravamo a casa tua e tu mi dicesti che ci sono una miriade di interessi che una persona può avere? Nikki: Certo. Dawson: Beh, quel giorno ho tolto tutti i manifesti dei film dalle mura della mia camera. Ogni singolo manifesto. C'è un ricordo che mi ritorna sempre alla mente. Ho dieci anni, i miei genitori mi portano a vedere Jurassic Park. Io sono seduto la, al centro della quarta fila, con i pop-corn appoggiati sulle gambe, vicino a mamma e papà. Ad un certo punto entrano due ragazzi, un ragazzo e una ragazza, avranno avuto all'incirca la tua età. Si siedono di fronte a noi e si baciano per tutto il tempo del film. Ed io ero scioccato del fatto che c'era qualcuno che preferiva baciarsi piuttosto che guardare quel miracolo della fantasia proiettato sullo schermo, capisci? Ad un certo punto bussai alla spalla di questo tipo e gli chiesi se poteva darsi una calmata. Lui mi guardò come per dirmi "un giorno lo farai anche tu". Eppure eccomi qua, molti anni dopo, ed ancora non sono diventato il ragazzo che va al cinema per limonare, ma non sono più nemmeno il bambino che si siede in mezzo ai suoi genitori. Piuttosto sono quel ragazzo che è troppo occupato ad analizzare tutto e che non riesce mai a divertirsi. Voglio dire, gli altri due ragazzi, almeno loro si divertivano. Ma io non mi diverto più. Ecco perché ho mollato il cinema. Nikki: Allora, uh, adesso dove cercherai quella gioia che una volta provavi ma che ora hai perso? Dawson: Non ne ho la più pallida idea. Qualche suggerimento? Nikki: Dov'eri l'ultima volta che hai provato quella gioia? (Dawson mangia, ma non risponde) (Joey e Pacey stanno parlando) Joey: Quindi hai avuto un grandissimo successo. Vedi, te l'avevo detto che tutto sarebbe andato per il meglio. Pacey: Che ci fai qui? Il tuo tipico uomo del Rinascimento ti ha abbandonata? Joey: No, è solo che si stava facendo tardi e il cielo è nuvoloso, quindi non c'è speranza di poter vedere l'aurora boreale da questa latitudine. Per giunta faceva molto freddo quindi abbiamo deciso di- Pacey: Ti ha baciata, vero? Joey: (paralizzata) Cosa te lo fa pensare? Pacey: (sincero) Perché sarebbe uno stupido se non l'avesse fatto... e hai il rossetto sbavato su tutta la faccia. (solleva le sopraggiclia) Joey: (rotea gli occhi) Suppongo che questo è quello che mi merito per essermi fatta convincere da Bessie a mettere il rossetto stasera. Pacey: Allora, uscirai ancora con questo tipo? Joey: Non lo so. Voglio dire, a che scopo? Insomma, è più grande di me, è più intelligente di me, vive lontano da qui, un problema non di poca importanza visto che non ho nemmeno la patente. Come potrei sentirmi con lui nello stesso modo in cui mi- Pacey: -sento con Dawson? Joey: No. Stavo-Veramente stavo per dire 'sentivo'. Pacey: Vuole sapere una cosa, Signorina Josephine Potter? Penso che la vita ti possa sempre sorprendere una seconda volta. Voglio dire, ti innamori, non funziona e pensi che non ti innamorerai mai più. Ma non è così. Credimi, succederà ancora. Quando meno te lo aspetti. Joey: Cosa ti rende così esperto, Pacey? Pacey: (illuminandosi) Sono un attore. Sai, un povero artista pieno di sé e afflitto e tutta quell'altra roba shakespiriana. E poi, è il mio lavoro capire il sofisticato e recondito meccanismo del cuore umano. Joey: (annuisce) Ti preferivo di più quando eri angosciante e pessimista. Pacey: (vede AJ che sta entrando nel bar) Oh oh. Joey: Che c'è? Pacey: Bè, penso che il tuo appuntamento non sia ancora finito. (Le indica AJ che sta dall'altra parte del bar. Joey si volta a guardarlo per poi ritornare a guardare Pacey) Pacey: Dai, vai. So che vuoi farlo. Joey: Okay. (Gli porge il suo drink) Grazie. (Va a raggiungere AJ mentre Pacey li osserva con uno sguardo triste) Henry: Jen! Jen: (guardando in alto) Henry, ma che diavolo...? (Tutti alzano lo sguardo e vedono Henry che, come il personaggio di Paul, si è arrampicato sulla ringhiera. Molti ridono.) Gente: Si è arrampicato sulla ringhiera! Guardate! Henry: Jen! Jen: Henry, scendi di lì! Henry: No. Jen: Non- non sto scherzando. Scendi da lassù. Henry: Scenderò solo quando lo dirai forte e chiaro. Jen: Cosa? Dire cosa? Henry: Io, Jen Lindley- Jen: (ripete imbarazzata) Io, Jen Lindley- Henry: Sono imbarazzata ad avere un appuntamento con Henry Parker. Jen: Sono imbarazzata ad avere un appuntamento con Henry Parker. Ora scendi! Henry: L'ho ignorato- Jen: L'ho ignorato- Henry: L'ho trascurato- Jen: L'ho trascurato- Henry: E ho passato gli ultimi cinque mesi della mia vita a renderlo infelice. E tutto questo per nascondere il terrificante fatto che mi piace. Jen: (non intenzionata a cedere) Henry, scendi. (Henry sembra deluso) Henry: Qualcuno può darmi una scala? (La gente ride) [Al molo] (Joey e AJ passeggiano) Joey: Come mai sei ritornato? AJ: Io non-non me n'ero andato. Dopo che ti ho accompagnata, sono rimasto nel parcheggio, pensando a come improvvisamente, quando qualcuno ti dice qualcosa che non capisci, ti ritrovi a doverti affacciare su questa finestra di opportunità piuttosto limitate, che puoi decidere di aprire, e farti spiegare da quella persona ciò che intendeva dire, o chiudere, passando il resto della tua vita fingendo di aver capito. Così ho pensato di riaprire quella finestra. Per caso ho sbagliato? Joey: No, uh, AJ. Ho perso il controllo. Conosci quella cosa chiamata 'avere tatto anche quando ti senti sotto pressione'? Bè, io non ne ho, neanche un po'. AJ: Joey, è stato solo un bacio. Non la corsa dei tori a Pamplona. Joey: Quando mi hai baciata, improvvisamente mi sono resa conto di trovarmi di fronte ad una persona che, si insomma, ha saltato un'infinità di classi e sa tutto di tutto. E ho capito che durante quel minuto in cui mi hai baciata, ti saresti reso conto del terribile sbaglio che avevi fatto perché- AJ: Perché? Joey: La maggior parte delle cose di cui mi parli, io non so nemmeno che sono. Cose come la letteratura, la scienza, la storia escono dalla tua bocca come se fossi Will Hunting in persona. Esiste qualcosa in cui non sei un esperto? AJ: Le ragazze. Le belle ragazze: le loro speranze, i loro sogni, e cosa le spinge a comportarsi in una determinata maniera. Vorrei saperne di più al riguardo. Joey: Anch'io. AJ: Tu ne sai più di quanto pensi. Joey: (guardando il cielo) Quindi suppongo che non riusciremo mai a vedere l'aurora boreale. AJ: No. Magari la prossima volta. Sai, io l'avevo già vista. Joey: Potresti parlarmene? AJ: Ecco... il cielo appare come lo hai sempre visto, come quando lo osservavi ogni notte da bambina, è solo che improvvisamente è come se bruciasse. Vieni inondato da una miriade di colori luminosi. Joey: Allora fa paura. AJ: Sì, ma è bellissimo. [Dopo il party] (Molte persone se ne sono andate, ma molte sono rimaste a pulire, compresi Andie e Jack naturalmente) Jack: Non è che sia il massimo, huh? Costretta a fare le pulizie proprio durante la tua grande serata. Andie: Non importa. Jack: Mi dispiace che papà non sia venuto. Andie: Oh, non ti devi dispiacere. A dire il vero forse è stato meglio così. Vedi, avere intorno tutte queste persone che non mi conoscono molto, che credono nella persona che sono oggi, e che non sanno niente di come invece ero prima. E'stato fantastico, per tutta la serata, mi sono sentita come- Jack: La reginetta del ballo? Andie: No. Più come me stessa. Jack: Era da molto che non sentivo una bella notizia come questa. Andie: Ho imparato, uh, un mantra nell'ospedale. Vuoi sentirlo? Jack: Sì. Andie: 'Struttura e scopo'. Voglio dire, so che è stata solo una stupida recita scolastica, ma per me è significata questo: 'struttura e scopo'. Credo che quando hai una cosa di questo tipo nella tua vita, capisci, alla quale tenerti aggrappato, ma che non si tratta di un'altra persona, ma è più una parte di te, una meta o un sogno, anche se il mondo intero crolla intorno a te, tu starai bene. Jack: E tu stai bene? Andie: Sì, sto benone. Jack: Sicura di sentirti così bene? (Le indica Pacey, seduto fuori da solo) Andie: C'è solo un modo per scoprirlo. (Prende il cappotto ed esce) [Fuori] (Pacey è seduto su una panchina. Andie gli si avvicina) Andie: Ciao. Pacey: (sorpreso) Ciao. Andie: Non è che tu sia stato l'anima della festa stasera. Pacey: No. Io- Credo di avere avuto troppe cose per la mente. Andie: Sì. E' un peccato che i tuoi genitori non siano potuti venire. Pacey: Ma se andiamo a vedere, ci sono state tante persone che non sono potute venire stasera. Quindi, c'est la vie. Andie: Certo. Però, è un peccato che proprio loro non abbiano potuto vederti diventare una star e tutto il resto. Pacey: Io e te sappiamo benissimo chi è stata la vera star di questa produzione. Voglio dire, noi attori, usciamo in scena all'ultimo momento e ci prendiamo tutta la gloria. Invece ci siete voi persone che lavorate dietro le quinte, gli unici che rendete tutto possibile. Si insomma, nessuno sa mai del grande lavoro che fate. Andie: Ma tu sì. Allora, uh, pare che la tua sufficienza in inglese sia garantita. Pacey: Sei delusa, vero? Del mio patetico ritorno nei meandri della mediocrità. Andie: Non sono delusa. Purtroppo le ragazze hanno questo concetto così stupido e sbagliato nei confronti dei ragazzi. Voglio dire, crediamo di poterli rendere più belli e trasformarli in qualcosa che non sono. Pacey: In tua difesa, non ero proprio quello che si definirebbe un modello di lusso. Piuttosto avevo scritto in faccia 'sistemato alla meglio'. Andie: Sì, del tipo 'prezzo trattabile', vero? Pacey: Già, è vero. Sezione merci danneggiate. Andie: Ma, uh, il fatto è, Pacey, che mi sbagliavo. Non c'è mai stato niente di te che avesse avuto bisogno di una sistemata. Non c'è stato e non ci sarà mai, perché tu sei perfetto così come sei. Pacey: Anche tu, Andie. (Si abbracciano) Andie: Allora, uh, quali pensi che sarà il mio prossimo progetto? Di sicuro non qualcosa che ti coinvolga. Pacey: No, no, sicuramente il mio agente non ti contatterà più. Andie: Stavo pensando a qualcosa con un cast di sole donne. Pacey: O magari marionette. Le marionette sono brave, si fanno manovrare facilmente, non come me. (Henry e Jen stanno ritornando a casa) Henry: Non riesco a ricordarmi l'ultima volta che mi sono sentito così depresso. Oh sì, è stato dieci minuti fa. Jen: Non otterrai compassione per quello che hai fatto. Henry: Lo so. Ma per un attimo mi è sembrato che avessi sorriso. Jen: Tu non sei come gli altri ragazzi, te l'ha mai detto nessuno? Henry: Sì, tu. Jen: La devi smettere con questi tuoi gesti teatrali, queste tue dichiarazioni pubbliche così esagerate. Io- Sembri il Cristo delle cotte adolescenziali. Henry: Chi è Cristo? Jen: E' come uno scultore, lui fa queste grandi- non importa. E' solo che non devi essere così insistente. Henry: Ma io ti voglio conoscere, Jen Lindley. Voglio essere sincero con te, totalmente e completamente. Jen: Nessuno è mai completamente sincero, Henry. O almeno non chi ha più di 6 anni. Henry: Io sì. Jen: Sai una cosa, tu sei davvero sincero, non è così? Non so cosa sia o come tu abbia fatto a conservarla per tutto questo tempo, ma tu possiedi davvero questa qualità che hanno solo i bambini. Henry: La possiedi anche tu, è solo che l'hai dimenticata. Jen: No, Henry, non penso di averla mai posseduta. Henry: Allora posso insegnarti come si fa. Di quello che senti nel cuore in questo momento, proprio adesso. Jen: (Gli da un bacetto sulle labbra) Questo è abbastanza sincero? Henry: (colpito) Quasi... direi al 70%. (lui si china lentamente a baciarla) [Sulla soglia di casa di Joey] (Joey sta per entrare in casa mentre AJ sta andando via in macchina. Bessie, che la stava aspettando, esce fuori e la ferma) Bessie: Non così di corsa. Un certo ragazzo che entrambe conosciamo ti sta aspettando. (Joey raggiunge il retro della casa dove c'è Dawson) Joey: Dawson? Dawson: Sì, scusa se sono arrivato così. So che sei appena ritornata dal tuo appuntamento. Joey: Se sei venuto per questo- Dawson: No. Non per questo. Non per questo, giuro. Joey: Ad ogni modo come hai fatto a sapere del mio appuntamento? Dawson: Me l'ha detto Pacey. E non ti devi giustificare. Se c'è qualcuno che deve farlo, sono io, per essere arrivato così. Joey: (Si siede) E allora perché sei venuto così? Dawson: (Si siede anche lui) Avevo bisogno di vederti, sai? E' che mi sono improvvisamente sentito perso. Joey: E come vorresti sentirti dopo che hai staccato tutti i tuoi poster e hai improvvisamente deciso di mollare il corso di cinema? Dawson: Beh, non ci avevo pensato. L'ho fatto e basta. Joey: Ed ora che lo hai fatto ti sei reso conto che non sai più chi sei? Dawson: All'incirca, sì. Joey: Credo che tu abbia smarrito il tuo Nord geografico, quel punto fisso nella notte verso il quale farti strada. Dawson: E tu? Qual è il tuo Nord geografico? Joey: Non penso di averne uno. Dawson: (guardando il cielo) Cos'è quella? (Anche Joey guarda in cielo e vede dei barlumi di luce) Joey: L'aurora boreale. Dawson: L'aurora? Ma non siamo troppo lontani dal sud qui a Capeside per vederla? Joey: A quanto pare no. E' buffo. Ho aspettato l'aurora boreale per tutta la notte e la vedo solo ora. Con te. Dawson: Perché c'è qualcosa di male? Joey: No. E' solo... è una cosa tipica. (C'è una lunga pausa durante la quale entrambi guardano le luci nel cielo) Le avevo immaginate più blu di così.
Traduzione eseguita da Cristina Camusi
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