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F i r s t   E n c o u n t e r s   O f   T h e  C l o s e  K i n d
( I n c o n t r i   R a v v i c i n a t i   D e l   P r i m o   T i p o )



(Camera da letto di Dawson - Dawson è occupato con il montaggio del suo documentario di Witch Island - Si vede la nonna di Jen sullo schermo)

Nonna di Jen: E quello che è successo è la prova incontestabile che il buon Dio non prende sottogamba quelli che si dilettano con le arti del demonio.

(Si vede sullo schermo la scena in cui la barca si allontana dall'isola - Dawson gira per la camera con in mano la pellicola di un film. Nel frattempo arriva Joey, che lancia all'interno della camera, dalla finestra, un borsone, e poi entra anche lei)

Dawson: (si volta e la vede, ridacchiando) Bella entrata.

Joey: (da un'occhiata alla TV) Dawson, esiste un limite di volte entro le quali un regista può riguardare il suo film?

Dawson: Io - devo essere preparato. Dopo la proiezione faranno delle domande.

Joey: Oooh, 'La proiezione'. Una cosa seria.

(Joey si toglie il cappotto)

Dawson: Non diamo troppa importanza a questa cosa, okay? (Dawson guarda a terra e poi si guarda intorno, evitando lo sguardo di Joey)

Joey: Che cos'hai?

Dawson: (immediatamente) Niente.

Joey: (sorridendo) Non è mica...?

Dawson: Cosa? (sta preparando anche lui il suo borsone)

Joey: (Si siede sul letto) Dawson Leery, il giovane artista autodidatta dotato di talento, il prodigioso Spielberg di Capeside, è nervoso?

Dawson: Sì. (sospira) Sì, certo che lo sono. Voglio dire, mi, capisci, mi sento come il grande pesce del piccolo stagno di Capeside-

Joey: Che si sente piccolino quando nuota nel laghetto del talento assieme a centinaia di egocentrici rivali.

Dawson: Esatto. E grazie per questa commovente metafora.

Joey: Ora, forse potrei sembrarti di parte, visto che, beh, ammettiamolo, sono una delle attrici principali del film, ma, è davvero un buon lavoro. Voglio dire, guardala così - comunque vadano le cose, questa esperienza ti porterà un passo avanti nella realizzazione dei tuoi sogni.

(Dawson non sembra molto convinto)

Joey: Per di più, non devi passare un intero week-end con un perfetto sconosciuto.

Dawson: Alquanto terribile e insolito.

Joey: Beh, mi sono iscritta per quella visita all'università, e ti mettono in coppia con uno degli studenti. Queste sono le regole.

Dawson: Sei nervosa?

Joey: Sì! Ma in senso buono. In fondo so che si tratta solo di una visita, ma questa gita mi dà speranza. Forse un giorno studierò lontano da qui.

Dawson: (avvicinandosi al suo armadio) Hey Joey, non mi è mai passato per la mente che non ce l'avresti fatta a studiare lontano da qui.

Joey: Facile a dirsi, Dawson.

(si riavvicina a Joey)

Dawson: Andiamo, Jo, pensa all'impulso originario, pensa a questo week-end come a un'avventura. Ma certo, voglio dire, questo è il nostro primo passo nel mondo reale. Si insomma, questo sarà il week-end in cui potremo dare una breve occhiata al nostro futuro.

Joey: Oppure, questo - questo potrebbe essere il week-end in cui tutte le nostre speranze e i nostri sogni si infrangeranno, voglio dire, costringendoci a ritirarci dalla società tradizionale e passare il resto dei nostri giorni come l'ombra cinica e depressa di noi stessi.

(Dawson ridacchia)

Joey: (sorride) E' solo un'idea.

* * * * *

(Vediamo una panoramica dell'Università di Cambridge - Dawson, Andie, Jack e Joey stanno passeggiando)

Dawson: Mi sento come Richard Dreyfuss nel film "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo". Come nella scena dove finalmente sale sulla navicella e incontra gli alieni, sapete.

Joey: Hai ragione, Dawson. Solo che siamo noi gli alieni.

Jack: Allora, a che pensi, sorellina?

Andie: Questi studenti godono del privilegio di frequentare la migliore università d'America. Fondata nel 1626, prese il nome da un colonizzatore inglese che finì per donarle la sua intera collezione di libri. E il primo corpo docenti di questa università che insegnò in questa giungla coloniale di certo non avrebbe mai immaginato che - che nei successivi tre secoli questo posto sarebbe diventato famoso in tutto il mondo come il più importante centro di insegnamento e di ricerca.

Dawson: (ride) Dovresti scrivere il catalogo dell'università.

Jack: Aahh. Questo è il catalogo, Dawson. Credo che l'abbia ordinato per posta quando aveva più o meno 9 anni.

Andie: (lo prende in giro) Classe del 2005, mio caro. Ammissioni anticipate - Supererò a pieni voti questo colloquio.

(si fermano e fanno una pausa)

Joey: Beh, è meglio che vada a conoscere il mio compagno di stanza. (leggendo un foglio di carta) Uh, A.J. Moller.

Andie: Joey, ti divertirai un mondo. Ho già fatto un'altra visita universitaria l'anno scorso.

Joey: (sorpresa) Come studente di secondo anno?

Andie: Solo i tipi svegli vanno all'università.

(Dawson e Joey ridacchiano)

Dawson: E tu che farai, Jack?

Jack: Uuh, passerò il tempo, suppongo, a fare qualche giro.

Dawson: (guardando l'orologio) Beh, è ora.

Jack: Sì.

Andie: Sono così eccitata.

Joey: Anch'io, anch'io. (si guarda intorno nervosa)

Andie: OK, ciao.

Joey: (salutando con la mano) Ciao.

Dawson: Ciao.

* * * * *

(Dawson si avvicina a una ragazza, di colore, con lunghi capelli neri con le treccine, seduta dietro una scrivania, che sta prendendo al computer le iscrizioni per il festival del cinema)

Dawson: Leery, con due "e".

Nikki: Nome?

Dawson: Dawson.

Nikki: (allunga la mano) Il film per favore.

(Dawson le porge la pellicola)

Nikki: Che categoria, commedia o drammatico?

Dawson: Documentario. Beh, veramente è più un -

Nikki: Data di nascita?

Dawson: Uh, 15 marzo 83.

Nikki: Uh, regista preferito?

Dawson: Spielberg.

(Lo guarda scettica, inarcando le sopracciglia)

Nikki: Stai scherzando?

Dawson: (scuotendo la testa) No.

(Nikki sospira, poi si avvicina ad un altro tavolo dove posa il film di Dawson - Dawson la segue)

Nikki: Steven Spielberg. Senza dubbio un grande regista, ma andiamo, qual è il messaggio che vuole comunicare?

Dawson: Il messaggio è (fa una pausa) il sentimento. Il sentimento che vince sempre.

Nikki: (inarcando le sopracciglia) Sorridi.

(gli fa una foto)

Nikki: OK, firma qui, e qui.

(Dawson firma, alza lo sguardo e trova Nikki che lo sta fissando)

Nick: Con questa tessera puoi assistere alle proiezioni.

(Dawson le restituisce la cartellina)

Nikki: Non hai scritto il riassunto del film.

Dawson: Non c'è abbastanza spazio. Vedi, uh, il mio film inizia come un documentario, narrando la storia di questa presunta isola che si pensava fosse abitata da fantasmi, ma-

Nikki: Un altro Blair Witch Project. Capito. (ritornando alla sua scrivania) Buona fortuna. Il prossimo!

(Dawson sospira)

* * * * *

(Nei dormitori - Joey sta camminando nel corridoio di un dormitorio in cerca della stanza che le hanno assegnato - si ferma e bussa alla stanza numero 381. Nessuno le risponde, così Joey apre lo stesso la porta e trova un ragazzo seduto ad una scrivania davanti al suo iBook)

Joey: Scusami.

A.J: Sshhh!

Joey: Mi dispiace, stavo solo-

A.J: Shh, shh, shh, aspetta un attimo.

(Joey sospira e aspetta impaziente finché il ragazzo, finalmente, alza gli occhi dal computer e la guarda)

A.J: Sì, cosa vuoi?

Joey: Sto cercando una certa A.J. Moller, è questa la sua stanza?

A.J: (chiudendo un libro e gettandolo sul letto) No, questa non è la sua stanza.

Joey: Dovrebbe essere la mia compagna di stanza per questo week-end, per la visita universitaria. Per caso sai dove posso trovarla?

A.J: No.

Joey: OK, beh, il numero della stanza che mi è stata assegnata è '381'.

A.J: Ne sono certo.

Joey: E questa è la stanza 381?

A.J: Ci puoi scommettere!

Joey: E non sai dirmi dove posso trovare A.J. Moller?

A.J: Non ho detto questo. Quello che ho detto è che non so dove potresti trovarla. Ma lui te lo posso far conoscere anche subito.

(Joey è confusa)

A.J: Sono io A.J. Moller. (sollevando un biglietto) E tu devi essere (leggendo) Potter virgola Joseph. Suppongo che l'ambiguità sessuale dei nostri nomi abbia favorito questo bizzarro equivoco.

Joey: A dir poco.

A.J: (con aria di superiorità) Prima che inizi a piangere perché vuoi tornare a casa, prometto di darti uno dei letti. E se - se farai davvero la brava, magari ti lascerò la luce accesa di notte.

Joey: (lo prende in giro) Non resterò qui. Voglio dire, non mi sono certo iscritta per questo, OK? Avrei dovuto passare questo fine settimana con qualcuno che mi avrebbe mostrato com'è questo college, e detto cosa mi devo aspettare. Qualcuno-

A.J: Con le ovaie?

Joey: Sì.

A.J: Ascolta, Jo, Joseph?

Joey: Josephine. Joey.

A.J: Joey, ascolta. Il college è così. I ragazzi e le ragazze vivono insieme, per lo più in armonia. Voglio dire alla Columbia, hanno addirittura i bagni in comune. E se questo non ti piace, allora credo che dovresti visitare dei college femminili.

Joey: (gettando a terra il suo borsone a dispetto di quanto lui ha detto) Ascolta, forse hai ragione. Non c'è motivo per cui due persone di sesso opposto non possano passare una notte insieme nella stessa stanza.

A.J: Così mi piaci. Ora, se non ti dispiace, (imitando la voce di un capo indiano) Grande Ragazzo del College ha importante relazione da scrivere. Piccola ragazzina di liceo fare lunga passeggiata nel campus.

Joey: (incredula) Mi stai buttando fuori?

A.J: Te ne vai, così posso stare altre due ore nella pace più assoluta.

Joey: Ma non è-

A.J: Attenta, Attenta. Di' 'giusto' e dimostrerai la tua vera età. Oh, e uh, Potter virgola Joseph, chiudi la porta quando esci. Altrimenti verrò disturbato da quegli stupidi che si divertono a giocare a basket nel corridoio.

(Joey raccoglie la sua borsa e se va, sbattendo la porta)

* * * * *

(Nel campus - Andie sta camminando e incontra Jack, seduto su una panchina a leggere un libro. Appena si accorge di lei, lo nasconde subito)

Andie: Ciao, che leggi?

Jack: (balbettando) Uh- è solo uh, sai, una guida di Boston.

Andie: Oh. OK, non dirmi che andrai alla ricerca dei pesci di Thoreau al laghetto Walden?

Jack: (ride) No, non ci avevo neanche pensato.

Andie: Sai che dovresti fare? Ho sentito che da queste parti c'è un bellissimo museo d'arte. Dovresti visitarlo.

Jack: OK, magari lo farò.

Andie: OK. Beh, Devo andare. Ciao

Jack: Ci vediamo.

(Dopo che Andie se n'è andata Jack riapre il libro. S'intitola "Pagine Rosa 1999", ovvero una guida ai servizi e ai luoghi di divertimento e incontro per omosessuali e lesbiche)

* * * * *

(Ufficio Ammissioni - Andie entra nell'ufficio della segretaria del preside. Si tratta di una donna di circa 60 anni, seduta dietro la sua scrivania)

Andie: Salve. Sono Andie McPhee.

Fran: (guardando un foglio con una lista di nomi) Mmm. Ripeti il tuo cognome, per favore.

Andie: McPhee.

(il computer della segretaria emette un bip)

Fran: Il tuo appuntamento non mi risulta fino a Marzo. O il mio calendario ha qualcosa di sbagliato, o ti si prospetta una lunga attesa.

Andie: Beh, Signora (leggendo il suo nome dalla targhetta sul tavolo) Boyd-

Fran: Chiamami Fran.

Andie: Bene. OK, beh, mio padre, Joseph McPhee, è un vostro ex allievo, classe '72. E lui dice sempre, se vuoi profondamente qualcosa, assicurati di essere la prima della lista.

Fran: Figlia di papà, huh? Anch'io, pace all'anima sua.

Andie: Quindi, pensa di potermi inserire nella lista?

Fran: (gentilmente) Non è proprio possibile.

Andie: Ma, uh, vorrei solo parlare cinque minuti col preside, tutto qui.

Fran: Il fatto è che, tutte queste persone hanno un regolare appuntamento. Per oggi.

Andie: Uh-huh. Beh, pensa che si libererà un posto?

Fran: Annulleresti mai il tuo colloquio universitario all'ultimo momento?

(Andie rimane in silenzio)

Fran: Afferri il mio concetto?

(Andie se ne va delusa)

* * * * *

(Nell'auditorio, viene proiettato proprio il documentario su Witch Island di Dawson, che siede fra il pubblico alquanto imbarazzato poiché molti stanno deridendo e criticando il suo film. Alla fine, solo poche persone applaudono debolmente, e molti se ne vanno)

Uno studente: Niente di nuovo. (rivolto all'amico) Dove vuoi andare a mangiare?

(Un annunciatore sale sul palco)

Annunciatore: Uh, signore e signori, se qualcuno di voi ha delle domande da fare o dei commenti, uh, il regista del film sarà, uh, felice di rispondervi.

(Dawson sprofonda lentamente sul suo posto...)

Annunciatore: Signor Leery? (nessuno si alza e Dawson sprofonda ancora più giù) Dawson Leery, può salire sul palco per favore? (le persone si guardano intorno e Dawson si alza riluttante e sale sul palco fino al podio - Nikki lo sta guardando)

Dawson: Salve (parla troppo forte e troppo vicino al microfono causando un fischio di ritorno che stordisce tutti) Oops. (Alcuni studenti ridono - l'annunciatore gli sussurra qualcosa in un orecchio)

Dawson: Scusate. Uh, sono Dawson Leery. Um, qu-qu- qualcuno, um, ha delle domande, o...? (cerca con lo sguardo la reazione di qualcuno fra il pubblico)

Una ragazza: Sì.

Dawson: (sollevato) Sì, chiedi!

Ragazza: Dov'è quella tipa di nome Joey - è qui? E' proprio carina!

* * * * *

(Fuori dall'auditorio - Dawson se ne sta andando ma Nikki lo ferma)

Nikki: Dawson. Stai bene?

Dawson: (brusco) Benone.

Nikki: Queste proiezioni, a volte possono essere davvero crudeli quando si alzano le luci.

Dawson: Ce la farò. Voglio dire, che ci posso fare se il mio film non è abbastanza alla moda per suscitare l'interesse di questi pseudo intellettuali snob dell'arte fatta in casa.

Nikki: Sii ottimista. Almeno non ti hanno tirato i pomodori.

Dawson: (sarcasticamente) Grazie Dio per i tuoi piccoli favori. (fa per andarsene)

Nikki: Tu sei sconvolto.

Dawson: (si volta e la guarda in faccia) Tu non lo saresti?

Nikki: Mi dispiace per quello che è successo, davvero. Ma ispirarsi al The Blair Witch Project, non capisco proprio come ti è passato per la mente.

Dawson: Cosa?

Nikki: Inseguire la scia di un fenomeno culturale esageratamente di successo non basta. Voglio dire-

Dawson: P- prima che stronchi un altro po' il mio film, perché non mi dici almeno come ti chiami?

Nikki: Nikki. Nikki Greene.

Dawson: Piacere di conoscerti, Nikki.

Nikki: Prendiamo il personaggio di questa Joey. Voglio dire, chi è lei, e- e che significa per te? Siete amici? Innamorati? Cosa? Non è chiaro. Ma il peggio è che non sembra che tu abbia capito che quella era la parte più interessante della storia.

Dawson: (sarcasticamente) Beh, sei molto perspicace!

Nikki: Non trattarmi così. Sto solo cercando di darti un giudizio onesto.

Dawson: (malignamente) Scusami, ma non mi succede tutti i giorni di dover subire una critica non richiesta da-

Nikki: Una volontaria? Una passacarte? La mia posizione e il mio altruismo confermano la mia opinione. Beh, la prossima volta farò più attenzione a non dire quello che non vuoi che ti venga detto.

(Gli da dei colpetti sul petto con il palmo della mano e se ne va)

* * * * *

(Jack aspetta a una fermata dell'autobus - un autobus si ferma, alcuni ragazzi salgono ma Jack rimane li impalato, indeciso se salire o no, poiché vede salire anche due ragazzi che si tengono per mano.)

Autista: Che fai, sali o non sali?

(Jack alla fine sale e l'autobus parte, anche se non può fare a meno di osservare quella presunta coppia gay)

* * * * *

(Al campus di Cambridge - Joey sta ancora passeggiando per il campus, quando vede Dawson seduto su una panchina, alquanto pensieroso)

Joey: Dawson! Ciao.

Dawson: Ciao.

Joey: Com'è andata la proiezione?

(Dawson abbassa lo sguardo e sospira)

Joey: Andiamo, non può essere andata tanto male, giusto?

Dawson: E' stata un completo disastro.

Joey: Ad ogni modo, che vuoi che ne sappiano di cinema questi stupidi ragazzini alla moda?

Dawson: Forse hanno ragione.

Joey: Andiamo. (si siede vicino a lui) Sai che non è così.

Dawson: Sai, forse il problema di avere un grande sogno... è che non ti fermi mai a pensare se hai oppure no il talento per realizzarlo. E se poi non- non avessi davvero quello che ci vuole per diventare un grande regista?

Joey: Dawson, sono stata accanto a te sin dall'inizio. Per la maggior parte delle persone, i film sono solo un passatempo, ma io c'ero il giorno che - che i film sono diventati qualcosa di più per te, il giorno che hai deciso di prendere la videocamera portatile dei tuoi genitori e fare il tuo film, il giorno in cui per la prima volta dicesti a gran voce che saresti diventato un regista. Io ho avuto il privilegio di guardarti portare avanti questo sogno e realizzarlo. E sai una cosa? (Dawson la guarda)

Joey: Sono davvero fiera di te.

(Joey lo abbraccia)

* * * * *

(La segretaria del preside torna in ufficio dopo la pausa pranzo e trova Andie ad aspettare)

Fran: Tu.

(Andie la saluta con la mano)

Fran: Come hai fatto ad entrare?

Andie: Grazie al bidello. Non si preoccupi, io- non ho toccato nulla. Ma, le ho portato il dessert.

(Andie si avvicina alla segretaria con un pezzo di torta)

Fran: (scuote la testa e ride) E io che pensavo di aver visto tutto.

Andie: Beh, ho pensato di venire qui, sa, nella remota eventualità che il Preside Hardgrove ritorni un po' prima, così potrei, bè, capisce no...

Fran: Hai proprio una bella faccia tosta, questo è poco ma sicuro.

Andie: Quindi, è già ritornato?

Fran: Veramente è in ritardo.

(Andie si rattrista lasciandosi cadere su una sedia)

Fran: Ma qual è il problema?

Andie: (demoralizzata) Nessuno.

(la segretaria si siede vicino a Andie)

Fran: Sai quanti figli ho? Sette. E sai quanti sono venuti in questa università? Nessuno. Ma non mi sto tormentando per questo.

Andie: Quindi non pensa che verrò ammessa?

Fran: Oh, ho rinunciato già da molto tempo a capire chi ammettono o no.

Andie: Quindi, ha avuto sette figli?

Fran: Due sono dottori, um, uno lavora in una banca di investimenti, o come diavolo si chiama. Le tre ragazze sono sposate e un altro non è andato al college. Suona la tromba in una band jazz in città. Secondo te qual è il più felice?

Andie: OK, quindi lei mi sta dicendo di evitare la facoltà di medicina e Wall Street, di non sposarmi, e... non andare al college.

Fran: Quello che ti sto dicendo è che sia che frequenterai o no questa insigne università, ciò non avrà niente a che fare con la persona che diventerai, o se ti realizzerai nella vita.

Andie: Hmm.

* * * * *

(Joey si trova in un'aula quasi piena - A.J entra e si avvicina a lei)

A.J: Matricola di inglese, eh? Una bella classe da visitare.

Joey: Non dirmi che tu sei in questa classe?

A.J: Una specie.

Joey: (riluttante nel togliere la sua borsa dalla sedia accanto a lei) Vuoi sederti?

A.J: Uh, no, non posso.

Joey: Quindi, uh, suppongo che questo professore sia davvero in ritardo.

A.J: No, non verrà. Succede spesso. Alla fine arriverà un povero stupido supplente che ancora deve laurearsi, e proverà a radunare le truppe per quello che viene comunemente chiamato (rivolto a tutta la classe) un dibattito!

(A.J si alza e raggiunge la cattedra)

A.J: Salve ragazzi. Il Professor Taylor è ad una conferenza di semiotica a Seattle, quindi dovete sopportarmi di nuovo. Ora, oggi abbiamo alcuni studenti del liceo in visita presso la nostra scuola, quindi pensavo di sospendere la nostra discussione sui 'grandi libri', che avevamo già iniziato, e chiedere ad alcuni di loro quali, secondo la loro opinione, sono i libri più belli. (indicando Joey) Tu che mi dici, laggiù nei posti vuoti. Tu con i capelli castani.

Joey: Il mio libro preferito?

A.J: Sai leggere, giusto?

Joey: (ci pensa un attimo e poi dice) Piccole Donne.

A.J: Louisa May Allcott. Interessante. Ora, non leggo quel libro da quando avevo... dieci anni circa. Per quanto mi ricordi è una specie di versione meno riuscita di Jane Eyre. Parlava di una ragazza con un nome maschile, giusto?

Joey: Quella ragazza si chiama Jo. Ha tre sorelle, una madre, un padre che di solito non c'è mai ma anche quando c'è si dimostra un perfetto incapace, e non è di certo il massimo quando si tratta di provvedere alle cose materiali che servono a vivere.

A.J: (con aria di superiorità) Giusto. Sono poveri, ma possono contare l'uno sull'altro. E si parla anche di un ragazzo, il vicino di casa. Si, mi sto ricordando tutto. OK, quindi Piccole Donne. Un classico americano senza tempo, si, ma è giusto definirlo 'un grande libro'? Ed è meritevole di essere incluso nel canone letterario? Voi che ne pensate?

(Una studentessa alza la mano e AJ le fa cenno di parlare)

Studentessa 1: Assolutamente no. Quel libro è sostanzialmente antifemminista.

Studentessa 2: Concordo in pieno. Voglio dire, la protagonista possiede un incredibile genio artistico, ma alla fine rinuncia a tutto, si sposa e inizia a sfornare bambini.

Studentessa 3: Alcott è una scrittrice minore. La maggior parte delle cose che ha scritto, le ha scritte solo per soldi.

(Joey, dal suo posto, incrocia le braccia e guarda malissimo AJ)

A.J: (con aria di superiorità) Quindi cosa impariamo da ciò? Che non possiamo dire che un libro sia grandioso solo perché ci identifichiamo con il suo protagonista.

* * * * *

(Joey, dopo la lezione, sta scendendo le scale - A.J la segue)

A.J: Joey, aspetta.

Joey: Perché, così puoi presentarmi uno dei tuoi super eruditi leccapiedi? Riprovaci un'altra volta.

A.J: Ammettendo che siamo stati un po' cattivi.

Joey: (sarcasticamente) Concordo in pieno.

A.J: Hai detto che volevi un'esperienza universitaria.

Joey: Non essere così falso. Quello che hai fatto la dentro è stato molto crudele. Mi conosci appena, A.J. Forse sono solo un'ingenua ragazzina di liceo, ma a dire il vero stavo cercando di avere un - un assaggio della parte divertente di un'esperienza universitaria, non certo di quella dolorosa. O magari passi talmente tanto tempo davanti al tuo iBook che hai persino dimenticato che esiste una parte così?

A.J: (sincero) Scusa. Che ne pensi di ricominciare da capo? Dammi la possibilità di mostrarti com'è veramente il college. Che ne dici?

* * * * *

(Siamo al festival cinematografico - Dawson sta guardando un film - il pubblico è affascinato)

Un tipo: (rivolto a Dawson) Hai idea di chi sia questo film? E' una cosa stupefacente, un livello superiore.

(il film finisce e il pubblico applaude entusiastico)

Annunciatore: Possiamo avere qui il giovane regista di talento di questo film?

(il pubblico fa una standing ovation appena Nikki si alza per andare sul palco - Dawson la guarda sorpreso e confuso)

* * * * *

(Fuori dall'auditorio - Dawson si avvicina a Nikki che sta provando a prendere un pacchetto di M&M's da un distributore automatico)

Nikki: Dawson!

Dawson: Ciao.

Nikki: Ho bisogno di una dose di zuccheri dopo quest'esperienza così stressante.

(Nikki colpisce il distributore e ne esce il pacchetto di M&M's)

Nikki: Finalmente.

Dawson: Stressante? Andiamo, è stato un successone.

Nikki: (coincisa) Non fingere di essere felice per me.

Dawson: E tu non fare la falsa modesta.

Nikki: Se fosse andata diversamente, sarei stata davvero felice del tuo successo.

Dawson: Quindi non sei migliore di me solo come regista, ma anche come persona.

Nikki: Senti, perché non ricominciamo da capo?

Dawson: Sì, d'accordo.

(si siedono ad un tavolo)

Nikki: Allora, che ne pensi del mio film? Sul serio. Solo critiche costruttive, per favore.

Dawson: Io, uh, penso che il tuo film sia - sia tecnicamente preciso.

Nikki: Tecnicamente preciso. Sembra un modo carino per farmi cadere giù dal mio piedistallo.

Dawson: Beh, sempre meglio di sintetico. O incomprensibile. O 'non capisci neanche il tuo stesso materiale'.

Nikki: OK. Forse sono stata un po' dura con i miei commenti. Mi dispiace.

Dawson: Ne prenderò nota. Ora, non avevi mai detto, prima di allora, che anche tu partecipavi a questo festival. Perché?

Nikki: Non sono una che parla sconsideratamente, Dawson. Così ti puoi far male.

Dawson: Altroché. Bè, um, sembra proprio che tu li abbia lasciati a bocca aperta. Congratulazioni.

(Dawson si alza e se ne va)

* * * * *

(Andie e la segretaria del preside, Fran, sono sedute ad un tavolo a prendersi un caffè)

Andie: Penso proprio che scriverò di lei.

Fran: Sul tuo tema?

Andie: 'Chi è la persona che ti ha influenzato maggiormente, e perché?'

Fran: Fai bene. Potrebbe aiutarti a riorganizzare le idee che hai su di lei.

Andie: Mi ricordo che un giorno, è stato circa sei mesi dopo l'incidente, la trovai al fiume. Stava seduta nell'acqua, la sua camicetta era bagnata fradicia e ... i suoi capelli erano tutti scompigliati e attaccati al suo viso. Era come se non sapesse dove andare o cosa fare. (in lacrime) Credo che non dimenticherò mai quell'immagine finchè avrò vita.

Fran: (tenendole la mano fra le sue) Ti dispiace se ti infondo una dose di saggezza?

Andie: Fai pure. Dopo averti detto i miei segreti più profondi e tristi, perché no?

Fran: Numero uno. Indossa sempre delle scarpe comode. Se i piedi ti fanno troppo male, non riesci a ragionare in maniera coerente.

Andie: (sorride) OK. E il numero due?

Fran: Rimani alla larga dalle situazioni di cui non hai controllo. Solo perché tua madre non è riuscita a superare la morte di tuo fratello, non significa che tu debba autodistruggerti per far tornare la pace.

(Andie la guarda)

Fran: Scusami, non avrei dovuto intromettermi così.

Andie: No, no, stavo solo pensando a una cosa. Forse quando tua madre inizia a perdere la ragione, sei portata a farlo per, capisci, provare a comprendere quello che sta passando. E' così strano, se non addirittura incredibile, che io stia seduta qui, a Cambridge con-

Fran: (ridacchia) Una segretaria di sessant'anni?

(Andie sorride e annuisce)

Fran: Beh, se c'è una cosa che ho imparato tanto tempo fa - è che la vita può sorprenderti, in mille modi diversi.

* * * * *

(A.J e Joey camminano lungo il corridoio della scuola)

Joey: Sai, per quanto io apprezzi la tua disponibilità a passare del tempo con me, devo chiederti, dove stiamo andando?

A.J: Lo vedrai.

(Arrivano di fronte a una porta, e A.J la apre con una chiave - entrano in una stanza piena zeppa di libri con un grande tavolo nel mezzo)

Joey: OK, cos'è questo posto?

A.J: Una biblioteca ricca di manoscritti e libri unica nel suo genere.

Joey: Ed è qui che dobbiamo stare?

A.J: (sorride) Qual è il problema? Hai paura che le guardie vengano ad arrestarci? Volevo mostrarti una cosa.

(A.J prende una piccola scala e la usa per arrivare a prendere una scatola che si trova in alto su uno scaffale)

Joey: Cosa?

A.J: Siediti.

(AJ scende ed entrambi si siedono al tavolo)

A.J: Guarda qui.

(Apre la scatola e le mostra una vecchia copia del libro Piccole Donne)

Joey: Piccole Donne?

A.J: Non esattamente. Il libro di Piccole Donne che conosciamo oggi in origine fu pubblicato in due volumi separati. Questo è solo il primo. Ma è la copia personale posseduta da Louisa May Alcott. Tieni, sfogliala. Con cautela però. Vediamo cosa il tuo libro preferito ha da offrire.

(Joey prende il libro e lo sfoglia delicatamente, fermandosi ad una pagina ben precisa)

Joey: Questa è la parte in cui Jo e Meg vanno alla festa della Signora Gardiner. (legge) 'Jo vide un giovane dai capelli rossi avvicinarsi a lei, e timorosa che lui potesse farle la corte, si rifugiò in un angolo nascosto da una tenda. Ma si ritrovò faccia a faccia con il ragazzo di nome Lawrence'.

A.J: (leggendo) '"Non ti preoccupare, resta pure se vuoi."'

Joey: '"Non ti disturbo?"'

A.J: '"Affatto. Sono venuto qui solo perché non conosco molte persone e sulle prime non mi sono sentito a mio agio, capisce?"'

Joey: '"Anch'io. Non se ne vada per favore, Signore, a meno che lei non lo voglia."'

A.J: 'Il ragazzo si sedette e guardò gli stivali di lei. "Come sta il suo gatto, Signorina March?"'

Joey: (girando pagina) '"Bene, grazie, Signor Lawrence. Ma non mi chiami Signorina March, solo Jo."'

(si guardano negli occhi per qualche secondo, poi Joey richiude il libro e glielo restituisce)

Joey: Mia madre me lo leggeva sempre. Ecco perché mi ha chiamata Josephine. Era il suo libro preferito.

A.J: Era?

Joey: E' morta.

A.J: Mi dispiace.

Joey: Suppongo che sia questo il motivo per cui lo leggo. E rileggo. Perché quando lo faccio, è - è come se fosse ancora con me.

A.J: Quindi- quindi è come un amico, il libro?

Joey: Sì. Esattamente.

A.J: Beh, gli amici non bastano mai, Potter virgola Joseph. (Joey sorride)

Joey: Allooora, Signorina A.J Moller (AJ sorride), qual è il tuo libro preferito? Un pesante mattone di Erodoto?

A.J: Tieniti pronta-Il Leone, La Strega, E L'Armadio.

Joey: (sorride, fingendosi scioccata) Bè, sembra alquanto infantile.

A.J: Completamente. Ma, come le cose belle della vita, è semplice, dolce... e magico.

* * * * *

(Jack entra in un bar gay, con tanto di luci soffuse e musica ad alto volume - camminando vede un gay che lo sta guardando e così di avvicina al bancone)

Barista: Ciao, che vi servo?

Jack: Uh, Io- io, um, io direi-

Un Uomo: Io dico che non può reggere molto più di una birra. Portacene due.

Jack: Oh- oh no, - non - non devi-

Uomo: Tutto OK, la volevo anch'io.

Jack: Grazie.

Uomo: (sorride) Sei adorabile.

(Jack fa un mezzo sorrisetto ed evita il suo sguardo)

Uomo: Sei timido, vero? Bè, ricominciamo da capo, OK? Tu non sei adorabile, ed io non sono attratto da te. Vorresti andare da qualche altra parte? Voglio dire, questo posto non fa davvero per te. Noi- potremmo solo parlare, OK? Magari, non lo so, potremmo conoscerci un pochino meglio, e-

(Jack se la da a gambe appena quel tipo si volta per prendere le birre)

* * * * *

(All'auditorio - vengono annunciati i vincitori del festival)

Annunciatore: Al secondo posto abbiamo... Windscape, di David Steiner.

(applausi - David sale sul palco per ritirare il premio - viene inquadrata Nikki - dalla sua espressione sorridente si capisce chiaramente che è sicura di vincere)

Annunciatore: Ed ora, al primo posto, vince il festival ... Tommy e Moe, di Carl e Michael Biggins.

(applausi - Nikki, delusa, si alza e se ne va - Dawson la insegue e riesce a fermarla fuori dall'auditorio)

Dawson: Nikki.

Nikki: (bruscamente) Che vuoi ora? Mettere il dito nella piaga?

Dawson: La vittoria era tua.

Nikki: Come scusa?

Dawson: Ho visto ogni singolo film di quel festival e il tuo era il migliore, te lo giuro.

Nikki: Evitiamo la finta compassione, okay?

Dawson: Non sto mentendo, Nikki. E' un dato di fatto.

(si ferma e si volta per guardare Dawson)

Nikki: Se per te va bene, adesso vorrei stare un po' da sola.

Dawson: Come puoi essere così sconvolta?

Nikki: Come se il tuo fallimento non ti abbia sconvolto!

Dawson: Hai ragione. Ma c'è un'enorme differenza fra quello che è successo a me e quello che è successo a te.

Nikki: E quale sarebbe?

Dawson: Beh, io ho imparato che devo scavare nel profondo, e - e rivelare di più di me stesso nel mio lavoro, specie se sto facendo un film in cui è la cosa fondamentale. Tu hai imparato che nei festival cinematografici non sempre vengono premiati quelli che se lo meritano.

Nikki: (un po' più calma) Volevo vincere, Dawson.

Dawson: Nikki. Il tuo film non era solo tecnicamente perfetto, OK? Era ispirato. Mi ha ispirato. Mi-mi ha fatto ricordare il vero motivo per cui mi sono appassionato al cinema. Non per vincere dei festival, non per la gloria, ma per conquistare le persone. E tu ci sei riuscita, le hai fatte ridere, le hai commosse. Non importa quello che mi è successo, io non mollerò finché non raggiungerò anch'io questo obiettivo.

Nikki: Ti è piaciuto davvero il mio film?

Dawson: Sì. Mi è piaciuto davvero.

* * * * *

(Alla stazione - Dawson si incontra con Andie in fondo ad una scala e si incamminano verso il loro binario)

Dawson: Siamo i primi?

Andie: Sì, almeno sembra.

Dawson: Allora, hai fatto il tuo colloquio?

Andie: Sì, l'ho fatto. Non quello che mi aspettavo, ma forse quello di cui avevo veramente bisogno.

Dawson: Raccontami.

Andie: Oh, per farla breve, ho fatto un incontro casuale che mi ha portato a fare un po' di chiarezza. E tu che mi dici? Hai ottenuto quello per qui eri venuto?

Dawson: (sorride) Sì. E nel modo più inaspettato.

Andie: Hmm. Tanto è sempre così che va a finire.

Dawson: Cosa?

Andie: Ti fai un'idea nella tua testa di come le cose dovrebbero andare, e invece - finisci per consolarti con la meraviglia e la fortuna che hai avuto dalla tua effettiva esperienza.

Dawson: Con chi hai fatto questo incontro casuale, Deepak Chopra?

Andie: Sì, qualcosa del genere.

* * * * *

(Jack è già sul treno, ma sta occupando con le sue valigie il posto accanto a lui e gli altri due di fronte per Dawson, Andie, e Joey)

Ethan: Questi posti sono occupati?

Jack: Uh, sì, gli sto occupando per degli amici.

Ethan: Nessun problema, non dire altro. (riprende a camminare alla ricerca di un altro posto)

Jack: Veramente, sai che ti dico? Um, per me va bene. Non so nemmeno se verranno.

(libera il posto accanto al suo)

Ethan: Sicuro?

Jack: Sì, sicuro.

(Il ragazzo sistema la sua valigia nello scomparto sopra di lui e si siede di fronte a Jack)

Ethan: Mi fai un favore? Svegliami quando il treno arriverà a Capeside.

(si mette la giacca dietro la testa come cuscino)

Jack: (sorpreso) Sei diretto a Capeside?

Ethan: Sì.

Jack: (sorride) Anch'io.

* * * * *

(Dawson sta camminando in un altro compartimento del treno portando alcuni caffè - passa vicino a Nikki senza accorgersi di lei)

Nikki: Ehi, garzone, sono uh, normali o decaffeinati?

Dawson: Nikki! Ciao. Che ci fai qui?

Nikki: Sono oggetto di scambio di genitori divorziati. Mia madre si sta specializzando, è stata trasferita a Chicago, quindi andrò ad abitare con mio padre.

(Dawson si siede sul bracciolo del sedile di fronte a Nikki e la guarda)

Dawson: Conosco la procedura. I miei genitori hanno divorziato da poco.

Nikki: E' brutto, vero?

Dawson: Hmm-mm. Voglio dire, suppongo, capisci, che sia a fin di bene e tutto il resto, ma sai, alla fine è solo una lunga, stancante battaglia che-

Nikki: Se è a fin di bene, allora perché mi sento da schifo?

Dawson: Sì.

Nikki: Sì.

Dawson: Allora, um, dove vive tuo padre?

Nikki: Um, in una città chiamata Capeside.

Dawson: Stai scherzando?

Nikki: No, è - è il preside della scuola di Capeside.

Dawson: (stupefatto) Cosa? Aspetta un attimo. Tuo padre è il Preside Greene?

Nikki: Non dirmi che frequenti la sua scuola?

(Scoppiano in una risata)

Dawson: E' tutto così assurdo.

Nikki: Ma tu guarda il destino!

(ridono di nuovo)

Dawson: Wow. Um, allora, il Signor Jordan, è l'insegnante di cinematografia e la sua classe è sempre piena. Ho dovuto supplicare, mentire e estorcere per essere preso. Ma sai, credo di avere influenza su di lui.

Nikki: Lo conosco già.

Dawson: Cosa?

Nikki: Ci siamo tenuti in contatto via e-mail. E' stato una specie di, uh, insegnante privato.

Dawson: (sorpreso) OK. Non sapevo che avesse fatto una cosa di questo tipo.

Nikki: (scherzando) Sai fronteggiare un po' di competizione amichevole, vero?

* * * * *

(Jack e il tipo di prima stanno parlando)

Jack: Bingham, Breely, e Buckingham?

Ethan: E' una scuola privata.

Jack: Sembra il nome di uno studio legale.

Ethan: Huh. Ogni tanto può sembrarlo. Ma nel complesso, sono felice di non vivere più nella soffocante città di Capeside.

Jack: Allora perché ci stai ritornando?

Ethan: Pene d'amore. Ora ho bisogno delle cure amorose dei miei genitori, brodo di pollo e il conforto del mio letto.

Jack: Una lunga relazione?

Ethan: Due anni. Giuro che sembra come un divorzio. Per non parlare del fatto che lo vedo tutti i giorni a scuola.

(Jack, che stava sorseggiando un caffè, si blocca improvvisamente)

Ethan: Così, ci siamo lasciati, ma viviamo ancora insieme.

(nota Jack che lo fissa)

Ethan: Qual è il problema, aver rivelato di essere gay? Questo è quello che mi dicono tutti, sono il ragazzo gay più onesto e sincero che conoscano. E tu, che mi dici di te?

Jack: Di me?

Ethan: Le persone lo capiscono subito?

Jack: (sospira) Come hai fatto a capirlo? Voglio dire, è - è così ovvio?

Ethan: (ride) A dire il vero, sì. Voglio dire, non in maniera molto marcata, ma più in una maniera...

Jack: In che maniera?

Ethan: Come un bambinone, molto newbie.

Jack: Newbie?

Ethan: Un dolce ma inesperto ragazzo gay che infrangerà molti cuori.

Jack: Mi fai sembrare così invitante.

Ethan: Beh, diciamoci la verità, la maggior parte dei ragazzi sono dei tali stupidi.

Jack: Che vuoi dire?

Ethan: Lo scoprirai. (pausa) Come hai detto che ti chiami?

Jack: (si schiarisce la voce due volte) Jack. Jack McPhee.

Ethan: (gli porge la mano) Ethan. E' un piacere conoscerti.

* * * * *

(Joey e A.J stanno camminando verso il binario)

A.J: Spero di non averti tenuta alzata tutta la notte.

Joey: Mi hai parlato per 8 ore di Ulisse.

A.J: Sì, lo so. Qualche volta è difficile non pensare al proprio lavoro di supplente. Specialmente quando sei davvero appassionato di qualcosa, capisci, perché allora l'imbranato che è dentro di te cresce selvaggio. E tu, che mi dici di te Joey Potter? Cos'è che ti appassiona? Cosa desideri ardentemente?

Joey: Non lo so. Voglio dire, avrei voluto...

A.J: Ma?

Joey: Beh, negli ultimi anni la mia vita è stata incentrata unicamente su un ragazzo. Patetico vero?

A.J: Ma, ora non state più insieme?

Joey: No.

(camminano per un po' in silenzio finché non si ritrovano vicini al treno, allora si fermano)

A.J: Sai cos'è la 'varietà'?

(scuote la testa)

A.J: E' una roba di matematica. E' difficile da spiegare. Ma, immagina di diventare piccola come uno spillo disteso sulla superficie di una frittella. Ti guardi intorno e ti sembra di stare seduta su - un disco piatto, giusto? Ma cambi angolazione e ti distendi su una curva, e improvvisamente questa ti sembra come - come una retta.

Joey: Credo di essere rimasta ancora alla frittella.

A.J: In altre parole, il modo in cui una cosa ci sembra da lontano potrebbe essere leggermente diversa dal modo in cui ci appare da vicino.

Joey: Quindi, affinché io capisca le cose, devo fare un passo indietro?

A.J: (sorride) Stai alla larga dall'i-Book.

(si sorridono)

A.J: Senti, ti andrebbe bene se, ecco, ti chiamassi una volta?

Joey: (si stringe nelle spalle) Beh, non ci sarebbe niente di male.

A.J: OK.

Joey: Hai una penna?

A.J: (guardando nella sua giacca) Oh. Sì. Hai- hai- hai un pezzo di carta?

Joey: Um (controlla nelle tasche), no.

A.J: (dispiaciuto) Oh.

(Joey gli prende la mano e gli scrive sopra il numero - si sorridono - lui fa per stringerle la mano, ma si accorge che non può usare la destra perché sopra c'è scritto il numero di Joey, quindi si stringono la mano sinistra)

Joey: Arrivederci.

A.J: Arrivederci.

(Joey sale sul treno proprio mentre Dawson e Nikki le passano accanto)

Dawson: Joey! Ciao, questa è, uh, Nikki. Nikki, Joey.

Nikki: Ciao. Piacere di conoscerti.

Dawson: Frequenterà la nostra scuola.

(Joey si volta verso AJ e si salutano di nuovo con la mano)

Dawson: Chi è quello?

Joey: (si stringe nelle spalle) Il mio compagno di stanza.

(Joey si incammina, Dawson 'da gentiluomo' fa passare prima Nikki, ma intanto lancia un'ultima occhiata sospettosa a AJ)

* * * * *

(Joey e Dawson sdraiati sul letto di Dawson)

Dawson: E' solo una mia impressione, o la prospettiva di andare al college si è fatta più ampia?

Joey: Capisco che vuoi dire. E' solo la luce alla fine del tunnel, o un'imminente semifinale?

Dawson: O entrambi?

Joey: Beh, penso che dobbiamo solo farci l'abitudine.

Dawson: Hmm. Hai mai avuto quei momenti in cui ti rendi conto che il mondo ti ha attaccato sul lato più vulnerabile? (pausa) Stavo pensando ad una carriera nei fast-food.

(Joey sospira esasperata)

Dawson: 'Benvenuti al 'Regno dei Tacos', posso servirvi?' Mi viene già naturale.

Joey: Dawson, nella vita non si vince sempre. Voglio dire, devi provare gioia per il progresso, devi amare le cose per come vengono.

Dawson: Bel punto. Allora mi domando, che, uh, lezione di vita hai imparato da questo fine settimana?

Joey: Ecco... il college per me ha sempre significato andarmene una volta per tutte da Capeside, giusto?

Dawson: Giusto.

Joey: Ora penso che possa significare più di questo. Voglio dire, fa paura, è vero, ma è un mondo pieno di persone che hanno delle passioni. Si insomma, delle persone che si entusiasmano di fronte ai libri e alle teorie e... sembra che entusiasmino anche me.

Dawson: (serio) I miei sospetti sono stati confermati.

Joey: Che vuoi dire?

Dawson: Che sei davvero ... una grande stupida.

(sorridono)

Joey: Allora, è solo una mia impressione, o- o improvvisamente questa stanza sembra un po' più piccola?

Dawson: Davvero?

(Joey annuisce)

Dawson: A me sembra piuttosto... sicura.

(si siedono per un attimo, poi Joey si alza per andarsene)

Joey: Ci vediamo, Dawson.

Dawson: Ci vediamo, Joey.

(Joey se ne va dalla finestra)

Traduzione eseguita da Cristina Camusi
(più alcuni ritocchi da parte mia)




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