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D C . i n . I t a l i a
(conosciuta anche come "Alessandra's Italian Dawson's Creek Page")

In questa pagina proverò a tracciare una brevissima storia delle trasmissioni italiane di DC, a partire dall'inizio su TelePiù che, ammetto, ho perso: nonostante quello che la gente pensi di me, ho iniziato a vedere "Dawson's Creek" dalla settima puntata! Tenterò lo stesso, comunque, di fare una breve narrazione delle vicissitudini di DC in Italia. Se la trovate poco aggiornata, beh, me ne scuso. E siete i benvenuti se volete scrivermi con delle novità.





PAY-TV (1998-1999):










Dawson's Creek viene trasmesso per la prima volta trasmesso da TelePiù, una PAY-TV, intorno al periodo di Natale 1998 (calcolando che la settima puntata è stata trasmessa a metà Febbraio). All'inizio non viene visto da molte persone, poichè sono poche quelle che dispongono di decoder o di antenna parabolica, e sicuramente ancora meno sono le persone che dispongono di abbonamento a TelePiù e non lo usano solamente per le partite di calcio e le Prime Visioni di film più famosi. Con un po' di attenzione ci si accorgerebbe che in realtà TelePiù offre una vasta gamma di spettacoli importati direttamente dagli USA, molto spesso serie che lì sono molto famose, come ad esempio "Homicide: Life on the Street" o "Spin City". Comunque, il fatto di essere trasmessa da una "pay-TV" è sotto certi aspetti dannoso nei confronti del telefilm, poichè nessuno ne viene a conoscenza. In Italia DC ha un'accoglienza del tutto in sordina, visto che raramente capita che in una compagnia ci sia più di una persona che dispone di PAY-TV, e perciò la fandom stenta a formarsi. Probabilmente gli appassionati ci sono, ma ovviamente non sanno come incontrarsi. Eppure giornali come "Ciak" lo citano quando parlano dei vari attori come se chiunque ne fosse a conoscenza...

Le trasmissioni proseguono da Gennaio fino a Giugno al ritmo di una puntata alla settimana, spaziando per tutta la prima e parte della seconda stagione. Col tempo, vista la costanza di TelePiù nello trasmettere le varie puntate, si sedimenta un gruppo di persone che inizia a seguire fedelmente il telefilm, ma è un numero infimo se paragonato alla massa di ragazzini adoranti che popolano il Web.

D'estate si passa alle repliche, una vera manna per chi si era avvicinato in ritardo allo show. Col ritmo di quattro puntate a settimana, il cerchio si chiude alla perfezione a Settembre, quando si raggiunge la puntata a cui erano finite le trasmissioni e, il mese successivo, riprendono le nuove puntate. La trasmissione prosegue fino all'esaurirsi di tutte le puntate della seconda stagione (mentre negli USA iniziano a settembre quelle della terza). Contemporaneamente alla fine della seconda stagione su TelePiù prende piede su Italia1 l'idea di far conoscere DC a tutti gli altri spettatori...

A parere mio, uno dei vantaggi che la trasmissione sulla Pay-TV comporta è il fatto che, se per caso il giorno in cui c'era la puntata di DC non ho avuto abbastanza fosforo nel cervello per ricordarmi di vederlo, posso riparare vedendo l'episodio in replica il giorno dopo. Molto spesso (non so se capiti anche a voi) mi ricordo di Dawson's Creek un paio di ore dopo che è stato trasmesso... un errore imperdonabile se si trattasse di un'altra rete televisiva. Per fortuna, posso contare sulle repliche, che seguo durante tutta la settimana. La media, per le puntate in prima visione, è stata di quattro repliche nell'arco di una settimana, tutte in fasce orarie diverse, sempre utili per gli sbadati come la sottoscritta.

Ma non solo questo è uno dei lati positivi: l'altro sostanziale e FONDAMENTALE vantaggio, almeno per una cinefila come me, è la possibilità di sentirlo in lingua originale. E questo mi è possibile anche grazie alle repliche, così da permetermi di vedermi lo stesso episodio prima nella versione doppiata, e poi (cosa che solo una pazza come me può apprezzare, forse) ANCHE la versione originale. Vi dirò di più: se dovessi scegliere tra una versione e l'altra, come è capitato quest'estate con le repliche della prima stagione, io sceglierei quella in lingua originale. A volte mi faccio paura da sola...


ITALIA 1 (2000-):






Le pubblicità sono iniziate nel periodo di Natale, ideale per catturare l'attenzione di tutti gli studenti a casa in vacanza. Orari strategici: durante "La Tata", "I Simpson", e altri programmi molto gettonati. Che conosceva DC da TelePiù si è sinceramente sentito spiazzato, sia piacevolmente che spiacevolmente. Finalmente DC stava ricevendo la pubblicità sognata per un intero anno... ma a che prezzo?

Avrebbe avuto successo? Avrebbe retto l'assalto dei giornali? Solo il tempo avrebbe potuto dirlo. Da Giovedì 13 Gennaio 2000 DC è stato dunque reso disponibile per TUTTI QUANTI! Mediaset ha infatti iniziato la trasmissione di "Dawson's Creek" il Giovedì alle 20.45, proponendo due episodi alla settimana. Se ve lo perdete il Giovedì, potete beccare, ogni tanto, la replica sabato pomeriggio subito dopo i Simpson, o al massimo di domenica. Pare che queste "scorpacciate" di puntate per gli sbadati (sembra che anche Mediaset abbia imparato a conoscermi...) si chiamino "Un pomeriggio con Dawson's Creek"... titolo che in quanto ad originalità e bellezza ha da competere con "Alessandra's Creek" (anche a voi fa ridere il nome del mio sito, vero? Figuratevi a me...). Niente più terza e quarta possibilità, però. Beh, a dire il vero nessuno dei "puristi" di TelePiù dovrebbe avere problemi perchè, se segue DC dai tempi della Pay-TV, ha già visto e probabilmente anche registrato tutti gli episodi. Ma visto che spesso anche la sottoscritta ha rischiato di perderne, tanto vale non scordarsi l'appuntamento.

Passata l'estate, dopo un paio di settimane di repliche per far recuperare quelli che si erano persi alcuni episodi, ci sono state alcune puntate della Terza stagione nell'autunno del 2000, subito interrotte senza una spiegazione. Dopo mesi di perplessità, E-mail adirate e richieste a Mediaset, finalmente DC è tornato. Una puntata al giorno, e nel giro di 15 giorni sono state sparate tutte le cartucce che ci separavano dalla fine della stagione. Dopodichè, non paghi della overdose propinata agli ascoltatori, ecco a voi la puntate della Quarta Stagione! Ma, ovviamente, era troppo bello per essere vero: le puntate sono state tagliate a metà.

Al momento la programmazione sembra essere rinsavita. Puntate intere, una al giorno, come da programma... con gli ovvi tagli ai pre-sigla tipici di Mediaset!



P r o g r a m m a z i o n   i t a l i a n a

DC può essere correntemente visto:

Da Lunedì a Venerdì, ore 15.00 Su Italia1

Per informazioni dettagliate, questa è la pagina sul sito ufficiale Mediaset. Come sapete, se avete informazioni urgenti riguardo la programmazione di DC mandatele qui.
Per chi vuole informazioni più esaurienti, rimando come sempre al famoso sito ufficiale.


C o s a   d i c e v a n o   i   g i o r n a l i . . .

Questi articoli servono a ricordarvi quanto l'arrivo di DC su Italia 1 ha fatto parlare i giornalisti. Una mia opinione sincera? Fiato sprecato! Fatevi qualche risata:




Dagli Usa il "Serial"TV che ha fatto scandalo
Sbarca da domani su Italia1 "Dawson's Creek", il serial che ha sollevato polemiche in America raggiungendo però le vette degli ascolti. Protagonisti un gruppo di quindicenni di provincia.
Serial & trasgressione. Va in onda domani sera (20.45) su Italia 1 la serie per teenagers che ha già scandalizzato l'America.


SESSO A 15 ANNI, BENVENUTI A "DAWSON'S CREEK"
di Piero Degli Antoni


MILANO - Sono arrivati gli "Happy Days" degli anni Duemila. Se Richie Cunningham si esaltava accompagnando la mamma a fare la spesa, e il massimo della trasgressione era rappresentato da Fonzie che con un pugno rubava una Coca Cola alla macchinetta automatica, ora i tempi sono davvero cambiati. I quindicenni protagonisti di "Dawson's Creek" (in onda su Italia 1 alle 20.45 ogni giovedì) non fanno altro che parlare di sesso, sesso, sesso. E ogni tanto lo fanno. Magari con una professoressa.
Ogni generazione di Teen-agers ha avuto bisogno di una serie televisiva in cui identificarsi. Se quella di Fabio Fazio rimpiange "Happy Days", negli anni Ottanta e Novanta abbiamo avuto "Beverly Hills" e "Melrose Place", cioè l'ostentazione di bellezza e ricchezza, ambientate nel cuore dell'America più americana che ci sia. Con "Dawson's Creek" i ragazzini degli anni Duemila trovano i loro idoli in una piccola sperduta cittadina del North Carolina. I protagonisti sono quattro: Dawson (il biondo James Van Der Beek), l'amica del cuore Joey (Katie Holmes), l'amico Pacey (Joshua Jackson) e la nuova arrivata Jennifer (Michelle Williams). Cosa fanno questi quattro? Dawson, il più pacato della truppa, vive in una maniacale esaltazione per il cinema e, sopratutto per Steven Spielberg. Ma persino lui (che ad un certo punto dice: "Se il sesso è così importante nella vita, perchè Spielberg non ha mai girato una scena di sesso?"), viene preso dal turbine di sconvolgimento erotico che rapisce gli adolescenti della cittadina. E così soltanto nella 1° puntata , possiamo assistere alle seguenti scene: 1) Joey annuncia all'amico Dawson che non potranno più dormire insieme (platonicamente) come hanno sempre fatto. Perchè? Chiede lui "Perchè io ho il seno e tu i genitali". "Li ho sempre avuti!" "Ma non così grossi"; 2) Joey chiede al povero Dawson, con limpida metafora: "Quante volte alla settimana giochi con il tuo gioiellino?"; 3) Jennifer è appena arrivata da New York per curare il nonno infartuato. La nonna è una trementa baciapile come se ne trovano solo in America, una di quelle che dice una preghiera anche prima di mettere lo zucchero nel caffè. Bè , l'indomita Jennifer non solo svela di colpo alla povera nonna, senza preparazione, e sopratutto senza curarsi di un secondo eventuale infarto in famiglia, di "essere un'atea", ma poi la sfida a pronunciare la parola "pene".
Figuratevi cosa può essere accaduto in America quando la serie è andata in onda. Polemiche, critiche, sollevazioni di organizzazioni famigliari e tutto il resto, con quella dose massiccia di isteria che la nazione più liberale del mondo si concede quando ci sono di mezzo i minorenni. "L'insegnante che seduce il suo allievo potrebbe essere accusata di pedofilia", ha ammonito severo il preside di una delle tante associazioni che dovrebbero proteggere i fanciulli. Ma i fanciulli, ignari del pericolo, fanno la ressa davanti ai televisori: milioni di teen-agers sono diventati fedelissimi appassionati, nonostante la serie vada in onda su WB, un'emittente che non fa parte delle major. E i quattro protagonisti sono stati celebrati da altrettante copertine dell'autorevole settimanale "Tv Guide". Non per nulla il creatore del telefilm, Kevin Williamson, è il regista che ha saputo colpire lo stesso pubblico giovane con film come "Scream" e "So cosa hai fatto". Oggi ha 32 anni ma ammette di sentirsi ancora un ragazzino, e di ricordarsi benissimo "la prima volta che qualcuno mi ha fatto battere il cuore". Williamson sottolinea che gran parte delle storie raccontate sono tratte dalla sua esperienza autobiografica: si vede che nel North Carolina gli adolescenti sono sempre stati piuttosto precoci. Risultato? Un ritratto piuttosto crudo dei quindicenni americani. Da noi come lo accoglieranno: con un'osanna o una pernacchia?

"Resto del Carlino" (12.01.00)




"DAWSON'S CREEK": così fan sesso a quindici anni in un mondo senza alcool, droga e altri problemi.
di Marina Cappa

MILANO - Annunciato come il telefilm della trasgressione 2000, per gli espliciti riferimenti sessuali, già passato sugli schermi criptati di Telepiù (e lì notato dalle adolescenti, grazie al bel faccino del protagonista: James Van Der Beek), "Dawson's Creek" ha debuttato giovedì nella prima serata di italia 1. Da un duplice osservatorio lo hanno guardato per noi Paolo Crepet e la coppia creativa Aldo Cernuto e Roberto Pizzigoni.
Crepet, psicologo ed esperto di disagio giovanile: "Non mi è sembrato male. E' un prodotto molto digeribile. Anche troppo. Dopo, non ti ricordi neanche di averlo consumato. Benché annunciato come scandalistico, mi è sembrato molto edulcorato: i suoi personaggi parlano si sesso e amore, come gli adolescenti di tutto il mondo. Ma nessuno affronta il vero problema dei ragazzi, che è l'angoscia del crescere. A Dawson's Creek non c'è droga, non c'è alcool, non c'è vera increspatura nel mare del vivere. Certo, si trovano alcuni spunti peperini: la passione per la professoressa, la mamma che fa le corna a papà. Però, poi, è tutto molto addolcito. Mi sembra che il telefilm stia alla realtà degli adolescenti come il calendario della Ferilli sta alla donna italiana media".
Cernuto-Pizzigoni, pubblicitari della Lowe Pirella Gottsche e autori del libro "Il mal d'idea": "Secondo noi, qualcuno a tavolino ha deciso di fare un prodotto che trattasse temi scabrosi ma con un linguaggio castigato. Costruito con bravi attori, buone musiche e storie decenti, Dawson's Creek è in realtà una tipica operazione di marketing: cerca il piccolo scandalo e lo fa attraverso i temi della sessualità. Per esempio: attraverso l'amore con la professoressa abbozza la pedofilia (i protagonisti si dichiarano quindicenni), ma contemporaneamente fa intuire al pubblico che nella realtà gli attori sono più adulti dei personaggi che interpretano. D'altra parte, la programmazione in prima serata fa pensare che non lo guarderanno solo gli adolescenti ma tutta la famiglia. Quindi, se dovessimo scegliere quali spot inserire nei break del telefilm non metteremmo prodotti esplicitamente per ragazzi".


"Il Resto del Carlino" (15.01.2000)




"DAWSONS'S CREEK" RITRATTO DEI NUOVI GIOVANI
di Aldo Grasso

Non si è ancora spenta l'eco delle polemiche per la partecipazione tv degli amanti di Montecastrilli che già un quindicenne si mette a baciare la sua professoressa di 40 anni. Non in Umbria ma nel Massachusetts, a Capeside. Ma nella fiction tutto è permesso, purché ci sia una ragione formale. E «Dawson's Creek» (Italia 1, giovedì, ore 20.45, già in onda su Tele+) di ragioni ne ha più d'una. Non è un ritratto generazionale (l'eco della «generazione x» si percepisce se mai nella ricchissima colonna sonora e nel sistema delle citazioni cinematografiche) quanto piuttosto una storia paradigmatica con protagonisti 4 teenager alle prese con la loro pubertà. Qualcosa di molto simile a «Happy Days», ma con una esplicazione maggiore dei problemi sessuali. Come se la famosa linea d'ombra conradiana, l'impercettibile segnale «che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro», fosse vista in maniera più disturbante attraverso l'insicurezza dei sentimenti. «Stiamo crescendo», dice Joey, una ragazza non risparmiata dalle avversità: «Stiamo crescendo. Tutto qui. In fondo anche Spielberg ha superato la sindrome di Peter Pan».
La serie è ideata e prodotta da Kevin Williamson, sceneggiatore dei meta-horror «Scream» e «Scream 2», regia di Wes Craven, e di «So cosa ha fatto», regia di Jim Gillespie, procede in modo disuguale, offrendo ora squarci d'intenso lirismo ora soluzioni manierate, ora brillanti e raffinate citazioni cinefile (e letterarie)ora facili giochini stilistici.
Comunque la storia, narrata con gran professionalità che ha appassionato gli adolescenti americani, dà alla baia di Dawson un valore apologetico di tutto rispetto.


"Il Corriere Della Sera" (15.02.2000)




CHE BRAVI RAGAZZI !
di Giovanna Fumarola

Happy Days, Twin Peaks, Beverly Hills? Roba da dinosauri. Il cult per adolescenti del 2000 si chiama Dawson Creek, democraticamente arrivato su Mediaset dopo essere stato privilegio per alcuni mesi degli abbonati di Tele+.
Il telefilm è ambientato in una cittadina del Massachussets, Capeside. Nella quale, vivono, amano, soffrono, Dawson, il classico sano ragazzo statunitense, i suoi amici quindicenni e gli adulti che li circondano. Con le classiche tipologie di caratteri: la vivace e la sciacquetta, il ribelle e il bravo ragazzo, il genitore e il professore.
Ecco una mini-guida per conoscere i protagonisti.
DAWSON LEERY (JAMES VAN DER BEEK): biondino, i maligni sostengono abbia l'espressività di un cocker spaniel. Frequenta il liceo e sogna di diventare regista. E' ossessionato da Steven Spielberg, suo mito; i poster dell'inventore di E.T. troneggiano in cameretta. Ha un'amica del cuore, Joey (diminutivo di Josephine), con la quale si confida, scherza e chissà.....Ma prende una cotta per Jen, biondina di New York.
JOEY POTTER (KATIE HOLMES): una specie di Jo di Piccole Donne. Un po' maschiaccio, anche se molto femminile nell'aspetto, coraggiosa e niente affatto smorfiosa. Grande amica di Dawson, da sempre si arrampica alla sua finestra per incontrarlo, in un clima cameratesco. Ma quando i due si iscrivono al liceo, tutto cambia..... l'età dell'innocenza è finita. Joey vive con la sorella maggiore, mamma è morta e papà sta in prigione.
JENNIFER LINDLEY (MICHELLE WILLIAMS): biondina, un po' lacrimosa, vanta un altissimo numero di navigatori Internet che la odiano (vedere per credere il sito: www.dawson.creek.com/about.html). Arriva a Capeside da New York, per vivere con i nonni. Nel suo passato c'è qualcosa di traumatico. Nonostante l'aspetto angelicato, è assai più "navigata" del partner Dawson.
PACEY WITTER (JOSHUA JACKSON): in apparenza è il perdente del gruppo, senza stimoli e mete che non siano la conquista delle ragazze. Ma rischia di diventare il più simpatico, quello meno integrato. Amico di Dawson e Joey, nonostante una reciproca diffidenza iniziale.

"TV Sette", inserto de "Il Corriere della Sera" (9-15.01.2000)




SE I RAGAZZI AMERICANI CORTEGGIANO LA PROF
Stasera su Italia Uno "Dawson's Creek", ritratto degli adolescenti

(s.f.)

ROMA - Più che l'erede di "Beverly Hills", serie cult per adolescenti, Dawson's Creek, il nuovo telefilm in onda stasera su Italia Uno alle 20.45, sembra la versione anni 90 di "Peyton Place". Ambientato nella piccola cittadina di Capeside, nel Massachusetts, racconta di un gruppo di quindicenni: il biondo Dawson (James Van Der Beek) che sogna di diventare regista, è un fan di Steven Spielberg e tiene la sua foto sul comodino; l'inquieta Joey (Katie Homes), orfana di madre che considera la sua casa la stanza di Dawson; Pacey (Joshua Jackson), il seduttore; Jennifer (Michelle Williams), la nuova arrivata, che conquista Dawson e farà ingelosire Joey. Giovani, carini e molto preoccupati dall'idea di dover crescere, i ragazzi non sarebbero malvagi, ma sono puniti dai dialoghi. "È da quando hai sette anni che dormi con me" dice Dawson all' amica Joey, che non vuole più dividere con lui il lettone. "Lo so ma adesso io ho il seno e tu hai i genitali". "Li ho sempre avuti" ribatte il ragazzo. "Ma non così grossi" obietta lei "Voglio soltanto dire che i nostri emergenti ormoni stanno cambiando le cose".
Gli "emergenti ormoni" ritornano anche in un altro dialogo da fantascienza, tra uno studente e la professoressa che sembra uscita dalla scatola di Barbie, completa di cotonatura che sfida la forza di gravità. Lui l'ha vista una volta: la signora, come un'apparizione, entra nel negozio di videocassette dove l'intrepido Pacey lavora. Chiede di noleggiare Il laureato ed è fatta. Qualche giorno dopo, il paffuto quindicenne se la ritrova in classe: è la sua insegnante. Pacey non la affronta con frasi tremebonde, ma con piglio da psicanalista: "Come può dire che ha solo noleggiato una cassetta? La verità è che lei è uno schianto di donna che si sente insicura alle soglie dei quaranta anni. Per cui se un ragazzo giovane e forte come me le fa la corte a lei fa piacere, la esalta, cerca di immaginare come sarebbe stare con qualcuno che è a un passo dal diventare uomo, perché questo la fa sentire ancora attraente. Le dirò che ha sprecato un'occasione signora, sarebbe stato il miglior sesso della sua vita". La professoressa, rapita: "Su una cosa hai torto marcio: tu non sei un ragazzo". Lui prende fiato e lei lo bacia.
Ideato e prodotto dal trentenne Kevin Williamson, autore di film cult per giovanissimi come So cosa hai fatto e Scream, in America Dawson's Creek è diventato un piccolo fenomeno di costume perché affronta temi come il sesso, la masturbazione, l'omosessualità, la pornografia.
La colonna sonora è firmata da Pretenders, Chumbawamba, Savage Garden, Meredith Brooks, Phish, Jewel, Garbage, Tori Amos: l'album tratto dal telefilm ha scalato le classifiche americane. Tante le citazioni cinematografiche: ben 45 solo nella puntata pilota, da Psycho ai film di Spielberg.


"La Repubblica" (13.01.2000)




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